I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Moiraine smontò di sella in un istante e si pose di fianco ad Aril. La donna stanca diede un’esclamazione non appena l’Aes Sedai la toccò, tremando tutta. Il suo sguardo vacuo si diresse interrogativo verso Moiraine, ma questa continuò a sostenerla.
Il manto della donna rimase di colpo a bocca aperta, fissando la fibbia dorata di Rand, il dono di Aviendha. «Sulle braccia aveva dei simboli. Proprio come quelli. Tutti avvolti attorno alle braccia, come il serpente della rupe.»
Tal guardò Rand incerto. «Il capo dei selvaggi, mio signore, aveva... dei segni come quelli sulle braccia. Indossava degli strani abiti come gli altri, ma si era tolto le maniche per essere sicuro che tutti li vedessero.»
«Un dono che ho ricevuto nel deserto» disse Rand. Si accertò di mantenere le mani sul pomello della sella. Le maniche nascondevano i suoi Draghi, tranne le teste. Erano visibili sul dorso delle mani, per chiunque avesse guardato da vicino. Aril aveva dimenticato l’atteggiamento di Moiraine e tutti e tre sembravano pronti a fuggire. «Quanto tempo è trascorso da quando sono andati via?»
«Sei giorni, mio signore» rispose Tal a disagio. «Hanno fatto quello che hanno fatto in una notte e sono andati via quella seguente. Anche noi saremmo fuggiti, ma se li avessimo incontrati sulla via del ritorno? Certamente torneranno indietro a Selean.» Era la città dall’altro lato del passo. Rand dubitava che Selean fosse in condizioni migliori di Taien ormai.
«Quanti altri superstiti ci sono qui oltre voi tre?»
«Circa un centinaio, mio signore. Forse più. Nessuno li ha contati.»
Rand fu pervaso da una rabbia improvvisa anche se cercò di tenerla a bada. «Cento?» La voce era fredda. «E sono trascorsi sei giorni? Allora perché avete lasciato i vostri morti ai corvi? Perché quei cadaveri ancora riempiono la vostra città? Quella che vi soffoca le narici con il suo odore è la vostra gente!» Stringendosi assieme i tre si fecero indietro.
«Avevamo paura, mio signore» rispose rauco Tal. «Sono andati via, ma potevano tornare indietro. E quell’uomo ci ha detto... quello con i segni sulle braccia ci ha ordinato di non toccare nulla.»
«Un messaggio» intervenne Ander con la voce atona. «Li ha presi per impiccarli fino a quando non ne ha avuti abbastanza da coprire tutto il muro. Uomini o donne, non aveva importanza.» Gli occhi erano fissi sulla fibbia di Rand. «Ha detto che era un messaggio per un uomo che lo avrebbe seguito. Ha detto che voleva che quest’uomo sapesse... cosa avrebbero fatto dall’altro lato della Dorsale. Ha detto... che a quest’uomo avrebbe fatto di peggio.»
Aril spalancò improvvisamente gli occhi e i tre guardarono oltre Rand rimanendo a bocca aperta. Quindi si voltarono gridando e corsero via. Aiel velati di nero spuntarono fra le rocce dalle quali era giunto il gruppo e sfrecciarono nella direzione opposta. Anche lì apparvero Aiel velati di nero e i tre si accasciarono a terra, piangendo e stringendosi fra di loro mentre venivano circondati. Il volto di Moiraine era freddo e composto, ma gli occhi non erano sereni.
Rand si mosse sulla sella. Rhuarc e Dhearic stavano risalendo il pendio, togliendosi i veli e lo shoufa dalle teste. Dhearic era più grosso di Rhuarc, con un naso prominente e delle striature chiare fra i capelli biondi. Aveva portato gli Aiel Reyn come aveva detto Rhuarc.
Timolan e i Miagoma li avevano seguiti in parallelo per tre giorni, scambiandosi messaggi occasionali ma non lasciando trasparire le proprie intenzioni. I Codarra, gli Shiande e i Daryne si trovavano ancora da qualche parte a est mentre gli tenevano dietro. Era quanto Amys e le altre avevano detto dopo i loro incontri con le altre Sapienti nei sogni, ma lentamente. Quelle Sapienti non avevano idea dei piani dei capi come Rand non sapeva di Timolan.
«Era necessario?» chiese mentre i due capi lo raggiungevano. Anche lui aveva dovuto spaventare delle persone, per buoni motivi, ma non aveva mai fatto credere loro che sarebbero morte.
Rhuarc si strinse nelle spalle e Dhearic disse: «Abbiamo piazzato le lance attorno a questa fortezza senza farci vedere, come hai chiesto tu, e non c’era sembrato il caso di aspettare visto che non era rimasto nessuno qui per danzarle. E poi sono solo degli assassini dell’albero.»
Rand sospirò. Sapeva che questo poteva essere un problema grande come quello di Couladin, a modo suo. Quasi cinquecento anni fa gli Aiel avevano donato a Cairhien un alberello di Avendesora e con esso l’autorizzazione esclusiva a commerciare attraverso la terra delle Tre Piegature fino a Shara. Non avevano offerto alcuna spiegazione — non gli piacevano gli abitanti delle terre bagnate — ma per gli Aiel costituiva un dovere, a causa del ji’e’toh. Durante i lunghi anni di viaggio che li avevano portati nel deserto, solo un popolo non li aveva attaccati, solo un popolo aveva permesso loro di accedere all’acqua quando il mondo stava inaridendo. Alla fine avevano scoperto i discendenti di quella gente. I Cairhienesi.
Per cinquecento anni la ricchezza era fluita in Cairhien con la seta e l’avorio. Cinquecento anni e Avendoraldera era cresciuto a Cairhien. Re Laman fece abbattere quell’albero per ricavarne un trono. Le nazioni sapevano perché gli Aiel avevano valicato la Dorsale del Mondo vent’anni prima, il peccato di Laman era chiamato l’orgoglio di Laman, ma pochi erano consapevoli del fatto che per gli Aiel non si era trattato di una guerra. Erano venuti quattro clan alla ricerca dello spergiuro e quando lo avevano ucciso erano ritornati nella terra delle Tre Piegature. Ma il loro disprezzo per gli assassini dell’albero non si era mai estinto. Moiraine era Aes Sedai prima di essere Cairhienese, ma Rand non era mai sicuro di quanto.
«Queste persone non hanno infranto alcun giuramento» commentò. «Trova gli altri. Il sellaio ha riferito che erano almeno cento, e sii gentile con loro. Se erano di vedetta, probabilmente adesso staranno fuggendo per le montagne.» I due Aiel stavano cominciando a voltarsi, quando Rand aggiunse: «Avete sentito cosa ha detto? Cosa ne pensate di quanto Couladin ha fatto qui?»
«Hanno ucciso più del necessario» rispose Dhearic scuotendo disgustato la testa. «Come furetti neri che si abbattono sui nidi delle galline.» Uccidere era facile come morire, così sostenevano gli Aiel, qualsiasi sciocco poteva fare entrambe le cose. «E l’altra faccenda? Prendere prigionieri gai’shain.»
Rhuarc e Dhearic si scambiarono un’occhiata e Dhearic strinse le labbra. Ovviamente avevano sentito e ciò li metteva a disagio. Ci voleva un grande sforzo per mettere a disagio un Aiel.
«Non può essere» disse alla fine Rhuarc. «Se si tratta di... gai’shain allora è una questione di ji’e’toh. Nessuno può essere fatto gai’shain se non segue ji’e’toh, altrimenti sono solo animali umani, come quelli che accudiscono gli Shaarad.»
«Couladin ha abbandonato ji’e’toh.» Sembrava che Dhearic stesse dicendo che erano cresciute le ali alle rocce.
Mat fece avvicinare Pips spronandolo con le ginocchia. Come cavaliere era sempre stato mediocre, ma a volte, quando era distratto, andava a cavallo come se fosse nato in sella. «Vi sorprende?» chiese. «Dopo tutto quello che ha fatto? Quell’uomo sarebbe in grado di barare giocando a dadi con sua madre.»
Gli uomini gli rivolsero sguardi inespressivi, gli occhi simili a rocce blu. Per molti versi gli Aiel ‘erano’ ji’e’toh. Qualsiasi altra cosa fosse Couladin, per loro era ancora un Aiel. La setta prima del clan, il clan prima degli estranei e gli Aiel prima degli abitanti delle terre bagnate.
Alcune delle Fanciulle si unirono a loro, Enaila, Jolien e Adelin assieme alla magra Sulin dai capelli bianchi, che era stata eletta padrona di casa del tetto delle Fanciulle nel Rhuidean. Aveva chiesto alle Fanciulle che erano rimaste indietro di sceglierne un’altra e adesso era a capo delle Fanciulle in viaggio. Percepirono l’umore del gruppo e non dissero nulla, ma abbassarono le lance e si disposero in stolida attesa. Un Aiel, se voleva, poteva far sembrare impazienti le rocce.