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Il silenzio degli innocenti

Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:

Il silenzio degli innocenti - Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso dell'umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell'Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla. Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il mostro che terrorizza l'America. Ma il prezzo della collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più tormentati.
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lo Bill ha provato un senso di sorpresa quando ha ucciso la sua prima vittima? Si trattava di qualcuna che gli stava vicina? Perciò ha nascosto bene

il suo primo cadavere, e il secondo lo ha nascosto malamente? Ha sequestrato la seconda vittima molto lontano da casa e l'ha scaricata dove l'avrebbero trovata molto presto perché voleva far credere fin dall'inizio che le località dov'erano avvenuti i sequestri fossero state scelte a caso?

Quando Clarice Starling pensava alle vittime, la prima che le veniva in mente era Kimberly Emberg perché l'aveva vista morta e, in un certo senso, s'era schierata dalla sua parte.

Ecco la prima. Fredrica Bimmel, ventidue anni, Belvedere, Ohio. C'erano due fotografie. In quella dell'annuario della scuola appariva grande e grossa e scialba, con i bei capelli folti e una bella carnagione. Nella seconda foto, scattata all'obitorio di Kansas City, non somigliava neppure a un essere umano.

Clarice Starling chiamò di nuovo Burroughs. Lui aveva la voce un po' rauca, adesso, ma l'ascoltò.

«Quindi cosa intende dire, Starling?»

«Forse Buffalo Bill vive a Belvedere, Ohio, dove abitava la prima vittima. Forse la vedeva tutti i giorni e l'ha uccisa per così dire impulsivamente. Forse voleva soltanto... offrirle una bibita analcolica e parlare del coro della chiesa. Perciò si è preoccupato di nascondere il cadavere, e poi ha sequestrato un'altra ragazza lontano da casa. Questa non l'ha nascosta troppo bene, in modo che l'attenzione si distogliesse da lui. Sa bene che la segnalazione della scomparsa di una persona non interessa praticamente a nessuno, fino a quando non viene ritrovato il corpo cadavere.»

«Starling, si ottengono risultati migliori dove la pista è fresca e la gente ricorda meglio e ci sono testimoni...»

«È appunto quello che sto dicendo. Lui lo sa.»

«Per esempio, oggi sarebbe impossibile starnutire senza spruzzare un poliziotto della città di provenienza dell'ultima vittima... Kimberly Emberg di Detroit. C'è un grande interesse improvviso per Kimberly Emberg, da quando è scomparsa la Martin. Di colpo si sono messi tutti a lavorare al caso, come pazzi. Naturalmente, questo non gliel'ho mai detto.»

«Informerà il signor Crawford per quanto riguarda la prima vittima?»

«Certamente. Diavolo, lo comunicherò a tutti sulla linea calda. Non sto dicendo che sia un'idea sbagliata, Starling, ma la città è stata passata al pettine fitto non appena venne identificata la ragazza... come si chiamava?... Bimmel, vero? L'ufficio di Columbus ha setacciato Belvedere, e altrettanto hanno fatto quelli delle polizie locali. Troverà tutto nel dossier. Questa mattina non riuscirà ad accendere molto interesse per Belvedere o per qualche altra teoria del dottor Lecter.»

«Tutto quello che ha detto...»

«Starling, stiamo facendo un'offerta all'UNICEF in memoria di Bella! Se vuol contribuire anche lei, metterò il suo nome sull'elenco... »

«Certo. Grazie, signor Burroughs.»

Clarice Starling tolse gli indumenti dall'asciugabiancheria. Erano caldi, piacevolmente morbidi e avevano un odore gradevole. Se li strinse al petto.

Sua madre con le braccia cariche di lenzuoli.

Oggi è l'ultimo giorno della vita di Catherine.

La gazza nera e bianca rubava gli oggetti dal carrello. Lei non poteva stare contemporàneamente fuori per scacciarla e dentro la stanza.

Oggi è l'ultimo giorno della vita di Catherine.

Suo padre aveva l'abitudine di segnalare con il braccio anziché accendere le frecce quando svoltava con il furgoncino nel vialetto. Clarice, che stava giocando nel giardino, credeva che mostrasse con il braccio al furgoncino dove avrebbe dovuto girare, gli insegnasse con un gesto enfatico cosa doveva fare.

Quando Clarice Starling decise ciò che avrebbe fatto, qualche lacrima le sgorgò dagli occhi. Affondò il viso negli indumenti ancora caldi.

48

Crawford uscì dalla sede delle pompe funebri e guardò a destra e a sinistra sulla strada, per cercare Jeff e la macchina. Invece vide Clarice Starling che attendeva sotto la pensilina. Indossava un tailleur scuro e gli appariva molto reale, sotto quella luce.

«Mandi me» gli disse.

Crawford aveva appena scelto la bara per la moglie e reggeva in un sacchetto di carta un paio di scarpe di Bella che aveva portato lì per errore. Si riscosse.

«Mi perdoni» disse Clarice. «Non sarei venuta proprio adesso, se avessimo più tempo. Mandi me.»

Crawford affondò le mani nelle tasche e girò il collo fino a quando il bottone del colletto saltò. Gli occhi avevano una luce quasi pericolosa. «Dove vorrebbe che la mandassi?»

«Mi ha mandata a perlustrare il luogo dove è stata sequestrata Catherine Martin... mi lasci andare anche negli altri. Ci resta una sola possibilità: scoprire come va a caccia. Come le trova, come le sceglie. Io ci so fare quanto chiunque altro per ciò che riguarda la routine poliziesca, e in certe cose sono anche più qualificata. Le vittime sono tutte donne, e non ci sono donne che lavorano al caso. Io posso entrare nella camera di una donna e capire sul suo conto molte più cose di quante ne capirebbe un uomo, e lei sa che è vero. Mandi me.»

«È disposta ad accettare di essere rimandata?»

«Sì.»

«Sei mesi della sua vita, probabilmente.»

Clarice tacque.

Crawford schiacciò l'erba con la punta del piede. La guardò, guardò i suoi occhi perduti in una visione lontana. La ragazza aveva spina dorsale, come Bella. «Con chi vorrebbe incominciare?»

«Con la prima. Fredrica Bimmel, Belvedere, Ohio.»

«Non con Kimberly Emberg, quella che ha visto?»

«Lui non ha cominciato con Kimberly.» Era il caso di parlare di Lecter? No. Crawford l'avrebbe saputo comunque dalla linea calda.

«La Emberg sarebbe una scelta dettata dall'emotività, non è vero, Star-ling? I viaggi le saranno rimborsati. Ha un po' di denaro?» Le banche avrebbero aperto soltanto tra un'ora.

«Mi è rimasto qualcosa sulla mia carta di credito.»

Crawford si frugò nelle tasche. Le diede trecento dollari in contanti e un assegno personale.

«Vada, Starling. Soltanto la prima, sia chiaro. Avverta la linea calda. E mi chiami.»

Clarice alzò la mano verso di lui. Non gli toccò il viso né le dita, perché sembrava che fosse impossibile toccarlo. Si voltò e corse verso la Pinto.

Mentre lei ripartiva, Crawford si batté le mani sulle tasche. Le aveva dato tutto ciò che aveva con sé, fino all'ultimo cent.

«La bambina ha bisogno di un paio di scarpe nuove» disse. «La mia bambina non ha bisogno di scarpe.» Piangeva, lì sul marciapiede. Le lacrime gli grondavano sul viso. Era un capo sezione dell'FBI e si comportava come uno sciocco.

Jeff, che era in macchina, vide che aveva le guance lucide ed entrò a marcia indietro in un vicolo dove Crawford non avrebbe potuto vederlo. Scese dalla macchina. Accese una sigaretta e la fumò rabbiosamente. Per fare un favore a Crawford, avrebbe aspettato fino a quando avesse smesso di piangere e si fosse irritato quanto bastava per fargli una sfuriata.

49

La mattina del quarto giorno, Jame Gumb era pronto per prendersi la pelle.

Rientrò dopo aver acquistato le ultime cose che gli occorrevano, e stentò a frenare l'impulso di scendere correndo la scala della cantina. Andò nello studio e tirò fuori la roba dai sacchetti: fissatore per le cuciture in sbieco, riquadri di lycra elastica da mettere sotto gli spacchi, una scatola di sale kasher. Non aveva dimenticato niente.

In laboratorio dispose i suoi coltelli su una salvietta pulita accanto ai lavelli. I coltelli erano quattro: uno con il dorso a sella, fatto per scuoiare, un altro piccolo e delicato con la punta ribassata che seguiva alla perfezione la curva del dito indice nei punti stretti, un bisturi per il lavoro di fino e una baionetta dei tempi della Prima Guerra Mondiale. Una baionetta affilata è l'utensile migliore che si possa trovare per staccare una pelle senza lacerarla.

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