Il lungo ritorno [Homegoing - it]
- Автор: Пол Фредерик
- Год: 1996
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:
— Vuoi dire che non ci baceremo più? — domandò Sandy con tono preoccupato.
Marguery scoppiò a ridere, poi sobbalzò, poiché Obie era appena atterrato al suo fianco. — Ti ha finalmente mostrato la poesia? — domandò Obie.
— Sì, me l’ha mostrata.
— Credo che si tratti di una buona poesia — disse Obie con lealtà. — Se si tiene conto del fatto che è in inglese, naturalmente. Potrebbe scrivertene una molto migliore in hakh’hli, se glielo chiedessi.
— Perché non ci lasci in pace? — domandò Sandy. Obie si produsse in un’espressione afflitta, però balzò via comunque. — È molto eccitato dall’idea di andare a New York — disse Sandy con tono contrito.
— Sì, solo che non è più esattamente New York, Sandy…
— Be’, a York, allora, o comunque la chiamiate. Il fatto è che abbiamo visto un sacco di film su quella città, e poi in effetti Obie è ancora abbastanza infantile… — Stranamente, quando Sandy pronunciò quella frase, si rese conto che era già da un po’ che lo stava pensando. Il commento di Marguery era stato più che azzeccato. Gli hakh’hli della sua coorte, con i loro modi giocosi, spensierati, chiassosi e a volte anche scontrosi, erano realmente piuttosto infantili. Non come John William Washington, che non solo era un adulto, ma che era anche qualcos’altro che un hakh’hli non avrebbe mai potuto comprendere. Era “innamorato”.
Ma Obie aveva sentito tutto. — Io non sono un bambino! — gridò. — Guarda che salti che faccio! Pensi che un bambino sarebbe davvero in grado di fare dei salti simili?
Tenendo gli occhi fissi su Sandy, balzò fin sopra il tetto dell’ascensore, da dove li fissò sorridendo.
— In effetti, è proprio un bambino — disse Sandy con tono di scusa.
Marguery annuì senza commentare, poi si girò per guardare dietro le spalle di Sandy. — Oh, eccolo! — esclamò. — Lo vedi, laggiù a sinistra appena sopra quella nuvola? È il nostro dirigibile! Rimarrà ancorato qui stanotte, e domani mattina vi saliremo a bordo per andare fino a York.
Sandy girò la testa per vederlo meglio, deliziato dalla vista. Alle sue spalle, sentì la voce di Obie. — Eccomi che arrivo! — gridò.
Obie balzò, solo che mantenne gli occhi fissi sul dirigibile, e non sulla ringhiera alla quale stava puntando.
Fu un grave errore da parte sua. La traiettoria risultò sbagliata; non di molto, ma quanto bastava. Obie colpì sì la ringhiera, ma non si fermò lì. Marguery cacciò un urlo. Sandy balzò a sua volta per cercare di afferrarlo al volo, ma era già troppo tardi. Obie rimbalzò sulla ringhiera con gli arti tesi per la paura e volò direttamente giù dal bordo del terrazzo. Il suo grido si spense solo quando fu giunto a terra.
12
Una persona che cade da un edificio di dieci piani colpisce il suolo a una velocità di poco superiore ai 110 chilometri orari, il che è in genere più che sufficiente per ucciderla. Un hakh’hli che cade dallo stesso edificio colpisce il suolo alla stessa velocità. È vero che gli hakh’hli sono abituati a vivere in una gravità maggiore del 40 per cento circa rispetto a quella della Terra, e infatti sono in grado di sopravvivere tranquillamente a improvvise decelerazioni che ucciderebbero o mutilerebbero qualsiasi essere umano, ma nonostante ciò, vi è un limite anche per gli hakh’hli. In termini relativi, era come se Obie fosse caduto, diciamo, da un edificio di sette o otto piani. Solo che sette o otto piani sono più che sufficienti per uccidere sia un umano sia un hakh’hli, e di fatto l’impatto fu sufficientemente violento da uccidere Obie.
— Ma lui era mio amico — piagnucolò Sandy con tono lamentoso. Non riusciva a togliersi dalla mente l’immagine del corpo di Oberon spiaccicato sul marciapiede di Dawson, con gli occhi sgranati e il corpo letteralmente squarciato. Dozzine di esseri umani si erano affollati attorno per guardare, affascinati e disgustati allo stesso tempo. Non avevano alcun diritto di fissare Obie a bocca aperta a quel modo.
— Ma certo che era tuo amico — lo rincuorò Marguery Darp. — Sandy? So che non avrai voglia di pensare a una cosa del genere in questo momento, ma che tu sappia, bisogna organizzare qualche particolare tipo di cerimonia o di rito funebre hakh’hli?
— Rito funebre?
— Sì, per il saluto finale al morto e per la collocazione del cadavere-disse. — Insomma, lo hanno caricato su un’ambulanza, ma adesso che cosa devono farne?
Sandy la fissò. Non era il caso di ricordarle che tipo di “riti funebri” usassero gli hakh’hli, tanto più che sarebbe stato impossibile organizzare una cosa del genere al di fuori della grande nave. — Non ha importanza — rispose. — Prova a chiederlo a Polly.
— Ma Polly non è qui con noi — disse Marguery. — È nella sua stanza e sta parlando con qualcuno via radio, forse con la nave. Gliel’abbiamo chiesto, ma ha detto che non gliene importava nulla.
— Be’, allora è così — borbottò Sandy. — Non credo che importi nulla a nessuno di loro. Perché, voi che cosa fate in questi casi?
— Dipende dai desideri della famiglia. A volte i cadaveri si seppelliscono, ma nella maggior parte dei casi si cremano.
— Si seppelliscono? — Sandy trasalì al solo pensiero del corpo di Obie messo sottoterra a marcire e a decomporsi. Venne percorso da un brivido. — Be’, fate un po’ come volete. La cremazione forse è la cosa più adatta, ma… Oh, Marguery, che cosa terribile!
Quando Polly uscì finalmente dalla sua stanza, non dimostrò un grande interesse per la sorte del cadavere di Obie. Era il futuro, piuttosto, che la preoccupava. — Che cosa terribile — dichiarò, usando le stesse parole di Sandy ma in un contesto tutto suo. — HoChet’ik ti’Koli-kak era il nostro unico… cosa? Oh, Oberon, va bene. Oberon era il nostro unico specialista in astronomia, e ChinTekki-tho dice che i Grandi Anziani non hanno nessuna intenzione di mandarcene giù un altro.
— Questo significa che non volete più andare a York per la conferenza? — domandò Marguery timidamente.
Polly emise uno sbuffo dal naso e contorse l’addome in un gesto disgustato. — Niente affatto! I Grandi Anziani mi hanno ordinato di prendere il posto di Oberon; in fondo, anche io sono piuttosto bene informata in materia di astronomia. Quindi, direi di procedere in ogni caso. — Per un istante, Polly parve assumere un’espressione addirittura amabile. — Fra l’altro, credo che sarà decisamente interessante viaggiare su questo “dirigibile”. Non credi, Sandy?
Ma Sandy era troppo immerso nella sua disperazione per ascoltarla.
13
Se un terrestre del ventesimo secolo avesse avuto la possibilità di tornare indietro, sarebbe rimasto senz’altro sconcertato nel vedere la nuova mappa della Terra. Le coste infatti non sono più le stesse di prima. La terra che San Francisco e Chicago erano riuscite a rubare alla baia e ai laghi è stata completamente sommersa dalla acque. La grande depressione desertica del Qatar non è altro che un lago di acqua torbida, per metà piovana e per metà proveniente dal Mediterraneo stesso. Le terre basse dell’Olanda sono tornate a far parte del Mare del Nord, e la città di New Orleans è stata interamente sommersa dalle acque del Mississippi. La Protezione civile ha eretto delle dighe per impedire la tracimazione del canale principale del grande fiume americano, ma la forza delle acque è stata implacabile, e si è fatta comunque strada attraverso la regione dell’Atchafalaya. Le isole Hawaii hanno perso la famosa trappola per turisti chiamata Waikiki, ma per il resto sono rimaste parecchie altre isole dell’arcipelago. In fondo, le Hawaii sono composte in gran parte da affioramenti vulcanici. Le isole basse e sabbiose che proteggevano la costa orientale degli Stati Uniti non esistono più. Fra le case da gioco di Atlantic City ormai circolano solo squali affamati, e sulle piste da golf delle isole della Georgia crescono ì coralli. La baia di New York è circa tre volte più grande di prima. È disseminata di isolette, e la famosa Statua della Libertà è sommersa fino alle caviglie. Quando i ghiacci del Polo Nord iniziarono a sciogliersi, la situazione non cambiò di molto. Il ghiaccio rimaneva comunque negli oceani, e di conseguenza non aumentò neanche minimamente il livello globale delle acque. Quando si sciolsero i ghiacciai invece fu tutt’un ‘altra questione, ma anche questo non fu nulla in confronto a ciò che accadde quando la Banchisa di Ross si staccò dall’Antartide. Insomma, tutte quelle che erano state le coste dei grandi continenti sono in gran parte sommerse dalle acque, e nei cuori di quegli stessi continenti i fortissimi e secchissimi venti hanno creato nuove ed enormi depressioni desertiche.