Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]
- Автор: Иванович Джанет
- Серия: Stephanie Plum (it) #6
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Rizzoli
- ISBN: 88-17-86790-X
- Переводчик: Annalisa Garavaglia
- Жанр: Криминальные детективы
Электронная книга - «Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]». Краткое содержание книги:
«E Joyce, allora? E Frankie Defrances?»
«Non riusciamo a trovare neppure Joyce. Non risponde al cercapersone. E Frankie si è appena operato di ernia.»
«Verrò in ufficio domattina presto.»
«Neanche per idea. Vinnie dice che devi prendere questo tizio stanotte prima che scappi. Lui sa esattamente dove si trova, mi ha dato la documentazione.»
«Quanto vale?»
«È una cauzione da centomila dollari. Vinnie ti darà il dieci per cento.»
Calmati, cuore mio. «Vengo a prenderti tra una ventina di minuti.»
Tornai a tavola, avvolsi due pezzi di pollo nel tovagliolo e li misi nella borsa. Abbracciai Bob e baciai frettolosamente Joe sulla guancia. «Devo andare» dissi. «Mi hanno affidato un lavoro.»
Morelli non aveva l’aria felice. «Ti vedrò dopo?»
«Forse. A parte pagare il mio debito, devo parlarti di Cynthia Lotte.»
«Sapevo che prima o poi ci saresti arrivata.»
Quando arrivai a casa di Lula la trovai che mi aspettava fuori. «Ho gli incartamenti» disse «e non sembra troppo male. Si chiama Elwood Steiger ed è incriminato per droga. Cercava di produrla nel garage della madre, ma l’intero vicinato ne ha sentito l’odore. Immagino che uno dei vicini abbia chiamato la polizia. Comunque sua madre ha offerto la casa come garanzia di cauzione e ora ha paura che il caro Elwood scappi in Messico. Non si è presentato all’udienza in tribunale, venerdì, e la madre ha trovato i biglietti dell’aereo nei cassetti della biancheria. Perciò si è rivolta a Vinnie.»
«Dove possiamo trovarlo?»
«Stando a quello che dice la madre, è uno di quei fanatici di Star Trek e proprio stasera c’è una specie di grande evento dedicato alla serie televisiva. Mi ha dato l’indirizzo.»
Lessi il biglietto e grugnii. Era la casa di Dougie. «Conosco il tipo che abita qui» dissi mentre ci avviavamo verso il luogo segnalato. «Dougie Kruper.»
Lula si batté una mano sulla fronte. «Mi sembrava che suonasse familiare.»
«Non voglio che nessuno si faccia male durante questo arresto» ordinai.
«Mmm.»
«Non entreremo là dentro come dei gangster con le pistole spianate.»
«Mmm.»
«In realtà, non useremo affatto le pistole.»
«Ti sto ascoltando.»
Guardai la borsa che teneva sotto braccio. «C’è una pistola là dentro?»
«Diavolo, sì.»
«E ne hai un’altra alla cintura?»
«La Glock.»
«Hai anche la fondina da caviglia?»
«Solo le signorine usano la fondina da caviglia» disse Lula.
«Voglio che lasci tutte le armi in auto.»
«Sono fanatici di Star Trek quelli che dovremo affrontare. Potrebbero usare con noi la presa mortale del vulcaniano.»
«Lasciale in macchina!» gridai.
«Accidenti, non c’è nessun bisogno di far chiamare la polizia per questo.» Lula guardò attraverso il finestrino. «Sembra che ci sia una festa a casa di Dougie.»
C’erano molte auto parcheggiate davanti e tutte le luci dell’abitazione erano accese. La porta principale era aperta e il Luna era sulla soglia. Parcheggiai parecchie case più avanti e Lula e io tornammo indietro per raggiungere il Luna.
«Ehi, piccola» disse lui quando mi vide. «Benvenuta al Trekarama.»
«Che cosa succede?»
«Questo è il nuovo lavoro di Dougie. Trekarama. È un’idea tutta nostra. E Dougie è il Trekmaster. Non è fantastico, piccola? Questo è l’affare del nuovo millennio. Sarà grandioso, sai? Potremmo anche farne, come dire, un franchising.»
«Che cosa diavolo è un Trekarama?» domandò Lula.
«È un locale notturno, piccola. È un luogo di culto. È un santuario per uomini e donne che sono andati dove nessun uomo è mai giunto prima.»
«Prima di che cosa?»
Il Luna fissò lo sguardo nel vuoto, trasfigurato. «Prima di tutto.»
«Mmm.»
«Ti costerà cinque dollari entrare» disse il Luna.
Gliene diedi dieci, poi Lula e io ci facemmo strada tra gli invitati che si affollavano vicino alla porta.
«Non ho mai visto tanti idioti tutti insieme in vita mia» disse Lula. «A eccezione di quel tizio laggiù vicino alla scala. Non è affatto male.»
Ispezionammo la stanza, cercando Steiger e tentando di riconoscerlo dalla foto della documentazione. Il problema era che alcuni dei fanatici di Star Trek erano in costume, vestiti come i loro personaggi preferiti.
Dougie si affrettò a venirci a salutare. «Benvenute a Trekarama. Ci sono stuzzichini e bevande là nell’angolo vicino al romuliano, e tra circa dieci minuti cominceremo a proiettare i film. Gli stuzzichini sono veramente buoni. Li ho presi, ehm, in un’offerta per liquidazione.» Traduzione: merci trafugate che stavano andando a male in qualche magazzino.
Lula batté le nocche sulla testa di Dougie. «Ehilà, c’è nessuno lì dentro? Ti sembriamo una coppia di sfigate fanatiche di Star Trek?»
«Be’…»
«Stiamo soltanto dando un’occhiata in giro» informai Dougie.
«Come turiste?»
«Forse andrò a fare un giro turistico dalle parti di quel bel tipo laggiù» disse Lula.
Capitolo 13
Lula e io ci addentrammo nella stanza facendoci strada tra la folla e cercando Elwood. Aveva diciannove anni, alto quanto me, magro, con i capelli biondi. Incriminato già due volte. Non volevo che la cattura desse nell’occhio: volevo portarlo fuori di lì molto tranquillamente e poi fargli scivolare le manette ai polsi.
«Ehi» disse Lula «hai visto quel piccoletto vestito da capitano Kirk? Che cosa ne pensi?»
Guardai con attenzione attraverso la stanza. «Potrebbe anche essere Steiger» concordai.
Arrancammo in quella direzione e io mi avvicinai a lui. «Steve?» dissi. «Steve Miller?»
Il capitano Kirk mi guardò. «No. Mi dispiace.»
«Ho un appuntamento al buio» dissi. «Mi ha detto che sarebbe stato vestito da ufficiale.» Tesi la mano. «Io sono Stephanie Plum.»
Lui mi strinse la mano. «Elwood Steiger.»
Tombola.
«Ragazzi, fa davvero caldo qua dentro» dissi. «Vado fuori a prendere un po’ d’aria. Vieni con me?»
Lui si guardò attorno, nervoso, cercando di vedere se si stava perdendo qualcosa. «Non saprei. Non credo. Hanno detto che stanno per proiettare i film.»
Lezione numero uno: cercare di sedurre un fanatico di Star Trek quando stanno per proiettare i film è del tutto inutile. Perciò dovevo scegliere: potevo forzare la mano, oppure aspettare finché non avesse deciso di andarsene. Se fosse rimasto fino alla fine e fosse uscito con tutti gli altri avrebbe potuto essere un problema. Il Luna venne verso di noi. «Accidenti, è bello vedere che voi due andate d’accordo. Elwood ha passato dei brutti momenti, sai. Stava fabbricando roba buona e lo hanno costretto a chiudere. È stato un brutto colpo per tutti noi.»
Gli occhi di Elwood giravano in ogni direzione come se la sua testa fosse un flipper. «Fra poco proietteranno i film, vero?» domandò. «Sono venuto soltanto per questo motivo.»
Il Luna sorseggiò il suo drink. «Elwood stava guadagnando bene, risparmiando per andare al college, quando gli hanno ritirato la licenza. Una vergogna. Una vera carognata.»
Elwood sorrise debolmente. «Non ho mai avuto una licenza» disse.
«Sei stato fortunato a conoscere Stephanie, qui» disse il Luna. «Non so che cosa faremmo io e Dougie senza Steph. Un sacco di cacciatori di latitanti si limiterebbero a trascinare il nostro culo ossuto in galera, ma Steph no, lei…»
Elwood aveva l’aria di uno che ha appena ricevuto una frustata. «Una cacciatrice di latitanti!»