Le Torri di Mezzanotte
- Автор: Джордан Роберт, Сандерсон Брендон
- Серия: La Ruota del Tempo #13
- Год: 2012
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:
Аннотация
Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
Berelain sollevò la coppa. «Sì» disse. «Sospetto che anche quello aiuterebbe. Puoi inscenare una recita del genere, Faile ni Bashere t’Aybara?»
Credevi che fossi pronta a ucciderti per questo, vero?, pensò Faile. «Te lo assicuro.»
Berelain esitò con la coppa a metà strada verso le labbra. Poi sorrise e bevve. «Vedremo, allora,» disse, abbassando la coppa «cosa verrà da tutto questo.»
19
Trattative sui draghi
Mat si infilò una robusta giacca bruna con uno strattone. I bottoni erano di ottone, ma a parte quello era priva di abbellimenti. Fatta di lana pesante, aveva qualche buco da frecce che in realtà avrebbero dovuto ucciderlo. Uno dei buchi aveva una macchia di sangue attorno, ma era stata perlopiù lavata via. Era una buona giacca. Avrebbe pagato un bel po’ di monete per una giacca come questa, quando viveva nei Fiumi Gemelli.
Si strofinò la faccia, guardandosi nello specchio della sua nuova tenda. Si era rasato via quella dannata barba, finalmente. Come riusciva Perrin a sopportare quel maledetto prurito? Quell’uomo doveva avere carta vetrata al posto della pelle. Be’, Mat avrebbe trovato un altro modo per camuffarsi, quando necessario.
Si era tagliato alcune volte mentre si radeva. Ma non è che si fosse dimenticato come prendersi cura di sé stesso. Non aveva bisogno che un servitore facesse quello che lui riusciva a fare da solo. Annuendo fra sé, si mise il suo cappello e afferrò l’ashandarei dall’angolo della tenda; i corvi sulla lama parevano appollaiati ed eccitati in previsione delle battaglie a venire. «E fate dannatamente bene a esserlo» disse Mat, posando l’ashandarei sulla spalla mentre usciva dalla tenda. Afferrò il suo zaino e se lo mise sull’altra spalla. A cominciare da quella sera, avrebbe trascorso le notti in città.
Procedette ad ampie falcate per il campo, rivolgendo un cenno col capo a un gruppo di Braccia Rosse di passaggio. Aveva raddoppiato la guardia. Era preoccupato per il gholam, ma anche per i molti campi militari nella zona. Metà erano mercenari, metà erano i seguaci di questo o quel lord minore, venuti a porgere i loro rispetti alla regina... arrivando in modo sospetto dopo che i combattimenti erano terminati.
Senza dubbio tutti, fino all’ultimo, stavano professando la loro più sentita fedeltà a Elayne, spiegando che i loro uomini l’avevano sostenuta fin da principio. Le loro parole risultavano probabilmente inutili, dal momento che Mat aveva sentito dalle fonti autorevoli di tre diversi beoni nelle taverne che Elayne aveva fatto un uso estensivo del Viaggiare per reclutare la sua difesa. Era più facile simulare un arrivo in ritardo quando stavi rispondendo a un messaggio scritto.
«Mat! Mat!»
Mat si fermò sul sentiero fuori dalla sua tenda mentre Olver arrivava di corsa. Il ragazzo aveva preso a portare una fascia rossa attorno al braccio, proprio come facevano le Braccia Rosse, ma indossava ancora i suoi pantaloni e giacca bruni. Stava portando il suo involto arrotolato di Serpenti e Volpi sotto un braccio e uno zaino sopra l’altro.
Setalle era in piedi a poca distanza, assieme a Lussin e Edder, due Braccia Rosse che Mat aveva assegnato a vegliare su di lei e sul ragazzo. Presto sarebbero partiti per la città.
«Mat» disse Olver senza fiato. «Stai andando via?»
«Non ho tempo per giocare con te ora, Olver» disse Mat, abbassando l’ashandarei nell’incavo del suo braccio.— «Devo andare a incontrarmi con una regina.»
«Lo so» disse Olver. «Immaginavo che, dal momento che stiamo andando entrambi in città, potremmo cavalcare assieme e pianificare. Ho alcune idee su come sconfiggere i serpenti e le volpi! Gliela faremo vedere, Mat. Che io sia folgorato, gliela faremo dannatamente vedere!»
«Chi ti ha insegnato quel linguaggio?»
«Mat» disse lui. «È importante! Dobbiamo pianificare! Non abbiamo parlato di quello che stiamo per fare.»
In silenzio, Mat maledisse sé stesso per aver discusso della missione per liberare Moiraine dove Olver poteva sentire. Il ragazzo non avrebbe preso bene il fatto che sarebbe stato lasciato indietro.
«Ho bisogno di pensare a quello che dirò alla regina» disse Mat, sfregandosi il mento. «Ma immagino che tu abbia ragione: pianificare è importante. Perché non vai a parlare a Noal delle tue idee?»
«L’ho già fatto» disse Olver. «E le ho dette anche a Thom. E a Talmanes.»
Talmanes? Lui non sarebbe andato con loro nella Torre! Luce, quanto aveva sparso la notizia Olver?
«Olver,» disse Mat, accovacciandosi per guardare il ragazzo dritto negli occhi «devi essere più riservato. Non vogliamo che troppa gente sappia quello che stiamo facendo.»
«Non l’ho detto a nessuno di cui non ci fidiamo, Mat» replicò Olver. «Non preoccuparti. La maggior parte erano Braccia Rosse.»
Grandioso, pensò Mat. Cosa avrebbero pensato i soldati del loro comandante che progettava di andare a combattere un mucchio di creature uscite da storie per bambini? C’era da sperare che avrebbero considerato i commenti di Olver come le fantasie di un ragazzino.
«Ora sentimi bene» disse Mat. «Passerò dalla tua locanda domani, così potremo fare una partita e parlarne. D’accordo?»
Olver annuì. «D’accordo, Mat. Ma... sangue e maledette ceneri!» Si voltò e si allontanò.
«E smettila di imprecare!» gli gridò dietro Mat, poi scosse il capo. Quei maledetti soldati avrebbero corrotto Olver prima che arrivasse a dodici anni.
Mat continuò per la sua strada, posando di nuovo la lancia sulla spalla. Trovò Thom e Talmanes in sella presso la parte anteriore del campo assieme a una truppa di cinquanta Braccia Rosse. Thom indossava giacca e pantaloni stravaganti color vino, con dei ricami dorati sulle braccia, e una camicia con del merletto bianco ai polsini e un fazzoletto da collo di seta. I bottoni erano d’oro scintillante.
I suoi baffi erano stati spuntati e ben pettinati. Quell’intero completo era nuovo, incluso il mantello nero, con la sua fodera interna dorata.
Mat si fermò di colpo. Come aveva fatto quell’uomo a trasformarsi da vecchio menestrello trasandato in cortigiano reale? Luce!
«Noto dalla tua reazione che la presentazione è efficace» disse Thom.
«Sangue e dannate ceneri!» esclamò Mat. «Cos’è successo? Ti sei preso un malanno da una salsiccia guasta a colazione?»
Thom sferzò il suo mantello all’indietro, rivelando che aveva con sé l’arpa al suo fianco. Sembrava un bardo di corte! «Ho immaginato che, se dopo tutti questi anni dovevo fare un’apparizione a Caemlyn, avrei dovuto essere all’altezza del ruolo.»
«Non c’è da meravigliarsi che tu abbia cantato per denaro ogni giorno» disse Mat. «La gente in quelle taverne ha fin troppi soldi.»
Talmanes sollevò un sopracciglio: valeva come un sogghigno, per quell’uomo. A volte sembrava così arcigno da rendere allegre le nubi temporalesche. Anche lui indossava un completo elegante, il suo di cobalto e argento. Mat si tastò i polsini. Un po’ di merletto gli sarebbe tornato comodo. Se Lopin fosse stato qui, avrebbe potuto preparare il completo adeguato senza che Mat lo chiedesse nemmeno. Un po’ di merletto andava bene per un uomo. Lo faceva sembrare presentabile.
«È questo che stai indossando per far visita alla regina, Mat?» chiese Talmanes.
«Certo che lo è.» Le parole lasciarono la sua bocca prima che avesse una possibilità di pensarci su. «È una buona giacca.» Si diresse a prendere le redini di Pips.
«Buona per esercitarti a combattere, forse» disse Talmanes.
«Elayne è la regina dell’Andor ora, Mat» disse Thom. «E le regine sono una categoria particolare. Dovresti mostrarle rispetto.»
«Io le sto mostrando il suo dannato rispetto» disse Mat, porgendo la sua lancia a uno dei soldati, poi salendo in sella. Riprese la lancia, poi voltò Pips in modo da poter guardare Thom. «Questa giacca è piuttosto buona per un contadino.»