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Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]

Электронная книга - «Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]». Краткое содержание книги:

Stephanie Plum fa la cacciatrice di taglie per un’agenzia del New Jersey. Il suo compito è ritrovare il misterioso Ranger, sospettato di aver ucciso il figlio di un boss del traffico d’armi. Ma Ranger è anche l’uomo che ha insegnato a Stephanie tutto quello che sa del suo mestiere e che esercita su di lei un fascino pericoloso. E la cattura di Ranger non è l’unico pensiero che non la fa dormire di notte. La spassosa nonna Mazur si è trasferita da lei, un amico le ha affidato un cane bulimico, l’intimità con il fidanzato Joe Morelli è diventata impossibile, Stephanie deve più volte dissuadere dal suicidio un’amica e un maniaco tenta di ucciderla.
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«La migliore che c’è» disse il Luna.

Mi chinai in avanti, in modo da poter parlare a voce bassa ma udibile da Elwood. «Forse sarebbe meglio se andassimo fuori, dove possiamo scambiare due chiacchiere.»

Elwood fece un passo indietro. «No! Non ci vengo! Lasciami in pace.»

Cercai di ammanettarlo ma lui mi allontanò le mani con un colpo.

Lula tirò fuori la scacciacani, Elwood si nascose dietro al Luna e questi crollò come un castello di carte.

«Ops» disse Lula «credo di aver preso lo Star Trek sbagliato.»

«Lo hai ucciso!» strillò Elwood.

«Calmati» disse Lula. «Non strillarmi nelle orecchie.»

Io gli afferrai una mano e gli chiusi le manette attorno al polso.

«Lo hai ucciso. Gli hai sparato!» esclamò Elwood.

Lula teneva le mani sui fianchi. «Hai per caso sentito uno sparo? Io non credo. Non ho neppure una pistola, perché la signorina Nonviolenza, qui, me le ha fatte lasciare tutte nell’auto. Meglio così, comunque, altrimenti potrei spararti solo perché sei un odioso, piccolo coglione.»

Stavo ancora cercando di afferrare l’altra mano per ammanettarla quando la gente cominciò ad affollarsi attorno a noi. «Che cosa succede?» domandavano. «Che cosa state facendo al capitano Kirk?»

«Portiamo il suo inutile culo pallido dietro le sbarre» disse Lula. «State indietro.»

Con la coda dell’occhio vidi qualcosa che volava e colpiva Lula sul lato della testa.

«Ehi!» disse lei. «Che cosa succede?» Si portò una mano alla testa. «Questa è una di quelle palline al formaggio puzzolenti degli stuzzichini. Chi è che tira palline al formaggio?»

«Liberate il capitano Kirk» strillò qualcuno.

«Col cavolo» rispose Lula.

Sbam! Lula si prese in fronte un salatino alla polpa di granchio.

«Aspettate un attimo» disse.

Sbam. Sbam. Sbam. Involtini all’uovo.

Dalla stanza si levò un coro all’unisono: «Liberate il capitano Kirk. Liberate il capitano Kirk».

«Io me ne vado» disse Lula. «Questa gente è pazza. Hanno visto troppi film.»

Sospinsi Elwood in avanti, verso la porta, e venni colpita da uno schizzo di salsa piccante per gli involtini all’uovo, oltre che da un paio di palline al formaggio.

«Prendeteli!» strillò qualcuno. «Vogliono rapire il capitano Kirk.»

Lula e io abbassammo la testa e lottammo per farci strada attraverso una pioggia di stuzzichini trafugati e di orribili minacce. Raggiungemmo la porta principale e ci precipitammo fuori, correndo e trascinandoci dietro Elwood. Lo gettammo sul sedile posteriore e io spinsi l’acceleratore a tavoletta. Qualunque altra macchina sarebbe partita a razzo ma la Buick lasciò gli ormeggi con calma e determinazione e si avviò lungo la strada a forza di muscoli.

«Lo sai, a ripensarci, questi fanatici di Star Trek sono un manipolo di signorine» disse Lula. «Se una cosa simile fosse successa nel mio quartiere quelle palline al formaggio sarebbero state ripiene di proiettili.»

Elwood era sprofondato nel sedile posteriore e non diceva una parola. Era stato colpito per errore da un paio di munizioni al formaggio e di involtini all’uovo, e ora la sua divisa da capitano Kirk non era più all’altezza dello standard della Federazione.

Accompagnai a casa Lula e proseguii verso la stazione di polizia. Jimmy Neeley era di turno alla scrivania. «Gesù» disse «che cos’è questo odore?»

«Palline al formaggio» risposi. «E involtini all’uovo.»

«Sembra che siate stati coinvolti in una sparatoria alimentare.»

«Sono stati i romuliani a cominciare» dissi. «Dannati romuliani.»

«Già» disse Neeley «non ci si può proprio fidare di quei maledetti.»

Presi la ricevuta per la consegna del latitante e tolsi le manette al capitano Kirk, poi me ne andai e passeggiai un po’ all’aperto nella notte. Il cortile della stazione di polizia era illuminato artificialmente da lampioni alogeni. Sotto le luci il cielo era buio e senza stelle. Una leggera pioggia aveva preso a cadere. Sarebbe stata una bella nottata se mi fossi trovata a casa di Morelli con lui e Bob. Così come stavano le cose ero sola sotto la pioggia e puzzavo come un enorme salatino, con addosso la lieve preoccupazione che se qualcuno aveva fatto fuori Cynthia Lotte io avrei potuto essere la prossima della lista. L’unica cosa positiva dell’omicidio della Lotte era che mi aveva temporaneamente distolto i pensieri dalla faccenda di Arturo Stolle.

Non mi sentivo per niente attraente con la camicia sporca di salsa e i capelli pieni di palline maleodoranti, perciò tornai a casa a cambiarmi prima di andare da Morelli. Parcheggiai la Buick vicino alla Cadillac del signor Weinstein e mossi qualche passo verso il palazzo prima di rendermi conto che Ranger era appoggiato contro l’auto di fronte a me.

«Devi stare più attenta, bambina» disse. «Devi guardarti bene in giro prima di scendere dalla macchina.»

«Ero distratta.»

«Una pallottola in testa ti distrarrebbe in modo molto più definitivo.»

Feci una smorfia e gli mostrai la lingua.

Ranger sorrise. «Stai cercando di eccitarmi?» Mi tolse un pezzette di cibo dai capelli. «Involtino all’uovo?»

«È stata una lunga notte.»

«Hai saputo niente da Ramos?»

«Ha detto che hanno un problema a Trenton, che io suppongo essere Junior Macaroni. Ma poi ha aggiunto che ci ha pensato lui e che il problema se ne andrà in nave la prossima settimana. E che con un po’ di fortuna la nave affonderà. Poi i due gorilla sono venuti a prenderlo e hanno detto che non riuscivano a trovare il carico. Tu riesci a capirci qualcosa?»

«Sì.»

«E me lo spieghi?»

«No.»

Cristo. «Sei proprio un bastardo. Non voglio più lavorare per te.»

«Troppo tardi. Ti ho già licenziata.»

«Intendo dire mai più

«Dov’è Bob?»

«Con Morelli.»

«Perciò devo preoccuparmi soltanto della tua sicurezza» disse Ranger.

«È un pensiero carino, ma non è necessario.»

«Che cosa? Mi prendi in giro? Io ti ho detto di starne fuori e di fare attenzione e due ore dopo avevi di nuovo Ramos in macchina.»

«Stavo cercando te e lui è saltato dentro alla Buick.»

«Hai mai sentito parlare di chiusure di sicurezza?»

Alzai il mento cercando di fingermi indignata. «Vado a casa. E per farti contento mi chiuderò dentro.»

«Errore. Ci verrai con me e sarò io a chiuderti dentro.»

«Mi stai minacciando?»

«No. Te lo sto solamente dicendo chiaro e tondo.»

«Stammi a sentire, bello» dissi «siamo nel Ventesimo secolo: le donne non sono oggetti. Tu non puoi andare in giro a rinchiuderle da qualche parte. Se io voglio fare un’incredibile stupidaggine e mettermi in pericolo ho il diritto di farlo.»

Ranger mi ammanettò. «Non credo proprio.»

«Ehi!»

«Sarà soltanto per un paio di giorni.»

«Non riesco a crederci! Mi stai veramente rinchiudendo?»

Lui mi afferrò l’altro polso e io gli strappai di mano le manette e feci un salto indietro.

«Vieni qui» disse.

Mi rifugiai dietro un’auto. La manetta pendeva dal polso e in un certo strano modo, a cui non volevo pensare, tutto ciò era erotico. Ma per un altro verso mi faceva veramente infuriare. Frugai nella borsa e tirai fuori lo spray urticante. «Vieni a prendermi» gli dissi.

Lui mise le mani sull’auto. «Le cose non stanno andando per il verso giusto, vero?»

«Come ti aspettavi che andassero?»

«Già, hai ragione. Avrei dovuto saperlo. Non c’è mai niente di facile con te. La gente salta in aria. Le auto vengono schiacciate da camion dell’immondizia. Ho partecipato ad assalti in grande stile meno pericolosi che incontrare te per prendere un caffè.» Tenne alte le chiavi perché io potessi vederle. «Vuoi che ti tolga le manette?»

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