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Il silenzio degli innocenti

Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:

Il silenzio degli innocenti - Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso dell'umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell'Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla. Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il mostro che terrorizza l'America. Ma il prezzo della collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più tormentati.
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Si erano conosciuti in Italia, a Livorno. Lui era nell'esercito, lei alle dipendenze della NATO, e a quel tempo si chiamava Phyllis. Stavano passeggiando sul lungomare, e un barcaiolo le aveva gridato "Bella" dall'acqua luccicante, e da allora era sempre stata Bella, per Crawford. Tornava a essere Phyllis solo quando c'era qualche dissenso.

Bella era morta. E questo avrebbe dovuto cambiare la vista dalle finestre. Non era giusto che rimanesse immutata. Perché è morta? Gesù. Sapevo che era inevitabile, ma brucia.

Che cosa dicevano a proposito del pensionamento forzato a cinquanta-cinque anni? Tu ti innamori dell'FBI, ma l'FBI non s'innamora di te. Crawford se n'era accorto.

Grazie a Dio, Bella lo aveva salvato da quel genere d'innamoramento. Sperava che quel giorno fosse in qualche posto e fosse finalmente serena. Sperava che potesse leggergli nel cuore.

Il telefono emise un ronzio; era il segnale delle chiamate esterne.

«Signor Crawford, c'è un certo dottor Danielson del...»

«Bene.» Giù il pulsante. «Jack Crawford, dottore.»

«La linea è sicura, signor Crawford?»

«Sì. A questo apparecchio lo è.»

«Non sta registrando quello che diciamo, vero?»

«No, dottor Danielson. Mi dica.»

«Desidero fare presente che questo non ha niente a che vedere con i pazienti del Johns Hopkins.»

«Ho capito.»

«Se venisse fuori qualcosa, voglio che lei dichiari alla pubblica opinione che non si tratta di un transessuale e che non ha mai avuto a che fare con la nostra istituzione.»

«Benissimo. D'accordo. Assolutamente.» Avanti, parla, bastardo presuntuoso. Crawford sarebbe stato disposto a promettere qualunque cosa.

«Ha malmenato il dottor Purvis.»

«Chi, dottor Danielson?»

«Aveva presentato domanda tre anni fa sotto il nome di John Grant, di Harrisburg, Pennsylvania.»

«Descrizione?»

«Maschio, bianco, trentun anni. Un metro e ottantacinque, peso settanta-tré chili. Era venuto per i test, e se l'era cavata molto bene in quelli We-chsler per l'intelligenza... normale, piuttosto brillante. Ma i test psicologici e i colloqui sono andati in modo ben diverso. Anzi, il test Casa-Albero-Persona e quello dell'Appercezione Tematica corrispondevano in pratica ai dati che lei mi ha fornito. Mi aveva fatto credere che la teoria era di Alan

Bloom, ma in realtà era di Hannibal Lecter, vero?»

«Mi dica il resto sul conto di Grant, dottore.»

«La commissione l'avrebbe respinto comunque; ma quando ci siamo riuniti per discuterne ormai la cosa era superata in seguito ai controlli sui suoi precedenti.»

«E come l'avevano scoperto?»

«La nostra prassi è domandare informazioni alla polizia della città del richiedente. La polizia di Harrisburg lo ricercava per l'aggressione a due omosessuali. L'ultimo era sopravvissuto per miracolo. Grant ci aveva fornito un indirizzo, ed è risultato che si trattava di una pensione dove alloggiava ogni tanto. Lì la polizia aveva trovato le sue impronte digitali e una ricevuta per un acquisto di benzina con la carta di credito, e sulla ricevuta c'era il numero di targa. Non si chiamava John Grant, come aveva raccontato a noi. Una settimana dopo si è appostato davanti al nostro istituto e ha dato uno spintone al dottor Purvis, così, per dispetto.»

«Come si chiamava, dottor Danielson?»

«Aspetti, le dico nome e cognome lettera per lettera. J-A-M-E G-U-M-B.»

52

La casa di Fredrica Bimmel era a tre piani e tetra, coperta da piastrelle color asfalto macchiate di ruggine dall'acqua traboccata dalle grondaie. I ciuffi di erba spuntati dentro le grondaie avevano resistito piuttosto bene all'inverno. Le finestre del lato nord erano protette da fogli di plastica.

In un salottino surriscaldato, una donna di mezza età era seduta su un tappeto e giocava con un bambino piccolo.

«Mia moglie» disse Bimmel mentre attraversavano la stanza. «Ci siamo sposati a Natale.»

«Salve» disse Clarice Starling. La donna le rivolse un sorriso vago.

Nel corridoio era di nuovo freddo. Dovunque c'erano scatoloni accatastati che riempivano le stanze, pieni di paralumi e di coperchi per barattoli, cesti da picnic, vecchi numeri del "Reader's Digest" e del "National Geo-graphic", vecchie racchette da tennis, lenzuoli, una cassa di bersagli per freccette, foderine per sedili d'auto scozzesi stile anni Cinquanta, con un odore intenso d'urina di topo.

«Stiamo per traslocare» disse il signor Bimmel.

La roba accanto alle finestre era sbiadita dal sole, gli scatoloni erano

ammonticchiati da anni e sformati dal tempo, i tappeti erano logori.

Il sole chiazzava la ringhiera mentre Clarice Starling saliva la scala dietro al padre di Fredrica. Nell'aria fredda, gli indumenti dell'uomo emanavano un odore un po' rancido. Clarice vedeva la luce che filtrava dal soffitto malconcio in cima alla scala. Gli scatoloni ammucchiati sul pianerottolo erano coperti da fogli di plastica.

La stanza di Fredrica era piccola, sotto il tetto, al secondo piano.

«Ha ancora bisogno di me?»

«Vorrei parlarle più tardi, signor Bimmel. E la madre di Fredrica?» Il dossier diceva che era morta, ma non precisava quando.

«Come sarebbe a dire? È morta quando Fredrica aveva dodici anni.»

«Capisco.»

«Pensava che fosse la madre di Fredrica, quella giù nel salotto? Dopo che le ho detto che ci siamo sposati lo scorso Natale? È questo che ha pensato? Immagino che i tutori dell'ordine siano abituati a trattare con gente di altro genere, signorina. Mia moglie non ha mai conosciuto Fredrica.»

«Signor Bimmel, la stanza è più o meno come Fredrica l'ha lasciata?»

La collera abbandonò l'uomo.

«Sì» disse sottovoce. «L'abbiamo lasciata com'era. Nessuno avrebbe potuto indossare la sua roba. Attacchi la stufetta elettrica, se vuole. Basta che si ricordi di staccarla prima di scendere.»

Non voleva vedere la stanza. La lasciò sul pianerottolo.

Clarice rimase per un attimo con la mano posata sul freddo pomolo di porcellana. Aveva bisogno di raccogliere i pensieri un momento, prima di riempirsi la mente della presenza di Fredrica.

Dunque, la premessa è che Buffalo Bill abbia ucciso Fredrica per prima, le abbia legato un peso e l'abbia nascosta bene, gettandola in un fiume molto lontano da casa. L'ha nascosta meglio della altre (era l'unica con un peso) perché voleva che le altre venissero trovate prima. Voleva che si rafforzasse l'idea di una scelta casuale delle vittime in città molto lontane fra loro, prima che venisse ritrovata Fredrica Bimmel di Belvedere. Per lui era importante distogliere da Belvedere l'attenzione delle autorità. Perché abita qui, o forse a Columbus.

Ha incominciato con Fredrica perché desiderava la sua pelle. Noi non incominciamo desiderando cose immaginarie. Il desiderio è un peccato molto prosaico... incominciamo a desiderare cose tangibili, ciò che vediamo ogni giorno. Lui vedeva Fredrica nella sua vita quotidiana. Nella vita quotidiana di Fredrica.

Qual era la vita quotidiana di Fredrica? Bene...

Clarice aprì la porta. La stanza silenziosa e fredda aveva odore di muffa. Il calendario dell'anno precedente, appeso alla parete, era fermo per sempre ad aprile. Fredrica era morta da dieci mesi.

In un piatto nell'angolo c'era un avanzo di cibo per gatti, disseccato e nero.

Clarice Starling, veterana dell'arte di arredare con oggetti da rigattiere, si fermò al centro della stanza e si guardò intorno lentamente. Fredrica aveva fatto un buon lavoro, con ciò che aveva avuto a disposizione. Le tende erano di cinz a fiorami. A giudicare dagli orli con il bordino, le aveva ricavate utilizzando le fodere di un divano.

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