L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
«Ah, be’, se è per questo...» Dalla tasca della giubba il capitano tolse un sacchetto di pelle e glielo lanciò. Thom lo afferrò al volo e il sacchetto mandò un tintinnio. «Ti restituisco i soldi del viaggio e qualcosa in più. I danni non erano gravi come credevo e ti sei guadagnato più del passaggio, con le storie e con l’arpa. Ti darò altrettanto, se resti a bordo fino al mare delle Tempeste. E ti farò sbarcare a Illian. Lì un buon menestrello può fare fortuna, anche senza vincere gare.»
Thom esitò, soppesando il sacchetto, ma Rand intervenne. «Dobbiamo incontrare degli amici, capitano, e proseguire insieme per Caemlyn. Vedremo Illian in un’altra occasione.»
Thom fece una smorfia ironica, sbuffò sotto i baffi e intascò il sacchetto.
«Forse, capitano. Se le persone che dobbiamo incontrare non sono in città.»
«Bene» disse Domon, un po’ stizzito. «Ma pensaci. Purtroppo non posso tenere a bordo Gelb in modo che serva di sfogo agli altri. Ho una parola sola. Ma ora dovrò allentare le briglie, anche se significa triplicare la durata del viaggio per Illian. Be’, forse quei Trolloc inseguivano davvero voi tre.»
Rand tenne la bocca chiusa. Mat invece non fu altrettanto prudente.
«E cosa credevi?» disse. «Miravano allo stesso tesoro che cercavamo noi.»
«Può darsi» brontolò il capitano, poco convinto. Si lisciò la barba e indicò la tasca dove Thom aveva messo il sacchetto. «Ti darò il doppio, se torni a togliere dalla mente all’equipaggio che li faccio sgobbare. Pensaci. Salpo alle prime luci di domani.» Girò sui tacchi e tornò dai mercanti; allargò le braccia e iniziò a scusarsi d’averli fatti attendere.
Thom esitava ancora; Rand lo spinse sulla passerella senza dargli l’opportunità di discutere e lui non oppose resistenza. Un mormorio percorse la piccola folla radunata sul pontile, quando la gente vide il mantello variopinto di Thom. Alcuni gli chiesero dove avrebbe tenuto spettacolo. “Con tanti saluti al passare inosservati” si disse Rand, costernato. Prima del tramonto tutti avrebbero saputo che in città c’era un menestrello. Continuò a spingere Thom e lui, immerso in un silenzio scontroso, non provò nemmeno a rallentare per farsi bello di fronte a tanta attenzione.
I guidatori delle carrozze, dall’alto del loro sedile, guardarono con interesse Thom, ma evidentemente la dignità della loro posizione impediva loro di gridare domande. Senza sapere esattamente dove andare, Rand imboccò la via che costeggiava il fiume e passava sotto il ponte.
«Dobbiamo trovare Moiraine e gli altri» disse. «E in fretta. Purtroppo non abbiamo pensato di far cambiare mantello a Thom.»
Thom si scosse all’improvviso e si fermò. «Un locandiere saprà dirci se sono qui o se sono passati. Il locandiere giusto. I locandieri sanno tutte le novità e tutti i pettegolezzi. Se non sono qui...» Girò lo sguardo da Rand a Mat. «Dobbiamo parlare, noi tre.» Con il mantello che gli svolazzava intorno alle caviglie, si diresse in città, lontano dal fiume. Rand e Mat allungarono il passo per stargli dietro.
L’ampia arcata color latte dominava Whitebridge, tanto da lontano quanto da vicino; ma presto Rand capì che la città era vasta quanto Baerlon, anche se meno affollata. Alcuni carretti si muovevano per le vie, tirati da un cavallo o da un bue, da un somaro o da un uomo, ma non c’erano carrozze. Probabilmente queste ultime appartenevano tutte ai mercanti ed erano radunate al pontile.
Botteghe d’ogni genere fiancheggiavano le vie; molti artigiani lavoravano davanti alla propria, sotto l’insegna mossa dal vento. Passarono davanti a un uomo che riparava marmitte e a un sarto che mostrava a un cliente delle pezze di stoffa. Un calzolaio, seduto sul vano della porta, applicava il tacco a uno stivale. Venditori ambulanti si offrivano di affilare coltelli e forbici, o cercavano d’interessare i passanti agli striminziti vassoi di frutta e di verdura, ma senza grandi risultati. Le botteghe di generi alimentari avevano la stessa misera esposizione di prodotti agricoli già vista a Baerlon. Anche i pescivendoli esponevano solo scarse quantità di pesce, pur con tutte le barche viste sul fiume. Non erano ancora giorni duri, ma chiunque capiva che cosa sarebbe accaduto, se la primavera non fosse venuta al più presto.
Al centro della città, nel punto dove l’arcata del Ponte Bianco toccava terra, c’era una grande piazza lastricata con pietre consumate da generazioni di piedi e di ruote di carro. Locande circondavano la piazza, e botteghe, e alte case di mattoni che sulla facciata avevano insegne con gli stessi nomi visti sulle carrozze in fondo al pontile. Thom entrò in una di queste locande, apparentemente scelta a caso. L’insegna raffigurava da un lato un uomo in cammino, con un fardello sulla schiena, e dall’altro lo stesso uomo con la testa sopra il guanciale: la locanda si chiamava Riposo dei Viandanti.
Nella sala comune c’erano solo il grasso locandiere che spillava birra da un barile e due uomini in rozzi abiti da portuale, seduti a un tavolo in fondo, che fissavano con aria torva il proprio boccale. Solo il locandiere sollevò lo sguardo, all’ingresso di Thom e dei due ragazzi. Un muretto alto a spalla d’uomo divideva per lungo la sala; ai due Iati c’erano camini accesi e tavoli. Rand si domandò oziosamente se tutti i locandieri erano grassi e perdevano i capelli.
Fregandosi vivacemente le mani, Thom scambiò col locandiere qualche commento sul freddo degli ultimi tempi e ordinò vino caldo speziato; poi, sottovoce, aggiunse: «Ci sarebbe un posto dove parlare in pace con i miei amici?»
Con un cenno il locandiere indicò il muretto divisorio. «Dall’altro lato è il meglio che ho, se non vuoi prendere una stanza. Serve per i marinai: a quanto pare, metà di loro ha rancori contro l’altra metà. Non voglio che le risse mi rovinino il locale, così li tengo separati.» Intanto aveva continuato a guardare il mantello di Thom e ora inclinò la testa, con una luce di furbizia negli occhi. «Ti fermi in città? È da tanto che qui non abbiamo un menestrello. La gente pagherebbe bene per distrarsi dalle preoccupazioni. Ti farei uno sconto sulla stanza e sui pasti.»
«Sei molto generoso» rispose Thom, con un inchino. «Forse accetterò l’offerta. Ma al momento vorrei starmene un po’ in privato.»
«Ti porterò il vino. Qui un menestrello guadagnerebbe dei bei soldi.»
Dall’altro lato del muretto i tavoli erano tutti vuoti, ma Thom ne scelse uno proprio in centro. «Così nessuno può ascoltare senza che ce ne accorgiamo» spiegò. «Avete sentito quel tipo? Mi farebbe lo sconto! Solo a star qui seduto, gli raddoppierei gli avventori. Un locandiere onesto offe ai menestrelli vitto e alloggio e anche qualche spicciolo.»
I tavoli, privi di tovaglia, non erano molto puliti; e sembrava che il pavimento non fosse stato spazzato da giorni, se non da settimane. Rand si guardò intorno, con una smorfia: mastro al’Vere non avrebbe lasciato che la sua locanda fosse così sudicia anche a costo di alzarsi dal letto se era ammalato. «Cerchiamo solo informazioni» disse. «L’hai dimenticato?»
«Perché proprio qui?» domandò Mat. «Siamo passati davanti ad altre locande che sembravano più pulite.»
«Dritto dal ponte, c’è la strada per Caemlyn» rispose Thom. «Chi attraversa Whitebridge passa da questa piazza, a meno che non vada per fiume. Se qui non ci sono notizie dei nostri amici, non ne troveremo da nessun’altra parte. Lasciate parlare me. Bisogna usare prudenza.»
In quel momento comparve il locandiere; reggeva per il manico, in una mano sola, tre boccali di peltro, assai ammaccati. Con uno straccio diede al piano del tavolo una rapida pulita, posò i boccali e prese il denaro di Thom. «Se ti fermi, da bere è gratis. Ho vino buono, qui.»
Thom sorrise solo con le labbra. «Ci penserò, locandiere. Che novità ci sono? Veniamo da fuori e non siamo aggiornati.»
«Grandi novità, ecco. Grandi novità.»
Si mise in spalla lo straccio e prese una sedia. Incrociò le braccia sul tavolo e si sedette con un sospirone, dicendo che era un sollievo, non stare in piedi per un poco. Si chiamava Bartim e continuò a parlare dei suoi piedi, dei calli e della borsite agli alluci, del tempo che passava in piedi e dei pediluvi, finché Thom accennò di nuovo alle novità e allora lui cambiò argomento senza neanche una pausa.