Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
Non c’era stato bisogno di aggiungere altro. Alain aveva tirato fuori un bicchiere di fine cristallo con l’orlo decorato con lo stemma di famiglia, ed il vecchio René Garoux si era tagliato una vena del polso incidendolo con misurata attenzione ed egli stesso aveva riempito il bicchiere col fiotto vermiglio, piangendo e tremando in quel mentre. Valerie, Alain e Adrienne si erano passati il bicchiere di mano in mano, ma a finirlo sarebbe stato Damon Julian, mentre Garoux si dissanguava a morte nel suo letto.
«Begli anni abbiamo vissuto grazie a Garoux,» stava dicendo Kurt, e le sue parole richiamarono Billy la Serpe al presente, allontantanandolo dai suoi ricordi. «Ricchi, al sicuro, soli, e la città ad un tiro di schioppo, raggiungibile a piacimento. Da mangiare e da bere a volontà, e schiavi negri a servirci. E poi, una squisita sgualdrinella ogni mese.»
«Eppure tutto ciò ha avuto fine,» disse Julian con un’ombra di mestizia. «Ogni cosa deve finire, Kurt. Rimpiangi quegli anni?»
«Le cose non vanno più come una volta,» ammise Kurt. «Polvere e sporcizia ovunque, la casa in rovina, i ratti. Non per questo fremo dall’impazienza di trasferirmi di nuovo, Damon. Sparsi nel mondo non siamo mai al sicuro. Ad ogni caccia segue sempre la paura, il nascondersi, la fuga di chi è braccato. Non voglio provare di nuovo tutto questo.»
Julian gli rivolse un sorriso sardonico. «Scomodo, è vero, ma non privo di stimoli piccanti. Sei giovane, Kurt. Ricorda che ovunque dovessero perseguitarti, tu sei superiore. Li vedrai morti, e così i loro figli, e i figli dei loro figli. La proprietà dei Garoux va in rovina. Non badarci. La mandria umana manda sempre in rovina ciò che costruisce. Ho visto la stessa Roma ridursi in polvere. Solo noi continuiamo ad esistere.» Scrollò le spalle. «E non è detto che non possiamo trovare un altro René Garoux.»
«Fintantoché restiamo con te,» disse Cynthia con voce carica d’ansia. Era una donna minuta e graziosa dagli occhi castani, e da quando Julian aveva lasciato andare Valerie era divenuta la sua favorita, ma anche Billy la Serpe intuiva la caducità della sua posizione. «Quando siamo isolati l’uno dall’altro è più difficile.»
«Ciò significa che non desideri allontanarti da me?» le chiese Damon Julian, sorridendo.
«No,» fece lei. «Ti prego.» In quell’istante anche Kurt ed Armand stavano guardando Julian. Questi aveva cominciato ad allontanare da sé i suoi compagni un mese prima, e del tutto inaspettatamente. Valerie era stata la prima ad essere esiliata, com’essa stessa aveva implorato, tuttavia Julian le aveva ordinato di risalire il fiume non in compagnia del molesto Jean, bensì con il bel tenebroso, Raymond, il quale era crudele e forte e — a detta di qualcheduno — figlio dello stesso Julian. Insieme a Raymond sarebbe stata al sicuro — così quella notte aveva detto beffardamente Julian mentre Valerie s’inginocchiava dinanzi a lui. Jean era stato congedato la notte seguente, ed era partito solo. A quel punto Billy la Serpe aveva immaginato che non vi sarebbero state altre partenze, ma si era sbagliato. Qualche nuovo progetto aveva preso forma nella testa di Damon Julian, cosicché una settimana dopo era toccato a Jorge di lasciare il gruppo, poi era stato il turno di Cara e Vincent, e così di seguito, gli altri erano stati allontanati in coppia o singolarmente. E adesso, coloro che erano rimasti sapevano che nessuno di essi poteva considerarsi al sicuro.
«Ah,» disse Julian a Cynthia in tono divertito. «Beh, adesso siamo solo in cinque. Se facciamo un po’ d’attenzione e ci facciamo durare una ragazza per, beh, diciamo un mese o due, consumandola lentamente — in tal caso credo che potremmo arrivare fino all’inverno. Prima d’allora, forse, avremo ricevuto notizie da qualcuno degli altri. Staremo a vedere. Fino a tale scadenza tu potrai restare con me, mia cara, e così pure Michelle, ed anche tu, Kurt.»
Armand parve costernato. «Ed io?» esplose. «Damon, ti supplico.»
«È la sete, Armand? È per questo che tremi? Controllati. Morderai e strapperai quando saremo da quegli amici di Billy? Sai quanto mi disgusta.» Gli occhi gli si strinsero. «Sto ancora riflettendo su di te, Armand.»
Armand abbassò gli occhi sulla sua tazza vuota.
«Io resterò,» annunciò Billy la Serpe.
«Ah,» fece Damon Julian. «Naturalmente. Perbacco, Billy, come faremmo senza di te?» Il sorriso che Julian esibì in quel momento non piacque molto a Billy Tipton, ma non c’era nulla che potesse fare.
Dopo un po’ s’incamminarono verso il luogo che Billy aveva promesso di mostrare loro. La casa era fuori del Vieux Carré, nella sezione americana di New Orleans, ma vicina abbastanza da poter essere raggiunta a piedi. Damon Julian procedeva in testa, camminando a braccetto con Cynthia attraverso le strette vie illuminate a gas. Sorrideva a se stesso di un sorriso spettrale mentre osservava i balconi di ferro, i cancelli che si aprivano sui cortili con le fiaccole accese e le fontane, le lampade a gas in cima a pali di ferro. Billy la Serpe dirigeva i loro passi. Ben presto si ritrovarono in un quartiere cittadino più cupo e povero, dove le costruzioni erano di legno o di mattoni striati in disfacimento, ricavati da un impasto di gusci d’ostriche e sabbia. La rete delle condutture del gas non aveva raggiunto questa zona sebbene i lavori per l’illuminazione della città fossero durati più di vent’anni. Agli angoli delle strade delle lampade ad olio dondolavano da pesanti catene di ferro sospese diagonalmente da una parte all’altra della strada e sostenute da grossi ganci infissi nelle fiancate degli edifici. Le lampade ardevano irradiando un sensuale lucore fumoso. Julian e Cynthia s’immergevano nelle pozze luminose per poi disparire nuovamente nell’ombra, e da questa nella luce e poi ancora nell’ombra. Billy e gli altri ne seguivano i passi.
Un terzetto d’uomini sgusciò fuori da un vicolo e tagliò loro la strada. Julian li ignorò, ma uno degli uomini intravide il volto di Billy la Serpe mentre questi passava sotto una lampada. «Voi!» esclamò.
Billy la Serpe rivolse a loro il suo sguardo senza dir nulla. Erano giovani creoli, mezzi ubriachi e perciò pericolosi.
«Io vi conosco, monsieur,» disse l’uomo. Uscì dal terzetto e si avvicinò a Billy la Serpe, la faccia scura infiammata dall’alcol e dall’ira. «Vi siete dimenticato di me? Ero con Georges Montreuil il giorno in cui lo oltraggiaste alla Borsa Francese.»
Billy la Serpe lo riconobbe. «Bene, bene,» disse.
«Monsieur Montreuil sparì in una notte di giugno, dopo una serata trascorsa a giocare al St. Louis,» disse l’uomo rigidamente.
«Oh, sono davvero addolorato,» disse Billy la Serpe. «Immagino che dovette vincere troppo e lo si fece rapinare per rimediare al fastidio causato.»
«Aveva perso, monsieur. Erano settimane che continuava a perdere regolarmente. Non aveva nulla che valesse la pena rubargli. No, non credo che si sia trattato di una rapina. Credo invece che siate stato voi, Mister Tipton. Aveva preso informazioni sul vostro conto. Intendeva trattarvi da quel rifiuto che siete. Voi non siete un gentiluomo, monsieur, altrimenti vi avrei chiesto soddisfazione con un duello. Comunque, se oserete mostrare ancora il vostro brutto muso nel Vieux Carré, avete la mia parola che vi frusterò per le strade come un negro. Mi avete inteso?»
«Vi ho inteso» rispose Billy la Serpe, e sputò sullo stivale del creolo.
Questi bestemmiò e il volto sbiancò dalla rabbia. Avanzò di un passo e fece per abbrancare Billy la Serpe, ma Damon Julian si frappose tra essi e fermò l’assalto dell’uomo poggiandogli una mano sul petto. «Monsieur,» disse Julian, e la sua voce era come vino e miele. L’uomo s’arrestò, confuso. «Posso assicurarvi che Mister Tipton non ha arrecato alcun danno al vostro amico, signore.»
«Chi siete?» Seppure mezzo ottenebrato dall’ubriachezza, il creolo si accorse subito chiaramente che Julian era tutt’altra persona rispetto al rozzo Billy la Serpe; gli abiti eleganti, i bei lineanmenti, il tono garbato, tutto ciò lo distingueva come un gentiluomo. Gli occhi di Julian luccicarono insidiosamente al chiarore della lampada.