Il silenzio degli innocenti
- Автор: Thomas Harris
- Год: 1991
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: R. Rambelli
- Жанр: Маньяки
Электронная книга - «Il silenzio degli innocenti». Краткое содержание книги:
La cagnolina abbaiò più forte.
Non doveva tirare il secchio oltre l'orlo della botola, ma doveva avvicinarlo. Lo avvicinò.
La cagnolina era tra gli specchi e i manichini in un vicino locale della cantina. Fiutava i fili e i ritagli sotto la macchina per cucire. Curiosava intorno al grande armoire nero. Guardava verso il fondo della cantina, dove si sentivano i rumori. Correva verso la parte buia per abbaiare e tornava indietro precipitosamente.
Poi una voce che echeggiava fievole nella cantina.
«Preeeee-cious.»
La cagnolina abbaiò e saltellò, fremendo a ogni latrato.
Un suono schioccante di baci.
La cagnolina alzò gli occhi verso la cucina: ma il suono non veniva da lì.
Un suono, smack-smack, come se qualcuno mangiasse. «Vieni, Pre-cious. Vieni, tesoruccio.»
In punta di piedi, con le orecchie ritte, la cagnetta si avventurò nel buio.
Slurp-slurp. «Vieni, bella, su, vieni, Precious.»
La barboncina sentiva l'odore dell'osso di pollo legato al manico del secchio. Grattò la vera del pozzo e guaiolò.
Smack-smack-smack.
La cagnetta balzò sul coperchio di legno del pozzo. L'odore era lì, tra il secchio e l'apertura. Abbaiò al secchio, uggiolò indecisa. L'osso di pollo si mosse leggermente.
La barboncina si acquattò con il naso tra le zampe anteriori, con il didietro in aria, e agitò furiosamente la coda. Abbaiò due volte e si avventò sull'osso di pollo, lo strinse con i denti. Sembrava che il secchio cercasse di allontanarla: la cagnetta ringhiò e non mollò la presa. Si piazzò sopra il manico, con i denti saldamente intorno all'osso. All'improvviso il secchio la rovesciò, la spinse. La bestiola lottò per rialzarsi, urtò di nuovo, lottò con il secchio. Una delle zampe posteriori affondò nell'apertura, le unghie rasparono disperatamente il legno, il secchio scivolò, s'incastrò nell'apertura con la zampa posteriore della cagnetta. La barboncina si liberò, il secchio scivolò oltre il bordo, precipitò, precipitò nel vuoto con l'osso di pollo. La barboncina abbaiò rabbiosamente nell'apertura e la sua voce echeggiò nel pozzo. Poi smise di abbaiare e inclinò la testa, ascoltando un suono che lei sola poteva udire. Balzò giù dal coperchio del pozzo e sali la scala uggiolando mentre una porta sbatteva al piano terreno.
Lacrime roventi scorrevano sulle guance di Catherine Baker Martin e cadendo le intridevano la tuta. Erano calde sul suo seno e lei pensava che ormai sarebbe sicuramente morta.
42
Crawford era solo al centro dello studio, con le mani affondate nelle tasche. Rimase così da mezzanotte e mezzo fino alle 12.33 del giorno dopo in cerca di un'idea. Poi inviò un telex al Dipartimento Motorizzazione della California e chiese di rintracciare il camper che, secondo il dottor Lecter, Raspail aveva comprato in quello Stato, il camper che poi aveva usato durante la sua relazione con Klaus. Crawford chiese alla Motorizzazione di accertare se c'erano contravvenzioni per violazione del codice stradale, fatte a un guidatore che non fosse Benjamin Raspail.
Poi sedette sul divano con un blocco per appunti sulle ginocchia e compose un allettante annuncio personale da far pubblicare nei giornali più importanti:
Giunonica appassionata pelle candida, 21 enne, modella, cerca uomo capace apprezzare qualità e quantità. Modella cosmetici viso e mani, mi avrai vista nella pubblicità e adesso io vorrei vedere te. Allego foto prima lettera.
Crawford rifletté per un momento, quindi cancellò "giunonica" e scrisse invece "figura florida".
Lasciò ricadere la testa sul petto e si assopì. Lo schermo verde del terminale del computer rifletteva minuscoli riquadri nelle lenti degli occhiali. C'era movimento sullo schermo, adesso; le righe scorrevano adagio verso l'alto, e si spostavano sulle lenti di Crawford. Nel sonno, scosse la testa come se l'immagine gli facesse il solletico. Il messaggio diceva:
POLIZIA MEMPHIS RECUPERATO DUE OGGETTI DURANTE PERQUISIZIONE CELLA LECTER.
1. CHIAVE PER MANETTE RICAVATA DA TUBETTO BIRO. INCISIONI PER ABRASIONE, RICHIESTO A BALTIMORA DI CONTROLLARE CELLA OSPEDALE PER CERCARE TRACCE DI MANIFATTURA, AUTORIZZ. COPLEY, UFFICIO MEMPHIS.
2. FOGLIO DI CARTA LASCIATO A GALLEGGIARE IN GABINETTO DA EVASO. ORIGINALE INVIATO WASHINGTON SEZIONE DOCUMENTI / LABORATORIO. SEGUE GRAFICO DI SCRITTA. GRAFICO TRASMESSO A LANGLEY ALL'ATTENZIONE DI BENSON-CRITTOGRAFIA.
Quando il grafico apparve, emergendo come una creatura pigolante dalla parte inferiore dello schermo, era così:
C33H36I L T O6 / N4
Il bip sommesso del terminale del computer non svegliò Crawford: ma tre minuti più tardi lo svegliò il telefono. Era Jessy Burroughs, sulla linea calda del National Crime Information Center.
«Hai visto sul tuo schermo, Jack?»
«Aspetta un secondo» rispose Crawford. «Sì, lo vedo.»
«In laboratorio hanno già trovato la spiegazione, Jack. È il disegno che Lecter ha lasciato nel cesso. I numeri fra le lettere del nome di Chilton... è un simbolo biochimico, C33H36N4O6... la formula di un pigmento contenuto nella bile umana e chiamato bilirubina. Il laboratorio comunica che è il principale colorante delle feci.»
«Balle.»
«Avevi ragione sul conto di Lecter, Jack. Li stava prendendo per i fondelli. Peccato per la senatrice Martin. Al laboratorio dicono che la bilirubina ha più o meno il colore esatto dei capelli di Chilton. Dicono anche che è il tipico humor da manicomio. Hai visto Chilton nel telegiornale delle
sei?»
«No.»
«Marilyn Sutter l'ha visto al piano di sopra. Chilton si dava un sacco d'arie con la "ricerca di Billy Rubina". Poi è andato a cena con un giornalista della televisione. Era là quando Lecter è evaso. Uno stronzo fatto e finito.»
«Lecter aveva raccomandato alla Starling di tenere presente che Chilton non è laureato in medicina» disse Crawford.
«Sì, l'ho visto nel rapporto. Io credo che Chilton abbia cercato di sbattersi la Starling, e che lei lo abbia mandato a quel paese. Può darsi che sia scemo, però non è cieco. Come va la ragazza?»
«Bene, credo. È sfinita.»
«Pensi che Lecter prendesse in giro anche lei?»
«Può darsi. Comunque insisteremo. Non so cosa stiano facendo le cliniche: continuo a pensare che avrei dovuto chiedere un'ordinanza del tribunale perché mi consegnassero la documentazione. Non sopporto l'idea di dover dipendere da loro. Verso metà mattina, se non avremo saputo niente, prenderemo la strada del tribunale.»
«Senti, Jack... tu fuori hai qualcuno che sappia quale aspetto ha Lecter, giusto?»
«Certamente.»
«Non credi che se la starà ridendo da qualche parte?»
«Forse non lo farà per molto» disse Crawford.
43
Il dottor Hannibal Lecter era al banco delle registrazioni nell'elegante Marcus Hotel di St. Louis. Indossava un cappello marrone e un impermeabile abbottonato fino al mento. Una benda chirurgica gli copriva il naso e le guance.
Firmò sul registro Lloyd Wyman, la firma che si era esercitato a fare a bordo della macchina di Wyman.
«Come preferisce pagare, signor Wyman?» chiese l'impiegato.
«American Express.» Il dottor Lecter porse la carta di credito di Lloyd Wyman.
Dal salone giungeva la musica di un pianoforte. Al bar, il dottor Lecter vide due persone con le bende sul naso. Una coppia di mezza età si avviava verso gli ascensori canticchiando un motivo di Cole Porter. La donna portava una garza sull'occhio.
L'impiegato finì di registrare la carta di credito. «Tenga presente, signor Wyman, che ha il diritto di usare il garage dell'ospedale.»
«Sì, grazie» disse il dottor Lecter. Aveva già parcheggiato nel garage la macchina di Wyman, con il corpo del legittimo proprietario chiuso nel baule.