La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Sarebbe stato necessario perquisire ancora una volta i carri che avevano portato dai Pozzi di Dumai. Il piccolo angreal che rappresentava l’uomo grasso doveva essere nascosto in uno di essi. Nessuna delle Sorelle che era riuscita a fuggire avrebbe potuto immaginare a cosa servisse e quindi non l’avevano preso, a meno che forse qualcuna non avesse deciso di volere un ricordo del Drago Rinato. No. Doveva trovarsi da qualche parte in uno dei carri. Con quello poteva eguagliare e superare i Reietti, ma senza... Morte, distruzione e follia.
All’improvviso, i discorsi degli altri nella stanza si imposero alla sua attenzione. «Che cosa avete detto?» chiese, voltando le spalle al tavolo intarsiato in avorio.
Rand fu osservato da volti perplessi. Jonan si raddrizzò vicino alla soglia. Le Fanciulle, che erano accovacciate a loro agio, sembrarono di colpo all’erta. Stavano parlando oziosamente fra loro; adesso persino loro sembravano circospette nei suoi riguardi.
Melaine toccò una delle sue collane d’avorio e lanciò un’occhiata decisa a Bael e Davram, quindi parlò prima che potesse farlo chiunque altro. «Ci sono nove Aes Sedai in una locanda chiamata Il cigno d’argento, in quella che Davram Bashere chiama la Città Nuova.» Melaine aveva pronunciato le parole ‘locanda’ e ‘città’ in modo strano. Erano cose che conosceva solo tramite i libri prima di oltrepassare il Muro del Drago. «Lui e Bael hanno detto che dobbiamo lasciarle in pace a meno che non facciano qualcosa contro di te. Penso che tu abbia imparato ad aspettare le Aes Sedai, Rand al’Thor.»
«Colpa mia» sospirò Bashere. «Se esiste una colpa, benché non sappia cosa Melaine si aspettasse che facessimo. Otto Sorelle si sono fermate a Il cigno d’argento quasi un mese fa, subito dopo che eri andato via. Di tanto in tanto altre vanno e vengono, ma non ce ne sono mai più di dieci. Se ne restano in disparte, non causano problemi e non fanno domande da quello che io e Bael abbiamo sentito. Sono venute in città anche alcune Sorelle Rosse, un paio di volte. Quelle a Il cigno d’argento hanno tutte dei Custodi, ma queste altre mai. Sono sicuro che siano Rosse. Vengono qui, in due o tre, chiedono degli uomini che sì dirigono alla Torre Nera e dopo circa un giorno se ne vanno. Direi senza aver scoperto molto. Quella Torre Nera è salda come una fortezza, custodisce bene i segreti al suo interno. Nessuna di quelle donne ha causato problemi e io preferisco non interferire se non è strettamente necessario.»
«Non mi riferivo a quello» rispose Rand lentamente. Si era seduto su una poltrona davanti a Bashere e ne stringeva talmente forte i braccioli che gli dolevano le nocche. Le Aes Sedai si stavano riunendo in questa città. Aes Sedai che si riunivano a Cairhien. Coincidenza? Lews Therin rombava come tuoni all’orizzonte, sempre parlando di morte e tradimento. Doveva parlare con Taim. Non delle Aes Sedai a Il cigno d’argento — di sicuro ne era già al corrente; perché non glielo aveva comunicato? — ma per dirgli di stare lontano da loro, di tenere a freno gli Asha’man. Se volevano che i Pozzi di Dumai segnassero la fine delle ostilità, non potevano certo riaprirle loro a Caemlyn. Troppe cose gli stavano sfuggendo di mano. Più cercava di tenerle tutte insieme, più ne saltavano fuori di nuove e sfuggivano al suo controllo. Prima o poi sarebbe crollato tutto in mille pezzi. Quel pensiero gli fece seccare la gola. Thom Merrilin gli aveva insegnato una piccola parte dell’arte del giocoliere, ma lui non era mai stato tanto bravo. Gli sarebbe piaciuto avere qualcosa per bagnarsi la gola.
Non si era accorto di aver detto quell’ultima frase ad alta voce fino a quando vide Jalani alzarsi e attraversare la stanza per prendere un alto boccale d’argento sistemato su un tavolino. Dopo averlo riempito, lo riportò a Rand con un sorriso, aprendo la bocca mentre glielo porgeva. Rand si aspettava una battuta, ma la ragazza cambiò espressione e si limitò a dire: «Car’a’carn.» Poi fece ritorno tra le altre Fanciulle, con una tale dignità che sembrava stesse imitando Dorindha, o forse Deira. Somara disse qualcosa usando il linguaggio delle mani e a un tratto tutte le Fanciulle arrossirono mordendosi il labbro e sforzandosi di non ridere. Tutte tranne Jalani, che era solo arrossita.
Il vino freddo alla frutta profumava di susine. Rand ripensò al sapore delle susine dei frutteti oltre il fiume, ricordi di quando era giovane, di quando si arrampicava sugli alberi per raccoglierle... Reclinò il capo e bevve tutto d’un fiato. Nei Fiumi Gemelli c’erano alberi di susine, ma non interi frutteti, e di sicuro non erano oltre alcun fiume. Tieniti i tuoi maledetti ricordi per te, ringhiò contro Lews Therin. L’uomo nella sua testa rise per chissà quale motivo; ridacchiava sereno, per conto suo.
Bashere guardò torvo le Fanciulle, quindi lanciò un’occhiata a Bael e alle sue mogli, tutti impassibili come rocce. Andava molto d’accordo con Bael, ma in generale gli Aiel lo confondevano. «Visto che a me nessuno porta da bere...» disse alzandosi e dirigendosi verso il boccale per versarsi il vino. Il sorso che bevve gli bagnò i baffi. «Questo sì che è dissetante. A quanto pare Taim ha arruolato chiunque desideri seguire il Drago Rinato. Mi ha consegnato un bell’esercito, uomini che non avevano ciò di cui hanno bisogno i tuoi Asha’man, qualsiasi cosa sia. Tutti parlano a occhi sgranati di aver camminato attraverso buchi nell’aria, ma nessuno di loro si è mai avvicinato alla Torre Bianca. Sto sperimentando alcune idee che ha avuto il giovane Mat.»
Rand congedò tutto il discorso agitando il boccale vuoto. «Dimmi di Dyelin.» Dyelin della casata Taravin sarebbe stata la prima in linea di successione al trono se fosse accaduto qualcosa a Elayne, ma lui le aveva già detto che stava facendo venire Elayne a Caemlyn. «Se pensa di poter prendere il trono del Leone, troverò una fattoria anche per lei.»
«Prendere il trono?» ripeté incredula Deira, e il marito rise di cuore.
«Io non le capisco le maniere degli abitanti delle terre bagnate,» osservò Bael «ma direi che ti sbagli.»
«E di molto» confermò Davram, prendendo la caraffa per versare altro vino a Rand. «I nobili di alcune casate minori che pensavano di ottenere dei favori hanno offerto il loro appoggio ad Aringill. Lady Dyelin agisce in fretta. In quattro giorni ha fatto impiccare i due a capo di quel gruppo per tradimento nei confronti dell’erede al trono, Elayne, e ne ha fatti frustare altri venti.» Davram rise in segno di approvazione. La moglie tirò su con il naso. Con ogni probabilità lei avrebbe fatto allestire forche lungo la strada da Aringill a Caemlyn.
«Allora perché dicevate che sta governando Andor?» chiese Rand. «E ha imprigionato Elenia e Naean?»
«Sono quelli che hanno provato a reclamare il trono» rispose Deira, con gli occhi scuri che emanavano rabbia.
Bashere annuì. Era molto calmo. «Solo tre giorni fa. Quando ci è giunta notizia dell’incoronazione di Colavaere e le voci secondo le quali ti eri recato a Tar Valon hanno incominciato a sembrare più reali. Da quando è ripreso il commercio, ci sono tanti piccioni in volo fra Cairhien e Caemlyn che potresti spostarti tra le due città camminando sui loro dorsi.» Una volta riposta la caraffa, tornò alla sua sedia. «Naean ha reclamato il trono del Leone la mattina, Elenia prima del pomeriggio e al tramonto Dyelin, Pelivar e Luan li hanno fatti arrestare entrambi. La mattina seguente hanno dichiarato Dyelin reggente in nome di Elayne, finché lei non ritornerà. Quasi tutte le casate di Andor hanno dichiarato il loro supporto a Dyelin. Penso che a qualcuno di quei nobili piacerebbe che lei prendesse il trono, ma quello che è successo ad Aringill spinge anche i più potenti a tenere a freno la lingua.» Bashere chiuse un occhio e indicò Rand. «Di te non parlano affatto. Che sia un segno buono o cattivo... ci vuole una testa più saggia della mia per dirlo.»
Deira sorrise freddamente, guardandolo dall’alto in basso. «Quei... leccapiedi... ai quali hai permesso di entrare liberamente nel palazzo a quanto pare hanno tutti lasciato la città. Stando alle voci, alcuni di loro hanno abbandonato anche Andor. Credo tu debba sapere che erano tutti sostenitori di Elenia o Naean.»