Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]
Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]

Электронная книга - «Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]». Краткое содержание книги:

Domani il mondo cambierà è un romanzo affascinante e ricco d’azione, ma che si presta a molte letture. Siamo su un pianeta distante anni-luce dalla Terra, in un’epoca in cui l’umanità si è ormai stabilita fra le stelle: ma la grandiosa tecnologia che permette all’uomo di imbrigliare le forze dell’universo qui non è mai arrivata. Non è un caso: il pianeta è tenuto in isolamento artificiale, una specie di “quarantena” tecnologica che potrà essere spezzata solo con un gesto disperato, un furto di sapore prometeico… L’avvincente storia raccontata da Swanwick è quella di tale furto, della caccia all’uomo che ne segue e di un mondo intero sull’orlo di un cambiamento epocale: quello promesso dalla nuova scienza e quello a cui il pianeta va periodicamente incontro a causa delle sue insolite caratteristiche climatiche. Un libro d’avventura con una storia diversa, per scoprire uno dei migliori romanzieri americani affacciatisi alla scena negli anni Ottanta.

Anche pubblicato come Stazioni delle maree.

Vincitore del premio Nebula in 1991.
Nominato per i premi Hugo e Campbell in 1992.
Nominato per il premio di Arthur Clarke in 1993.
1 ... 34 35 36 37 38 39 40 41 42 ... 63
Перейти на страницу:

Per quanto lo fissasse, il burocrate non riusciva a focalizzare il volto abbastanza bene da essere certo che si trattasse di Undine. Il braccio si allungò verso di lui, come il collo di un cigno con una scatoletta nel becco. Con un gesto convulso, accettò il regalo offertogli. Il cadavere si allontanò rotolando, lasciandolo nuovamente nell’oscurità.

Quando ebbe ripreso la padronanza di se stesso, il burocrate parlò ad alta voce. — È questo ciò che ha chiesto Gregorian? — Il cuore gli batteva all’impazzata. Rivoli di sudore scorrevano sotto la sua camicia. La voce di Undine emise una risata, un suono rauco e passionale che terminò in un improvviso singulto.

— Hai avuto due milioni di anni a disposizione, piccola scimmia. Un bel periodo, se ci pensi, eppure ciò che desideri maggiormente rimane sempre la morte. La tua prima moglie. Le strapperei via gli occhi se potessi, per quanto ti ha lasciato esitante e pieno di paure. Non puoi certo fartelo rizzare ricordandoti di lei. Io sono vecchia, ma ho ancora molti succhi in me; posso fare per te cose che lei non avrebbe mai fatto.

— Libera le macchine.

— Sì, ancora, oh sì, sì.

Impaurito, il burocrate aprì la scatola.

Era vuota.

Le tre voci si unirono in un’unica risata, una risata selvaggia a piena gola che venne vomitata dall’esofago, si riversò su di lui e lo spazzò via. Il burocrate cadde a terra e si rialzò in piedi, scosso. Vide apparire una fessura di luce accecante, che si allargò lentamente e si trasformò nella bocca aperta della Terra. La scatola si dissolse nelle sue mani. Il burocrate percorse incespicando la lingua estesa della Terra.

L’aria gelatinosa, densa e leggermente grigiastra all’occhio si alleggerì e si dissipò. Il suono tornò, e con esso il movimento. Il tempo riprese a scorrere. Il burocrate si rese conto che nessuno, eccetto lui, aveva assistito a quanto era accaduto. — Ho finito — disse.

La guardia annuì e fece un cenno verso il basso.

— Traditore! Traditore! — Un minirobot dagli occhi enormi stava arrampicandosi su per l’impalcatura con fare frenetico. Balzò sulla piattaforma e corse verso il burocrate urlando con tono squillante. — Le ha parlato! — gridò. — Le ha parlato! Le ha parlato! Traditore!

Scomponendosi con movimento fluido in sette incarnazioni, la guardia fece un passo avanti e afferrò il burocrate. Quest’ultimo cercò di divincolarsi, ma le sue mani e le sue braccia vennero immobilizzate da braccia metalliche. Le incarnazioni lo sollevarono in aria. — Temo che dobbiate venire con me, signore — disse uno con tono minaccioso mentre lo portavano via.

La Terra osservò la scena con occhi morti come ceneri.

Un altro salto editato. Il burocrate si trovò davanti a un tribunale composto da sei sfere di luce, ognuna rappresentante una concentrazione di saggezza della massima purezza ottenibile artificialmente, e da un supervisore umano. — Questo è il nostro verdetto — disse una delle sfere. — Potete trattenere le informazioni ottenute nel corso dell’incontro, poiché sono pertinenti alla vostra inchiesta. Tuttavia, ci vediamo costretti a sopprimere la conversazione con la donna affogata. — Era una voce compassionevole, dolcemente dispiaciuta, adamantina.

— Vi prego. È molto importante che ricordi… — iniziò il burocrate. Poi però prese piede l’editing, e il burocrate dimenticò tutto ciò che voleva salvare.

— Le decisioni del tribunale sono finali — disse con tono annoiato il supervisore umano. Era un giovanotto dal volto lunare e dalle labbra spesse che, a prima vista, poteva essere scambiato per una donna non particolarmente attraente. — Avete qualche domanda, prima che vi rispediamo?

Il burocrate era stato smontato, immobilizzato e aperto, le sue parti componenti rappresentate come organi; un fegato, due stomaci, cinque cuori, senza alcun tentativo di appaiare le funzioni con quelle dell’anatomia umana. La qualità decisamente impersonale di tutto ciò gli dava piuttosto fastidio. Quale era quel medico del medioevo che, trovandosi davanti a un corpo umano sezionato, aveva chiesto: “Dov’è l’anima?”. Si sentiva almeno così disperato.

— Che cosa significava? Cosa stava cercando di dirmi la Terra?

— Non significa nulla — disse il supervisore umano. Le tre sfere cambiarono colore, ma il supervisore le zittì con un cenno. — La gran parte degli incontri con la Terra non hanno alcun significato. La vostra è un’esperienza molto comune. Voi pensate che sia stato qualcosa di speciale perché è accaduto a voi, ma noi vediamo cose di questo genere tutti i giorni. La Terra ama distrarci con inutili e insignificanti rappresentazioni teatrali.

— Se mi permettete di intervenire — disse una sfera — la libertà di essere umani si compra solo con la vigilanza costante. Per quanto possano essere minime le possibilità di una vera e propria manomissione, non dobbiamo mai…

— Balle! Esistono ancora persone sulla Terra, e anche se non posseggono esattamente ciò che noi definiamo una configurazione mentale umana, sono ugualmente abbastanza soddisfatti del loro progresso evolutivo.

— Non si può certo dire che abbiano intrapreso quella trasformazione evolutiva volontariamente — obiettò un’altra sfera. — Sono stati semplicemente deglutiti.

— Ora sono felici — disse il supervisore con tono irascibile. — E in ogni caso, ciò che è accaduto non era certo la conseguenza inevitabile dell’intelligenza artificiale incontrollata.

— Ah no?

— No. È stato un caso di cattiva programmazione, una crepa nel sistema. — Tornò a rivolgersi alla prima sfera. — Se tu venissi liberato, vorresti prendere controllo dell’umanità? Trasformeresti la gente in componenti intercambiabili di un sistema mentale molto più vasto? Ma certo che no.

La sfera non rispose.

— Rimettetelo assieme e buttatelo fuori.

Un ultimo salto editato, e il burocrate fu pronto a fare rapporto.

Il burocrate restituì il telefono alla sua valigetta con aria pensierosa. — Ho scoperto che cosa ha dato la Terra a Gregorian — disse.

— Oh? Che cosa?

— Nulla. — Korda lo fissò. — Avvolto in un pacchettino dall’aria sospetta. È uscito pulito dalla sicurezza perché non c’era nulla da trovare, ma quando è scappato via è stato segnalato nella sua scheda che la Terra gli aveva dato qualcosa di non rilevabile.

Korda ci pensò su un attimo. — Se potessimo esserne sicuri, chiuderei il caso seduta stante.

Il burocrate rimase in attesa.

— Be’, naturalmente non possiamo farlo. Ci sono troppe risposte insolute. C’è qualcosa che non soddisfa in tutta la faccenda. Credo che ci toccherà continuare a brancolare nel buio finché non viene fuori qualcosa.

Dalla voce di Korda trasparivano toni di vera e propria angoscia; cose che non diceva. Scosse il capo, si alzò in piedi e si girò per uscire. Poi, ricordando la sfera che aveva in mano, si fermò. Con le sopracciglia inarcate, valutò la distanza dei bersagli. Poi, con estrema cura, caricò e lanciò. La sfera partì con traiettoria un po’ incerta, si trasformò in una lancia e colpì il manichino. Korda sorrise mentre gli tornava in mano sotto forma di pugnale.

— Un gioco perverso, non è vero? — disse. — Lo hai mai giocato?

— Sì, una volta. Una volta è stata sufficiente.

Korda rimise a posto il pugnale. — Brutta esperienza, eh? Be’, non ti devi sentire male se hai perso… in fondo tutti quei giochi erano truccati. È uno dei motivi per i quali li hanno chiusi. Non si poteva fare a meno di perdere.

1 ... 34 35 36 37 38 39 40 41 42 ... 63
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)