L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
«Di alcune. Il guerriero e la donna vestita di seta. Ma non gli interessavano. Lui voleva tre ragazzi di campagna.» Rivolse a Rand e a Mat un’occhiata così rapida che Rand non fu sicuro di non essersela immaginata. «Li cercava disperatamente. Matto, ripeto.»
Con un brivido Rand si domandò chi fosse quel matto e perché li cercasse. Un Amico delle Tenebre? Ma Ba’alzamon si sarebbe servito di un pazzo?
«Lui era matto, ma l’altro...» Bartim roteò gli occhi e si umettò le labbra. «Il giorno dopo... L’altro giunse il giorno dopo.»
«L’altro?» lo incitò Thom.
Bartim si guardò intorno, anche se da quel lato del muro divisorio c’erano solo loro. Si alzò perfino in punta di piedi, per guardare dall’altra parte. Alla fine si decise a parlare, in fretta e in un bisbiglio.
«Tutto vestito di nero. Tiene il cappuccio calato sugli occhi, così non lo vedi in viso, ma senti che ti guarda e hai l’impressione d’avere un ghiacciolo nella schiena. Ha... ha parlato con me.» Trasalì e si fermò un istante a mordicchiarsi il labbro. «Sembrava il fruscio di un serpente che strisci tra foglie secche. Mi ha gelato le viscere. Ogni volta che torna, fa le stesse domande. Le stesse domande del matto. Mai nessuno lo vede arrivare: compare all’improvviso, di giorno o di notte, e ti gela dove sei. La gente comincia a guardarsi alle spalle. Peggio ancora, i guardiani dicono che non ha varcato nessuna delle porte, né all’andata né al ritorno.»
Rand si sforzò di mantenere uno sguardo assente; serrò i denti fino a sentire male. Mat si accigliò e Thom finse d’esaminare attentamente il boccale di vino. La parola che nessuno di loro voleva pronunciare rimase sospesa nell’aria. Myrddraal.
«Me ne ricorderei senz’altro, se avessi conosciuto un tipo del genere» disse Thom, dopo un minuto.
Bartim mosse furiosamente la testa. «Ah, ne sono più che convinto! Lui... vuole le stesse persone che cercava il matto, ma parla come se con loro ci fosse una ragazza. E...» scoccò a Thom un’occhiata di traverso «e un menestrello dai capelli bianchi.»
Thom sollevò di scatto le sopracciglia in quella che per Rand era sorpresa autentica. «Un menestrello dai capelli bianchi? Be’, non sono l’unico al mondo ad avere ormai una certa età. Ti assicuro, non conosco quel tipo e lui non ha motivo di cercare me.»
«Può darsi» replicò Bartim, torvo. «Non l’ha detto chiaramente, ma ho l’impressione che si arrabbierebbe con chi cercasse di aiutare quelle persone o di tenergliele nascoste. Comunque, ti dirò quel che ho detto a lui. Non ho visto nessuno di loro, e neppure ne ho sentito parlare, è la verità. Nessuno di loro» concluse, deciso. Sbatté sul tavolo il denaro di Thom. «Termina di bere e vattene. D’accordo?» Si allontanò in fretta, guardandosi indietro.
«Un Fade» mormorò Mat, quando il locandiere se ne fu andato. «Sapevo che ci avrebbero cercati qui.»
«E tornerà» disse Thom, sporgendosi sul tavolo e abbassando la voce. «Propongo di andare di nascosto alla barca e di accettare l’offerta di capitan Domon. La ricerca si concentrerà sulla strada per Caemlyn, mentre noi andremo a Illian, mille miglia da dove il Myrddraal ci aspetta.»
«No» disse Rand, deciso. «Aspettiamo Moiraine e gli altri qui a Whitebridge, oppure proseguiamo per Caemlyn. L’avevamo già deciso.»
«È una follia, ragazzo. La situazione è cambiata. Dammi ascolto. Non importa quel che dice il locandiere: se un Myrddraal lo fissa negli occhi, racconterà tutto, anche quello che abbiamo bevuto e quanta polvere avevamo sugli stivali.» Rand rabbrividì, ricordando lo sguardo fisso del Fade. «In quanto a Caemlyn... Credi che i Mezzi Uomini non sappiano che vuoi andare a Tar Valon? Sarebbe il momento migliore per stare su una barca diretta a meridione.»
«No, Thom» si costrinse a dire Rand, pur pensando quanto sarebbe stato bello trovarsi a mille miglia da dove i Fade lo cercavano; ma trasse un profondo sospiro e riuscì a rendere ferma la voce. «No» ripeté.
«Pensa, ragazzo, Illian! Non esiste città più maestosa sulla faccia della terra. E la grande Cerca del Corno! La prima, da quattrocento anni a questa parte. Un intero, nuovo ciclo di ballate. Pensaci. Non hai mai sognato cose simili. Prima che un Myrddraal immagini dove siamo andati, sarai vecchio e grigio e stanco di guardare i tuoi nipotini. Te ne fregherai se ti trova o no.»
«Quante volte devo dirti di no? Ci troveranno dovunque andiamo. Anche a Illian ci saranno Fade ad aspettarci. E come possiamo sfuggire ai sogni? Voglio sapere che cosa mi accade, Thom, e perché. Vado a Tar Valon. Con Moiraine, se possibile; senza, se necessario. Anche da solo. Devo sapere.»
«Ma Illian, ragazzo! È una via d’uscita sicura, lungo il fiume, mentre ci cercano in un’altra direzione. Sangue e ceneri, un sogno non può ucciderti.»
Rand rimase zitto. “Ah, un sogno non può uccidermi” pensò. “Ma la spina di un sogno fa uscire sangue vero?" Quasi rimpianse di non avere parlato a Thom anche di quel sogno. Ma aveva il coraggio di parlarne a qualcuno? Nei suoi sogni c’era Ba’alzamon; ma cosa c’era, adesso, tra il sogno e la veglia? A chi osava dire d’essere toccato dal Tenebroso?
Thom parve capire. Il suo viso si addolcì. «Perfino quei sogni, ragazzo. Sono soltanto sogni, no? Per amore della Luce, Mat, parlagli. Tu, almeno, non vuoi andare a Tar Valon, lo so.»
Mat arrossì, un po’ per l’imbarazzo, un po’ per la collera. Evitò di guardare Rand. «Come mai te la prendi tanto? Vuoi tornare alla barca? Tornaci! Baderemo a noi stessi.»
Il menestrello scosse le spalle in una risata silenziosa, ma rispose con voce tesa per la collera. «Credete di conoscere i Myrddraal tanto da sfuggire loro da soli? Siete pronti ad andare da soli a Tar Valon e presentarvi all’Amyrlin Seat? Riuscite a distinguere un’Ajah dall’altra? Luce santa, ragazzo! Se pensi di andare a Tar Valon da solo, mandami pure via.»
«Vattene» ringhiò Mat, infilando la mano sotto il mantello. Sbigottito, Rand capì che aveva afferrato il pugnale preso a Shadar Logoth e che forse era pronto a usarlo.
Dall’altra parte del muro divisorio provenne uno scoppio di risa rauche e si levò una voce sprezzante.
«Trolloc? Mettiti un manto da menestrello, amico! Sei ubriaco! Trolloc! Favole delle Marche di Confine!»
Quelle parole spensero l’ira come acqua fredda gettata sul fuoco. Perfino Mat si girò a mezzo verso il muro, sgranando gli occhi.
Rand si alzò quanto bastava a guardare al di là, poi tornò a sedersi, con un peso sullo stomaco. Dall’altra parte c’era Floran Gelb, al tavolo dei due avventori già presenti quando loro erano entrati. I due ridevano di Gelb, ma lo ascoltavano. Bartim puliva un tavolo che ne aveva gran bisogno, senza guardare Gelb e gli altri due, ma tendeva l’orecchio e continuava a sfregare sempre lo stesso punto, sporgendosi tanto da sembrare sul punto di cadere.
«Gelb» bisbigliò Rand. Gli altri si tesero. Thom esaminò in fretta la stanza.
Dall’altra parte del muro, una voce disse. «No, no, i Trolloc non esistono più. Li hanno uccisi tutti nelle Guerre Trolloc.»
«Favole delle Marche di Confine» ripeté il primo.
«È la verità, vi dico!» protestò Gelb. «Io ci sono stato, nelle Marche di Confine. Ho visto i Trolloc. E quelli erano Trolloc, com’è vero che sono seduto qui. Quei tre sostenevano che i Trolloc li inseguivano, ma io non mi lascio menare per il naso. Per questo non sono rimasto sulla Spray. Da tempo avevo sospetti su Bayle Domon, ma quei tre sono di sicuro Amici delle Tenebre. Vi dico...» Risate e battute rauche soffocarono il resto della frase di Gelb.
Quanto tempo sarebbe trascorso, si domandò Rand, prima che il locandiere sentisse la descrizione di “quei tre"? E facesse l’ovvio collegamento con i tre forestieri appena visti. L’unica porta della sala li avrebbe obbligati a passare proprio davanti al tavolo di Gelb.
«Forse la barca è davvero una buona idea» brontolò Mat, ma Thom scosse la testa.
«Non più, ora.» Il menestrello parlò in fretta, ma sottovoce. Estrasse il sacchetto di pelle ricevuto da capitan Domon e divise le monete in tre mucchietti uguali. «Entro un’ora la storia farà il giro della città, che la gente ci creda o meno, e il Mezzo Uomo potrebbe ascoltarla in qualsiasi momento. Domon non salpa prima di domattina. Nel migliore dei casi, i Trolloc gli daranno la caccia fino a Illian. Be’, non so per quale ragione, ma Domon sembrava aspettarselo; però a noi non sarà d’aiuto. Non ci resta che scappare, e in fretta.»