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Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]

Электронная книга - «Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]». Краткое содержание книги:

Vincitore del John W. Campbell Memorial Award, ambito premio statunitense riservato agli autori più promettenti, Il sogno di Lincoln (1987) è il primo romanzo importante di Conie Willis, un’autrice che si è poi segnalata con opere di tutto rispetto.
Che accadrebbe se una donna dei nostri tempi scoprisse di poter viaggiare nel tempo grazie ai suoi poteri mentali, in particolare a una specie di ponte psichico stabilito con il generale Robert Lee, il grande sconfitto della guerra civile? Da questa premessa parte un romanzo appassionante, una cruda e realistica ricostruzione della guerra civile americana e del suo mondo, ma anche un’avventura ricca di imprevisti: per esempio; che ruolo ha nella vicenda il cavallo di Lee, Traveller? E perché un uomo dei nostri glomi sembra inspiegabilmente identificarsi con lui? Lo scoprirete con Connie Willis.
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— Willie. Era il figlio che morì durante la guerra? — chiese lei.

Annuii. — Sì. Era il figlio prediletto. Lincoln a malapena riuscì a sopravvivere al dolore per la sua morte.

Entrammo in biblioteca e ci guardammo intorno alla ricerca delle biografie. Non avevo osservato bene l’edificio, la prima volta che ero venuto per cercare informazioni sul Thorazine; avevo notato che in precedenza doveva essere stato una scuola, una costruzione squadrata di tre piani costruita nei primi anni del secolo.

Avrebbe potuto essere molto bello, con le sue alte finestre a ghigliottina e i pavimenti di legno, ma aveva l’aspetto decisamente tetro. I pavimenti erano stati coperti qua e là da riquadri di linoleum e da una moquette che sembrava aver sopportato un esercito in marcia. Rigide tende macchiate erano tirate sulle finestre, di modo che l’unica luce utilizzabile era quella cruda dei tubi al neon.

Avevo passato gran parte del mio tempo a girare per biblioteche e di solito preferivo quelle un po’ vecchiotte, con gli scaffali polverosi, ai moderni “centri multimediali” di plastica e piante, ma qui non mi sarebbe dispiaciuto rintracciare una qualche modernità.

La stanza delle biografie era posta lateralmente, su per una breve scala; probabilmente si trattava di una vecchia aula, sebbene le lavagne avessero ceduto il posto agli scaffali. Appoggiai il notes sul tavolo graffiato e andai a controllare gli scaffali della L. C’erano esattamente due libri su Lincoln: l’Abramo Lincoln di Thomas e un antico libro rilegato in cuoio di un autore assolutamente sconosciuto.

Li porsi ad Annie. — Ci troviamo nel Sud, ora. Siamo fortunati ad aver trovato almeno questi due.

Lei andò verso il tavolo e io mi inginocchiai a vedere cosa c’era su Lee. Certo, eravamo nel Sud, ma la cosa non sembrava contare molto. Andai al banco e chiesi dove fosse la sezione di storia; fui indirizzato a una piccola alcova situata a metà scala rispetto alla sala consultazioni dove avevo trovato il manuale di medicina.

Dal momento che ero lì e sapevo che Annie era impegnata, colsi l’occasione per dare un’occhiata al fenobarbital. sul medesimo manuale. Diceva quello che sapevo già, che si trattava di un tranquillante che sopprime il sonno REM. I barbiturici davano assuefazione, specialmente se assunti per un lungo periodo di tempo, e forse era per quello che Richard si era tanto sconvolto sapendo di quella prescrizione, ma complessivamente si trattava di un farmaco leggero, neppure lontanamente paragonabile, come controindicazioni ed effetti collaterali, all’Elavil o tanto meno al Thorazine.

Tornai alla sezione storia. Portava la scritta “Virginiana” ed era scarsa quasi quanto la sezione biografie, il che mi sembrava strano. Fredericksburg era stata una battaglia importante, ed eravamo a un tiro di schioppo da Spotsylvania, Chancellorsville e Wilderness. Quella avrebbe dovuto essere la biblioteca principale in riferimento almeno a quelle battaglie e, dal momento che i ricercatori inevitabilmente l’avrebbero visitata, a tutto il resto della Guerra Civile.

Misi insieme ciò che trovai sulle tre battaglie sognate da Annie e le portai su nella sala biografie, La bibliotecaria, una donna dall’aspetto severo che sarebbe stata una perfetta istitutrice dal righello facile, mi gettò uno sguardo sospettoso ma non fece il tentativo di fermarmi.

Annie aveva i libri aperti davanti a sé e aveva strappato alcune pagine dal blocco per scrivere. Alzò gli occhi e sorrise quando mi sentì entrare, poi si chinò di nuovo sui libri e i capelli leggeri le ricaddero sulle guance. Mi sedetti di fronte a lei, dall’altro lato del tavolo, e mi accinsi a rintracciare qualcosa sulle modalità di riposo di Lee.

Le “ore preziose” del sonno di Lee, tra le nove e mezzanotte, non potevano dar conto dei sogni che Annie aveva avuto a notte fonda o durante il giorno, tuttavia lei mi aveva detto di aver sognato oltre il periodo cruciale solo quando aveva tentato di rimanere sveglia. E poteva darsi che Lee avesse a sua volta tentato di dormire qualche ora qua e là per recuperare le notti insonni.

Lee aveva dormito poco la notte prima di Antietam e, secondo il generale Walker che l’aveva visto in sella a Traveller a metà del guado mentre passavano le divisioni, era rimasto tutta la notte a controllare la ritirata oltre il Potomac.

La notte prima di Fredericksburg, quella stessa in cui l’aurora boreale aveva acceso il cielo e il messaggero dell’Unione era incappato nelle truppe confederate, Lee aveva tenuto i suoi aiutanti svegli a lavorare per tutto il tempo. All’alba era uscito a cavallo a ispezionare le trincee appena scavate dalle squadre di turno. In nessuno dei libri si faceva cenno a un suo riposo dopo la fine della battaglia, sebbene risultasse chiaro che le sue condizioni, dopo tutto questo, dovevano essere al limite dello stremo.

Il dottor Stone aveva detto che quando il corpo viene privato del sonno REM si prende una vendetta. Era questo che significavano i sogni? Stremato dalla tensione della battaglia e dalla mancanza di sonno, aveva forse Lee subito una “tempesta di sogni”?

Non riuscii a ricostruire una trama altrettanto evidente a Chancellorsville. Jackson era stato ferito il due di maggio e non appena l’aveva saputo Lee gli aveva scritto “Avrei preferito essere io al tuo posto”. La notizia dell’amputazione del braccio era arrivata la sera del quattro. Non si faceva cenno a un’eventuale insonnia di Lee quella notte, anche se era facile supporla, dopo una notizia del genere. Il cinque era stato detto che Jackson stava migliorando e si diceva che il generale aveva dormito bene tutta la notte, sotto una tenda da campo a Fairview.

La mattina del sette Jackson iniziò a peggiorare e nel pomeriggio era ormai preda del delirio, gridava ordini e diceva ad A.P. Hill di avanzare con la fanteria. — Fai il tuo dovere — disse al medico che gli stava somministrando mercurio e oppio. — Preparati all’azione. — La domenica proferì chiaramente, con ogni evidenza alla fine di un sogno su una battaglia: — Attraversiamo il fiume e riposiamoci sotto agli alberi — e morì.

Annie chiuse entrambi i libri che aveva davanti. — Ci sarà qualcos’altro su Lincoln? — mi chiese.

— Non lo so — risposi. — Potrebbe esserci qualcosa nella sezione consultazione, al piano di sotto.

Lei annuì e uscì, portando con sé gli appunti.

Iniziai a far scorrere le biografie di Lee, pentendomi di non aver portato con me il Freeman. Il primo libro era organizzato in modo talmente confuso che non riuscii nemmeno a trovare Chancellorsville, tanto meno riferimenti all’insonnia di Lee, ma il secondo, così vecchio da avere le pagine bordate d’oro e scritto con un tremendo linguaggio fiorito, diceva “Quando Lee ricevette la terribile nuova del rapido declino di Jackson, non avendo sortito effetto alcuno l’esperta cura dei medici, egli si volse all’estrema e miglior risorsa in tempi di tribolazione. Per tutta la notte pregò con fervore, prostrato in ginocchio, per la salvezza di Jackson.”

Era stato sveglio per un’intera notte a pregare e probabilmente aveva dormito poco e male nelle tre o quattro notti precedenti a causa della preoccupazione. Esisteva uno schema di coincidenze. In occasione di ognuno degli avvenimenti di cui Annie aveva sognato Lee era stato sveglio per diverse notti di fila. E quindi, quando finalmente era riuscito a dormire, aveva forse subito quella “tempesta di sogni” di cui il dottor Stone aveva parlato. Il medico li aveva definiti incubi, pieni di potenza. Avrebbero potuto essere potenti abbastanza da aprirsi la via attraverso i secoli, fino ad Annie? E se davvero era stato così, come mai lei li stava facendo in rapida sequenza? Jackson era morto ben cinque mesi dopo la battaglia di Fredericksburg.

Guardai l’orologio. Erano le quattro e mezzo. Impilai i libri e li riportai dabbasso. Annie era nella sezione consultazione con un grosso volume aperto davanti a sé. Probabilmente aveva trovato qualcosa, alla fine. Andai alla sezione storia e rimisi a posto i libri direttamente, evitando di consegnarli alla terribile guardiana. Sullo stesso scaffale trovai un libro su Gettysburg.

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