I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Tutto questo le passò per la mente mentre Elayne si voltò di nuovo verso gli uomini. «Resteremo qui. Uno, se tu e gli altri volete andare da Rand, siete liberi di farlo, per quanto mi riguarda. Temo di non avere più denaro per aiutarvi.»
L’oro che le Aes Sedai avevano preso lo avrebbero impiegato, come avevano spiegato, ma non poteva fare a meno di trasalire osservando le poche monete d’argento che le erano rimaste in tasca. Questi uomini l’avevano seguita — anche Elayne naturalmente — per i motivi sbagliati, ma questo non diminuiva le responsabilità che provava nei loro confronti. La loro lealtà era verso Rand, non avevano alcun motivo di imbarcarsi in una lotta contro la Torre Bianca. Lanciando un’occhiata al cofanetto dorato aggiunse con riluttanza, «Ma ho qualcosa che potrete vendere durante il viaggio.»
«Anche tu devi andare, Thom» aggiunse Elayne. «E tu, Juilin. Non ha senso che rimaniate. Adesso non abbiamo bisogno di voi, ma Rand sì.» Cercò di mettere il cofanetto di gioielli fra le mani di Thom, ma questi si rifiutò di prenderlo.
I tre uomini si scambiarono delle occhiate in quella maniera irritante che li caratterizzava, Uno addirittura roteò l’occhio. A Nynaeve era sembrato di sentire Juilin borbottare qualcosa sulla testardaggine delle donne.
«Forse fra qualche giorno» rispose Thom.
«Qualche giorno» concordò Juilin.
Uno annuì. «Mi piacerebbe riposare un po’ se devo scappare dai Custodi fino a metà strada da Cairhien.»
Nynaeve rivolse loro un’occhiata inespressiva e deliberatamente tirò la treccia. Elayne aveva il mento alto come non le aveva mai visto, gli occhi azzurri talmente arroganti da spaccare il ghiaccio. Thom e gli altri certamente erano in grado di riconoscere i segni ormai. Le loro idee insensate non sarebbero state tollerate. «Se credete che state ancora eseguendo gli ordini di Rand al’Thor di proteggerci...» iniziò a rispondere Elayne in tono gelido mentre Nynaeve stava dicendo accorata, «Avete promesso di fare quello che vi veniva detto e intendo vedervi...»
«Niente di tutto questo» le interruppe Thom, scostando una ciocca di capelli di Elayne con le dita nodose. «Nulla di simile. Non credete che un vecchio zoppo abbia bisogno di risposo?»
«Di’ loro la verità» intervenne Juilin. «Io rimango solo perché Thom mi deve dei soldi. Dadi.»
«Vi aspettate che rubiamo venti cavalli dai Custodi come se cadessimo dal letto?» gridò Uno. Sembrava essersi dimenticato di aver proposto esattamente quello.
Elayne li fissò senza parole, Nynaeve aveva difficoltà a trovarle. Quanto erano cadute in basso. Nessuno dei presenti si mosse. La donna aveva dei dubbi, ma era determinata a mandarli via, e non perché non li volesse intorno a vederla fare le riverenze e strisciare. Non per quello. Eppure con quasi nulla a Salidar di quanto si era aspettata, doveva ammettere, anche se con riluttanza, che sarebbe stato... d’aiuto... sapere che lei ed Elayne avevano altre persone, oltre Birgitte. su cui contare. Non che avrebbe accettato l’offerta di fuga, se doveva essere chiamata così, non in queste circostanze. La loro presenza sarebbe stata... confortante. Ovviamente non glielo avrebbe fatto sapere. Non avrebbe dovuto, visto che sarebbero andati via, qualunque cosa volessero fare. Rand poteva trovargli qualche occupazione, molto probabilmente, invece lì sarebbero solo stati d’intralcio. Tranne che...
La porta semplice si aprì e Siuan uscì a grandi passi, seguita da Leane. Si fissarono freddamente prima che Leane tirasse su con il naso e andasse via, incredibilmente sinuosa, mentre svaniva dietro Croi e Avar nel corridoio che portava alle cucine. Nynaeve aggrottò leggermente le sopracciglia. In tutta quella freddezza vi era stato un istante, un guizzo brevissimo che aveva quasi perso anche se proprio davanti al naso...
Siuan si diresse verso di lei, quindi improvvisamente si fermò e impallidì. Qualcun altro si era unito al piccolo gruppo.
Gareth Bryne, con il pettorale ammaccato sistemato sopra la giubba colorata di giallo e i guanti con il dorso di metallo infilati dietro il cinturone della spada; aveva un atteggiamento prepotente. Capelli prevalentemente grigi e il viso severo gli davano l’aria di un uomo che aveva visto di tutto, sopportato qualsiasi cosa, un uomo che poteva sopportare qualsiasi cosa.
Elayne sorrise, annuendo graziosamente. Una discreta differenza dagli sguardi stupiti che aveva avuto appena entrata a Salidar, quando lo aveva riconosciuto per la prima volta vedendolo in lontananza nella strada. «Non posso dire di essere contenta di vederti, lord Gareth. Ho saputo che ci sono stati dei problemi fra te e mia madre , ma sono sicura che potranno essere risolti. Sai che mamma a volte è impulsiva. Ci ripenserà e ti chiederà di riprendere il tuo posto a Caemlyn, ne puoi essere certo.»
«Quel che è fatto è fatto, Elayne.» Ignorando lo stupore della ragazza, Nynaeve non credeva che chiunque conoscesse il rango di Elayne fosse mai stato così perentorio con lei, e si rivolse a Uno. «Hai pensato a quanto ti ho detto? Quella shienarese è la migliore cavalleria del mondo e ho dei ragazzi pronti per essere addestrati.»
Uno aggrottò le sopracciglia, l’unico occhio andava da Elayne a Nynaeve mentre annuiva lentamente. «Non ho niente di meglio da fare, lo chiederò ai ragazzi.»
Bryne gli diede una pacca su una spalla. «Molto bene. E tu, Thom Merrilin?» Thom si era parzialmente voltato all’arrivo dell’altro uomo, toccandosi i baffi e con gli occhi bassi, come se volesse nascondere il viso. Adesso sosteneva lo sguardo di Bryne. «Una volta conoscevo un tipo che si chiamava come te» disse Bryne. «Un giocatore esperto di un certo gioco.»
«Una volta conoscevo un tizio che ti somigliava molto» rispose Thom. «Provò molte volte ad arrestarmi. Credo che mi avrebbe decapitato se fosse riuscito a mettermi le mani addosso.»
«Molto tempo fa, vero? Gli uomini a volte fanno strane cose per le donne.» Bryne guardò Siuan e scosse il capo. «Vuoi giocare a dama con me, mastro Merrilin? A volte mi ritrovo a desiderare la compagnia di un uomo che conosce bene il gioco, con le regole che adottano i nobili.»
Le sopracciglia cespugliose di Thom scesero quasi quanto quelle di Uno, ma non rimosse mai lo sguardo da Bryne. «Potrei fare una partita o due» rispose alla fine, «una volta che conosco la posta in gioco. Purché tu capisca che non intendo trascorrere il resto della vita giocando a dama con te. Non mi piace rimanere troppo a lungo in un posto. È come se mi prudessero i piedi.»
«Se il prurito non incomincia nel mezzo di una partita cruciale» rispose asciutto Bryne, «voi due potete venire con me. Non aspettatevi di dormire molto. Da queste parti tutto aveva bisogno di essere fatto ieri, tranne quello che avrebbe dovuto essere fatto la settimana precedente.» Si soffermò di nuovo a guardare Siuan. «La mia camicia è tornata solo parzialmente pulita oggi.» Detto questo accompagnò Thom e Uno fuori da quella stanza. Siuan lo guardò torva mentre usciva, quindi spostò lo sguardo furioso su Min che fece una smorfia sgattaiolando via nella stessa direzione di Leane.
Nynaeve non aveva capito quest’ultimo scambio. E il coraggio di questi uomini, credere di poter parlare liberamente davanti a lei, sotto al suo naso, senza che capisse una parola. Ne aveva abbastanza.
«È un bene che non abbia bisogno di un cacciatore di ladri» disse Juilin, guardando Siuan di traverso, palesemente in imbarazzo. Non aveva superato il colpo di aver scoperto il nome della donna. Nynaeve non era certa se avesse capito che era stata quietata e non era più l’Amyrlin Seat. Lui certamente era a disagio davanti a quella donna.
«Adesso posso sedere e parlare.»
«Ho visto molti tizi qui che farebbero facilmente a botte per un boccale di birra.»