I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«In quel momento non sapevo di chi potessi fidarmi» spiegò Siuan con calma. Le sei Aes Sedai la fissavano. «All’epoca rientrava nella mia autorità.» Le sei Aes Sedai non batterono ciglio. La sua voce aveva preso il tono di una preghiera esasperata. «Non potete chiedermi di rendere conto di quello che ho fatto quando ero nel pieno diritto di farlo. Quando la nave affonda, chiudi la falla con quello che trovi.»
«E perché non ce lo hai comunicato?» chiese con calma Sheriam, ma con una punta di durezza nella voce. Come maestra delle novizie non aveva mai alzato la voce, anche se a volte sarebbe stato preferibile che lo avesse fatto. «Tre Ammesse, dico, Ammesse! Mandate in missione dalla Torre a caccia di tredici Aes Sedai dell’Ajah Nera. Usi i bambini per tappare i buchi della tua nave, Siuan?»
«Non siamo delle bambine» intervenne Nynaeve accorata. «Alcune di quelle tredici sono morte e abbiamo ostacolato i loro piani due volte. A Tear abbiamo...»
Carlinya la interruppe bruscamente. «Ci hai raccontato tutto di Tear, bambina. E Tanchico. E della sconfitta di Moghedien.» La bocca della donna si contorse in un ghigno ironico. Aveva già espresso il parere che Nynaeve era stata una sciocca ad avvicinarsi alla Reietta e che era stata fortunata ad aver salvato la pelle. Questo Carlinya non sapeva quanto fosse giusto, ovviamente le ragazze non avevano svelato tutto, ma lo stomaco di Nynaeve adesso era anche più teso. «Siete delle bambine fortunate se decidiamo di non sculacciarvi. Adesso stai zitta finché non verrai chiamata in causa.» Nynaeve avvampò, sperando che le altre lo scambiassero per imbarazzo, e rimase al suo posto.
Sheriam non aveva mai spostato gli occhi da Siuan. «Allora? Perché non ci hai mai detto di aver inviato tre bambine a caccia di leoni?»
Siuan sospirò profondamente, ma si mise a braccia conserte e capo chino come se dovesse scontare una penitenza. «Non ne vedeva il motivo, Aes Sedai, con così tante altre cose importanti. Non ho nascosto nulla, quando vi era anche la minima ragione per parlare. Ogni cosa che sapevo dell’Ajah Nera ve l’ho rivelata. Per molto tempo non ho saputo dove si trovassero queste tre o cosa stessero combinando. La cosa importante è che adesso sono qui e con quei ter’angreal. Dovete rendervi conto di cosa significa avere accesso allo studio di Elaida, alle sue carte, anche se solo parzialmente. Non avreste mai saputo che era al corrente di dove vi nascondete se non quando sarebbe stato troppo tardi, se non grazie a quell’oggetto.»
«Ce ne rendiamo conto» rispose Anaiya, guardando Morvrin che stava ancora studiando l’anello. «Ma forse il significato di una tale scoperta ci ha colte tutte di sorpresa.»
«Tel’aran’rhiod» sussurrò Myrelle. «Ormai non è altro che argomento di studio alla Torre, quasi una leggenda. E le Camminatrici dei Sogni aiel. Chi avrebbe potuto immaginare che una Sapiente aiel potesse incanalare e tantomeno tutto questo?»
Nynaeve sperava che fossero state in grado di mantenere quel segreto, come la vera identità di Birgitte e alcune altre cose che erano riuscite a tenere nascoste. Ma era difficile non lasciarsi sfuggire qualcosa quando si era interrogate da donne che con lo sguardo avrebbero potuto trapassare le rocce. Be’, immaginavano che dovessero essere contente di essere riuscite a non perdere quello che avevano. Una volta che tel’aran’rhiod fu menzionato, come il fatto di esservi entrare, un topo avrebbe messo in fuga un gatto prima che queste donne avessero smesso di porre domande.
Leane fece un mezzo passo in avanti, senza guardare Siuan. «La cosa importante è che con questi ter’angreal potete parlare con Egwene e, tramite lei, con Moiraine. Con loro due non solo potete tenere d’occhio Rand al’Thor, ma dovreste essere in grado di influenzarlo anche a Cairhien.»
«È lì che si è recato dopo essere stato nel deserto Aiel» aggiunse Siuan, «proprio dove avevo predetto che sarebbe andato.» Se gli occhi e le parole erano diretti alle Aes Sedai, il tono acido era chiaramente inteso per Leane, che sbuffò.
«Ci è stato molto utile. Due Aes Sedai inviate nel deserto a caccia di anatre.»
Sì, era chiaro che c’era della tensione fra le due.
«Basta, bambine» disse Anaiya, come se fossero davvero delle bimbe e lei la madre abituata a sedare i bisticci. Guardò le altre Aes Sedai con fare significativo. «Sarebbe davvero una gran cosa poter parlare con Egwene.»
«Se questi oggetti funzionano come sostenete» intervenne Morvrin, soppesando l’anello sul palmo della mano e toccando i ter’angreal che aveva in grembo. Quella donna non avrebbe creduto che il cielo era azzurro senza una prova.
Sheriam annuì. «Sì, quello dovrebbe essere il vostro primo dovere, Elayne, Nynaeve. Avrete la possibilità di insegnare a delle Aes Sedai, mostrandoci come usarli.»
Nynaeve fece la riverenza snudando i denti, se volevano potevano interpretarlo come un sorriso. Insegnare loro? Sì, e non avvicinarsi mai all’anello o agli altri oggetti dopo averlo fatto. La riverenza di Elayne fu anche più rigida, il volto era una maschera gelida. Gli occhi della ragazza si rivolsero verso l’a’dam quasi bramosi.
«Le lettere di credito saranno utili» disse Carlinya. Con tutta quella fredda logica tipica delle Bianche, la voce era ancora irritata. «Gareth Bryne vuole più oro di quanto possediamo, ma con queste, potremmo quasi essere in grado di accontentarlo.»
«Sì» disse Sheriam. «E dobbiamo prendere molto denaro. Ci sono sempre più bocche da sfamare e persone da vestire di giorno in giorno, qui come ovunque.»
Elayne le rivolse un grazioso cenno del capo, come per dire che la sua opinione contava qualcosa nella decisione di prendere il denaro, ma Nynaeve rimase in attesa. L’oro, le lettere di credito e i ter’angreal erano solo una parte del tutto.
«Per il resto» proseguì Sheriam, «siamo d’accordo che avete lasciato la Torre su ordine dell’Amyrlin, per quanto fosse oneroso e non potete essere ritenute responsabili. Adesso che siete di nuovo al sicuro con noi, riprenderete i vostri studi.»
Nynaeve mandò lentamente un respiro. Era quello che si aspettava fin dall’inizio dell’interrogatorio. Non che le piacesse, ma per una volta nessuno l’avrebbe accusata di avere un brutto carattere. Non quando probabilmente non le sarebbe servito a nulla di buono.
Elayne però esplose con un secco: «Ma...!» prima che Sheriam la interrompesse duramente.
«Riprenderai i tuoi studi. Siete entrambe molto forti, ma ancora non siete Aes Sedai.» Gli occhi verdi rimasero fissi sulle due fino a quando Sheriam non fu sicura che avessero capito, quindi parlò nuovamente, con voce più pacata, anche se ferma. «Siete tornate da noi e anche se Salidar non è la Torre Bianca, dovrete considerarla come tale. Da quanto ci avete detto durante l’ultima ora, c’è ancora molto che dovete rivelare.» Nynaeve rimase senza fiato, ma gli occhi di Sheriam ritornarono su l’a’dam. «Un peccato che non abbiate portato la donna seanchan con voi. Avreste dovuto farlo.» Per qualche motivo Elayne divenne rossa e sembrò allo stesso tempo arrabbiata. Nynaeve invece si sentiva sollevata. «Le Ammesse non possono essere ritenute responsabili per non aver pensato come fossero Aes Sedai» proseguì Sheriam. «Siuan e Leane avranno molte domande per voi. Coopererete con loro, e risponderete come meglio potete. Suppongo di non dovervi rammentare di non approfittare della loro attuale condizione. Alcune Ammesse, anche alcune novizie, hanno creduto di poter dare colpe per gli eventi accaduti e hanno anche eseguito delle punizioni.» Il tono da sommesso divenne inflessibile. «Quelle giovani donne adesso sono molto dispiaciute per la loro condizione. Devo aggiungere altro?»
Nynaeve non fu più veloce di Elayne a rispondere che non c’era bisogno, il che significava che avevano quasi balbettato nella fretta di andare via. Nynaeve non aveva pensato di dare la colpa a nessuno. Per lei le Aes Sedai erano tutte colpevoli, ma non voleva che Sheriam si adirasse con lei. A quel pensiero si rammaricò. Di certo i giorni della libertà erano finiti.