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Maestro del passato [Past Master - it]

Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:

Il “migliore dei mondi possibili” è Astrobia, pianeta costruito sul modello dell’Utopia, dove agi e ricchezze sono a disposizione di chi li vuole. Ma proprio quando il sogno sta per realizzarsi ecco scoppiare una crisi inspiegabile: perché la gente volta le spalle al benessere e sceglie di vivere nel pericolo, negli stenti? I capi di Astrobia non lo sanno, e decidono di chiedere aiuto al passato, cercando nella Storia un leader che possa salvare la loro civiltà perfetta. Inizia così uno dei romanzi più ironici e profondi degli ultimi anni. Un’opera inesauribile, allegorica e umana, che mostra realtà e sogno, mostri e astronavi, assassini meccanici e individui programmati. Un futuro di paria e di dominatori, dove il sublime si alterna al mediocre e dove sovrastano sulla scena figure misteriose: il Rimrock, la creatura oceanica, Evita, la strega bambina, e soprattutto il fondatore e insieme il più grande avversario dell’Utopia: Thomas More, il “Maestro del passato”. Nominato per il premio Hugo in 1969.
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«La moralità della Dorata Astrobia è qualcosa di abissale, se la paragoniamo ai modelli del passato, ma questi sono ancora validi? Sulla Vecchia Terra esisteva una cosa chiamata schiavitù. Qui da noi non la chiamiamo così, ma esiste lo stesso. È diventata l’istinto di trovarci un posto nell’alveare dorato. Cercate di liberarvene! Cercare di disporre della vostra libertà!… e avrete a che fare coi regolamenti che ci circondano da ogni parte.

«Quelli che una volta erano definiti piaceri contro natura sono qui accettati da tutti: sono universali. Forse non siamo poi così mal ridotti. Thomas dapprima ha creduto che lo fossimo; ora è convinto invece che siamo in perfetta forma. È un saggio, e ci studia; si sta chiedendo perché lo abbiamo mandato a chiamare. Ma se siamo davvero così in forma, è ancora la forma dell’uomo? Quando noi stessi non riusciamo più a distinguere quello che c’è di artificiale in noi, allora è da mettere in dubbio la nostra natura di uomini.

«Quando gli Assassini mi inseguono, allora sento di avvicinarmi a una qualche verità. Ma quando si dimenticano di me, so di essere ritornato alla trivialità di ogni giorno.

«Walter Copperhead, che predice il futuro, dice che io e Scrivener ci scambieremo corpo e anima, quando per noi sarà arrivato l’ultimo giorno… Io dico di no. Com’è possibile scambiarci l’anima? Lui non ce l’ha.»

Slider era un giovane magro, pallido e ombroso. Parlava molto seriamente e sentì che tutti lo stavano deridendo. Lo facevano sempre. Anche Thomas rideva in silenzio, mentre ascoltava questa tiritera. Conosceva già da tempo i giovani come lui.

Quanto a Slider, egli, sapendo chi fosse Thomas, si era aspettato qualcosa di meglio da lui. Rimase sorpreso da quell’apparente mancanza di approfondimento. Si propose di supplirvi, ed era la propria profonda insufficienza a spingerlo.

Ascoltate Scrivener:

— Sarei pronto a gridare il mio entusiasmo per tutte le cose di Astrobia, se l’entusiasmo facesse parte del carattere della gente di Astrobia. Ma non ne fa parte! Non deve! Noi siamo le prime creature che hanno raggiunto la maturità, e l’entusiasmo non fa parte di noi. Su Astrobia, abbiamo edificato il mondo perfetto. Questa perfezione, forse, sarebbe stata la giusta conclusione di tutto, ma non è stato così. Sul nostro mondo si è diffusa un’infezione, un cancro maligno. «Tagliamolo! » si dice dovunque, ma per qualche ragione esitiamo a farlo.

«Slider fa parte di quel cancro. Egli ha dei dubbi, i dubbi sono l’intima essenza del nostro nemico. E più che naturale che noi non siamo le genti, o il mondo! Noi siamo al di là di essi. Naturalmente non ci è mai stata fatta alcuna promessa. Siamo noi che promettiamo a noi stessi, poiché non c’è nessuno al di sopra di noi che possa farlo. Fino a qual punto è mutata la popolazione di Astrobia? è qualcosa che comincia dalle radici e raggiunge la vetta, e così dev’essere. Naturalmente noi non abbiamo più le sembianze dell’uomo. L’umanità è stata soltanto un periodo goffo e impacciato dell’infanzia della nostra specie: è meglio dimenticarla. Amputeremo anche l’ultimo difetto che ci affligge, e arriveremo quindi alla realizzazione finale e all’annullamento.

«Gli Assassini non m’inseguono: perché mai dovrebbero farlo? Anch’io sono della loro razza. E Walter Copperhead legge nel futuro nel modo sbagliato. Slider e io non potremmo mai scambiarci i ruoli. Lui non ha alcun ruolo da scambiare! »

Scrivener era molto più massiccio di Slider, ma era più molle, e grasso, sia nel fisico che nel parlare. Suo padre era un Programmato, sua madre umana. Anche se era ancora giovane, aveva effettivamente qualcosa della maturità di Astrobia. Slider e Scrivener vedevano se stessi agli estremi opposti, e invece Thomas e gli altri tendevano a confonderli tra loro. Erano così simili, nel loro acceso disaccordo!

Ascoltate Maxwelclass="underline"

— Io prendo me stesso a simbolo dell’imperfezione di Astrobia, anche escludendo il cancro di Cathead e del Barrio. lo sono un’aberrazione. Un mondo perfetto dovrebbe essere formato da persone perfettamente integrate, e io non lo sono. Non vi sono parole che possano descrivere questa mia strana differenza dalla normalità. Soltanto Copperhead mi conosce abbastanza per farsene un’idea. Dirò soltanto che il mio corpo non mi va molto a pennello. Non ho sempre avuto la stessa forma, e non sempre riconosco le mie forme precedenti. Era inevitabile che l’immenso progresso di Astrobia producesse qualcosa come me, per reazione.

«E tuttavia io sono entusiasticamente dalla parte di Astrobia, in un modo in cui Scrivener non potrà mai esserlo. Forse l’entusiasmo non fa parte delle migliori qualità di Astrobia, ma fa parte di me stesso. E allo stesso modo sono convinto che sia nostro dovere eliminare la mutazione costituita da Cathead, anche se questo significherà uccidere una parte di me stesso. Non ha importanza: altre mie parti sono già state uccise. Interi miei corpi sono stati uccisi. Io sono un fantasma, e Astrobia non crede nei fantasmi. Ma, nonostante tutto, io credo in Astrobia.

«Sono disposto a bruciare vivo per essa! Alla lettera. Sono stato bruciato e sono morto già molte volte, anche se non ho mai capito come. Sono pronto a bruciare di nuovo! »

Maxwell era un uomo dall’aspetto bizzarro, sempre che fosse un uomo. Quando diceva che il suo corpo non gli andava a pennello, sembrava volesse dire che non aveva sempre abitato nello stesso corpo. Il suo corpo, infatti, aveva l’aspetto di un vestito troppo largo che gli cadeva da tutte le parti. Vi sono degli animali che provano lo stesso sentimento nei riguardi della loro pelle: la tigre della Terra, e il leone giallo di Astrobia. In essi è un segno di forza e di velocità. In Maxwell era un segno di debolezza e di lentezza, di torpore mentale, quasi. Era un corpo robusto, di carnagione scura, dall’aspetto sinistro, quello che indossava, e la voce con cui parlava era sepolcrale. Ma a guardarlo si aveva l’impressione che dovesse stare in punta di piedi per riuscire a vederci coi suoi stessi occhi; e che, avendo una voce molto debole, la soffiasse a pieni polmoni nella cavità orale per farla rimbombare, come se si fosse trattato di uno strumento indipendente.

Maxwell non costituiva un particolare motivo d’orgoglio per il gruppo che accompagnava Thomas; né come personalità, né come cervello. Eppure c’era qualcosa di serio, di grave, in lui, che faceva apparire fragili Slider e Scrivener.

Ascoltate Copperhead:

Una parte dei suoi discorsi li aveva già fatti con i «duri» di Cathead. — Ce la farà? — gli aveva chiesto Battersea, in tono brusco.

— Sì, ce la farà — aveva risposto Copperhead.

— Non vedo come — aveva detto George, il siriano. — Non mi sembra un gran che; scommetto che le forze che governano Astrobia lo schiacceranno come un pomodoro marcio.

— Oh, si, lo schiacceranno — aveva spiegato Copperhead. — Il nuovo uomo è un uomo morto, il tempo a sua disposizione cessa ancor prima di cominciare. Era già morto prima. E con ciò? La cosa non ha importanza. Il nostro nuovo uomo combinerà un pasticcio enorme, ma anche una piccola cosa giusta, una sola.

— Ma non hai detto che si comporterà di nuovo oggi, come si è già comportato ieri? — aveva grugnito Shanty.

— Infatti. Farà proprio così, e nella maniera più strana che si sia mai visto — aveva confermato Copperhead. — Chiunque essi siano, hanno tra le mani uno strumento di grande valore, davvero. Amici, quest’uomo di bassa statura e dagli occhi indomiti, giunto fra noi da un passato incerto, salverà il nostro mondo! Solo questo conta. Il fatto che non riesca a salvare se stesso non m’importa, e sono convinto che non importa a nessuno di noi.

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