Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Криминальные детективы » Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]
Cacciatrice di taglie [Hot Six - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]

Электронная книга - «Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]». Краткое содержание книги:

Stephanie Plum fa la cacciatrice di taglie per un’agenzia del New Jersey. Il suo compito è ritrovare il misterioso Ranger, sospettato di aver ucciso il figlio di un boss del traffico d’armi. Ma Ranger è anche l’uomo che ha insegnato a Stephanie tutto quello che sa del suo mestiere e che esercita su di lei un fascino pericoloso. E la cattura di Ranger non è l’unico pensiero che non la fa dormire di notte. La spassosa nonna Mazur si è trasferita da lei, un amico le ha affidato un cane bulimico, l’intimità con il fidanzato Joe Morelli è diventata impossibile, Stephanie deve più volte dissuadere dal suicidio un’amica e un maniaco tenta di ucciderla.
1 ... 43 44 45 46 47 48 49 50 51 ... 63
Перейти на страницу:

«È stata un’idea di Morelli?»

«È stata una mia idea. Hannibal ti ha vista. Alexander ti ha vista. E adesso metà della polizia di Trenton sa che sei entrata in casa di Hannibal e hai trovato Junior Macaroni nel garage.»

«Lo hai saputo da Morelli?»

«L’ho saputo da tutti. La mia segreteria telefonica era intasata. È solo che è troppo pericoloso per te continuare a indagare su questo caso. Ho paura che Hannibal possa fare due più due e darti la caccia.»

«È umiliante.»

«Ma davvero lo hai messo a sedere su una sedia da giardino?»

«Sì. E a proposito: sei stato tu a ucciderlo?»

«No. La Porsche non era nel garage quando io sono entrato in casa. E non c’era nemmeno Macaroni.»

«Come hai superato il sistema di allarme?»

«Nello stesso modo in cui lo hai fatto tu: l’allarme non era inserito.» Guardò l’orologio. «Devo andare.»

Aprii la portiera e feci per scendere.

Ranger mi afferrò il polso. «Non sei molto brava a obbedire agli ordini, ma questa volta mi ascolterai, vero? Devi starne fuori. E devi stare molto attenta.»

Sospirai, scesi dall’auto e presi Bob dal sedile posteriore. «Fa’ solo in modo che Joyce non ti trovi. Questo mi rovinerebbe definitivamente la giornata.»

Lasciai Bob a casa, presi le chiavi dell’auto e la borsa e scesi di nuovo nel parcheggio. Dovevo andare da qualche parte. Da qualunque parte. Ero troppo scossa per rimanere a casa. Per la verità non ero tanto agitata per il fatto di essere stata sollevata dall’incarico, era solo che odiavo essere licenziata per la mia stupidità. Ero caduta da un albero, per l’amor del cielo. E poi avevo messo Junior Macaroni a sedere su una sedia da giardino. Voglio dire, fino a che punto si può essere idioti?

Avevo bisogno di cibo, pensai. Un gelato. Con cioccolato fondente caldo. E panna montata. C’era un banchetto di gelati, sul corso principale, che confezionava sundae per quattro persone. Ecco di che cosa avevo bisogno. Di un gigantesco sundae.

Salii sulla Buick e Mitchell salì con me.

«Prego?» dissi. «Abbiamo appuntamento per uscire insieme?»

«Ti piacerebbe» disse Mitchell. «Il signor Stolle vuole parlarti.»

«Ma pensa un po’. Non sono dell’umore giusto per parlare col signor Stolle. A dire il vero non lo sono per parlare con chiunque, compreso te. Perciò spero che non la prenderai come una questione personale, ma scendi da questa macchina.»

Mitchell tirò fuori la pistola. «Dovresti cambiare d’umore.»

«Altrimenti mi spari?»

«Non prenderla come una questione personale» disse Mitchell.

Il negozio di tappeti Art’s Carpet’s si trova ad Hamilton Township, la zona dei locali equivoci. È sulla Route 33, non lontano da Five Points, ed è assolutamente identico a qualunque altro negozio lungo la strada, se non fosse per l’insegna luminosa verde che è visibile fino da Rhode Island. L’edificio è un blocco di cemento a un solo piano, con ampie vetrine sul davanti che annunciano saldi per tutto l’anno. Ero stata molte volte allo Art’s Carpet’s, come del resto qualunque altro uomo, donna o bambino del New Jersey. Non avevo mai comprato niente, mane ero stata molto tentata: Art’s ha davvero degli ottimi prezzi.

Parcheggiai la Buick davanti al negozio. Habib si fermò di fianco alla mia auto. E Joyce parcheggiò accanto alla Lincoln.

«Che cosa vuole Stolle?» domandai. «Non vorrà uccidermi o qualcosa del genere, vero?»

«Il signor Stolle non uccide la gente. Assume altre persone per questo genere di cose. Vuole semplicemente parlare con te. È tutto quello che mi ha detto.»

Nel negozio vagava una coppia di donne, sembravano madre e figlia; attorno a loro si aggirava un venditore. Mitchell e io entrammo insieme e lui mi condusse tra le pile di tappeti e i modellini di telai fino all’ufficio sul retro.

Stolle era un uomo sui cinquantacinque anni di robusta corporatura. Aveva il torso a forma di botte e cominciava a diventare calvo. Indossava un maglione sgargiante e i pantaloni di un completo. Tese la mano ed esibì il suo migliore sorriso da commerciante di tappeti.

«Aspetterò qui fuori» disse Mitchell e chiuse la porta lasciandomi da sola con Stolle.

«Pare che tu sia una ragazza davvero in gamba» disse Stolle. «Ho sentito molto parlare di te.»

«Mmm.»

«E allora come è possibile che tu non abbia avuto abbastanza fortuna da consegnarmi Manoso?»

«Non sono tanto in gamba. E Ranger non si avvicina certo a me quando Habib e Mitchell sono nei paraggi.»

Stolle sorrise. «Per dirti la verità, non mi sono mai aspettato che tu ci avresti consegnato Manoso. Ma, diavolo, chi non risica non rosica, giusto?»

Io non risposi.

«Sfortunatamente, poiché la strada più semplice non ha funzionato, dobbiamo tentare qualcos’altro. Vogliamo mandare un messaggio al tuo ragazzo. Non vuole parlarmi? Benissimo. Vuole continuare a nascondersi? Anche questo va bene. E sai perché? Perché noi abbiamo te. Quando io perderò la pazienza, e sto per farlo, ti faremo del male, e Manoso saprà che lui avrebbe potuto evitarlo.»

D’un tratto mi accorsi di non avere più aria nei polmoni. Non avevo pensato a questa prospettiva. «Non è il mio ragazzo» dissi. «Lei sta sopravvalutando l’importanza che posso avere per lui.»

«Forse, ma ha comunque il senso della cavalleria. Temperamento latino, sai com’è.» Stolle si sedette sulla poltroncina dietro la scrivania e si chinò all’indietro. «Dovresti incoraggiare Manoso a parlare con noi. Mitchell e Habib sembrano ragazzi per bene, ma faranno qualunque cosa gli ordinerò. In effetti, in passato, hanno fatto cose terribili. Tu hai un cane, vero?» Stolle si protese in avanti, le mani sulla scrivania. «Mitchell è bravissimo a uccidere i cani. Non che voglia uccidere il tuo cane…»

«Non è il mio cane. Gli faccio da dog sitter.»

«Volevo solo fare un esempio.»

«Sta perdendo tempo» dissi. «Ranger è un mercenario. Non può arrivare a lui attraverso me. Non abbiamo quel genere di relazione. Nessuno ha quel genere di relazione con lui.»

Stolle sorrise e si strinse nelle spalle. «Come ho detto prima, chi non risica non rosica. Vale la pena di provare, non credi?»

Lo guardai per un istante, rivolgendogli la mia tipica occhiata insondabile, e poi mi voltai e me ne andai.

Mitchell, Habib e Joyce erano ancora lì fermi ad aspettare, quando uscii dal negozio.

Salii sulla Buick e con discrezione mi toccai il cavallo dei pantaloni per essere sicura di non essermela fatta addosso. Respirai profondamente e misi le mani sul volante. Inspirare, espirare, inspirare, espirare. Volevo infilare la chiave d’avviamento, ma non riuscivo a staccare le mani dal volante. Respirai ancora un po’. Dissi a me stessa che Arturo Stolle era solamente un pallone gonfiato. Non ci credevo. Quello che credevo era che Arturo Stolle fosse un vero pezzo di merda. E non sembrava che Habib e Mitchell fossero molto migliori.

Tutti mi stavano guardando, aspettando di vedere che cosa avrei fatto. Non volevo mostrare a nessuno di essere spaventata, perciò mi costrinsi a togliere le mani dal volante e ad avviare il motore. Con molta cautela uscii dal parcheggio in retromarcia, ingranai la prima e me ne andai. Mi concentrai sulla guida, lenta e ferma.

Mentre guidavo composi sul telefono tutti i numeri di Ranger che avevo, lasciando un messaggio molto semplice: «Chiamami subito». Quando ebbi esaurito i numeri di Ranger telefonai a Carol Zabo.

«Ho bisogno di un favore» dissi.

«Qualunque cosa.»

«Joyce Barnhardt mi sta seguendo…»

«Maledetta puttana» disse Carol.

«E anche due tizi in una Lincoln mi stanno seguendo.»

«Mmm.»

«Non ti preoccupare: sono giorni che mi seguono e fino a questo momento non hanno sparato a nessuno.» Fino a quel momento. «In ogni caso ho bisogno di fare in modo che non mi seguano più, e ho un piano.»

1 ... 43 44 45 46 47 48 49 50 51 ... 63
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)