Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 978-88-04-33638-9
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per il premio Nebula per il miglior romanzo in 1984.
Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1985.
«Figlia, sei stata congedata. Preferisci uscire da sola con le buone, o devo chiamare due angeli per farti cacciare fuori in malo modo?»
«Oh, che modi! Stavo per dire che…»
«Tu non stai per dire niente!»
«Avrò certamente il diritto di parlare come tutti.»
«Non in questo ufficio. Sorella Marie Charles!»
«Sì, signore?»
«Ricordi ancora la lotta libera che ti hanno insegnato quando hai lavorato nella polizia di Detroit?»
«Certo.»
«Sbattimi via questa rompiscatole.»
La monaca sorrise e si fregò le mani. Poi successe qualcosa, talmente in fretta che non riuscii a distinguere bene i movimenti. Ma Abigail scomparve immediatamente.
San Pietro appoggiò la schiena alla spalliera, trasse un sospiro e prese il suo bicchiere di Coca. «Quella donna metterebbe a dura prova la pazienza di Giobbe. Da quanto eri sposato con lei?»
«Un po’ più di mille anni, mi sembra.»
«Ti capisco. Ma perché l’hai fatta chiamare?»
«Non l’ho fatta chiamare. Ossia, non intendevo far venire lei.» Cercai di spiegare.
Ma lui mi fermò. «Certo! Perché non hai detto che cercavi la tua concubina? Mary Rose si è confusa. Sì, so di chi intendi parlare: la bella bionda che compare nell’ultima parte del tuo dossier. Una cara ragazza, mi è parso. La stai cercando?»
«Sì, certo. Il giorno della Tromba e del Grido siamo stati Rapiti insieme. Ma la tromba d’aria… un vero tornado del Kansas… era così violenta che ci siamo separati.»
«Hai già chiesto di lei in precedenza. Una richiesta di informazioni che ci è stata trasmessa dalla cabina sulla riva del fiume.»
«Proprio così.»
«Alexander, quella richiesta è il più recente documento del tuo dossier. Posso far ripetere la ricerca… ma ti dico fin d’ora che l’esito non cambierà. Lei non è qui.»
Si alzò e venne accanto a me; mi posò la mano sulla spalla. «È una tragedia che ho visto ripetersi infinite volte. Una coppia innamorata, sicura di trascorrere insieme tutta l’eternità. Uno arriva qui, l’altro no. E io non posso fare niente. Vorrei poter fare qualcosa, ma non ne sono in grado.»
«San Pietro, c’è stato un errore!»
Lui non rispose.
«Mi ascolti! Lo so! Lei e io eravamo fianco a fianco, davanti a quel predicatore… e, un istante prima che si udissero la Tromba e il Grido, lo Spirito Santo è sceso su di noi. Eravamo in stato di grazia e siamo stati Rapiti insieme. Chieda a Lui! A lei dà ascolto!»
Pietro sospirò di nuovo. «Dà ascolto a tutti, in ognuno dei suoi aspetti. Ma m’informerò.»
Sollevò il ricevitore di un telefono talmente vecchio che pareva fatto dallo stesso Graham Bell. «Charlie? Passami lo Spirito. Sì, aspetto in linea… Ehi! Sono Pietro, qui alla porta principale. Ne hai sentita qualcuna divertente, negli ultimi tempi? No? Neppure io. Ascolta, ho qui un problema. Per favore, cerca di riandare al giorno del Grido e della Tromba, quando nel tuo aspetto del Figlio hai preso vive tutte le anime incarnate che in quel momento erano in stato di grazia. Pensa a un prato vicino a Lowell, Kansas… sì, America del Nord… e a una riunione sotto la tenda, un raduno di revivalisti. Ci sei? Dunque, un certo Alexander Hergensheimer, ora fatto santo, sostiene che, qualche frazione di secondo prima della Tromba, sei sceso su di lui e sulla sua amata concubina Margrethe. Altezza tre cubiti e mezzo, biondo-cenere, lentiggini… ci sei? Oh. Già troppo tardi, eh? Lo temevo. Glielo dirò.»
Lo interruppi, sussurrando con agitazione: «Chieda dov’è!»
«Capo, sant’Alexander soffre in modo indescrivibile. Vuole sapere dov’è la donna. Certo, glielo dirò.» San Pietro interruppe la comunicazione. «Non è in Cielo e non è sulla terra. Puoi capire già da te la risposta. E mi dispiace veramente.»
Devo dire che san Pietro dimostrò con me una pazienza infinita. Mi assicurò che avrei potuto parlare con ogni persona della Trinità… ma mi ricordò che, avendo parlato con lo Spirito Santo, era già come se avessi parlato con tutte. Pietro fece controllare ancora una volta gli elenchi dei Rapiti e delle tombe riaperte, nonché l’elenco degli arrivi successivi… pur facendomi presente che nessuna ricerca del computer poteva dare risposte diverse da quella infallibile fornita da Dio che parlava come Spirito Santo. Io lo capivo perfettamente ed ero d’accordo con lui, ma continuavo a chiedergli nuove ricerche.
Chiesi: «E sulla terra? Non potrebbe essere viva laggiù, in qualche posto? Magari a Copenaghen.»
Pietro rispose: «Alexander, lo Spirito è onnisciente sulla terra come in Cielo. Non lo sai?»
Trassi un profondo sospiro. «Lo so. Cercavo solo di rimandare la decisione. Va bene, come si arriva all’inferno?»
«Alec! Non parlare così!»
«Pietro, senza di lei, l’eternità non è piacere, ma noia, solitudine e dolore. Crede che questa aureola significhi qualcosa per me, ora che so che la mia amata è all’Inferno? Ero disposto a lavare piatti per tutta la vita, pur di stare con lei. Le è stato rifiutato il Cielo con un cavillo da quattro soldi, e lei, Pietro, lo sa! Qui è pieno di angeli antipatici e presuntuosi che non hanno mai fatto niente per meritarselo, ma la mia Margrethe, che era un vero angelo, è stata mandata all’inferno perché ci si è impuntati, in modo estremamente infantile, dico io, sulle regole. Riferisca al Padre, al Figlio dalla voce tanto melliflua, e a quell’imbroglione di Spirito Santo che possono prendere la loro pacchiana Città Celeste e cacciarsela dove dico io! Se Margrethe è all’inferno, allora anch’io voglio andarci!»
Pietro continuava a pregare: «Perdonalo, Padre nostro, il dolore gli ha fatto perdere il senno… non sa quello che dice.»
Mi calmai leggermente. «San Pietro, so quello che dico. Non voglio rimanere qui. Se Margrethe è all’inferno, voglio raggiungerla laggiù.»
«Alec, vedrai che cambierai idea.»
«Non voglio cambiare idea. Voglio stare con Marga e condividere il suo destino. Lei mi ha detto che è all’inferno…»
«No, io ho detto che non è in Cielo e neppure sulla terra.»
«Perché, c’è qualche altro posto? Che so, il Limbo?»
«Il Limbo è solo un mito. Non conosco altri posti.»
«Allora voglio andarmene di qui e cercarla in tutto l’inferno. Come si fa per andarsene?»
Pietro alzò le spalle.
«Maledizione, non mi dia anche lei delle risposte evasive! Non ho avuto altro, dal giorno che ho camminato sul fuoco, uno scaricabarile dopo l’altro. Sono un prigioniero?»
«No.»
«Allora, mi spieghi come arrivare all’inferno.»
«Va bene. Ma non puoi portare con te l’aureola, nell’inferno. Non ti lascerebbero entrare.»
«Non l’ho mai voluta. Andiamo!»
Poco più tardi, oltrepassavo la Porta di Giuda, scortato da due angeli. Pietro non mi salutò; credo di averlo disgustato. La cosa mi dispiacque: l’avevo trovato molto simpatico. Ma non ero riuscito a fargli capire che il Cielo senza Margrethe non era più il Cielo, per me.
Mi fermai sulla soglia. «Vorrei che diceste a san Pietro…»
Senza darmi ascolto, mi afferrarono per le ascelle e mi scagliarono fuori.
Io caddi.
E continuai a cadere.
24
E continuai a cadere.
Per un uomo moderno, uno degli aspetti più inquietanti dell’eternità sta nel doversi abituare all’aspetto sfuggente del tempo. Senza orologi e senza calendari, senza alternanza del giorno e della notte, senza fasi della luna, senza stagioni, il tempo diventa un elemento soggettivo e la domanda: “Che ora è?” una questione di opinione.