L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
Le novità erano grandi, proprio come aveva detto. Logain, il falso Drago, era stato catturato, dopo una grande battaglia, nelle vicinanze di Lugard, mentre muoveva l’esercito dal Ghealdan a Tear. Le Profezie, chiaro? Thom annuì e Bartim riprese a raccontare. A meridione le strade erano piene di gente e i fortunati portavano in spalla tutto quel che possedevano. A migliaia fuggivano in tutte le direzioni.
«Nessuno, ovviamente, ha mai sostenuto Logain» ridacchiò Bartim. «Ben pochi ammetteranno adesso d’averlo sostenuto. Sono solo profughi, diranno, in cerca d’un posto sicuro finché durano i disordini.»
Le Aes Sedai erano implicate nella cattura di Logain, naturalmente. Bartim sputò per terra; e sputò di nuovo, quando disse che le Aes Sedai portavano a Tar Valon il falso Drago. Lui era un uomo per bene, disse, un uomo rispettabile, e le Aes Sedai potevano tornarsene nella Macchia dalla quale erano venute e portare con sé tutta Tar Valon, per quel che lo riguardava. Si sarebbe tenuto lontano dalle Aes Sedai almeno mille miglia, se avesse potuto fare a modo suo. Naturalmente lungo la strada si fermavano a ogni villaggio e città per mostrare Logain, a quanto si diceva. Per mostrare alla gente che il falso Drago era stato catturato e che il mondo era di nuovo salvo. A lui sarebbe piaciuto vedere la scena, anche se significava avvicinarsi alle Aes Sedai. Era quasi tentato di recarsi a Caemlyn.
«Lo portano lì per mostrarlo alla regina Morgase.» Il locandiere si toccò la fronte in segno di rispetto. «Non ho mai visto la regina. Ma un uomo dovrebbe vedere la propria regina, non credi?»
Logain poteva fare “certe cose": il modo come Bartim distolse lo sguardo e si umettò rapidamente le labbra rese chiaro a quali cose si riferiva. Due anni prima lui aveva visto l’ultimo falso Drago, quando lo mettevano in mostra per il paese, ma si era trattato solo di un poveraccio convinto di diventare re. Non c’era stato bisogno delle Aes Sedai, quella volta. I soldati l’avevano messo in catene, sopra un carro. Era un tipo dall’aria cupa, che gemeva al centro del pianale e si copriva la testa ogni volta che la gente gli tirava sassi o lo pungolava con un bastone. Di questi tormenti ne subiva parecchi e i soldati non facevano niente per impedirlo, purché la gente non uccidesse il falso Drago. Meglio far vedere che quello era un uomo come tutti gli altri. Lui non faceva “certe cose". Ma questo Logain sarebbe stato un vero spettacolo, da raccontare ai nipoti. Se solo lui, Bartim, avesse potuto lasciare la locanda.
Rand ascoltò con interesse, senza bisogno di fingere. Quando Padan Fain aveva portato a Emond’s Field la notizia d’un falso Drago in grado di usare realmente il Potere, era stata la più grossa novità dei Fiumi Gemelli negli ultimi due anni. Rand l’aveva accantonata in fondo al cervello, a causa degli avvenimenti successivi, eppure era il genere di notizia di cui la gente avrebbe parlato per anni e che avrebbe raccontato ai nipoti. Ai suoi, Bartim avrebbe detto di avere visto Logain, anche se non era vero.
«Sono notizie da cui varrebbe la pena ricavare una storia» disse Thom. «Una storia che racconterebbero per mille anni. Peccato non essere presente. Ma forse cercherò di vederlo. Non hai detto quale strada hanno preso. Per caso ci sono altri viandanti? Forse loro lo sanno.»
Bartim mosse la mano in un gesto di diniego. «Lo portano a settentrione, tutto qui. Se vuoi vederlo, vai a Caemlyn. Non posso dirti altro. E io so tutto quel che c’è da sapere, a Whitebridge.»
«Ne sono convinto» disse Thom, con calma. «Un mucchio di forestieri si fermerà qui da te. La tua insegna mi ha colpito da lontano.»
«I forestieri non vengono solo da ponente. Due giorni fa, qui c’era un tale di Illian, con un bando completo di nastri e di sigilli. L’ha letto proprio nella piazza qui fuori. Ha detto che farà tutta la strada fino alle Montagne di Nebbia, forse perfino all’oceano Aryth, se i passi sono aperti. Hanno inviato banditori in ogni paese del mondo.» Il locandiere scosse la testa. «Le Montagne di Nebbia. Dicono che sono coperte tutto l’anno e che nella nebbia ci sono cose che ti strappano la carne dalle ossa prima che tu possa fuggire.»
Mat ridacchiò e si guadagnò un’occhiataccia di Bartim.
Thom si sporse, attento. «Cosa diceva, il bando?»
«Ah, proclamava la Cerca del Corno, ovviamente» esclamò Bartim. «Non l’avevo detto? Chiamano a Illian chiunque voglia impegnare la propria vita alla Cerca. Ma te l’immagini? Impegnare la propria vita a una leggenda. Be’, qualche stupido lo troveranno. Di stupidi in giro ce n’è sempre. Questo tale sosteneva che sta per arrivare la fine del mondo. L’ultima battaglia contro il Tenebroso.» Ridacchiò, ma a denti stretti. «Immagino che secondo loro occorre trovare il Corno di Valere, prima che avvenga. Tu cosa ne pensi?» Per un momento si mordicchiò la nocca, pensieroso. «Certo, non so se potrei discutere con loro, dopo quest’inverno. L’inverno, e questo Logain, e gli altri due prima di lui. Come mai negli ultimi anni ci sono stati tanti Draghi? E l’inverno. Avrà certo un significato. Cosa ne pensi?»
Thom parve non udirlo. A voce bassa si mise a recitare fra sé:
«Proprio questo.» Bartim sogghignò, come se già vedesse la folla pagare per ascoltare Thom. «Proprio questo. La grande Cerca del Corno. Se reciti questa ballata, la gente arriverà alle travi del soffitto. Tutti sanno del bando.»
Thom sembrava ancora lontano mille miglia; allora Rand disse: «Cerchiamo alcuni amici che venivano da queste parti. Da ponente. Sono passati molti forestieri, nelle ultime due settimane?»
«Alcuni» disse piano Bartim. «Ne vengono sempre, da levante e da ponente.» Li guardò in viso, uno alla volta, a un tratto sospettoso. «Che aspetto hanno, questi vostri amici?»
Rand aprì la bocca, ma Thom si scosse all’improvviso dalle sue fantasticherie e gli scoccò un’occhiataccia per zittirlo. Con un sospiro d’esasperazione, si rivolse al locandiere. «Due uomini e tre donne» disse, con riluttanza. «Forse insieme, forse no.» Li descrisse alla buona, con poche parole, sufficienti per identificarli senza rivelare chi fossero.
Bartim si lisciò la testa e si alzò lentamente. «Dimentica di tenere spettacolo qui, menestrello. Anzi, fammi il piacere di terminare il vino e andare via. Lascia Whitebridge, se sei furbo.»
«Altri hanno chiesto notizie di loro?» Thom bevve un sorso, come se la risposta fosse la cosa meno importante del mondo, e inarcò il sopracciglio nei confronti del locandiere.
Bartim tornò ad arruffarsi i capelli e cambiò posizione, sul punto di allontanarsi, poi annuì. «Circa una settimana fa, un tizio dall’aria subdola è giunto dal ponte. Matto, hanno pensato tutti. Borbottava in continuazione e non smetteva di agitarsi. Ha chiesto notizie delle stesse persone, come se fosse una questione importante; e poi si è comportato come se la risposta non gli interessasse. Per metà del tempo diceva di doverli aspettare qui e per l’altra metà di doversene andare in fretta. Un momento gemeva e supplicava, il momento dopo aveva pretese da re. Sono stato sul punto di suonargliele un paio di volte, matto o no. La Guardia voleva sbatterlo in prigione, per il suo bene. Quel giorno stesso è partito per Caemlyn, parlando tra sé e piangendo. Matto, come ho detto.»
Rand rivolse un’occhiata interrogativa a Thom e a Mat, ma tutt’e due scossero la testa. Anche se quel tipo dall’aria subdola li cercava, non lo conoscevano.
«Sei sicuro che volesse notizie delle stesse persone?» domandò Rand.