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READ-E-BOOK » Научная фантастика » L'anello intorno al sole [Ring Around the Sun - it]
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L'anello intorno al sole [Ring Around the Sun - it]

Электронная книга - «L'anello intorno al sole [Ring Around the Sun - it]». Краткое содержание книги:

Al principio sono modeste bottegucce, sparse qua e là per l’America, che vendono oggetti d’uso comune, lampadine, lamette, accendisigari. La gente passa, legge il cartellino che ne vanta la durata eterna, e sorride. Ma poi, incuriosita, entra. Il prezzo è bassissimo, perché non provare? E a migliaia, a milioni, le lampadine e le lamette eterne cominciano a diffondersi, seguite dalle automobili eterne, dalle case prefabbricate eterne, dagli indumenti eterni... Di colpo, tutto il mondo industriale si trova sull’orlo del collasso, i governi sono presi dal panico, il sistema economico internazionale sta per saltare. Chi sono i misteriosi fabbricanti? Cosa si nasconde dietro questa incredibile operazione commerciale? Un gruppo operativo segreto, formato dai massimi cervelli della politica, della scienza, dell’economia, viene incaricato di scoprire il nemico e combatterlo con qualsiasi mezzo. E questi uomini disperati, con le spalle al muro, hanno l’idea di convocare uno scrittore niente affatto celebre, che vive in campagna, e di fargli una proposta giornalistica niente affatto stravagante. Sembra un po’ poco come contromisura: non c’è libro o inchiesta che possa capovolgere la situazione, a questo punto. A meno che lo scrittore non sia affatto quello che sembra, che il suo mestiere sia soltanto una facciata, che la sua vera identità si nasconda tra le strisce colorate di una vecchia trottola che gira all’infinito, verso l’infinito, dentro l’infinito.
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C’erano una mezza dozzina di notizie in breve, semplici flashes di agenzia. Vickers cominciò a leggerle:

NEW YORK (AP) — Oggi una folla inferocita si è scatenata per la città, armata di asce e di spranghe di ferro. I dimostranti hanno fatto irruzione nei negozi dei mutanti, distruggendo le merci e fracassando arredamenti e infissi. Sembra tuttavia che nessuno si trovasse nei negozi. Un uomo è rimasto ucciso nei disordini, ma la polizia ritiene che non avesse alcun rapporto con i negozi stessi.

WASHINGTON (UP) — Una folla inferocita ha aggredito e ucciso un uomo al volante di un’auto Aeterna. La macchina è stata sfasciata.

LONDRA (INS) — Oggi le autorità governative hanno provveduto a proteggere con cordoni di poliziotti e soldati armati numerosi nuovi quartieri comprendenti diverse case prefabbricate ritenute di produzione mutante. ’Coloro che hanno acquistato tali case’, afferma il comunicato del Ministero dell’Interno che accompagna l’ordine di mobilitazione, ’le hanno comprate in buona fede, e non sono in alcun modo legati alla cospirazione. La polizia e l’esercito hanno avuto l’ordine di proteggere questi innocenti e i loro vicini da ogni possibile gesto di violenza inconsulta da parte della popolazione’.

La quarta notizia diceva:

ST. MALO, Francia (Reuters) — Oggi all’alba è stato trovato il cadavere di un uomo impiccato a un lampione. Sulla camicia era stato attaccato un cartello con la rozza scritta «Mutante».

Vickers si lasciò sfuggire il giornale dalle mani; il giornale si posò al suolo, formando una specie di tenda irregolare.

Guardò fuori dal giardino pubblico. Il traffico mattutino scorreva sulla strada a un isolato di distanza. Un bambino stava arrivando lungo un vialetto, facendo rimbalzare una palla. Alcuni piccioni planarono in cerchio tra gli alberi e si misero a zampettare tra l’erba, tubando dolcemente.

Tutto normale, pensò Vickers. Una normale mattina umana, con la gente che andava a lavorare e i bambini che giocavano, e i piccioni che zampettavano sull’erba.

Tutto normale, come durante il suo viaggio in automobile.

Era stato fortunato. La notizia aveva cominciato a circolare nella nottata, evidentemente, in quei piccoli centri. Se fosse stato in una grande città, ci sarebbe cascato in pieno.

Tutto normale… apparentemente.

Ma sotto a tutto questo scorreva un torrente di barbarie, un torrente antico e oscuro e spumeggiante che non aveva mai cessato di fluire nelle distese insondate della mente umana. Dietro a tutto, dietro la facciata della civiltà, il presente stava in agguato nella caverna, per impedire l’avvento del futuro. In agguato per assalire lui e Ann e Horton Flanders.

Grazie a Dio, nessuno aveva pensato di collegarlo all’automobile. Forse, più tardi, qualcuno l’avrebbe fatto. Forse qualcuno avrebbe appuntato ogni sospetto sull’uomo che non era uscito di corsa dal ristorante per raggiungere l’orda raccolta intorno alla macchina.

Ma per il momento era al sicuro. Per quanto tempo avrebbe continuato a essere al sicuro… be’, era un’altra faccenda.

E adesso?

Vickers rifletté

Rubare un’automobile, e continuare il suo viaggio?

Non sapeva come si facesse a rubare una macchina: probabilmente avrebbe fatto fiasco.

Ma c’era qualcosa d’altro… qualcosa che doveva fare subito.

Doveva prendere la trottola.

Perché lui l’aveva lasciata in macchina, e doveva recuperarla.

Ma perché, si domandò Vickers, lui doveva rischiare la pelle per recuperare una trottola?

Non aveva senso. Pensandoci bene, non aveva affatto senso. Eppure, sapeva che doveva farlo.

L’esortazione di Crawford a non usare l’auto non aveva avuto senso, nel momento in cui l’aveva letta. L’aveva ignorata, e si era sentito inquieto per questo, aveva capito, contro ogni logica, che sbagliava a non prenderla sul serio. E in questo caso particolare, almeno, la logica aveva avuto torto e la sua sensazione… la sua intuizione, o la sua premonizione, o quello che era… era stata esatta.

Si era domandato, questo lo ricordava, se poteva esistere un senso superiore alla logica e alla ragione, se nel proprio cervello un uomo poteva avere un’altra facoltà, una facoltà divinatoria, tale da rendere superati i vecchi strumenti della logica e della ragione. Forse era di questo che si trattava. Forse era una delle strane facoltà dei mutanti.

Forse era quel senso a dirgli, senza una vera ragione, senza alcuna base logica, che lui doveva recuperare la trottola.

29

Quando ritornò sui suoi passi, trovò che la situazione, apparentemente, si era normalizzata… per quanto fosse possibile dire così.

La strada era chiusa al traffico e i poliziotti la sorvegliavano, sebbene ce ne fosse poco bisogno, a quanto pareva, perché la folla era ordinata. L’auto stava in mezzo alla strada, dove l’aveva vista l’ultima volta, ammaccata e sfasciata, con le ruote all’aria, come una mucca morta in un campo di granoturco. I vetri a pezzi erano sparsi sull’asfalto, e scricchiolavano sotto ai piedi della gente che si muoveva. Piccole ondate di movimento percorrevano la folla, un movimento represso, continuo, fatto in parti uguali di eccitazione, di aspettativa, e di curiosità. Le ruote erano piegate, i pneumatici erano stati asportati; e la gente stava intorno a guardare.

Vickers si mescolò alla folla, avvicinandosi alla macchina sulla quale aveva viaggiato fino a poco tempo prima, inconsapevole se non attraverso quel senso precario e ancora senza nome del pericolo che correva a ogni chilometro della strada. La portiera anteriore, notò, era stata scardinata, e aperta, ed era incuneata contro l’asfalto, e c’era una vaga possibilità, si disse, che la trottola ci fosse ancora.

Se c’era, doveva escogitare un modo per recuperarla. Forse poteva inginocchiarsi per terra, fingendo di guardare incuriosito il cruscotto o i comandi. Avrebbe detto agli altri, intorno, com’era diverso il cruscotto da quello di un’automobile normale e magari avrebbe potuto infilare dentro una mano, e tirare fuori la trottola e nascondersela sotto la giacca senza che nessuno se ne accorgesse.

Si aggirò intorno al rottame, guardandolo a bocca aperta con un’aria che si augurava fosse oziosamente curiosa, e parlò un poco con gli altri, scambiando i soliti commenti banali che si scambiano con i propri vicini in una folla incuriosita e scossa da qualcosa d’insolito e inatteso.

Fece il giro, fino a quando arrivò accanto alla portiera e si accosciò, e guardò l’interno della macchina e non riuscì a vedere la trottola. Restò lì, acquattato a guardare, girando il collo, e disse a quelli che gli stavano vicino che il cruscotto era diverso e si meravigliò della sistemazione del cambio, ma intanto continuava a cercare con gli occhi la trottola.

Ma la trottola non c’era.

Vickers si rialzò e si mescolò alla folla, scrutando l’asfalto, perché poteva darsi che la trottola fosse caduta dalla macchina rotolando via. Forse era ruzzolata nella cunetta ed era rimasta lì. Cercò delle cunette, ai due lati della strada, per un buon tratto, e la trottola non c’era.

Dunque era scomparsa… scomparsa prima che lui avesse potuto metterla alla prova, e ora non avrebbe mai saputo se era in grado di portarlo nella terra incantata.

Lui c’era andato due volte, nella terra incantata: una volta da bambino e una seconda volta quando aveva passeggiato in una certa valle insieme a una ragazza che si chiamava Kathleen Preston. Aveva passeggiato insieme a lei in una valle fatata che non poteva essere stata altro che un’altra terra incantata e poi era ritornato a trovarla e si era sentito rispondere che lei se ne era andata, e si era allontanato dalla porta, aveva attraversato pesantemente il portico.

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