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I fuochi del cielo

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I fuochi del cielo
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Rand stava per guardarla quando disse ‘remissiva’. Una parola meno indicata per descrivere una donna aiel non sarebbe stato in grado di concepirla. Probabilmente significa che ti avviserà prima di accoltellarti, si disse.

Mentre finiva di parlare, nella voce di Aviendha si avvertivano molti suoni soffocati. Forse stava sfilandosi la blusa dalla testa. Rand avrebbe voluto che le lampade fossero spente. No, avrebbe reso le cose più difficili. Era passato tutte le sere attraverso questo rituale da quando avevano lasciato il Rhuidean e ogni notte era peggiore. Doveva porre termine a tutto questo. D’ora in poi la donna sarebbe andata a dormire con le Sapienti, era quello il suo posto. Avrebbe imparato da lei quello che poteva, quando poteva. Intanto aveva avuto lo stesso pensiero per quindici sere di seguito.

Cercando di allontanare le immagini dalla sua mente, Rand aggiunse, «Quella parte alla fine. Dopo che sono stati prestati i giuramenti.» Non appena le Sapienti avevano pronunciato le benedizioni, un centinaio di parenti le si erano fatti intorno, tutti con le lance. Un centinaio di parenti di Bael si erano stretti attorno a lui, che si era dovuto fare strada a fatica verso di lei. Naturalmente nessuno era velato — rientrava tutto nelle usanze — ma il sangue era stato versato da entrambe le parti. «Pochi minuti prima Melaine giurava di amarlo, ma quando Bael l’ha raggiunta, ha lottato come un gatto selvatico.» Se Dorindha non l’avesse colpita alle costole Rand pensava che Bael non sarebbe mai riuscito a caricarsela sulle spalle per portarla via. «Ancora zoppica e ha l’occhio nero che lei gli ha procurato.»

«Avrebbe dovuto comportarsi da debole?» fu la risposta assonnata di Aviendha. «Era necessario che si rendesse conto di quanto valeva la donna. Lei non era un gingillo che potesse mettersi in tasca.» La ragazza sbadigliò e lui la sentì sistemarsi meglio sotto le coperte.

«Che cosa significa insegnare a cantare a un uomo?» Gli uomini Aiel non cantavano, non fino a quando erano abbastanza grandi da impugnare la lancia, tranne gli inni di battaglia e i lamenti funebri.

«Stai pensando a Mat Cauthon?» Aviendha adesso rideva. «A volte un uomo rinuncia alla lancia per una Fanciulla.»

«Te lo stai inventando. Non ho mai sentito parlare di una cosa simile.»

«Be’, non si tratta davvero di rinunciare alla lancia.» La voce era intontita. «A volte un uomo desidera una Fanciulla che non vuole rinunciare alla lancia per lui, per cui fa in modo di essere preso gai’shain da lei. Naturalmente si tratta di uno sciocco. Nessuna Fanciulla guarderebbe un gai’shain nel modo in cui spera. L’uomo viene fatto lavorare duramente, mantenuto al suo posto e la prima cosa che si fa è insegnargli a cantare, per intrattenere le sorelle di lancia mentre mangiano. ‘Gli insegnerà a cantare’. Questo è ciò che dicono le Fanciulle quando un uomo si istupidisce per una sorella di lancia.» Gente veramente strana.

«Aviendha?» Le aveva promesso che non le avrebbe rivolto di nuovo questa domanda. Lan aveva spiegato che si trattava di un lavoro del Kandori, un disegno chiamato fiocco di neve. Probabilmente un bottino di qualche scorreria a nord. «Chi ti ha regalato quella collana?»

«Una persona amica, Rand al’Thor. Siamo andati lontani oggi e ci farai partire presto domani mattina. Dormi bene e svegliati, Rand al’Thor.» Solo un Aiel ti darebbe la buonanotte augurandoti di non morire nel sonno.

Piazzando la protezione sui suoi sogni, piccola anche se più intricata, incanalò per spegnere le lampade. Una persona amica. I Reyn provenivano dal Nord. Ma la collana ce l’aveva già quando si trovavano nel Rhuidean. Il rumore del lento respiro di Aviendha sembrava forte alle sue orecchie mentre si addormentava, poi fece un sogno confuso con Min ed Elayne che lo aiutavano a gettarsi sulle spalle Aviendha — che indossava solo la collana — mentre lei lo picchiava con una corona nuziale di fiori di segade.

22

Richiami per uccelli nella notte

Sdraiato a pancia in giù sulle coperte, a occhi chiusi, Mat si godeva la sensazione provocata dai pollici di Melindhra che gli scendevano lungo la schiena. Non c’era niente di meglio di un massaggio dopo una lunga giornata a cavallo. Be’, alcune cose lo erano, ma proprio in quel momento era felice di aver scelto i pollici.

«Hai una bella muscolatura per essere così basso, Matrim Cauthon.»

Mat aprì un occhio e rivolse uno sguardo alla donna inginocchiata vicino ai suoi fianchi. Il fuoco era grande due volte il necessario e il corpo della donna riluceva di sudore. I sottili capelli biondo oro tagliati corti, tranne il tipico codino Aiel sotto la nuca, erano incollati alla testa.

«Se sono troppo basso puoi sempre trovare qualcun altro.»

«Non sei troppo basso per i miei gusti» rise la donna, scompigliandogli i capelli. Erano più lunghi dei suoi. «E sei carino. Rilassati. Non ti fa alcun bene se sei teso.»

Grugnendo chiuse di nuovo gli occhi. Carino? Luce! E basso. Solo gli Aiel potevano chiamarlo basso. In qualsiasi nazione era capitato, era più alto della maggior parte degli altri uomini, anche se non di molto. Si ricordava di essere stato alto. Più alto di Rand, quando cavalcava contro Artur Hawkwing. E di un palmo più basso di adesso quando aveva combattuto a fianco di Maecine contro gli Aelgari. Aveva parlato con Lan, sostenendo di avere sentito quei nomi. Il Custode gli aveva spiegato che Maecine era stato il re di Eharon, una delle dieci nazioni. Quello Mat lo sapeva già. Circa quattro o cinquecento anni prima delle Guerre Trolloc. Lan dubitava che anche l’Ajah Marrone ne sapesse di più. Durante le Guerre Trolloc e altro ancora durante la Guerra dei Cento anni. Quelli erano i ricordi più antichi e insieme più recenti che gli avevano piantato in testa. Nulla dopo Artur Paendrag Tanreall e nulla prima di Maecine o Eharon.

«Senti freddo?» chiese incredula Melindhra. «Stai tremando.» La donna lo scavalcò e la sentì aggiungere legna al fuoco. Ce ne era abbastanza da bruciare. Gli diede una pacca sul sedere mentre si sedeva sulla sua schiena mormorando, «Bella muscolatura.»

«Se continui a questo modo,» borbottò Mat «potrei pensare che vuoi arrostirmi per cena, come i Trolloc.» Non che non godesse della compagnia di Melindhra — almeno fino a quando la donna non specificava di essere più alta — ma la situazione lo metteva a disagio.

«Niente spiedo per te, Matrim Cauthon» disse affondandogli i pollici nella schiena. «Ecco tutto. Rilassati.»

Mat supponeva che un giorno o l’altro si sarebbe sposato, sistemato. Era quello che un uomo faceva. Una donna, una casa, una famiglia. Incatenato per sempre nello stesso posto. Non ho ancora mai sentito parlare di una moglie contenta di avere un marito che ogni tanto beve e scommette, pensò. E c’era ciò che quei tipi dall’altro lato della soglia ter’angreal avevano detto. Che era destinato a ‘sposare la Figlia delle Nove Lune’. Un uomo deve pur prendere moglie prima o poi, si disse. Ma certamente non intendeva sposare un’aiel. Voleva ballare con molte donne finché poteva.

«Non sei fatto per lo spiedo ma per un grande onore, credo» mormorò Melindhra.

«Mi piace.» Solo che adesso non riusciva a ottenere l’attenzione di altre donne. Né delle Fanciulle né delle altre. Era come se Melindhra gli avesse appeso addosso un’insegna che diceva ‘proprietà di Melindhra degli Shaido Jumai’. Be’, lei non avrebbe aggiunto quell’ultima parte, non lì. Eppure chi poteva dire cosa avrebbe fatto un Aiel, specialmente una Fanciulla della Lancia? Le donne non pensavano come gli uomini e le donne Aiel non pensavano come nessun’altra al mondo.

«È strano che tu ti metta in ombra a questo modo.»

«Mettermi in ombra?» ripeté. Le mani della ragazza erano piacevoli, la schiena stava sciogliendosi in punti che non si era reso conto fossero tesi. «Come?» Si chiese se avesse qualcosa a che vedere con la collana. Melindhra sembrava attribuire un gran significato a quel monile, o comunque al fatto di averlo ricevuto, naturalmente. Non la indossava mai. Le Fanciulle non lo facevano. Ma la portava in tasca e la mostrava a ogni donna che incontrava. Anche le altre sembravano imputare valore all’oggetto.

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