La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Sono ancora capace di riconoscere una via normale?, si chiese. O mi trovo in questa situazione da così tanto tempo che vedrei trappole ovunque?
Non esistono sentieri liberi. Solo insidie, trappole e oscurità. Le parole adirate di Lews Therin parevano pronunciate a fatica. Disperate. Proprio come si sentiva Rand.
Quando alla fine Sulin li guidò in una stanza e chiuse la porta, Rand mosse di scatto la testa per togliersi il cappuccio e... sgranò gli occhi. Si era aspettato di vedere Bael e Davram, ma non la Deira, moglie di Davram, o Melarne e Dorindha.
«Ti vedo, Car’a’carn.» Bael, l’uomo più alto che Rand avesse mai visto, sedeva a gambe incrociate sul pavimento di mattonelle verdi e bianche con indosso il cadin’sor. Qualcosa in lui, anche in quella posizione rilassata, suggeriva che era pronto a scattare da un momento all’altro. Il capoclan degli Aiel Goshien non era giovane — nessuno dei capiclan lo era — e aveva del grigio fra i capelli rosso scuro, ma chiunque lo avesse creduto debole a causa dell’età sarebbe andato incontro a una sgradevole sorpresa. «Che tu possa trovare sempre ombra e riparo. Io sono dalla parte del Car’a’carn, e le mie lance mi seguono.»
«Ombra e riparo sono una gran bella cosa,» intervenne Davram Bashere, passando una gamba sopra il bracciolo dorato della sedia «ma io preferisco del vino freddo.» Poco più alto di Enaila, portava la corta giubba azzurra sbottonata e il viso scuro era imperlato di sudore. Nonostante la sua apparente indolenza sembrava anche più duro di Bael, con i fieri occhi a mandorla e il naso aquilino che sovrastava due folti baffi striati di grigio. «Mi congratulo per la tua fuga e la tua vittoria. Ma perché sei venuto camuffato da prigioniero?»
«Io preferisco sapere se ci sta trascinando addosso le Aes Sedai» lo interruppe Deira. Robusta e con un abito di seta verde lavorato in oro, la madre di Faile era alta quanto le Fanciulle in quella sala, a parte Somara, i suoi lunghi capelli neri erano striati di grigio all’altezza delle tempie e il naso era poco meno prominente di quello del marito. Quella donna avrebbe potuto dare lezione al consorte su come apparire fiera e per molti aspetti rispecchiava il comportamento della figlia. La sua lealtà andava al marito, non a Rand. «Hai fatto prigioniere delle Aes Sedai! Adesso dobbiamo aspettarci che l’intera Torre Bianca cali su di noi?»
«Se lo faranno,» osservò Melarne con durezza aggiustandosi lo scialle «verranno trattate come meritano.» Aveva i capelli color oro, gli occhi verdi e bellissimi e solo pochi anni più di Rand, a giudicare dal viso, ma era una Sapiente e sposa di Bael. Qualsiasi fosse stato l’evento che aveva indotto le Sapienti a modificare la loro posizione rispetto alle Aes Sedai, Melarne, Amys e Bair erano quelle che avevano subito il cambiamento più radicale.
«Quello che io vorrei sapere» disse la terza donna «è cos’hai intenzione di fare con Colavaere Saighan.» Sebbene Deira e Melaine avessero una certa imponenza, Dorindha le superava entrambe, anche se era difficile dire esattamente come. La padrona di casa della tenuta Sorgenti Fumose era una donna solida e materna, attraente piuttosto che bella, con delle piccole rughe agli angoli degli occhi azzurri e un po’ di bianco fra i capelli rosso chiaro. Eppure chiunque fosse in grado di capire ciò che vedeva avrebbe detto che fra le tre donne era lei la più potente.
«Melaine ha detto che Bair considera Colavaere Saighan poco importante,» proseguì Dorindha «ma le Sapienti possono essere cieche come qualsiasi uomo: vedono la battaglia davanti a loro ma non lo scorpione che hanno sotto i piedi.» Il sorriso che rivolse a Melaine rese meno taglienti quelle parole. E il sorriso col quale Melaine la ricambiò rese chiaro che la donna non si era affatto offesa. «Il lavoro di una padrona di casa è trovare quello scorpione prima che punga qualcuno.» Anche lei era moglie di Bael, cosa che ancora sconcertava Rand, anche se erano state proprio le due donne a deciderlo. Forse in parte proprio perché erano state loro; fra gli Aiel un uomo aveva poca voce in capitolo quando una moglie si sceglieva una sorella moglie. Non era un fatto comune nemmeno fra loro.
«Colavaere si è data all’agricoltura» ruggì Rand. Le due donne batterono le palpebre chiedendosi se fosse una battuta. «Il trono del Sole è di nuovo vacante e in attesa di Elayne.» Rand aveva preso in considerazione l’idea di intessere una protezione contro eventuali spie, ma questa sarebbe stata individuata da chiunque, uomo o donna, avesse provato a origliare, e la sua presenza avrebbe annunciato che in quella stanza si stavano dicendo qualcosa di interessante. Be’, le loro parole si sarebbero diffuse fin troppo presto, dal Muro del Drago fino al mare.
Fedwin si stava già strofinando i polsi mentre Jalani riponeva il pugnale. Nessuno li guardò due volte, tutti gli occhi erano puntati su Rand, che dopo aver guardato cupo Nerilea agitò le mani legate fino a quando Sulin tagliò le corde. «Non avevo capito che questa sarebbe stata una riunione di famiglia.» Nerilea parve forse un po’ confusa, ma gli altri non ebbero alcuna reazione.
«Quando ti sposerai,» mormorò Davram con un sorriso «imparerai che devi decidere con molta cautela cosa tenere nascosto a tua moglie.» Deira gli lanciò un’occhiata umettandosi le labbra.
«Le mogli sono un gran conforto,» rise Bael «se un uomo non fa loro troppe rivelazioni.» Dorindha sorrise e gli passò le dita fra i capelli... afferrandoli per un momento come se intendesse staccargli la testa. Bael sbuffò, ma non solo per la presa ferrea di Dorindha. Melarne pulì il piccolo pugnale che teneva appeso al cinturone della gonna e poi lo ripose nel fodero. Le due donne si scambiarono un sorriso da sopra la sua testa mentre Bael si strofinava la spalla, dove una piccola goccia di sangue aveva macchiato il cadin’sor. Deira annuì pensierosa; sembrava che le fosse appena venuta un’idea.
«Quale donna potrei odiare al punto tale da farle sposare il Drago Rinato?» rispose freddo Rand. Quella sua osservazione provocò un silenzio talmente denso da poter essere toccato.
Rand cercò di dominare la propria rabbia. Avrebbe dovuto aspettarselo. Melaine non era solo una Sapiente, era anche una camminatrice dei sogni, come Amys e Bair. Fra le altre cose, quelle donne potevano parlarsi nei sogni, e potevano comunicare anche con altre persone. Un’abilità molto utile, anche se per lui l’avevano usata solo una volta. Erano affari delle Sapienti. Non c’era da meravigliarsi se Melaine era stata aggiornata su tutto ciò che era accaduto. E nemmeno se aveva detto tutto a Dorindha. Affari delle Sapienti o meno, le due donne erano amiche e sorelle, un tutt’uno. Quando Melaine aveva detto a Bael del rapimento, questi ovviamente aveva a sua volta informato Bashere; pensare che Bashere non ne parlasse con la moglie era come aspettarsi che tenesse segreto che la casa stava andando a fuoco. Poco a poco Rand, represse la rabbia e la contenne.
«È arrivata Elayne?» cercò di sembrare spensierato, fallendo miseramente. Tutti sapevano quali motivi aveva per essere ansioso. Andor forse non era turbolenta come Cairhien, ma Elayne sul trono era il modo più rapido per sistemare entrambe le terre. Forse l’unico.
«Non ancora» rispose Bashere. «Ma dal Nord ci è giunta voce di alcune Aes Sedai con un esercito che si trovano da qualche parte nel Murandy, o forse Altara. Potrebbe essere il giovane Mat con la sua Banda della Mano Rossa, l’erede al trono e le Sorelle fuggite dalla Torre quando Siuan Sanche è stata deposta.»
Rand si strofinò i polsi nel punto in cui era stato legato. Tutta quella messa in scena del ‘prigioniero’ era stata pensata in caso Elayne si fosse già trovata a palazzo, con Aviendha. In quel caso avrebbe potuto andare e venire senza che le due se ne accorgessero. Forse avrebbe trovato il modo di guardarle di nascosto. Forse... Era uno sciocco, su questo non aveva dubbi.