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Il silenzio degli innocenti

Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:

Il silenzio degli innocenti - Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso dell'umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell'Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla. Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il mostro che terrorizza l'America. Ma il prezzo della collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più tormentati.
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Jame Gumb giocò con le luci e con le parrucche per studiare alcuni effetti scenici, e provò a mettersi un meraviglioso girocollo di conchiglie sulla scollatura. Sarebbe stato splendido quando avrebbe indossato un abito da sera o un pigiama-palazzo sopra il suo nuovo busto.

Era tentato di procedere subito, di darsi da fare immediatamente; ma aveva gli occhi stanchi. Voleva che le mani fossero ferme, e non se la sentiva di sopportare tutto quel chiasso. Con molta pazienza, scucì i punti e dispose i pezzi affiancati. Erano modelli perfetti da seguire per il taglio.

«Domani, Precious» disse alla cagnolina, mentre tirava fuori dal freezer le cervella di bue perché si scongelassero. «Lo faremo dooomaniiii, per prima cosa. Mammina sarà bellissima!»

47

Clarice Starling dormì come un sasso per cinque ore e si svegliò nel cuore della notte, destata dalla paura del sogno. Addentò l'angolo del lenzuolo e si premette le palme delle mani sulle orecchie, in attesa di scoprire se era veramente sveglia e lontana da quella scena. C'era silenzio e gli agnelli non gridavano. Quando si rese conto di essere sveglia il suo cuore rallentò; ma non riuscì a tenere i piedi fermi sotto le coperte. Tra un momento la sua mente avrebbe incominciato a lavorare a tutta velocità. Lo sapeva.

Fu un sollievo quando si sentì pervadere da un fiotto di collera ardente,

anziché dalla paura.

«Sciocchezze» disse, e mise un piede fuori dalle coperte.

Durante tutta la giornata, quando era stata frustrata nei suoi sforzi da Chilton, insultata dalla senatrice Martin, abbandonata e rimproverata da Krendler, irrisa dal dottor Lecter e nauseata dalla sua evasione sanguinosa, e allontanata dall'incarico da Jack Crawford, una cosa l'aveva ferita più di tutte: sentirsi dare della ladra.

La senatrice Martin era una madre disperata ed era stanca di vedere i poliziotti che rovistavano tra le cose della figlia. Non aveva parlato per cattiveria.

Ma l'accusa era penetrata nell'animo di Clarice Starling come un ago rovente.

Da bambina, Clarice aveva imparato che il furto è l'atto più vile e spregevole dopo la violenza carnale e l'omicidio per denaro. Certi omicidi preterintenzionali erano preferibili al furto.

Da bambina, in istituti dove c'erano poche gratificazioni e molti momenti di fame, aveva imparato a odiare i ladri.

E adesso, distesa al buio, le si presentò alla mente un altro motivo per cui l'accusa sottintesa della senatrice Martin l'offendeva tanto profondamente.

Clarice sapeva ciò che avrebbe detto il maligno dottor Lecter, ed era vero. Temeva che ci fosse in lei qualcosa che la senatrice Martin aveva riconosciuto: qualcosa di volgare, qualcosa di meschino e di ladresco che aveva spinto la senatrice a reagire così. Quella ricca carogna.

Il dottor Lecter si sarebbe divertito a far osservare che uno dei fattori era l'odio di classe, il risentimento nascosto che si assorbe con il latte materno. Clarice Starling non aveva niente da invidiare a una Martin in fatto di istruzione, intelligenza, energia, e soprattutto di aspetto fisico: eppure quel risentimento esisteva, e lei se ne rendeva conto.

Clarice era un membro isolato di una tribù che non aveva una vera genealogia al di fuori delle liste delle decorazioni militari e del casellario penale. Spodestati in Scozia, costretti dalla carestia ad abbandonare l'Irlanda, molti di loro tendevano verso attività pericolose. Molti Starling erano finiti così, erano stati scaricati sul fondo di strette fosse o gettati in mare con un peso ai piedi, oppure consegnati alla gloria al suono di un "silenzio" fuori ordinanza in una giornata fredda mentre tutti avevano fretta di tornare a casa. Qualcuno, forse, era stato ricordato tra le lacrime dagli ufficiali a una festa del reggimento... nello stesso modo in cui un uomo che ha bevuto

troppo ricorda un ottimo cane da punta. Nomi sbiaditi su una Bibbia.

Nessuno di loro era stato particolarmente intelligente, a quanto ne sapeva Clarice, a parte una prozia che aveva scritto un meraviglioso diario fino a quando si era ammalata di "febbre cerebrale".

Però gli Starling non rubavano.

In America la scuola era la cosa più importante, e gli Starling si erano adeguati. Sulla lapide di uno degli zii di Clarice era scolpito il suo diploma del college.

Clarice era vissuta grazie alle scuole e la competizione scolastica era stata la sua arma, durante tutti gli anni in cui non aveva avuto nessun altro posto dove andare.

Sapeva che avrebbe potuto cavarsela in quella storia. Poteva essere ciò che era sempre stata da quando aveva incominciato a capire il sistema: poteva classificarsi ai primi posti nella sua classe, approvata, accettata, inclusa e non allontanata.

Era necessario lavorare con impegno ed essere prudente. Avrebbe preso ottimi voti. Il coreano non avrebbe potuto rovinarla all'esame di educazione fisica. Il suo nome sarebbe stato inciso nella grande targa dell'atrio, la targa dove erano ricordati coloro che avevano ottenuto i migliori risultati al poligono di tiro.

Fra quattro settimane sarebbe diventata un'agente speciale del Federal Bureau.

Avrebbe dovuto guardarsi da quel fottuto Krendler per il resto della sua vita?

In presenza della senatrice, Krendler aveva cercato di lavarsene le mani di lei. Ogni volta che Clarice ci pensava, si sentiva bruciare. Krendler non era stato affatto convinto che avrebbe trovato prove dentro la busta. Era sconvolgente. Adesso, mentre ricordava Krendler, lo vedeva con gli stivaletti Romeo ai piedi, come il sindaco, il principale di suo padre che era andato a ritirare l'orologio da guardiano notturno.

C'era di peggio. Ai suoi occhi, Jack Crawford appariva sminuito. Certo, era sottoposto a tensioni insopportabili. L'aveva mandata a controllare la macchina di Raspail senza nessun appoggio e senza nessun attestato di autorità. D'accordo, era stata lei a chiedere di andare in quelle condizioni... era stata lei a cacciarsi in quel guaio. Ma Crawford avrebbe dovuto sapere che ci sarebbero state difficoltà quando la senatrice Martin l'avesse vista a Memphis: ci sarebbero state anche se non avesse trovato le foto oscene.

Catherine Baker Martin giaceva nella stessa oscurità che ora circondava lei. Per un momento, Clarice l'aveva dimenticato mentre pensava ai propri interessi.

Le immagini degli ultimi giorni l'aggredirono, punendola di quella trascuratezza, le balenarono davanti all'improvviso, a colori, colori eccessivi e sconvolgenti, come quelli che erompono dalla tenebra quando un fulmine squarcia la notte.

Adesso era Kimberly a ossessionarla. Kimberly, grassa e morta, che si era fatta forare le orecchie nel tentativo di apparire graziosa e aveva risparmiato per farsi depilare le gambe con la ceretta. Kimberly scotennata. Kimberly, sua sorella. Clarice Starling non pensava che Catherine Baker Martin avrebbe trovato molto tempo da dedicare a Kimberly. Ma adesso erano sorelle. E Kimberly giaceva nella sede di un'impresa di pompe funebri, piena di agenti della polizia statale.

Clarice non resistette più. Cercò di distogliere la faccia da quelle visioni, come un nuotatore che gira la testa per respirare.

Tutte le vittime di Buffalo Bill erano donne. Era ossessionato dalle donne, viveva per dare la caccia alle donne. Nessuna donna gli stava dando la caccia a tempo pieno. Nessuna investigatrice si era occupata di tutti i suoi delitti.

Clarice Starling si chiese se Crawford avrebbe avuto il fegato di servirsi di lei come tecnico quando sarebbe dovuto andare a vedere Catherine Martin. Bill l'avrebbe "fatta fuori domani", aveva predetto Crawford. L'avrebbe fatta fuori. Fatta fuori. Fatta fuori.

«Vai a farti fottere» disse Clarice a voce alta, e posò i piedi sul pavimento.

«Stai corrompendo un idiota, vero, Starling?» chiese Ardelia Mapp. «L'hai fatto entrare qui di nascosto mentre io dormivo e adesso gli spieghi cosa deve fare... non credere che non ti abbia sentita.»

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