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Maestro del passato [Past Master - it]

Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:

Il “migliore dei mondi possibili” è Astrobia, pianeta costruito sul modello dell’Utopia, dove agi e ricchezze sono a disposizione di chi li vuole. Ma proprio quando il sogno sta per realizzarsi ecco scoppiare una crisi inspiegabile: perché la gente volta le spalle al benessere e sceglie di vivere nel pericolo, negli stenti? I capi di Astrobia non lo sanno, e decidono di chiedere aiuto al passato, cercando nella Storia un leader che possa salvare la loro civiltà perfetta. Inizia così uno dei romanzi più ironici e profondi degli ultimi anni. Un’opera inesauribile, allegorica e umana, che mostra realtà e sogno, mostri e astronavi, assassini meccanici e individui programmati. Un futuro di paria e di dominatori, dove il sublime si alterna al mediocre e dove sovrastano sulla scena figure misteriose: il Rimrock, la creatura oceanica, Evita, la strega bambina, e soprattutto il fondatore e insieme il più grande avversario dell’Utopia: Thomas More, il “Maestro del passato”. Nominato per il premio Hugo in 1969.
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— Siete tutti degli sciocchi — brontolò Thomas, scosso, e tuttavia inebriato dall’odore del sangue. — È contro natura e satanico quanto è avvenuto qui, e voi ne gioite! E la donna bambina, si è ammattita del tutto?

— è posseduta — disse il monaco. Evita era quasi completamente scomparsa nel cavernoso cervello dell’idra demonio. Se ne stava gioiosamente saziando.

— Si è già accompagnata al Demonio quando questi ha assunto altre forme — dichiarò il monaco. — C’è una strana tensione, fatta di odio, tra i due. Non ho mai partecipato all’uccisione di un mostro demonio in compagnia della bambina, prima d’oggi, ma ne ho sentito parlare. A volte diventa una vera selvaggia.

— Ma voi credete nell’esistenza del Demonio, qui nelle terre incolte? — chiese Thomas, mentre Evita incominciava a uscire dal mostro.

— Che strano tipo sei, Thomas! — esclamò padre Oddopter, stupito. — Ci hai visto con i tuoi occhi mentre uccidevamo il Demonio, e ci chiedi se esiste! Non credi forse ai tuoi occhi? Pensi che questa sia una creatura come tutte le altre?

— Non è come tutte le altre, questo è certo — disse Thomas, in tono poco convinto, come se stesse difendendo una causa persa in tribunale, — ma, per definizione, essa rientra nell’ordine dei fenomeni naturali, dal momento che un altro ordine di fenomeni non esiste.

— Thomas, Thomas, non puoi vincere in questo gioco, neppure quando ti fai le regole da solo.

— Posso capire che un ignorante, un superstizioso…

— No, no, caro Thomas. Guarda! Scrivener l’ignorante e Slider il superstizioso sono rimasti sbalorditi dalla violenza della cosa, e tremano ancora. Ma non ci credono.

«Maxwell, l’ignorante a metà, trema anche lui, ma ci crede soltanto per metà. Noi che invece sappiamo, crediamo in quello che vediamo e che sentiamo: cioè di avere attirato il Demonio fuori della sua tana e di averlo ucciso. Tu non ci credi? »

— Io non ci credo — dichiarò Thomas, ma non si sentiva del tutto tranquillo. — Vi dedicate a svaghi dissennati: è solo un piacere violento, sanguinario, estremamente pericoloso.

Evita era finalmente riemersa dall’occhio del mostro, luccicante di sangue, e aveva tra le braccia una parte del cervello del Demonio. Aveva i capelli scompigliati e gli occhi di una pazza.

E poi, in un attimo, sembrò che nulla le fosse accaduto. La violenta passione che l’agitava scomparve, e niente sembrò più possederla, tutto con la stessa facilità con cui sarebbe balzata giù da un albero. Ammiccò a Thomas e scoppiò in una risata squillante.

— Avevo in mente di sedurti in un modo diverso — disse, con voce soffocata, — ma adesso ho deciso di sedurre la tua mente e le tue convinzioni. Carnalmente, ti brucerei troppo presto e farei friggere tutto il tuo grasso, Thomas. E insieme al grasso, il tuo cervello. Ahimè! Un saggio troppo ignorante per credere nel Demonio!

Non fate mai le cervella di Demonio? Dovreste farle, ne vale la pena. Paul e il monaco si occuparono di cucinarle. Le avvolsero in una palla di fango e le adagiarono su un fuoco scoppiettante, subito acceso ed estremamente caldo, di viticci oleosi. Questi bruciarono sviluppando un calore tremendo e una nuvola di fumo soffocante, a causa dell’acqua contenuta in essi, che sfrigolava nell’olio. Il tutto emanava una luce simile a quella del sodio. Lasciarono che il cervello si arrostisse per un’ora, poi la palla di fango si spaccò di colpo con un tonfo simile a un’esplosione. C’era nell’aria un odore di zolfo. Tutto era pronto.

In questi casi, una pietanza vi piace o non vi piace.

Scrivener e Slider non vollero saperne.

Maxwell dovette fare uno sforzo di volontà: — Dopo tutto — si disse, — sono solo cervella di pesce. Il resto sono scherzi della gente ignorante di questi luoghi. — Ma a mano a mano che mangiava trovava le cervella sempre più appetitose.

Thomas le assaggiò di cattivo umore, e solo per curiosità. Ma subito le trovò deliziose e le definì uno dei piatti più squisiti e saporiti di tutti i tempi. E le cervella ben presto furono parte di lui. Ah, lo zolfo e il sale gli sarebbero serviti quando per lui fosse venuta l’ora cruciale. Mangiando il cervello di quel suo nemico, avrebbe sempre avuto un certo controllo su di lui.

Le cervella d’idra si potevano anche assaggiare in alcuni locali alla moda di Cosmopoli, ma costavano cinquanta stoimenof d’or al chilogrammo. Il prezzo era alto, laggiù, e la qualità delle cervella era bassa; qualcosa del vecchio Diavolo si perdeva sempre, nel trasporto e nella preparazione.

Qui, invece, erano nelle loro condizioni migliori, mangiate fresche, chilogrammo dopo chilogrammo, fino a saziarsene. Non c’era bisogno di condimenti. Il sale e lo zolfo c’erano già dentro.

Chi ride? Chi ride? Solo un negromante può ridere così. Era Walter Copperhead che usciva dalla giungla, con occhi soltanto per l’idra. Lui aveva saputo, naturalmente, l’ora e il luogo esatti dove l’idra sarebbe stata uccisa. Avrebbe potuto estrarne le budella, tentando di risolvere i suoi enigmi, come un antico aruspice.

E infatti lo era.

Si fabbricò una specie di carrucola con le liane della giungla, curvando rami e tendendo arbusti. Lavorò finché non riuscì a sollevare il mostro e a togliergli le budella. Gli altri componenti del gruppo si allontanarono di qualche passo e lo lasciarono solo con i visceri fumanti del mostro. Quello che Walter Copperhead doveva fare, era una questione privata.

S’incamminarono di nuovo dopo aver passato un’ora o due in una di quelle piacevoli conversazioni che seguono sempre un buon pasto. Padre Oddopter dalla tonaca verde li segui. Non aveva una dimora fissa: era una regola del suo ordine, quella appunto di non appoggiare mai la testa nello stesso luogo per due notti di seguito. Incontrarono altri cacciatori e altri pescatori. Incontrarono anche un gruppo che stava tirando fuori dall’acqua e uccidendo degli ansel. Questo lasciò Thomas perplesso.

Rimrock, l’ansel, possedeva un intelletto e quindi era umano. Ma quegli ansel, Thomas se ne accorse subito, erano sprovvisti d’intelletto, e non erano affatto umani. Nella pratica la differenza era assai evidente, ma in teoria non lo era affatto. Thomas fu sorpreso di non provare alcuna ripugnanza nel constatare che venivano uccisi. E neppure esitò, poi, a mangiarne dei pezzi tagliati di fresco che gli furono offerti.

Perciò, era perplesso.

— C’è una domanda che non so come formulare — disse infine, rivolto a Paul. — Rimrock, l’ansel, mangerebbe carne di ansel?

— Lo farebbe e lo ha già fatto — rispose Paul. — Ma non ci va pazzo. Dice che il sapore non è poi gran che. Un ansel non ha bisogno di carne di ansel nella sua dieta. Ma non prova ripugnanza a mangiarne. E un ansel che abbia superato un certo stadio diventa una creatura completamente diversa da un ansel primitivo. Non so come faccia ad assumere queste nuove caratteristiche immateriali, ma tutti gli animali si accorgono della differenza. Un luporrendo, per esempio, può mangiare un ansel primitivo con facilità, come mangerebbe una lepre pellegrina. Mangerebbe anche un ansel trasfigurato, o anche un uomo; ma proverebbe ripugnanza a farlo. C’è differenza tra una preda naturale e una trascendente, e i divoratori di carne lo sanno. è risaputo che tutti gli animali rimangono turbati dopo aver divorato un uomo, e Rimrock, sotto questo aspetto, è un uomo.

— Gli aspetti teologici della cosa sono impossibili — dichiarò il monaco. — Non è possibile che una creatura, già nel pieno della sua esistenza, riceva a un certo istante un’anima e un’intelligenza. Tuttavia è proprio quello che sembra accadere ad alcuni ansel eccezionali. Ho parlato col vostro amico Rimrock proprio oggi. L’avevo visto pochi minuti prima d’incontrarmi con voi.

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