Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'ascesa dell'Ombra
L'ascesa dell'Ombra - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ascesa dell'Ombra

Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:

L'ascesa dell'Ombra
1 ... 272 273 274 275 276 277 278 279 280 ... 298
Перейти на страницу:

Di colpo divenne consapevole dei Trolloc morti tutti intorno a lui, come un campo nero pieno di erbacce pennute, i Myrddraal che si agitavano e rifiutavano di morire. Lentamente fece voltare Stepper. Sembrava il cortile di un mattatoio, una carneficina di progenie dell’Ombra che si estendeva per centinaia di passi in ogni direzione. Le cornacchie saltellavano sul campo e gli avvoltoi volteggiavano in cielo in una grande nuvola. Niente corvi, però. Secondo Jaim a sud era lo stesso. Poteva vedere gli avvoltoi che volavano oltre il villaggio come prova. Non abbastanza per ripagare la vita di Deselle, Adora o il piccolo Paet, o... Non abbastanza. Non sarebbe mai stato abbastanza. Nulla avrebbe mai ripagato le loro vite. Abbracciò Faile, abbastanza forte da farla sbuffare, ma quando cercò di allentare la presa Faile mise le mani sulle sue braccia, stringendolo forte per farlo restare nella stessa posizione. Lei era abbastanza.

La gente stava uscendo da Emond’s Field, Bran zoppicava e usava la lancia come bastone, Marin sorridente lo sosteneva con un braccio, Daise veniva abbracciata dal marito, Wit, Gaul e Chiad erano mano nella mano con i veli calati. Loial aveva le orecchie abbassate stancamente. Tam aveva il viso insanguinato, Flann Lewin poteva stare in piedi solo con l’aiuto della moglie, Adine. Quasi tutti erano insanguinati e bendati alla meglio. Ma uscivano in una folla che aumentava, Elam e Dav, Ewin e Aram, Eward e Candwin e Buel Dowtry Hu e Tad, gli stallieri della locanda, Ban, Tell e i Compagni che ancora cavalcavano con la bandiera. Stavolta non vide i volti mancanti, solo quelli ancora presenti. Verin e Alanna a cavallo, con Tomas e Ihvon che cavalcavano vicino a loro. Il vecchio Bili Congar agitava un boccale che certamente conteneva della birra, o meglio ancora dell’acquavite, Cenn Buie nodoso più che mai e pieno di lividi, Jac al’Seen con un braccio attorno alla moglie, i figli e le figlie che lo circondavano con i mariti e le mogli. Raen e Ha, ancora con i bambini legati dietro le schiene. Di più. Volti che non conosceva, uomini che dovevano essere di Deven Ride e delle fattorie di quelle parti. Ragazzi e ragazze che correvano fra loro ridendo.

Si aprirono a ventaglio da ogni lato, formando un grande circolo con gli uomini di Watch Hill, Faile e lui al centro. Tutti evitavano i Fade morenti, ma era come se non vedessero la progenie dell’Ombra che giaceva in terra ovunque, solo la coppia su Stepper. Guardarono in silenzio, fino a quando Perrin cominciò a diventare nervoso. Perché qualcuno non dice qualcosa? Perché ci fissano a quel modo? si chiese.

I Manti Bianchi apparvero, cavalcando lentamente fuori dal villaggio nella lunga colonna splendente allineata in quattro file, Dain Bornhald in testa con Jaret Byar. Ogni mantello bianco era splendido come se fosse stato appena lavato, ogni lancia inclinata allo stesso angolo. Si elevarono mormorii di disappunto, ma la gente si fece di lato per lasciarli entrare nel circolo.

Bornhald sollevò la mano guantata facendo fermare la colonna in un misto di scricchiolii di redini e selle, quando giunse di fronte a Perrin. «È finita, progenie dell’Ombra.» Lo stallone di Byar si agitò quasi ringhiando, ma il viso di Bornhald non cambiò e non alzò mai la voce. «I Trolloc qui hanno finito. Come concordato, ti arresto in quanto Amico delle Tenebre e assassino.»

«No!» Faile si voltò per guardare Perrin, con gli occhi furiosi. «Cosa significa, hai preso un accordo?»

Le parole di Faile furono quasi sommerse dal boato della folla. «No! No!» e «Non lo prenderete!» o «Occhidoro!»

Mantenendo lo sguardo su Bornhald, Perrin sollevò una mano e il silenzio discese lentamente. Quando tutti si calmarono, Perrin spiegò: «Ho detto che non avrei opposto resistenza se aveste aiutato.» La voce era sorprendentemente calma, ma dentro ribolliva di fredda, lenta rabbia. «Se aveste aiutato, Manti Bianchi. Dove eravate?» L’uomo non rispose.

Daise Congar si fece avanti dalla folla chiusa a cerchio assieme a Wit, che stava attaccato a lei come se non intendesse lasciarla andare nuovamente. Il braccio robusto della donna era avvolto attorno alle spalle del marito quasi allo stesso modo. Erano una strana coppia mentre la donna piantava il forcone in terra con fermezza, più alta di lui e stringendo il suo marito considerevolmente più piccolo come se intendesse proteggerlo. «Erano nel prato comune» annunciò ad alta voce «tutti allineati e seduti sui cavalli, graziosi come ragazze pronte per un ballo nel Giorno del Sole. Non si sono mai mossi. È stato quello che ci ha spinte a...» Un fiero mormorio di consenso salì dalle donne. «... Quando abbiamo visto che stavano per battervi e loro invece rimanevano lì come protuberanze sui ceppi di legno!»

Bornhald non distolse gli occhi da Perrin per un solo istante. Non batté nemmeno le palpebre. «Credi che mi sarei fidato di te?» ghignò. «Il tuo piano è fallito solamente perché sono giunti gli altri — vero? — e non puoi sostenere di averne alcun merito.» Faile cambiò posizione, senza distogliere lo sguardo dall’uomo, Perrin le appoggiò un dito sulle labbra proprio mentre stava aprendo bocca. Faile lo morse — forte — ma non disse nulla. Finalmente Bornhald iniziò ad alzare la voce. «Ti vedrò impiccato, a qualsiasi costo! Ti vedrò morto anche se il mondo dovesse bruciare!» L’ultima parte venne pronunciata gridando. Byar snudò la spada dal fodero, un imponente Manto Bianco alle sue spalle — Farran, Perrin pensava fosse il suo nome — fece lo stesso, con un sorriso compiaciuto invece che con il ringhio di Byar.

Si immobilizzarono al clangore delle faretre che si spostavano mentre venivano incoccate le frecce e gli archi si sollevavano tutto intorno al circolo, con le impennature tese vicino alle orecchie e ogni punta contro i Manti Bianchi. Per tutta la lunghezza della colonna le selle scricchiolarono mentre gli uomini cambiavano posizione a disagio. Bornhald non mostrava alcun segno di paura e nemmeno ne emanava l’odore, solo odio. Fece scorrere gli occhi quasi febbricitanti sulla gente dei Fiumi Gemelli che circondava i suoi uomini e di nuovo su Perrin, roventi e colmi di odio.

Perrin fece cenno di abbassare le armi, e con riluttanza la tensione venne rilasciata dalle corde degli archi, che si abbassarono lentamente. «Non avete voluto aiutare.» La voce era fredda come il ferro e dura come un’incudine. «Da quando siete arrivati ai Fiumi Gemelli l’aiuto che avete offerto è stato quasi casuale. Non vi è mai importato veramente se la gente bruciava e veniva uccisa, purché si potesse trovare qualcuno da chiamare Amico delle Tenebre.» Bornhald rabbrividì, anche se gli occhi erano ancora infuocati. «Adesso è giunto il momento che ve andiate. Non solo da Emond’s Field. È giunto il momento che riuniate tutti i Manti Bianchi e lasciate i Fiumi Gemelli, adesso, Bornhald. Andrete via adesso.»

«Un giorno ti vedrò impiccato» mormorò Bornhald. Fece un gesto alla colonna di seguirlo e spronò in avanti il cavallo come se intendesse travolgere Perrin.

Perrin fece scansare Stepper di lato, voleva che questi uomini andassero via, non voleva altre uccisioni. Lascia pure che l’uomo abbia l’ultimo gesto di disprezzo.

Bornhald non voltò mai il capo, ma Byar dal viso incavato fissò Perrin in un silenzio carico di odio, e Farran sembrò guardarlo in qualche modo con rimpianto. Gli altri mantennero lo sguardo davanti a loro mentre passavano fra gli scricchiolii e lo scalpiccio dei cavalli. Silenziosamente il cerchio si aprì e li lasciò passare, diretti verso nord.

Un gruppo di dieci o dodici uomini si avvicinò a piedi a Perrin, alcuni indossavano delle parti scompagnate di vecchie armature, quando gli ultimi Manti Bianchi andarono via. Non li riconobbe. Un tipo dal viso raggrinzito con il naso largo sembrava essere il loro capo, i capelli radi erano bianchi e una cotta di maglia arrugginita lo copriva fino alle ginocchia, ma il colletto della giubba da contadino spuntava dal collo. Si inchinò goffamente sopra all’arco. «Jerinvar Barstere, mio lord Perrin. Mi chiamano Jer.» Parlò velocemente, quasi avesse paura di essere interrotto. «Chiedo scusa per averti disturbato. Alcuni di noi si accerteranno che i Manti Bianchi vadano via, se va bene per te. Molti vogliono andare a casa, anche se non possiamo arrivare lì prima di notte. Ci sono altrettanti Manti Bianchi a Watch Hill, ma non verranno. Hanno ordine di resistere, dicono. Un mucchio di idioti, se vuoi saperlo e noi siamo più che stanchi di averli intorno a ficcanasare nelle case della gente, cercando di costringerti ad accusare il tuo vicino di qualcosa. Vedremo che se ne vadano, se per te va bene.» Rivolse a Faile un’occhiata sconcertata, abbassando il grande mento, ma il flusso di parole non si fermò. «Chiedo scusa, mia signora Faile. Non intendevo disturbare te e il tuo lord. Volevo solo che sapesse che siamo con lui. Hai una bella donna, mio lord. Una bella donna. Senza offesa intendo, mia signora. Be’, abbiamo ancora la luce del giorno e parlare non porta al riparo nessuna pecora. Chiedo scusa per averti disturbato, mio lord Perrin. Chiedo scusa, mia signora Faile.» Si inchinò nuovamente, imitato dagli altri, e andarono via di corsa con lui che li guidava, mormorando: «Non abbiamo tempo di disturbare il lord e la sua lady. C’è altro lavoro da fare.»

1 ... 272 273 274 275 276 277 278 279 280 ... 298
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)