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I fuochi del cielo

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I fuochi del cielo
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«Solo uno» disse Amys, «grazie alla Luce, ma ne sono sorpresa.»

«Erano due» rispose Rand. «Ho... distrutto l’altro.» Perché esitare unicamente perché Moiraine lo aveva messo in guardia contro il fuoco malefico? Era un’arma come qualsiasi altra. «Se Aviendha non avesse ucciso questo, forse mi avrebbe preso.»

«È stata la sensazione dell’incanalare che ci ha attirate» intervenne Egwene, guardandolo dall’alto in basso. All’inizio Rand pensò stesse controllando se era ferito, ma la ragazza prestò particolare attenzione ai suoi piedi con le calze, quindi guardò la tenda, dove un’apertura sull’entrata mostrava una luce. «L’hai di nuovo fatta arrabbiare, vero? Ti ha salvato la vita e tu... Uomini!» Scuotendo disgustata la testa lo oltrepassò per entrare nella tenda. Rand sentì delle voci deboli, ma non riusciva a capire cosa dicessero.

Melaine si tirò lo scialle. «Se non hai bisogno di noi, allora dobbiamo andare a vedere cosa è accaduto laggiù.» Quindi si allontanò velocemente senza aspettare le altre due.

Bair rise mentre lei e Amys la seguivano. «Vogliamo scommettere su chi andrà a controllare per primo? Mi gioco la collana di ametista che ti piace tanto contro quel tuo braccialetto di zaffiri.»

«Accetto. Io scelgo Dorindha.»

La vecchia Sapiente rise di nuovo. «Ha gli occhi ancora pieni di Bael. Una sorella prima è una sorella prima, ma un nuovo marito...»

Si allontanarono e Rand si chinò verso l’entrata. Ancora non era in grado di capire cosa si dicevano, a meno che non infilasse l’orecchio nella tenda, e non lo avrebbe fatto. Certamente ormai Aviendha si era vestita con Egwene presente. Eppure pensando a come Egwene si era adattata alle usanze Aiel era probabile che invece si fosse spogliata anche lei.

Un delicato suono di passi annunciò l’arrivo di Moiraine e Lan, per cui Rand si tirò su. Anche se riusciva a sentirli entrambi respirare, il passo del Custode era appena percettibile.

Moiraine aveva i capelli che le scendevano davanti al viso e l’abito di seta riluceva alla luce della luna. Lan era completamente vestito, con gli stivali e armato, avvolto in quel mantello che lo rendeva parte dell’oscurità. Il clangore della battaglia stava svanendo fra le colline sottostanti.

«Sono sorpreso che tu non sia arrivata prima, Moiraine.» La voce di Rand sembrava distaccata, ma meglio la voce che lui. Rimase attaccato a saidin, lo combatteva, e il gelo della notte era distante. Ne era consapevole, come anche di ogni pelo sul corpo che si rizzava per un freddo che non lo toccava. «Di solito vieni a cercarmi non appena percepisci dei problemi.»

«Non ho mai dovuto fornire spiegazioni su quello che faccio o non faccio.» La voce della donna era glaciale e misteriosa come sempre, eppure anche alla luce della luna Rand era sicuro che fosse arrossita. Lan sembrava preoccupato, sebbene con lui fosse difficile capire bene cosa provasse. «Non posso tenerti la mano per sempre. Alla fine dovrai camminare da solo.»

«Stanotte ci sono riuscito, vero?» L’imbarazzo scivolò attraverso il vuoto — detto così sembrava che avesse fatto tutto da solo — quindi aggiunse, «Aviendha ha eliminato quello alle mie spalle.» Le fiamme del Draghkar adesso erano basse.

«Allora tanto meglio che si trovasse qui» rispose Moiraine con calma. «Non avevi bisogno di me.»

Non era spaventata, di questo era certo. L’aveva osservata mentre si tuffava nella mischia della progenie dell’Ombra, maneggiando il Potere con la stessa maestria con cui Lan usava la spada, lo aveva visto accadere troppo spesso per credere che la donna fosse intimorita. Allora perché non era venuta quando aveva percepito il Draghkar? Ne era in grado, così come lo era Lan. Era uno dei doni che ogni Custode riceveva dal legame con un’Aes Sedai. Avrebbe potuto costringerla a confessare, sfruttando il vincolo del giuramento che gli aveva prestato e l’impossibilità di mentire apertamente. No, non poteva. O forse non voleva. Non lo avrebbe fatto a qualcuno che stava cercando di aiutarlo.

«Almeno adesso sappiamo a cosa mirava l’attacco» disse Rand. «Per lasciarmi credere che là sotto stesse accadendo qualcosa di importante mentre il Draghkar mi scivolava alle spalle. Ci hanno provato anche alla Fortezza di Rocce Fredde e nemmeno là ha funzionato.» Solo che invece stavolta avevano quasi avuto successo. Se era stato quello il loro intento. «Credevo che avrebbero fatto ricorso a qualcosa di diverso.» Couladin era davanti a lui e i Reietti sembrava che fossero ovunque. Perché non poteva affrontare un nemico per volta?

«Non commettere l’errore di pensare che i Reietti siano creature semplici» disse Moiraine. «Potrebbe facilmente esserti fatale.» Si strinse negli abiti come se desiderasse che fossero più pesanti. «È tardi. Se non hai ulteriore bisogno di me...»

Gli Aiel incominciarono a tornare mentre lei e Lan si allontanavano. Alcuni fecero delle esclamazioni alla vista del Draghkar e svegliarono i gai’shain per portarlo via, ma la maggior parte si limitò a guardarlo prima di ritirarsi nelle proprie tende. Ormai sembravano aspettarsi cose simili da lui.

Quando apparvero Adelin e le Fanciulle, trascinavano i piedi. Fissarono il Draghkar mentre veniva trascinato via dagli uomini vestiti di bianco e si scambiarono delle occhiate prima di avvicinarsi a Rand.

«Non c’era nulla qui» disse lentamente Adelin, «l’attacco era stato lanciato a fondovalle, Amici delle Tenebre e Trolloc.»

«Ho sentito che gridavano ‘Sammael e le Api d’oro!’» aggiunse un’altra. Con la testa avvolta nello shoufa, Rand non riuscì a riconoscere chi fosse. Sembrava giovane, alcune delle Fanciulle non avevano più di sedici anni.

Espirando profondamente Adelin protese una delle lance e la porse a Rand in senso orizzontale, ferma come una roccia. Le altre fecero lo stesso, una per ogni donna. «Noi... abbiamo fallito» disse Adelin. «Avremmo dovuto trovarci qui quando il Draghkar è arrivato. Invece siamo andate via di corsa come bambine per danzare le lance.»

«Cosa dovrei farci con queste?» chiese Rand e Adelin rispose senza esitazione.

«Qualsiasi cosa desideri, Car’a’carn. Siamo pronte e non opporremo resistenza.»

Rand scosse il capo. Maledetti Aiel e maledetto il loro ji’e’toh! Pensò. «Prendetele e fate ritorno alla mia tenda per montare la guardia. Be’? Andate!» Le donne si scambiarono una serie di sguardi prima di obbedire, con la stessa riluttanza con cui lo avevano avvicinato. «E una di voi dica ad Aviendha che entrerò nella tenda al mio ritorno» aggiunse. Non avrebbe trascorso tutta la notte fuori chiedendosi se fosse sicuro entrare. Si allontanò a passi lunghi, e il terreno roccioso risuonò duro sotto i piedi scalzi.

La tenda di Asmodean non era molto lontana dalla sua. Da quella non era provenuto un solo suono. Ne sollevò l’apertura ed entrò. Asmodean era seduto al buio e si mordeva le labbra. All’ingresso di Rand, si fece indietro e non gli diede la possibilità di parlare.

«Non ti aspettavi che ti aiutassi, vero? Ho percepito i Draghkar, ma te la sei cavata, ci sei riuscito. Non mi sono mai piaciuti i Draghkar, non avremmo mai dovuto crearli. Hanno meno cervello dei Trolloc. Dai loro un ordine e uccideranno comunque la prima cosa che si trovano vicina. Se fossi uscito, se avessi fatto qualcosa... Cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse notato? Se si fossero accorti che non potevi essere stato tu a incanalare? Io...»

«È un bene che tu non lo abbia fatto» lo interruppe Rand, sedendosi a gambe incrociate al buio. «Se ti avessi percepito colmo di saidin là fuori, avrei potuto ucciderti.»

La risata dell’altro uomo lo scosse. «Ho pensato anche a quello.»

«È stato Sammael a inviare questo attacco. In ogni caso i Trolloc e gli Amici delle Tenebre.»

«Non è abitudine di Sammael sprecare gli uomini» osservò lentamente Asmodean. «Ma ne farà morire diecimila o dieci volte tanti se gli servisse a ottenere quello che ritiene il giusto costo dell’impresa. Forse uno degli altri vuole che tu ti convinca si tratti di lui. Anche se gli Aiel hanno preso dei prigionieri... i Trolloc non pensano a molto, a parte uccidere, e gli Amici delle Tenebre credono a quello che viene detto loro.»

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