Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Pianeta di caccia [Grass - it]
Pianeta di caccia [Grass - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Pianeta di caccia [Grass - it]

Электронная книга - «Pianeta di caccia [Grass - it]». Краткое содержание книги:

Marjorie Westriding Yrarier è stata inviata sul pianeta Grass per rispondere a un misterioso interrogativo: un contagio si sta spargendo fra le stelle, un’epidemia mortale che minaccia di distruggere la razza umana. Nessun pianeta ne è rimasto immune, tranne Grass. Perché?
Poco si conosce di Grass, se non che si tratta di un luogo idilliaco, dove la natura è assolutamente intatta e l’ambiente conserva un perfetto equilibrio. Interamente coperto dalle più strane varietà di vegetazione che si possano immaginare, il pianeta è un’autentica anomalia cosmica. Un gruppo di famiglie giunte secoli prima per colonizzarlo hanno edificato rapidamente una nuova società, ignorando la presenza aliena e creando un’aristocrazia che ruota attorno all’evento della Caccia. Con il passare delle generazioni, la vita su Grass e i vari usi e costumi sono sempre più sprofondati nel mistero e la Caccia, evento già ben noto sulla Terra, si è ora trasformato in uno strano rito, tremendo e inquietante. Già, perché qual è la vera natura e la vera funzione delle creature che partecipano alla Caccia, che cosa si nasconde dietro questo ciclico rituale e soprattutto... qual è la preda? Come ben presto intuisce Lady Westriding, su questo strano pianeta lontano milioni di chilometri vi sono più misteri di quanti se ne possano immaginare.

Nominato per i premi Hugo e Locus in 1990.
1 ... 81 82 83 84 85 86 87 88 89 ... 131
Перейти на страницу:

Dopo aver scoccato un’occhiata di insolito interesse al suo orribile assistente, poiché non avrebbe mai pensato che si interessasse ai pettegolezzi, Fuasoi usò di nuovo il dimmi: — Alcune persone provenienti da Collina d’Opale sono arrivate a Klive e sono ripartire quasi subito — rispose un membro della famiglia bon Damfels. — Sono andate nella prateria. — E precisò, con una sfumatura di scherno vagamente isterico: — Sono andate nella prateria, al Boschetto Darenfeld.

— Se sono andati nella prateria, avranno lasciato una traccia — rifletté Shoethai. Quindi consigliò, con un sospiro di sollievo: — Mandate Granbravone e gli altri ad inseguirli.

— A piedi?

— Certo che no — rispose Shoethai, meditabondo. — Con un aeromobile, così non avranno difficoltà a trovare la traccia. — E pensò che sarebbe stato facile sabotare un aeromobile in modo che precipitasse nella prateria dopo aver compiuto un lungo tragitto. — Ne preparo subito uno.

— Chi sono questi arrampicatori?

— Frate Flumzee, ossia Granbravone. Frate Niayop, alias Mandiguglia. Frate Sushlee, detto Nodosafune. Frate Thissayim, soprannominato Pontelungo. E frate Lillamool, ovvero Pontecorto. — Shoethai non avrebbe mai potuto dimenticare Bravone, Fune, Guglia, Lungo e Corto, che lo avevano tormentato tante volte: non era necessario che attendessero la peste, visto che non meritavano affatto la Nuova Creazione.

— Ti hanno dato noie? — chiese Fuasoi, accorgendosi della fiamma che ardeva nell’unico occhio del monaco deforme.

Aggrondato, Shoethai si grattò una crosta dalla guancia e si leccò il sangue dalla punta del dito con evidentissima soddisfazione: — Oh, no, priore! è solo che si vantano tanto di esser sempre pronti ad ammazzare qualcuno. — Non accennò al sabotaggio dell’aeromobile, giudicando conveniente che il priore non ne sapesse nulla. Così, Bravone e gli altri non sarebbero più tornati, ma nessuno avrebbe saputo perché.

Subito dopo essere uscito dall’ufficio del priore Fuasoi, Yavi Foosh si recò a quello del priore Jhamlees Zoe, dove attese mezz’ora prima di essere ricevuto.

— Cosa sta tramando Fuasoi? — chiese Jhamlees.

— Shoethai ha trovato un diario scritto da frate Mainoa e lo ha consegnato a Fuasoi, il quale, da quando lo ha letto, è molto turbato.

— Di cosa parla il diario?

— Lo ignoro, priore. Shoethai non mi ha permesso di esaminarlo.

— Avrebbe dovuto portarlo a me!

— Certamente, priore. Tuttavia non lo ha fatto. Ho persino insistito affinché ve lo consegnasse, ma il priore Fuasoi è suo grande amico.

— Credo che scenderò a dare un’occhiata. — Così dicendo, Jhamlees si alzò e uscì nel corridoio.

Yavi lo seguì a notevole distanza, perché se avesse lasciato capire di essere al servizio di Jhamlees, come Shoethai dimostrava di essere al servizio di Fuasoi, nessuno lo avrebbe più lasciato in pace.

La porta era aperta e l’ufficio era vuoto. Per un momento, Jhamlees guardò attorno, poi andò ad aprire il cassetto della scrivania: — È questo? — domandò agitando il quaderno e accennando a Foosh di avvicinarsi.

Yavi annuì: — Sembra proprio di sì.

— Non parlerai a nessuno di tutta questa faccenda, vero?

Yavi scosse la testa: certo che non ne avrebbe parlato. Non avrebbe detto una sola parola, neppure se Zoe avesse rubato tutti i quaderni del mondo.

Di ramo in ramo e di liana in liana, Rillibee si arrampicò sull’albero gigantesco, passando la torcia da una mano all’altra, e un paio di volte anche tenendola in bocca, quando ebbe bisogno di usare entrambe le mani. Arrivato a grande altezza, vide tutt’intorno, nell’ombra densa, foglie o rami illuminati dalla fluorescenza di creature che parevano nebulose verdi, ammassi gialli, galassie indaco punteggiate di blu.

D’un tratto uno stormo di creature alate che pareva una nube di fiori rosa veleggiò sulle ali della brezza, poi, al cader di questa, si posò su un ammasso di fronde che parve prender fuoco. Creature alate più grandi, che avevano il colore e il profumo dei meloni, si spostavano lentamente da un albero all’altro, e quando si posavano, assumevano la forma di coppe in cui pulsava una luce dorata che attraeva altri guizzanti volatili di colore blu, oppure di un azzurro così chiaro che sembrava quasi bianco.

— Avresti amato questa foresta, Joshua — sussurrò Rillibee. — Anche tu l’avresti amata, Miriam.

Defunti e saliti al cielo, disse il pappagallo, dalla cima di un albero.

Mentre alcune foglie dal dolce profumo resinoso gli sfioravano il viso, Rillibee colse un frutto che gli aveva urtato un braccio, lo fiutò, e lo morse, assaporandone il succo aspro, quasi effervescente.

Le voci che aveva udito dal suolo gli erano tutt’intorno: alcune risa allegre, un narratore che interrompeva per un momento una lunga storia, lasciando in trepidante attesa il pubblico attento e partecipe. Chiudendo gli occhi, Rillibee immaginò il narratore appoggiato alla tavola di una taverna, intento a raccontare vivacemente. Poi continuò a salire, con lentezza, e sentì le voci diventare sempre più fioche. Tornò indietro, accarezzando amorevolmente i rami, convinto che alla fine avrebbe trovato coloro che parlavano, là, sugli alberi, fra le creature luminose.

Doveva trovare anche la ragazza, Stella. Ne aveva unito il nome agli altri, che componevano la sua litania: ella sarebbe appartenuta a lui, Rillibee Chime, benché la sua famiglia fosse ricca, importante, e lei stessa fosse così sdegnosa.

In cielo, sussurrò il pappagallo.

Così Rillibee continuò a salire durante le ore notturne, finché, all’alba, trovò coloro che parlavano, mentre i raggi obliqui del sole illuminavano la loro città cadendo tra le foglie di oro struggente.

Il chioccolio dell’acqua e il canto degli uccelli destarono Marjorie, la quale impiegò alcuni istanti a rammentare dove si trovava, e un po’ di più a ricordare le voci di mezzanotte. Con lo sguardo cercò frate Lourai, e invece trovò gli occhi di frate Mainoa.

— Non è ancora tornato — osservò il vecchio monaco.

— Vi siete accorto?

— Mi sono accorto che vi ha svegliata, che ve ne siete andati, e che soltanto voi siete tornata.

— Si è arrampicato lassù. — Marjorie indicò lo scintillar del sole, in alto, fra le fronde. — Mi ha detto che lo chiamano Willy Climb e che non gli sarebbe successo niente.

Mainoa annuì: — Sì, non gli succederà niente. È come voi: quando si trova di fronte a gravi difficoltà, la sua curiosità vince la paura.

Marjorie arrossì: Come mai mi conosce tanto bene? pensò. È vero: sono molto curiosa, mi aspetto sempre qualcosa, un’occasione.

In quel momento tornò padre James con un secchio pieno d’acqua attinta alla sorgente più vicina: — Erano settimane che non dormivo così bene! Però ho fatto sogni molto strani.

— Sì, credo che sia capitato ad ognuno di noi — confermò frate Mainoa. — Alcune creature sono entrate nei nostri sogni.

Improvvisamente preoccupata, Marjorie si alzò, guardando attorno.

— No, no. — Aggrappandosi a una radice sporgente dell’albero più vicino, Mainoa si alzò con lentezza. — Non si tratta di creature ostili, Marjorie. Anche loro sono curiose.

— Loro?

— Le creature che incontreremo oggi stesso, credo, dopo il ritorno di frate Lourai.

— Non ha un altro nome? — chiese Tony.

— Frate Lourai? Oh, certo! Il suo vero nome è Rillibee: Rillibee Chime. Vi sembra forse insolito, come frate?

— Tony pensa che non assomigli affatto ai santificati che abbiamo conosciuto — spiegò Marjorie. — Ha gli occhi troppo grandi, il viso troppo magro e intelligente, la bocca troppo sensibile. Per me i santificati sono grassi, zelanti, tendono al semplicismo, e hanno un gran bisogno di risposte. Piuttosto sono gli antichi cattolici ad essere snelli, ascetici, con occhi grandi da filosofi. Ammetto che si tratta di stereotipi e me ne vergogno, tuttavia non riesco a sbarazzarmene, neppure quando mi guardo allo specchio. Voi stesso, fratello, non avete certo l’aspetto del santificato. Immagino però che usiate il nome «Mainoa» da troppo tempo per rinunciarvi. — E distolse il viso per evitare lo sguardo divertito e scrutatore di padre James.

1 ... 81 82 83 84 85 86 87 88 89 ... 131
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)