L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
Rand non sapeva che cosa l’avesse svegliato dallo spiacevole sogno. Nel sogno era di nuovo bambino, reggeva la spada di Tam e portava una culla legata sulla schiena; correva nelle vie deserte, inseguito da Mordeth che gridava di volere solo il suo aiuto. E per tutto il tempo un vecchio li osservava e sghignazzava follemente.
Rand sistemò le coperte e si distese, fissando il soffitto. Aveva una gran voglia di dormire, anche a rischio di fare altri sogni, ma non riusciva a chiudere occhio.
All’improvviso dalle tenebre comparve silenziosamente il Custode. Moiraine si svegliò e si alzò a sedere, come se lui avesse suonato un campanello. Lan aprì la mano e tre piccoli oggetti caddero con un tintinnio sulle piastrelle davanti a lei. Tre emblemi rosso sangue, a forma di teschio munito di corna.
«Ci sono Trolloc, dentro le mura» disse Lan. «Saranno qui fra poco più di un’ora. E i Dha’vol sono i peggiori di tutti.» Passò a svegliare gli altri.
Moiraine iniziò a ripiegare le coperte. «Quanti sono? Sanno che siamo qui?» Parlò come se non ci fosse alcuna urgenza.
«Non credo che lo sappiano. Sono ben più d’un centinaio e tanto atterriti da uccidere qualsiasi cosa si muova, inclusi loro stessi. I Mezzi Uomini sono costretti a spronarli. In quattro guidano un solo manipolo. Ma perfino i Myrddraal sembrano ansiosi di attraversare al più presto la città e uscirne. Non si scostano dalla via per fare ricerche e sono così trascurati che, se non puntassero proprio su di noi, direi che non abbiamo di che preoccuparci.» Esitò.
«C’è altro?»
«Solo questo» rispose lentamente Lan. «I Myrddraal hanno forzato i Trolloc a entrare nella città. Ma loro, chi li forza?»
Tutti ascoltarono in silenzio. Poi Thom imprecò sottovoce e Egwene mormorò: «Il Tenebroso?»
«Non dire sciocchezze, ragazza» intervenne, brusca, Nynaeve. «Il Tenebroso è imprigionato a Shayol Ghul.»
«Per il momento, almeno» convenne Moiraine. «No, il Padre delle Menzogne non è qui fuori; ma dobbiamo andarcene in ogni caso.»
Nynaeve la guardò, insospettita. «Lasciamo la protezione delle difese e attraversiamo di notte Shadar Logoth?»
«Oppure restiamo qui ad affrontare i Trolloc» rispose Moiraine. «Per tenerli a bada occorrerebbe l’Unico Potere. Distruggerebbe le difese e attirerebbe proprio colui dal quale le difese dovrebbero proteggerci. Inoltre, sarebbe come accendere un falò in cima a una di queste torri per richiamare ogni Mezzo Uomo nel raggio di venti miglia. Non mi piace muovermi di notte, ma noi siamo la lepre e sono i segugi a dettare la caccia.»
«Cosa faremo, se ce ne sono altri fuori delle mura?» domandò Mat.
«Useremo il mio piano originale» rispose Moiraine. Lan le scoccò un’occhiata. Lei alzò la mano e soggiunse: «Che ero troppo stanca per mettere in atto prima. Ma ora sono riposata, grazie alla Sapiente. Ci dirigeremo al fiume. Lì, con le spalle protette dall’acqua, potrò erigere difese che tratterranno Trolloc e Mezzi Uomini finché non avremo costruito una zattera per attraversare il fiume. O, meglio ancora, finché non troveremo un passaggio sulle barche dei mercanti che scendono dalla Saldaea.»
I cinque di Emond’s Field la guardarono senza capire.
«Trolloc e Myrddraal odiano l’acqua profonda» spiegò Lan. «I Trolloc ne hanno terrore. Né gli uni né gli altri sanno nuotare. I Mezzi Uomini attraversano a guado l’acqua bassa, se non è corrente. I Trolloc, neanche quella, se possono evitarlo.»
«Allora al di là del fiume saremo al sicuro» disse Rand. Il Custode annuì.
«I Myrddraal avranno difficoltà a costringere i Trolloc a costruire zattere, almeno quanta ne hanno avuta a spingerli dentro Shadar Logoth; se li obbligheranno ad attraversare l’Arinelle, metà dei Trolloc si darà alla fuga e l’altra probabilmente finirà per annegare.»
«Andate a prendere i cavalli» disse Moiraine. «Non siamo ancora al di là del fiume.»
20
Polvere nel vento
Mentre lasciavano l’edificio di pietra bianca, sui cavalli che si agitavano innervositi, il vento gelido giunse a folate, gemendo fra i tetti: agitò i mantelli come se fossero banderuole e spinse le nuvole a oscurare la sottile falce di luna. Lan ordinò sottovoce di stare tutti insieme e imboccò la via. I cavalli scartarono e tirarono sul morso, ansiosi di allontanarsi.
Rand guardò con diffidenza gli edifici che ora si stagliavano conto il buio della notte e le finestre vuote simili a orbite di teschio. Le ombre parevano muoversi. Di tanto in tanto si udiva un acciottolio: detriti gettati a terra dal vento. Almeno, si disse Rand, gli occhi invisibili erano scomparsi; ma il suo sollievo fu momentaneo. Perché erano scomparsi?
Con Thom e con gli altri di Emond’s Field formava un gruppo serrato. Egwene si teneva ingobbita, come se cercasse di attutire lo scalpiccio di Bela sul lastricato. Rand non avrebbe voluto nemmeno respirare: il rumore poteva attirare l’attenzione.
A un tratto si accorse che si era formato un certo intervallo fra loro e i due che li precedevano: il Custode e l’Aes Sedai erano sagome indistinte, una buona trentina di passi più avanti.
«Non lasciamoci distanziare» mormorò e spronò Cloud a un’andatura più rapida. Davanti a loro, un sottile filamento di nebbia grigio argento si muoveva a due spanne da terra e si allungava nella via.
«Fermo!» Il grido di Moiraine fu secco e pressante, ma soffocato.
Incerto, Rand bloccò il cavallo. Il filamento di nebbia ora tagliava completamente la via e si ingrossava lentamente come se sgorgasse dagli edifici ai lati. Ormai era grosso come un braccio. Cloud nitrì e cercò di allontanarsi, mentre Egwene e Thom e gli altri raggiungevano Rand. Anche i loro cavalli agitavano la testa e si rifiutavano di avvicinarsi alla nebbia.
Lan e Moiraine avanzarono lentamente verso l’ostacolo, ormai grosso come una gamba, e si fermarono dall’altra parte, a buona distanza. L’Aes Sedai esaminò il tentacolo di nebbia che li separava. Rand sentì lungo la schiena un improvviso brivido di paura. Una debole luminosità accompagnava la nebbia e diventava più intensa col crescere del tentacolo, ma superava appena il chiarore della luna. I cavalli, perfino Aldieb e Mandarb, si muovevano a disagio.
«Cos’è?» domandò Nynaeve.
«Il male di Shadar Logoth» rispose Moiraine. «Mashadar. Privo di vista, incapace di pensiero, si muove a casaccio per la città, come un lombrico nel terreno. Se riesce a toccarvi, morite.» Rand e gli altri arretrarono subito di qualche passo, ma non troppo. Nonostante tutto, in compagnia dell’Aes Sedai erano al sicuro.
«Allora come vi raggiungiamo?» disse Egwene. «Non puoi ucciderlo? Aprire un varco?»
La risata di Moiraine fu amara e breve. «Mashadar è grande quanto la stessa Shadar Logoth. L’intera Torre Bianca non potrebbe ucciderlo. Se lo danneggiassi quanto basta a farvi passare, attingendo all’Unico Potere, attirerei i Mezzi Uomini come con uno squillo di tromba. E Mashadar si precipiterebbe a riparare il danno e forse ci prenderebbe nella sua rete.»
Rand scambiò uno sguardo con Egwene, poi ripeté la domanda della ragazza. Moiraine sospirò.
«Non mi piace» disse «ma non abbiamo scelta. Altre vie saranno sgombre. Vedete quella stella?» Si girò a indicare una stella rossa, bassa nel cielo orientale. «Andate in direzione di quella stella e arriverete al fiume. Qualsiasi cosa accada, continuate a muovervi verso il fiume. Procedete alla massima velocità, ma soprattutto non fate rumore. Ci sono ancora i Trolloc. E quattro Mezzi Uomini.»
«Ma come ti ritroveremo?» protestò Egwene.
«Vi troverò io, state tranquilli. E ora andate. Questo tentacolo non possiede intelligenza, ma sente la presenza del cibo.» E infatti dal corpo principale si sollevavano altri filamenti grigio argento, che ondeggiavano pigramente come i tentacoli di un centobraccia in fondo a un lago del Waterwood.
Rand distolse lo sguardo dal tronco di nebbia opaca e vide che il Custode e l’Aes Sedai erano scomparsi. Si umettò le labbra e guardò i compagni: erano nervosi quanto lui. Peggio ancora, sembravano tutti in attesa che qualcuno facesse la prima mossa. Erano circondati dalla notte e dalle rovine. Da qualche parte c’erano i Fade e i Trolloc, forse proprio dietro l’angolo. I tentacoli di nebbia smisero di ondeggiare e si protesero: avevano scoperto la preda. A un tratto Rand si accorse di rimpiangere l’assenza di Moiraine.