Maestro del passato [Past Master - it]
- Автор: Лафферти Рафаэль Алоизиус
- Год: 1972
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:
«Ma ce ne sono più d’uno che vogliono farti la serenata! Tu devi essere molto vecchia! Molto vecchia! Vedo che Carlo 112 si agita per te. Tu sei Stefania, la regina dagli occhi verdi! Ma Carlo 205 sta anche lui scampanellando, agitandosi nella sua nicchia. Per cui, tu sei anche la regina Brigida ! E Carlo 315 è felice perché tu sei qui. Tu sei allora la regina Candy Mae ! Com’è possibile che tu sia tutte loro? Io ti ho chiamata bambina demonio e con ragione. Ma loro, invece, ti amano tutti! »
— Vorrei che fosse vero — disse Evita. — Ma avrai anche notato che Carlo 313 ha girato la faccia al muro. Povero Carlo! è stato tutto un equivoco, Carlo, proprio così. Ed eccone altri due che schiamazzano, non certo di felicità. Sono stata tante volte una buona regina, e altrettante volte sono stata una regina cattiva. Ritorno spesso a Goslar, a rinnovare me stessa. Sono stata un mucchio di regine.
— E allora devi esserlo ancora una volta! — pianse Carlo. — Il prete Oddopter ci sposerà subito.
— Oh, no, i miei giorni come regina sono finiti. Sto impegnando tutta me stessa in questa avventura con Thomas e lo seguirò per parecchi mesi, finché il mio impegno cesserà con la sua morte. Dubito che tu sarai ancora vivo a quell’epoca, Carlo, comunque verrò a controllare.
I teschi erano uno spettacolo imponente nelle loro nicchie, lungo la rozza parete. Non tutti i seicentoundici si trovavano li. In realtà ce n’erano tredici di meno, e le loro nicchie vuote spiccavano. Questi erano gli imperatori precipitati dalle vette più alte in abissi profondi, o bruciati al punto che neppure le ossa erano state recuperate, o morti in qualche altro modo maciullante per mano degli Assassini programmati. Ma la stragrande maggioranza era lì: la biblioteca memonica dell’epopea orale della grande dinastia.
— Più di uno, tra voi che siete giunti qui, è un taibhse — disse Carlo. — Io sono Imperatore e perciò ho l’intuito di queste cose. Maxwell abbandona dietro di sé dei corpi, e Thomas, invece, delle teste. Evita è vissuta troppo a lungo per essere così giovane, e questo è il caso che mi riesce più incomprensibile. Come ti è possibile, bambina dal cuore tenebroso?
— Non ti hanno insegnato nulla all’Università, Carlo, ragazzo mio? — gli chiese Evita. — Da più di duecento anni è possibile prolungare la vita, su Astrobia. Dicono che la cosa non sia stata ancora provata in via definitiva, ma negli ultimi duecento anni hanno compiuto un mucchio di esperimenti, e io sono uno di questi esperimenti. Ma chi vuole vivere così a lungo? ci si chiede. Nove persone su dieci, su Astrobia, chiedono di essere eliminate molto prima che la loro vita normale sia giunta al termine. Trovano che la vita li stanca troppo… Il cosiddetto popolo dorato! Al diavolo, io no di certo. Più si porta all’estremo la perfezione, più questa perfezione ci sazia. Ho detto a Thomas, il Santo, che è questo, e non Cathead, o il Barrio, o la ribellione nelle terre incolte, il male di Astrobia. La gente è talmente esausta di vivere in un mondo perfetto, che chiede di essere eliminata, ogni anno, a un’età più giovane. Molti lo chiedono quando sono ancora fanciulli. Cosa c’è di perfetto in una vita che la gente si rifiuta sempre più di vivere?
— Ho dimenticato la tua leggenda, bambina demonio — disse l’imperatore Carlo, — anche se sono sicuro di averla imparata quando ho studiato le leggende di Astrobia, a scuola. Non c’è forse una frase, nella tua leggenda, che dice «Andare all’inferno dentro un cesto? »
— Sì, c’è infatti, Carlo, ragazzo mio. Avevo dei metodi ingenui, e dirigevo la mia rivolta su obiettivi ingenui — dichiarò Evita. — I miei maestri dicevano che l’inferno non esisteva, e neppure il Demonio, e questo mi faceva arrabbiare. Sapevo che si sbagliavano: avevo una certa conoscenza personale di entrambi. Dicevano che non esisteva il peccato. In particolare affermavano che i fanciulli erano incapaci di commettere peccati mortali, e sapevo che in questo si sbagliavano peccaminosamente.
«Perciò decisi di andare all’inferno, per dimostrare che si sbagliavano. Decisi di trovare il Demonio. Quello che incontrai per primo fu il vecchio scienziato demoniaco delle leggende, un uomo artificioso al punto di essere una caricatura di se stesso. E tuttavia era un vero scienziato e un vero figlio del Demonio. Mi associai a lui, mi donò la lunga vita e mi introdusse ad alcuni aspetti del male. Fui uno dei primi esperimenti di longevità che diedero dei risultati positivi. È necessaria una tremenda energia psichica e fisica, perché la cosa funzioni, e io la possedevo. A quell’epoca pensavo che lui fosse il Demonio in persona, e che io fossi Faustia, che aveva stretto un patto col Demonio.
«Bene, lui conosceva perfettamente la sua biologia, e mi diede quello che volevo. Oggi, non c’è più una grande richiesta. “Eterna giovinezza? E chi se ne fa niente?” dicono ridendo. Ma io volli averla, e la voglio ancora oggi. L’ho avuta per secoli… Ah, Thomas, il Santo, e gli altri sorridono, loro non credono alla mia leggenda. Non crederebbero a una leggenda neppure se la vedessero in carne ed ossa, di fronte a sé.»
— Passerotto, tu non hai ancora vent’anni — esclamò Thomas.
— Caro Thomas, ne ho più di duecento — ribatté Evita. — Bene, ho commesso tutti gli abominii che erano di moda al tempo della mia ricerca dell’inferno. Ho goduto della fornicazione, dell’orgoglio, della perfidia, del disprezzo intellettuale. Ma non ho trovato subito l’inferno.
«C’è un’altra leggenda che narra di un ragazzo che girò tutto il mondo per trovare la sua casa. E la prima volta che la vide, subito la riconobbe. È a me che è successo: ho trovato l’inferno. La Dorata Astrobia, il suo Ideale sono l’inferno. L’inferno non mi piace, non mi piacerà mai, ma esiste! »
— Ma la Dorata Astrobia è perfetta, mia cara donna bambina — insisté Thomas. — È l’insieme di tutte le perfezioni divenute un’unica perfezione.
— Sicuro che lo è, mio caro Thomas. L’hanno confezionata in un elegante pacchetto, annodandolo con un nastro dorato. Ero stata ingannata da insegnanti bugiardi che usano certe parole soltanto per significare il contrario, Thomas, e lo sei stato anche tu: dovresti essere abbastanza intelligente per capirlo. Bene, lascia pure che usino le parole che vogliono e nel modo che vogliono! Lascia pure che chiamino le cose come loro aggrada di più. Se Cathead e il Barrio sono l’inferno, allora io sono per l’inferno, finché non ne troverò un altro ancora migliore! Ma non sono pronta ad accettare un inferno così definitivo come l’Ideale della Dorata Astrobia. È una stretta mortale! Spegne via le anime con un soffio come tante candele messe in fila!
C’erano file di candele, lì nell’immensa baracca, o per lo meno dovevano essere pezzi di grasso a forma di candela, lì nella grande stanza dove potevano dormire anche venti persone, e che era palazzo reale, osteria, e centro per il commercio delle pelli, e le candele ogni tanto si spegnevano, perché c’erano molte fessure e fuori s’era alzato il vento.
Un uomo entrò.
— Gli spettri sono di cattivo umore questa notte, Imperatore — annunciò l’uomo. — Hanno appena divorato tutta la carne di mia moglie, lasciando solo le ossa.
— Bene, sto lavorando a un incantesimo regale da usare contro di essi, ma non ha ancora una forma definitiva — disse l’imperatore Carlo 612. — Si afferma che i teschi dei vecchi imperatori dovrebbero darmi l’ispirazione, ma fino a questo momento ne ho ricavato soltanto un mucchio d’informazioni sconnesse. Immagino che per questa notte dovremo lasciarli con il loro cattivo umore, gli spettri.