L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Prese in considerazione l’idea di provare a visualizzare Liandrin — conosceva quel volto di bambola fin troppo bene, con la moltitudine di treccine bionde, gli occhi scuri compiaciuti e quella bocca strafottente — supponendo che avrebbe potuto guidarla al nascondiglio delle Sorelle Nere. Ma, se avesse funzionato, avrebbe anche potuto trovare Liandrin in Tel’aran’rhiod, e forse altre di loro. Ancora non era pronta per qualcosa del genere.
Le venne in mente di colpo che se qualcuna dell’Ajah Nera si fosse trovata a Tanchico, nella Tanchico di Tel’aran’rhiod, si stava esponendo gloriosamente ai loro occhi. Qualsiasi sguardo rivolto al cielo avrebbe notato una donna volante, o che non svaniva dopo un momento. Il volo regolare vacillò e scese in picchiata sotto al livello dei tetti, fluttuando sopra le strade con maggior lentezza di prima, ma sempre più velocemente di quanto avrebbe potuto fare a cavallo. Forse stava precipitandosi verso di loro, ma non poteva fermarsi ad aspettarle.
Sciocca! si disse furiosamente. Sciocca! Ormai potrebbero sapere che sono qui in questo momento. Potrebbero avermi già teso una trappola. Considerò l’idea di uscire dal sogno, di tornare di nuovo nel suo letto a Tear, ma non aveva trovato nulla. Se c’era qualcosa da trovare.
Di colpo sulla strada di fronte a lei si stagliò una donna alta, snella, con indosso una voluminosa gonna marrone e una morbida blusa bianca, uno scialle marrone attorno alle spalle e un foulard avvolto attorno alla testa per tenere fermi i lunghi capelli bianchi che le arrivavano fino alla vita. Malgrado gli abiti semplici portava molte collane e bracciali d’avorio e d’oro. Con i pugni piantati sui fianchi fissava dritta verso Egwene con espressione accigliata.
Un’altra stupida donna che si sogna in un luogo dove non ha il diritto di trovarsi e non crede a ciò che sta vedendo, pensò Egwene. Aveva le descrizioni di ogni donna che era andata con Liandrin e questa certamente non coincideva con nessuna di loro. Ma la donna non svanì; rimase ferma in piedi mentre Egwene si avvicinava velocemente. Perché non va via? Perché...? Oh, Luce! È davvero...! Egwene si protese bruscamente verso i flussi per tessere il fulmine, per immobilizzare la donna con Aria, annaspando nella fretta stupefatta.
«Poggia i piedi al suolo, ragazza» sbraitò la donna. «Ho avuto già abbastanza problemi per ritrovarti senza che tu debba volare via come una specie di uccello adesso che ti ho trovata.»
Egwene smise di colpo di volare. I piedi batterono forte al suolo e barcollò. Era la voce della donna aiel, ma questa era più vecchia. Non quanto Egwene aveva pensato all’inizio — infatti sembrava molto più giovane di quanto suggerissero i capelli bianchi — ma con quella voce e quegli occhi acuti era certa che si trattasse della stessa donna. «Sei... diversa» osservò Egwene.
«In questo luogo puoi essere ciò che desideri.» La donna sembrava imbarazzata, ma solo un poco. «A volte mi piace ripensare a... questo non è importante. Appartieni alla Torre Bianca? È passato molto tempo da quando hanno avuto una camminatrice dei sogni. Molto tempo. Mi chiamo Amys, della setta delle Nove Valli degli Aiel Taardad.»
«Sei una Sapiente? Lo sei! E conosci il mondo dei sogni, conosci Tel’aran’rhiod. Mi chiamo Egwene. Egwene al’Vere. Io...» Egwene fece un respiro profondo; Amys non sembrava una donna alla quale mentire.
«Sono una Aes Sedai. Appartengo all’Ajah Verde.»
L’espressione di Amys non cambiò. Una leggera increspatura degli occhi, forse scetticismo. Egwene di certo non sembrava abbastanza vecchia per essere un’Aes Sedai. Ciò che però rispose fu: «Intendevo lasciarti nuda fino a quando non avresti chiesto indumenti appropriati. Indossare un cadin’sor a quel modo, come se fossi... Mi hai sorpresa, liberandoti, rigirando la mia lancia. Ma sei ancora ignorante, correggimi se sbaglio, anche se forte. Altrimenti non saresti apparsa nel mezzo della mia sessione di caccia a quel modo, dove chiaramente non desideravi trovarti. E cos’è questo volare? Sei venuta in Tel’aran’rhiod — Tel’aran’rhiod! — per guardare questa città, qualunque essa sia?»
«È Tanchico» rispose Egwene con un filo di voce. La donna aiel non sapeva dove si trovava, pensò. Ma allora, come aveva fatto Amys a seguirla, o a trovarla? Era chiaro che del Mondo dei Sogni ne sapeva molto più di Egwene. «Forse puoi aiutarmi. Sto cercando alcune donne che appartengono all’Ajah Nera, Amiche delle Tenebre. Credo che si trovino qui e devo scoprire dove si nascondono.»
«Quindi esiste davvero» quasi bisbigliò Amys. «Un’Ajah che Serve l’Ombra nella Torre Bianca.» Scosse il capo. «Sei come una ragazza appena sposata alla lancia che crede di poter lottare contro gli uomini e scalare le montagne. Per lei significa qualche livido e una preziosa lezione di umiltà. Per te, qui, può significare la morte.» Amys lanciò un’occhiata agli edifici bianchi che le circondavano e sorrise. «Tanchico? A... Tarabon? Questa città sta morendo, si sta consumando. C’è oscurità qui, una forma di male. Peggio di quanto possano fare gli uomini. O le donne.» Guardò Egwene apertamente. «Non puoi vederlo o percepirlo, vero? E vuoi dare la caccia alle Serve dell’Ombra in Tel’aran’rhiod.»
«Male?» rispose velocemente Egwene. «Potrebbero essere loro. Nei sei certa? Se te le descrivo potresti essere certa che si tratta di loro? Posso descrivertele. Una te la posso illustrare fino all’ultima treccia.»
«Una bambina» mormorò Amys «che chiede al padre di darle immediatamente un braccialetto d’argento quando non sa nulla del commercio o della lavorazione dei bracciali. Hai molto da imparare, molto più di quanto possa iniziare a insegnarti ora. Vieni nella terra delle Tre Piegature. Diffonderò la notizia fra i clan che un’Aes Sedai di nome Egwene al’Vere deve essere portala al mio cospetto alla Fortezza delle Rocce Fredde. Dichiara il tuo nome, mostra l’anello con il Gran Serpente e non incontrerai pericoli. Ora non mi trovo lì, ma farò ritorno dal Rhuidean prima del tuo arrivo.»
«Ti prego, devi aiutarmi. Devo sapere se si trovano qui. Devo scoprirlo.»
«Ma non posso dirtelo. Non le conosco e nemmeno questo posto, questa Tanchico. Devi venire da me. Ciò che fai è pericoloso, molto più di quanto tu creda. Devi... dove stai andando? Resta qui!»
Qualcosa sembrò strappare Egwene, tirarla nell’oscurità.
La voce di Amys la seguì, vacua e calante. «Devi venire da me e imparare. Devi...»
12
Tanchico o la Torre
Elayne sospirò di sollievo quando finalmente Egwene si mosse e aprì gli occhi. In fondo al letto i lineamenti di Aviendha avevano perso la tinta di frustrazione e ansia e la donna le rivolse un rapido sorriso che Egwene restituì. La candela era bruciata oltre il segno minuti fa; sembrava un’ora.
«Non volevi svegliarti» spiegò Elayne indecisa. «Ti ho scossa e scossa, ma non volevi svegliarti. Oh Egwene, hai persino spaventato Aviendha.»
Egwene le mise una mano sul braccio e lo strinse per rassicurarla. «Ora sono tornata.» Sembrava stanca e aveva sudato. «Immagino che avessi motivo di trattenermi più a lungo di quanto avevamo progettato. La prossima volta sarò più prudente, lo prometto.»
Nynaeve riportò la brocca d’acqua vicino al lavabo, energicamente, facendone spillare un po’. Era stata sul punto di gettarla sul viso addormentato di Egwene. I suoi lineamenti erano composti, ma la brocca fece tremare il catino, e lasciò che l’acqua versata cadesse sul tappeto. «Era qualcosa che hai trovato? O era... Egwene, se il Mondo dei Sogni può in qualche modo trattenerti forse è troppo pericoloso, almeno fino a quando non imparerai qualcosa di più. Forse più spesso ti rechi in quel luogo e più difficile diventa tornare indietro. Forse... non lo so. Ma so che non possiamo rischiare che tu ti perda.» Incrociò le braccia davanti al petto, pronta a discutere.
«Lo so» rispose Egwene, molto vicina all’umiltà. Elayne sollevò il sopracciglio; Egwene non era mai umile con Nynaeve.