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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Rosil inclinò il capo, poi annuì. «Sì. Capisco. Hai ragione.»

Nynaeve si fermò nel corridoio buio. «Voglio ringraziare te e le altre che mi hanno accolto in questi ultimi giorni: Niere e Meramor. Non immaginavo che avrei trovato un tale benvenuto qui tra voi.»

«Ci sono alcune che resistono al cambiamento, cara» disse Rosil. «Sarà sempre così. Ma i tuoi nuovi flussi sono impressionanti. Cosa più importante, sono efficaci. Questo da parte mia ti frutta un caldo benvenuto.»

Nynaeve sorrise.

«Ora» disse Rosil, alzando un dito. «Tu potresti essere Aes Sedai agli occhi dell’Amyrlin e della Torre, ma la tradizione ha comunque importanza. Non parlare per il resto della cerimonia, per favore.»

La donna allampanata continuò lungo la strada. Nynaeve la seguì, trattenendo una replica. Non si sarebbe lasciata dominare dai suoi nervi.

Procedettero serpeggiando più in profondità nella Torre e, malgrado la sua determinazione a restare calma, si ritrovò sempre più nervosa. Lei era Aes Sedai, e avrebbe superato questa prova. Aveva padroneggiato i cento flussi. Non c’era bisogno che si preoccupasse.

Tranne che alcune donne non avevano mai fatto ritorno dalla prova.

Queste cantine avevano in sé una stupenda bellezza. Il liscio pavimento di pietra era attentamente levigato. Delle lampade ardevano in alto sulle pareti; probabilmente era stato necessario che venissero accese da una Sorella o da un’Ammessa con l’Unico Potere. Poche persone scendevano quaggiù, e parecchie delle stanze erano usate come magazzini. Le sembrava uno spreco mettere tanta cura in un posto visitato così di rado.

Alla fine giunsero a un paio di porte così grandi che Rosil dovette usare l’Unico Potere per aprirle. È un’indicazione, pensò Nynaeve incrociando le braccia. I corridoi a volta, la porta enorme. Tutto questo è qui per mostrare alle Ammesse l’importanza di quello che stanno per fare.

Gli enormi battenti simili a una cancellata si aprirono e Nynaeve si costrinse a tenere sotto controllo il suo nervosismo. L’Ultima Battaglia incombeva. Lei avrebbe superato questa prova. Aveva del lavoro importante da fare.

A testa alta, entrò nella stanza. Era a cupola, con lampade su sostegni attorno al perimetro. Un grosso ter’angreal dominava il centro. Era un ovale, più stretto in cima e in fondo, non supportato da nulla. Molti ter’angreal sembravano oggetti normali. Non era questo il caso: questo ovale era evidentemente qualcosa di creato dall’Unico Potere. Era fatto di metallo, ma la luce cambiava colore mentre si rifletteva sui lati argentei, facendo sembrare che quella cosa splendesse e cambiasse.

«Attenzione» disse Rosil in tono formale.

C’erano altre Aes Sedai nella stanza. Una di ciascuna Ajah, inclusa — purtroppo — la Rossa. Erano tutte Adunanti, una stranezza, forse per via della notorietà di Nynaeve nella Torre. Saerin della Marrone, Yukiri della Grigia, Barasine della Rossa. Cosa ragguardevole, Romanda della Gialla era qui; aveva insistito per prendere parte. Era stata dura con Nynaeve finora.

Egwene stessa era venuta. Una più del solito, e l’Amyrlin, per di più. Nynaeve incontrò gli occhi dell’Amyrlin ed Egwene annuì. A differenza della prova per essere innalzata ad Ammessa — che veniva fatta interamente tramite il ter’angreal — questa prova richiedeva che le Sorelle lavorassero attivamente per fare in modo che Nynaeve dimostrasse le sue capacità. Ed Egwene sarebbe stata tra le più severe. Per mostrare che aveva avuto ragione a innalzare Nynaeve.

«Tu giungi nell’ignoranza, Nynaeve al’Meara» disse Rosil.

«Come te ne andrai?»

«Con la conoscenza di me stessa» rispose Nynaeve.

«Per quale ragione sei stata convocata qui?»

«Per essere messa alla prova.»

«Per quale ragione dovresti essere messa alla prova?»

«Per dimostrare che sono degna» disse Nynaeve.

Diverse delle donne si accigliarono, inclusa Egwene. Quelle non erano le parole giuste: si supponeva che Nynaeve dicesse che voleva apprendere se era o meno degna. Ma lei era già Aes Sedai, perciò per definizione lo era. Doveva solo dimostrarlo alle altre.

Rosil esitò, ma proseguì. «E... per cosa dovresti essere trovata degna?»

«Per indossare lo scialle che mi è stato dato» disse Nynaeve.

Non lo disse per essere arrogante. Ancora una volta, si limitò ad affermare la verità, come lei la vedeva. Egwene l’aveva innalzata. Lei indossava già lo scialle. Perché fingere diversamente?

A questa prova ci si sottoponeva rivestiti nella Luce. Iniziò a togliersi il suo abito.

«Ti do le istruzioni» disse Rosil. «Vedrai questo segno sul terreno.» Sollevò le dita, formando dei flussi che crearono nell’aria un simbolo luccicante. Una stella a sei punte, due triangoli sovrapposti.

Saerin abbracciò la fonte e intessé un flusso di Spirito. Nynaeve represse l’istinto di abbracciare la Fonte a sua volta.

Solo un altro poco, pensò. E poi nessuno potrà dubitare di me.

Saerin la toccò col flusso di Spirito. «Ricorda quello che dev’essere ricordato» mormorò.

Quel flusso aveva qualcosa a che fare con la memoria. Qual era il suo scopo? La stella a sei punte fluttuava nella visuale di Nynaeve.

«Quando vedrai questo segno, andrai verso di esso immediatamente» disse Rosil «Procedi a passo costante, senza affrettarti o attardarti. Solo quando lo raggiungerai potrai abbracciare la Fonte. Il flusso richiesto dovrà cominciare immediatamente, e non potrai lasciare quel segno finché non sarà completato.»

«Ricorda quello che dev’essere ricordato» ripeté Saerin.

«Quando il flusso sarà completo,» disse Rosil «rivedrai quel segno, a indicare la strada che dovrai prendere, di nuovo a passo costante, senza esitazione.»

«Ricorda quello che dev’essere ricordato.»

«Cento volte intesserai, nell’ordine che ti è stato dato e in perfetta calma.»

«Ricorda quello che dev’essere ricordato» disse Saerin un’ultima volta.

Nynaeve percepì il flusso di Spirito sistemarsi dentro di lei.

Era piuttosto simile alla Guarigione. Si tolse l’abito e la sottoveste mentre le altre Sorelle si inginocchiavano accanto al ter’angreal, eseguendo flussi complicati di tutti e cinque i Poteri.

Lo fecero risplendere vivido, con i colori sulla sua superficie che si spostavano e mutavano. Rosil si schiarì la gola e Nynaeve arrossì, porgendole la pila di indumenti, poi si tolse il suo anello col Gran Serpente e ve lo mise in cima, seguito dall’anello di Lan, che di norma portava al collo. Rosil prese i vestiti. Le altre Sorelle erano completamente assorbite nel loro lavoro. Il ter’angreal iniziò a risplendere di un bianco puro al centro, poi cominciò a ruotare lentamente, raschiando contro la pietra.

Nynaeve trasse un profondo respiro, camminando avanti. Si soffermò davanti al ter’angreal, vi passò attraverso e...

...E dov’era? Nynaeve si accigliò. Questi non sembravano i Fiumi Gemelli. Si trovava in un villaggio fatto di capanne. Onde sciabordavano contro una spiaggia sabbiosa alla sua sinistra e il villaggio si estendeva su per una sporgenza rocciosa alla sua destra. Una montagna distante torreggiava lì sopra.

Un’isola di qualche tipo. L’aria era umida, la brezza calma.

Della gente camminava tra le capanne, chiamandosi a vicenda in tono bonario. Alcuni si fermarono a fissarla. Lei abbassò lo sguardo su sé stessa, rendendosi conto per la prima volta che era nuda. Arrossì furiosamente. Chi aveva preso i suoi vestiti?

Quando avesse trovato il responsabile lo avrebbe fustigato a tal punto che non sarebbe stato in grado di sedersi per settimane!

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