Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
L'anno del sole quieto - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'anno del sole quieto

Электронная книга - «L'anno del sole quieto». Краткое содержание книги:

Brian Chaney, esperto dell’antica Palestina e di manoscritti biblici, viene reclutato per una missione molto rischiosa: la prima esplorazione fisica del futuro, resa possibile dall’invenzione del Veicolo per la Dislocazione nel Tempo, un progetto coperto dal più assoluto segreto. Chaney possiede tutti i necessari requisiti, ma soprattutto uno di essi lo rende l’individuo ideale per un simile compito: egli è infatti l’autore del più completo ed esauriente studio estrapolativo sul nostro futuro. La prima missione è quella di spostarsi di pochi anni per scoprire l’esito di un’imminente elezione presidenziale, tuttavia quest’epoca a noi vicinissima già comincia ad assumere inquietanti connotati, tra cui la degenerazione di una città come Chicago, sconvolta da sanguinosi disordini e divisa a metà da una sconcertante muraglia. Ma il vero obiettivo di Chaney è uno spostamento temporale di vari decenni, dove sarà testimone di un futuro ancora più tragico e disperato, al di là delle sue più pessimistiche previsioni: qui infatti un clima di paura e desolazione, segnato da violentissimi scontri razziali e da una vera e propria guerra civile, dipinge il crepuscolo degli Stati Uniti. Si è forse avverato ciò che aveva preconizzato un profeta ebraico sugli antichi documenti trovati nel Mar Morto, l’Eschatos o “la fine delle cose”, e che Chaney conosce fin troppo bene perchè ne è stato il traduttore? E sarà ancora possibile cambiare il corso di un futuro già annunciato da millenni? Lucido e vibrante, ma al tempo stesso profondamente toccante e umano, questo capolavoro di Wilson Tucker, maestro indiscusso delle avventure temporali, narra di un futuro in cui si ritrovano in una sintesi di rara forza espressiva tutti i temi d’inquietudine del nostro presente.
1 ... 48 49 50 51 52 53 54 55 56 ... 63
Перейти на страницу:

Chaney posò a terra il fucile, e si chinò a studiare meglio la cisterna, sbalordito. Ormai la riconosceva.

Come il carro, non era stata fabbricata da mani esperte. La forma della costruzione… le sue linee… erano facilmente riconoscibili: i lati non esattamente perpendicolari, l’imboccatura rozzamente arrotondata, e il pozzo stesso, che pareva più largo in fondo che in cima. Era una costruzione imperfetta, dilettantistica, e tracciata senza l’ausilio di un filo a piombo… ma era ugualmente una copia ragionevolmente fedele di una cisterna nabatea, e ci si poteva attendere che contenesse dell’acqua per un secolo, e anche di più. In quel luogo la sua presenza era sconcertante. Chaney rimise a posto il coperchio, e si rialzò.

Quando si voltò, vide la tomba.

La visione lo scosse. Il luogo gli era stato nascosto fino a quel momento dalle erbe e dai cespugli del giardino, ma c’era un sentiero appena accennato che conduceva alla tomba, dalla radura della cisterna. Il monticello d’argilla, sopra la tomba, era basso, vecchio, e coperto da uno strato d’erba; la croce, sulla tomba, era stata inchiodata e ricoperta di vernice bianca, che andava già sbiadendo. Delle lettere sbiadite erano visibili sul braccio della croce.

Chaney si avvicinò e si chinò a leggere.

ADIUTAT DEUS K

La porta della garitta di guardia era stata staccata dai cardini e portata via… forse per costruire il carro.

Chaney si affacciò cautamente all’apertura, pronto al pericolo ma timoroso di doverlo affrontare, poi entrò per un’ispezione più accurata. La stanza era spoglia. Non rimaneva alcuna traccia degli uomini che erano morti là dentro; ossa, armi, brandelli di stoffa… niente. Alcuni vetri della finestra erano stati rotti, ma altri pannelli erano intatti; il reticolato metallico era stato preso da due delle finestre, ed era stato usato nella costruzione della cisterna. Era un posto solitario e vuoto.

Chaney tornò indietro, e si voltò a guardare il cancello.

Era chiuso e sbarrato, e impediva l’accesso a chiunque non fosse deciso a compiere un’avventurosa scalata; erano stati compiuti tutti gli sforzi per riparare efficacemente i danni. Chaney notò tutto questo con un solo sguardo, e si fece avanti per studiare le protezioni che erano state aggiunte… gli avvertimenti che prima non c’erano stati. Tre torvi talismani erano appesi all’esterno del cancello, di fronte alla strada; tre teschi ghignanti, che dovevano appartenere ai cadaveri degli uomini che erano stati uccisi nella garitta di guardia, tanti anni prima. L’avvertimento, per coloro che volevano oltrepassare il cancello, era chiaro e inconfondibile, e molto efficace.

Chaney guardò i teschi, sapendo che quegli avvertimenti erano antichi come il tempo; simili indicazioni di morte avevano protetto le città della Palestina, prima dell’arrivo dei romani, e simili moniti sinistri erano stati usati fino al diciottesimo secolo, in alcuni dei più remoti villaggi del Negev.

Nessuno era visibile in giro: l’ingresso e il terreno vicino erano deserti, l’avvertimento era stato ascoltato. Erbe altissime e cespugli crescevano nei fossati e nei campi, su entrambi i lati della strada che conduceva alla lontana autostrada, ma l’erba non era stata disturbata dal passaggio degli uomini. La strada nera era stata cancellata ormai da tempo, dai vento e dalla pioggia e dalla neve, e l’asfalto era pieno di crepe e di buche, e in alcune buche cresceva l’erba. Se un’automobile avesse percorso, ora, quella strada, avrebbe dovuto procedere con estrema lentezza.

Chaney fotografò la scena, e lasciò il cancello.

Dirigendosi a nord, camminando rapidamente, seguì la strada familiare che portava alla vecchia caserma nella quale aveva vissuto per quel breve periodo con Saltus e Moresby. Per poco non passò accanto al punto esatto senza vederlo, perché tutto era coperto da un groviglio di erbe e di arbusti; nessun edificio si alzava sopra quella specie di giungla.

Costringendosi a penetrare in quel groviglio… e facendo fuggire dal suo nascondiglio una creaturina pelosa e veloce, che Chaney riconobbe dopo un istante… un coniglio… l’uomo si trovò davanti alla base bruciata di un edificio che quasi si perdeva nella marea verde. Non riuscì a riconoscere la sua vecchia caserma; non avrebbe saputo indicare l’ubicazione della sua vecchia stanza, se quella fosse stata davvero la caserma; solo il lungo rettangolo stretto delle fondamenta faceva capire quale tipo di edificio fosse sorto laggiù, un tempo. Scavalcò il muretto rimasto. La brina sottile copriva i blocchi di cemento, dalla parte nord, mostrando chiaramente quanto fosse gelida l’aria. Chiazze di anemoni azzurri crescevano nella luce del sole, e… con sua grande sorpresa… vide che macchie rosse di fragole selvatiche spuntavano un po’ dappertutto, sul lato sud delle fondamenta. Guardò il cielo, cercando di capire dalla posizione del sole la stagione, e poi fissò di nuovo le fragole, sbalordito. Doveva essere estate. L’inizio dell’estate.

Chaney fotografò le fragole e le macerie, e ritornò sulla strada. Un luogo abbandonato. Continuò ad avanzare verso nord.

La Strada E era facile da riconoscere, anche senza l’aiuto del cartello arrugginito in cima a un paletto di metallo, in un angolo. Fece molta attenzione, camminando con prudenza e cercando di ascoltare eventuali rumori. Elwood Station era quieta e silenziosa, sotto il sole.

Il centro ricreativo era cambiato radicalmente. Non era un cambiamento consolante.

Chaney avanzò silenziosamente fino all’ingresso, lo varcò e attraversò la spianata di cemento, fino al bordo della piscina. Guardò in basso. Il fondo era coperto da pochi centimetri di acqua fangosa… un residuo delle piogge dei mesi precedenti… e da una misera collezione di armi rotte e arrugginite, e da una considerevole quantità di detriti portati dal vento: la piscina era diventata un grande raccoglitore di rifiuti. Il cadavere marcito di un piccolo animale galleggiava in un angolo. Un luogo solitario. Chaney si costrinse a dimenticare il ricordo che lui aveva della piscina, e indietreggiò. Ora il luogo pareva cupo, squallido, abbandonato, e non c’era una sola scena che facesse pensare a tempi più felici.

Se ne andò in fretta, dirigendosi a nord ovest. L’angolo del perimetro distava circa un miglio, se ricordava bene la mappa della base, ma pensava di poter percorrere a piedi quella distanza in un tempo ragionevole.

Chaney trovò il deposito delle auto dopo avere percorso poche decine di metri. Il pavimento della grande rimessa ospitava meno di venti automobili, ma nessuna era in condizione di funzionare: erano state sventrate, le parti più utili erano state staccate, e molte erano soltanto delle carcasse bruciate. Il cofano di tutte le vetture era stato aperto, e le batterie mancavano dovunque; nessuno dei piccoli motori era rimasto intatto, per dargli un’idea del funzionamento. Chaney si fermò a guardare, perché era curioso e perché Arthur Saltus gli aveva parlato delle piccole auto elettriche. Avrebbe voluto guidarne una. Non c’erano camion nella rimessa, benché durante il periodo di addestramento Chaney ne avesse visti molti in giro per la base. Probabilmente i camion erano stati trasferiti a Chicago, per affrontare lo stato di emergenza… o erano stati rubati, quando i ramjets avevano invaso la base.

1 ... 48 49 50 51 52 53 54 55 56 ... 63
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)