Maestro del passato [Past Master - it]
- Автор: Лафферти Рафаэль Алоизиус
- Год: 1972
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:
Anche Thomas, per scettico che fosse diventato, senti lo stimolo della fede risvegliarsi in lui. Era un mattino miracolosamente bello: perché dunque non credere, almeno per un po’, a un miracolo? Come lui stesso diceva, Thomas riscopriva spesso, la mattina e per qualche minuto, la sua fede.
— Qui a Goslar — spiegò il monaco a Thomas, dopo la messa, — hanno gettato le basi di un regno simbolico, finché il vero regno sarà riscoperto e la paralisi dorata sarà trascorsa. Felice morte a te, caro Thomas.
— Fai troppo presto ad augurare una felice morte alla gente — ribatté Thomas. — Anche la tua messa di questa mattina, «Per quelli fra i presenti che moriranno in questo giorno»! E una messa da rivolgere al mondo, e non alla piccola Goslar dove gli abitanti sono meno di cento ed è molto improbabile che qualcuno muoia proprio oggi.
— Era rivolta al tuo gruppo e a me stesso. Molti di noi moriranno, oggi. Se non ne fossi stato sicuro, avrei detto un’altra messa. Anche il negromante afferma che molti di noi che ci recheremo sulla montagna oggi moriranno.
— è stata una cosa molto carina, anzi, un mucchio di cose carine — disse Thomas, mentre la sua fede del primo mattino cominciava a dileguarsi. — Da bambino la vivevo, e da giovanotto la rispettavo ancora. Adesso, nella maturità, la chiamo «La più nobile di tutte le superstizioni». La Chiesa è vissuta molto a lungo e sembra, secondo la Storia, che per somma ironia io stesso sia stato di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza. A quanto so, nell’Astrobia civile essa è morta nella vergogna; credo che morirà, in pace e senza nuocere a nessuno, anche qui nelle terre incolte.
— Tu che sei destinato a morire entro quest’anno, Thomas, sappi che non morirà affatto. E sappi inoltre che nulla muore in pace nelle terre incolte. Qualsiasi cosa, qui, quando viene minacciata di morte, urla e si difende fino alla fine, e poi ritorna in vita, ancora e ancora. Il più miserabile dei serpenti lotta contro la morte fino all’ultimo, qui nelle terre incolte; credi che le cose sublimi siano da meno? In questo luogo niente giace quietamente in attesa della morte. Ma perché hai tanta paura di lasciarti cogliere dalla superstizione? Non è forse una tua superstizione quella di scalare le montagne?
— Forse lo è, monaco verde. La sento come una spinta irresistibile dentro di me; devo farlo. È l’unica cosa che rimprovero ai cittadini della Dorata Astrobia: non hanno mai levato gli occhi alla montagna. è come se fossero ciechi, a questo riguardo, ma dobbiamo ritenerlo un errore? Immagina che tutti, al mondo, siano ciechi ai colori, eccettuati pochi bambini. Il problema di Astrobia è simile a questo: nel suo caso, il poter vedere i colori ha importanza solo per i bambini. Che interesse ci può essere nel guardare un mucchio di rocce? Lascerò perdere tutte queste bambinate quando sarò Presidente del Mondo, ma oggi la montagna mi attira come un’esca tra le più appetitose.
— Faremo bene a incamminarci, caro Thomas — disse Rimrock, l’ansel. — Io salirò su per la montagna lungo una via d’acqua che conosco, che scorre dentro di essa, fino alla sorgente principale. È una montagna piena d’acqua. Copperhead sarà in cima alla montagna prima di te, e giunto lassù eseguirà alcune abominazioni. E poi se ne andrà. Anche oggi vi sgombreremo la strada.
— Ma non servirà a molto. Molti di voi moriranno ugualmente sulla montagna — replicò Copperhead, il negromante. Ed entrambi se ne andarono.
— Vuoi che ti uccida quell’affare, Scrivener, che adesso è giù nel box delle macchine? — domandò l’imperatore Carlo 612.
— Naturalmente no — rispose Thomas, bruscamente. — Ridammelo. è un mio consigliere, fa parte del mio gruppo. è stato uno scherzo crudele quello di rinchiuderlo nel box, ieri sera. Certe libertà che amano prendersi i potenti mi sono sempre sembrate di pessimo gusto.
— Ma è una macchina, non un uomo — insistette l’imperatore, — e come tale, anche se non lo sa, ha una trasmittente nella testa. Funziona a sua insaputa sia quando dorme, sia quando è sveglio. è il segnale d’identificazione e qualsiasi Programmato (anche quelli che sono per nove decimi umani) ha il suo. è grazie a questo segnale che gli Assassini programmati riescono a inseguirti così facilmente. è un suicidio dare la scalata alla montagna, e tu lo sai, Thomas. Gli Assassini programmati circonderanno il pinnacolo e vi prenderanno in trappola tutti.
— Non mi preoccupano affatto — disse Thomas. — Io sono un caso speciale e non posso morire finché il mio tempo non sia arrivato.
— Ah, ma uccideranno altri membri del gruppo. Promettimi solo una cosa: al momento giusto ucciderai Scrivener e lo scaraventerai in un burrone; così, mentre gli Assassini lo inseguiranno scambiandolo per te, tu completerai la scalata alla montagna.
— No, non getterò uno del mio gruppo ai Mastini. Scaleremo la montagna come se gli Assassini non esistessero. E per me già non esistono.
— Ti ripeto che uccideranno i membri del tuo gruppo, Thomas. E molti di essi, in un certo senso, sono cittadini del mio regno. Ti considero responsabile delle loro vite.
— Tu non considerarmi responsabile di niente, Carlo. Sei soltanto un ragazzetto imberbe che gioca tra le immondizie. Si, immagino che alcuni membri del mio gruppo saranno uccisi dagli Assassini. Accada pure. Sarà una purificazione, una selezione. Quelli che moriranno saranno quelli che meritano di morire. Io stesso non tradirò l’Ideale: mi inciderò il motto sul petto. Gli Assassini colpiscono soltanto quelli che rappresentano un pericolo per la vita dorata di Astrobia…
«Li ucciderei io stesso, se riuscissi a capire chi sono! Che gli Assassini siano i benvenuti: sembra che finora non abbiano capito il mio ruolo e i miei scopi, ma qualcosa impedisce loro di uccidermi, quando siamo faccia a faccia. Se qualcuno del mio gruppo è nemico del grande Ideale di Astrobia, che allora muoia!»
— Ti espello da questo regno, Thomas More! — urlò all’improvviso il giovane imperatore. — Tu sei più meccanico di una macchina, sei una marionetta che ha cessato di essere un uomo! Come puoi essere fedele a un ideale, se sei pronto a vendere i tuoi sostenitori e i tuoi fratelli agli Assassini? Credevo che tu fossi un uomo, mentre sei soltanto un manichino. La tua porzione umana è rimasta in quel Passato dal quale ti hanno tolto. La tua puzza fa rivoltare le mie paludi e i miei boschi! Prendi con te la tua macchina e i tuoi codardi, e vattene! Vediamo se i veri uomini ti seguono.
«Come? Sono sbalordito! Tu lo segui, bambina demonio? Ma è assolutamente privo di valore, non te ne sei accorta?»
— Si, vado con lui, Carlo 612, anche se tu non puoi capirlo — disse Evita. — Non è completamente privo di valore, o almeno, non continuerà ad esserlo. Sì, ora è come un pezzo di metallo ottuso che non serve neppure a farci una lama di coltello. Ma servirà a qualcos’altro. Ho seguito altri, peggiori di lui, fino alla fine, e la sua fine non è lontana, adesso.
— Non certo qui, nelle terre incolte, e neppure a Goslar — esclamò l’imperatore. — Ma voi, fermatevi, aspettate! Come potete fare un errore così grossolano? Paul, Oddopter, anche voi andate con lui… Perché? perché? Anche voi avete sentito che si proclamava dalla parte delle Cose, rifiutando di essere un uomo.
— E io ho sentito i rintocchi di campane lontane, e ho visto un mondo sorgere sotto il segno della testa che cade, Carlo — replicò il monaco, tranquillamente. — Credimi, la cosa è molto più importante di quanto sembri. Oggi è mio dovere accompagnarmi a questa pecorella smarrita. Lui è l’ariete lanoso dal doppio segno. Le Scritture parlano di lui. E dev’essere salvato, non per se stesso, ma a causa di quel doppio segno.