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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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«Ehi» disse Mat. «Questi sono i miei progetti.»

«E le mie risorse!» disse Elayne. Si mise a sedere dritta, diventando all’improvviso più dignitosa. «Di certo capisci che la Corona può offrire un controllo più stabile e utile per lo schieramento di queste armi.»

Da un lato, Thom stava sogghignando.

«Per cosa sei così felice?» domandò Mat.

«Nulla» disse Thom. «Tu rendi orgogliosa tua madre, Elayne.»

«Grazie, Thom» disse lei, concedendogli un sorriso.

«Da che parte stai?» disse Mat.

«Di tutti» rispose Thom.

«Quella non è una dannata parte» disse Mat, poi tornò a guardare Elayne. «Ho messo parecchi sforzi e riflessioni nell’ottenere questi progetti da Aludra. Non ho nulla contro l’Andor, ma non mi fido di nessuno tranne me per queste armi.»

«E se la Banda fosse parte dell’Andor?» chiese Elayne. Tutt’a un tratto suonava davvero come una regina.

«La Banda non deve nulla a nessuno» disse Mat.

«Questo è ammirevole, Mat» disse Elayne «ma vi rende dei mercenari. Io penso che la Banda meriti qualcosa di più, qualcosa di meglio. Con un sostegno ufficiale, avreste accesso a risorse e autorità. Potremmo darvi un mandato nell’Andor, con la vostra stessa struttura di comando.»

In effetti era allettante. Giusto un poco. Ma non aveva importanza. Mat non pensava che Elayne sarebbe stata contenta di averlo nel suo regno una volta saputo della sua relazione con i Seanchan. Lui intendeva tornare da Tuon prima o poi, in qualche modo. Anche solo per stabilire quello che lei provava davvero per lui.

Mat non aveva intenzione di dare ai Seanchan l’accesso a questi draghi, ma non gli piaceva nemmeno darli all’Andor. Purtroppo doveva ammettere che non c’era modo di farli costruire all’Andor senza dover dare a quella nazione le armi.

«Non voglio un mandato per la Banda» disse Mat. «Noi siamo uomini liberi, ed è così che ci piace.»

Elayne parve turbata.

«Ma sarei disposto a dividere i draghi con te» disse Mat. «Alcuni per noi, alcuni per te.»

«E se» disse Elayne «io costruissi tutti i draghi e li possedessi tutti... ma promettessi che solo la Banda potrebbe usarli? Nessun’altra armata vi avrebbe accesso.»

«Questo sarebbe gentile da parte tua» disse Mat. «Sospetto, però. Senza offesa.»

«Sarebbe meglio per me se le Casate nobiliari non avessero queste armi, almeno non al principio. Prima o poi si diffonderanno. Le armi lo fanno sempre. Io le costruirò e prometterò di darle alla Banda. Nessun mandato, solo un contratto di ingaggio a lungo termine. Potrete andare in ogni momento. Ma se lo farete, lascerete indietro i draghi.»

Mat si accigliò. «Mi sento come se mi stessi avvolgendo una catena attorno al collo, Elayne.»

«Sto solo proponendo delle soluzioni ragionevoli.»

«Il giorno in cui diventerai ragionevole sarà il giorno in cui mi mangerò il cappello» disse Mat. «Senza offesa.»

Elayne sollevò un sopracciglio verso di lui. Sì, lei era diventata una regina. Proprio così.

«Voglio il diritto di mantenere alcuni di quei draghi» disse Mat «se ce ne andiamo. Un quarto a noi, tre quarti a te. Ma accetteremo il tuo contratto, e mentre saremo alle tue dipendenze solo noi li useremo. Come hai detto tu.»

La fronte di Elayne si corrucciò ancora di più. Che fosse folgorato, lei aveva capito in fretta il potere di quei draghi. Non poteva permettere che Elayne esitasse ora. Avevano bisogno che i draghi entrassero in produzione immediatamente. E lui non aveva intenzione di lasciare che alla Banda sfuggisse l’opportunità di averli.

Sospirando fra sé, Mat sollevò una mano e slacciò la cordicella alla nuca, poi tirò fuori il familiare medaglione a testa di volpe dalla sua camicia. Nel secondo in cui lo rimosse, si sentì più nudo che se si fosse spogliato. Lo posò sul tavolo.

Elayne lanciò un’occhiata all’oggetto e lui poté vedere un lampo di desiderio nei suoi occhi. «E questo per cosa?»

«È un contentino» disse Mat, sporgendosi in avanti con i gomiti sulle ginocchia. «Lo avrai per un giorno se acconsentirai a cominciare la produzione di un prototipo di drago stasera. Non m’importa cosa farai col medaglione: studiarlo, scriverci un dannato libro, indossarlo in giro. Ma domani lo restituirai. Voglio la tua parola.»

Birgitte fischiò piano. Elayne aveva voluto mettere le mani su quel medaglione fin dal momento in cui aveva scoperto che Mat lo aveva. Naturalmente, era stato lo stesso per ogni Aes Sedai che lui aveva incontrato.

«Assolderò la Banda per un contratto di almeno un anno,»

disse Elayne «rinnovabile. Vi pagheremo qualunque cifra stavate guadagnando nel Murandy.»

Come faceva a saperlo?

«Potrete rescindere il contratto,» continuò «sempre che diate un mese di preavviso... ma io terrò quattro draghi su cinque. E a qualunque uomo che desideri unirsi all’esercito andorano dev’essere data la possibilità.»

«Voglio uno su quattro» disse Mat. «E un nuovo servitore.»

«Un cosa?» disse Elayne.

«Un servitore» disse Mat. «Sai, per prendersi cura dei miei abiti. Tu sceglieresti meglio di quanto farei io.»

Elayne osservò la sua giacca, poi alzò lo sguardo sui suoi capelli. «Quello» disse «te lo darei a prescindere dall’esito degli altri negoziati.»

«Uno su quattro?» disse Mat.

«Terrò il medaglione per tre giorni.»

Lui rabbrividì. Tre giorni, con il gholam in città. Lei lo voleva morto. Era già un azzardo darglielo per un giorno. Ma non riusciva a pensare a nient’altro che potesse offrire. «Cosa pensi di poter fare con quella cosa, comunque?» chiese lui.

«Copiarla,» disse Elayne distrattamente «se sono fortunata.»

«Davvero?»

«Non lo saprò finché non lo studio.»

A Mat all’improvviso venne in mente l’immagine terrificante di ogni Aes Sedai al mondo che indossava uno di quei medaglioni. Scambiò un’occhiata con Thom, che pareva ugualmente sorpreso di sentirlo.

Ma che importanza aveva? Mat non poteva incanalare. Prima si era preoccupato che, se Elayne l’avesse studiato, avrebbe potuto scoprire un modo per toccarlo con l’Unico Potere quando lui lo stava indossando. Ma se lei voleva solo copiarlo... be’, scoprì di essere sollevato. E intrigato.

«C’è qualcosa che avevo intenzione di menzionare, Elayne»

disse. «Il gholam è qui. In città. Sta uccidendo della gente.»

Elayne rimase calma, ma lui poté capire dal modo più formale con cui parlò che quella notizia la preoccupava. «Allora mi assicurerò di restituirti il medaglione per tempo.»

Lui fece una smorfia. «D’accordo» disse. «Tre giorni.»

«Molto bene» disse lei. «Voglio che la Banda parta immediatamente. Presto Viaggerò a Cairhien e ho la sensazione che lì saranno una forza di supporto migliore della Guardia della regina.»

Allora era questo che riguardava! Elayne stava per rivendicare il Trono del Sole. Be’, quello sembrava un buon utilizzo per gli uomini, almeno finché Mat non avesse avuto bisogno di loro. Meglio che lasciarli oziare in giro, diventando pigri e azzuffandosi con le spade prezzolate.

«Sono d’accordo con questo,» disse Mat «ma, Elayne, la Banda dev’essere libera di combattere nell’Ultima Battaglia, comunque voglia Rand. E Aludra deve supervisionare i draghi. Ho la sensazione che insisterà per rimanere con te, se la Banda si allontana dall’Andor.»

«Non ho problemi con questo» disse Elayne con un sorriso.

«Immaginavo che non ne avresti avuti. Ma, giusto per mettere le cose in chiaro, la Banda ha il controllo dei draghi finché non ce ne andiamo. Non puoi vendere la tecnologia ad altri.»

«Qualcuno la replicherà, Mat» disse lei.

«Delle copie non varranno come i draghi di Aludra» disse Mat. «Te lo assicuro.»

Elayne lo squadrò, occhi azzurri che lo soppesavano, giudicandolo. «Preferirei avere la Banda come un’armata andorana totalmente assoldata.»

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