L'ultima fase [Blood Music - it]
- Автор: Бир Грег
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0180-6
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'ultima fase [Blood Music - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per il premio Nebula in 1985.
Nominato per i premi Hugo, Campbell e BSFA in 1976.
— Sto per essere condotto alla presenza del Grande Lunare — dice a se stesso. Il pensiero e la risatina mentale che lo accompagna sono quasi subito trasformati in dati chimici, estrusi verso le cellule-serventi, recuperati e portati al gruppo di comando. Ancora più rapidamente gli arriva una risposta.
BERNARD ci paragona a un MOSTRO.
— Niente affatto. Sono io il mostro, qui. O questo, oppure è la situazione a essere mostruosa.
Siamo lontani dal capire le sottigliezze del tuo pensiero. Hai trovato informativa la tua °discesa°?
— A questo punto, molto informativa. Ammetto di sentirmi molto umile qui.
Non come un supremo gruppo di comando?
— No. Io non sono un dio.
Noi non comprendiamo DIO.
Il gruppo di comando è assai più numeroso di un normale gruppo di noociti. Bernard calcola che ne facciano parte almeno diecimila cellule, e che abbia una capacità intellettuale grande in proporzione. Ha l’impressione d’essere mentalmente un nanerottolo, anche se è difficile formulare simili paragoni nel regno dei noociti.
— Avete accesso ai ricordi di H.G. Wells?
Una pausa, poi: Sì. Sono abbastanza vividi per non essere pure esperienze di memorie riflesse.
— Sì. Direi che provengono dai suoi libri, codificazioni di esperienze irreali.
Ci è familiare il concetto di °fantascienza°.
— Mi sento come Cavour nel Primo Uomo Sulla Luna. Mentre parla col Grande Lunare.
Il paragone può essere appropriato, ma noi non lo comprendiamo. Noi siamo molti diversi, BERNARD, troppo diversi da ciò che suggerisce il tuo paragone con un’esperienza irreale.
— Sì, ma come Cavour io ho migliaia di domande. Forse non desiderate rispondere a nessuna di esse.
Impedire ai tuoi compagni UMANI del mondo macroscopico di sapere ciò che possiamo fare, e di tentare di fermarci.
Il messaggio è poco chiaro quel tanto che basta a mostrare a Bernard che il gruppo di comando è ancora incapace di comprendere per intero la realtà del mondo macroscopico.
— Siete in contatto con i noociti del Nord America?
Siamo consapevoli che ci sono altri, una concentrazione molto più °potente°, in circostanze molto più favorevoli.
— E…
Nessuna risposta.
Poi: Sei consapevole che il tuo °spazio chiuso° è in pericolo?
— No. Che specie di pericolo? Vi riferite al laboratorio?
°Il laboratorio° è circondato da tuoi compagni in °relazione gerarchica incerta°.
— Non capisco.
Loro desiderano distruggere °il laboratorio° e probabilmente tutti noi.
— Come lo sapete?
Noi possiamo ricevere TRASMISSIONI DI FREQUENZE RADIO in parecchie LINGUE °codificate°. Tu puoi impedire quel tentativo? Sei in una posizione di INFLUENZA gerarchica?
Bernard s’interroga su quella richiesta.
Noi abbiamo registrazioni delle TRASMISSIONI.
— Fatemele ascoltare.
Può assaporare il passaggio di un flagellato che va a intercettare il messaggero del gruppo di comando e ritorna con un pacchetto di dati. Il gruppo di Bernard assorbe i dati.
Adesso ascolta le trasmissioni memorizzate. Non sono della migliore qualità e per la maggior parte sono in tedesco, lingua che lui traduce male. Ma ne capisce abbastanza da rendersi conto del perché il morale di Paulsen-Fuchs era sceso sempre più in basso.
Le istallazioni della Pharmek sono circondate da un accampamento di manifestanti. Ce ne sono su tutta la campagna fra lì e l’aeroporto; il loro numero ammonta a circa mezzo milione e ogni giorno ne arrivano altri, in automobile, in autobus o a piedi. L’esercito e la polizia non osano disperderli con la forza; l’umore della gente in Germania Ovest e in quasi tutta l’Europa è molto ostile, fra non ho il potere di fermarli.
PERSUASIONE?
Un’altra risatina interiore. — No. Ciò che loro vogliono distruggere sono io. E voi.
Nella tua terra tu sei molto meno influente di quanto lo sei qui.
— Oh, sì, naturalmente.
Per un lungo periodo dal gruppo di comando non giunge nessun messaggio. C’è ancora meno tempo. Adesso ti trasferiremo.
Avverte una lieve diversità nella voce che gli arriva mentre si allontana tra i flagellati. Seguici. Capisce che molte cellule si sono separate dal gruppo di comando. Stanno comunicando con lui e la loro voce gli sembra stranamente familiare, più diretta e accessibile.
— Chi è che mi sta guidando?
La risposta è chimica. Un flagellato gli porta un filamento di molecole-dati, e d’un tratto sa che a guidarlo sono quattro gruppi di linfociti-B primari, le versioni iniziali dei noociti. I linfociti-B primari hanno diritto a un posto in ogni gruppo di comando e sono trattati con grande rispetto; sono i precursori, anche se la loro attività è limitata. Sono primitivi in entrambi i significati della parola: meno sofisticati dei noociti recenti in struttura e funzioni, e gli antenati di tutti.
Tu puoi entrare nel PENSIERO UNIVERSO.
La voce svanisce a tratti come in una telefonata intercontinentale. Disturbata, incompleta.
L’impressione d’essere un gruppo di noociti ebbe bruscamente termine. Adesso Bernard non era più scorporizzato e contratto nel microcosmo delle cellule. I suoi pensieri semplicemente esistevano, e il luogo in cui essi esistevano era dolorosamente bello.
Se quello spazio aveva un’estensione, era illusoria. Le dimensioni sembravano definite da unità di memoria: le informazioni importanti per i suoi pensieri di quel momento erano a portata di mano, mentre altri argomenti erano più lontani. L’impressione generale era quella di una vasta libreria fitta di scaffali, sistemati sfericamente tutti intorno a lui. Condivideva il centro di quella sfera con un’altra presenza.
Umani, forma umana, disse la presenza. Un fiotto d’informazioni si precipitò addosso a Bernard, fornendolo di braccia, gambe, un corpo e un volto. Al suo fianco, seduto su quella che sembrava una sedia a sdraio, c’era un’immagine spettrale di Vergil Ulam. Il giovane gli sorrise senza vera emozione, asetticamente.
— Io sono il tuo Vergil cellulare. Benvenuto nel cerchio interno dei gruppi di comando.
— Tu sei morto — disse Bernard, con quella che gli parve solo un’approssimazione della sua voce.
— Così credo d’avere capito.
— Dove siamo?
— Traducendo rozzamente la catena di dati molecolari dei noociti, direi che siamo in un Universo Pensato. Io lo chiamo una noosfera. Ogni cosa che sperimentiamo qui è generata dal pensiero. Potremmo essere tutto ciò che vogliamo, o apprendere tutto ciò che desideriamo, oppure non pensare a niente. Non saremo limitati dalla mancanza di cognizioni o esperienze; tutto potrà esserci fornito. Trascorro molto del mio tempo in questo luogo quando non servo ai gruppi di comando.
Fra loro prese forma un dodecaedro di granito, dagli spigoli decorati con sbarre d’oro. Per qualche istante rotolò qua e là, poi si accostò alla pallida e traslucida figura di Vergil. Bernard non capì che genere di comunicazione vi fosse. Il dodecaedro svanì.
— Tutti noi qui prendiamo forme individuali, e molti di noi vi aggiungono abbellimenti e dettagli. I noociti non hanno nomi, Mr. Bernard; si identificano con sequenze di aminoacidi scelte fra introni di RNA ribosomatico. Suona complicato, ma in realtà è molto più semplice di un’impronta digitale. Nella noosfera tutti i ricercatori attivi devono avere un chiaro simbolo d’identità.