I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Mi ha praticamente ignorata» disse Elayne incredula. «Non mi importa quali siano i problemi fra lui e mia madre, ma non ha il diritto... Be’, mi occuperò di lord Bryne più tardi. Devo parlare con Min, Nynaeve.»
Nynaeve la seguì mentre Elayne si dirigeva velocemente verso il corridoio delle cucine; Min le doveva delle risposte dirette, ma Siuan l’afferrò per il braccio con una morsa d’acciaio.
Quella Siuan Sanche che aveva mitemente abbassato il capo davanti alle Aes Sedai era scomparsa. Nessuna qui indossava lo scialle. Non alzò mai la voce, non ne aveva bisogno. Fissò Juilin in modo tale che questi si sentì quasi schizzare fuori dalla pelle. «Fai attenzione a quali domande poni, cacciatore di ladri, o ti troverai sgozzato e pronto per il mercato.»
Quegli occhi azzurri e freddi si spostarono su Birgitte e Marigan, che fece una smorfia come se avesse assaggiato qualcosa di sgradevole e anche Birgitte batté le palpebre. «Andate a cercare un’Ammessa che si chiama Theodrin e chiedetele un posto per dormire stanotte. Questi bambini dovrebbero essere già a letto. Be’? Muovetevi!» Prima che avessero fatto un passo, e Birgitte si muoveva rapida come Marigan, forse anche più veloce, si rivolse a Nynaeve. «Tu. Ho delle domande per te. Ti è stato detto di cooperare e ti suggerisco di farlo se sai ci tieni alla pelle.»
Era come essere travolta da un vento impetuoso. Prima che Nynaeve se ne rendesse conto, Siuan la stava trascinando su per delle scale vacillanti con una ringhiera di legno rozzo, spingendola poi su un pavimento irregolare per un corridoio fino a giungere in una piccola stanza con due letti a castello incassati nella parete. Siuan prese l’unico sgabello, facendole cenno di sedersi sul letto. Nynaeve decise di restare in piedi, solo per dimostrare che non sopportava di essere costretta a fare ciò che non voleva. Non c’era molto altro in quella stanza. Un lavabo con un mattone come sostegno, un bacile sbeccato e una brocca. Alcuni abiti appesi ai ganci e un pagliericcio avvolto e sistemato in un angolo. La sua caduta era stata enorme nello spazio di un giorno, ma quella di Siuan era stata peggiore di quanto potesse immaginare. Non credeva che avrebbe avuto molti problemi con lei. Anche se l’altra aveva ancora gli stessi occhi.
Siuan tirò su con il naso. «Fai come credi, ragazza. L’anello. Non bisogna incanalare per usarlo?»
«No. Mi hai sentita dire a Sheriam...»
«Chiunque può usarlo? Anche una donna che non può incanalare? Un uomo?»
«Forse anche un uomo.» I ter’angreal di solito non hanno bisogno del potere usato da uomini o donne. «Qualsiasi donna, sì.»
«Allora mi insegnerai a usarlo.»
Nynaeve sollevò un sopracciglio. Poteva essere un mezzo per avere quello che voleva. In caso contrariò, forse ne aveva un altro. «Lo sanno? Tutta la conversazione consisteva nel mostrare loro come usarlo. Non hanno mai parlato di te.»
«Non lo sanno.» Siuan non sembrava affatto scossa. Addirittura sorrideva, e non piacevolmente. «E non lo verranno a sapere. Altrimenti scopriranno che tu ed Elayne vi siete spacciate per Aes Sedai da quando avete lasciato Tar Valon. Forse Moiraine sta lasciando che Egwene prosegua la farsa. Adesso non riconosco un nodo di barra da un nodo scorsoio... ma Sheriam, Carlinya...? Ti faranno strillare come un uccello che depone le uova prima che abbiano finito con te. Molto prima.»
«Questo è ridicolo.» Nynaeve si rese conto che si era seduta sul bordo del letto, ma non si ricordava di averlo fatto. Thom e Juilin avrebbero mantenuto il silenzio. Nessun altro lo sapeva.
Doveva parlare con Elayne. «Non abbiamo fatto nulla di simile.» «Non mentirmi, ragazza. Se avevo bisogno di una conferma, i tuoi occhi hanno confessato. Hai lo stomaco sottosopra, vero?» Era vero. «Certo che no. Se ti insegno qualcosa lo faccio solo perché voglio.» Non avrebbe permesso a questa donna di fare la prepotente con lei. L’ultimo briciolo di pietà fece l’occhiolino. «Se lo faccio, voglio qualcosa in cambio. Voglio studiare te e Leane. Voglio sapere se la quietatura può essere guarita.» «Non è possibile guarirla» rispose atona Siuan. «Adesso...» «Qualsiasi cosa che non sia la morte dovrebbe essere curabile.»
«Dovrebbe, ma non lo è, ragazza. A me e Leane è stato promesso che saremmo state lasciate in pace. Parla con Faolain ed Emara se vuoi sapere cosa accade a chiunque ci molesta. Non sono state le prime o le peggiori, ma hanno gridato più a lungo.»
Doveva usare l’altro mezzo. Il panico imminente glielo aveva fatto quasi dimenticare. Se ancora esisteva. Un’occhiata. «Cosa direbbe Sheriam se venisse a sapere che tu e Leane non eravate affatto pronte a scannarvi?» Siuan si limitò a guardarla. «Credono che tu adesso sia remissiva, vero? più attacchi tutti quelli che possono risponderti, più reputano una prova quando scatti per obbedire ogni volta che un’Aes Sedai tossisce. È bastato un piccolo spavento a far dimenticare loro che voi due avete lavorato insieme per anni. O forse le hai convinte che essere stata quietata ti ha completamente cambiata, non solo il viso? Quando scopriranno che stavi complottando alle loro spalle, manipolandole, griderai più forte di qualsiasi uccello. Qualunque sia.» Nemmeno un battito di ciglia. Siuan non avrebbe perso la pazienza e ammesso con lei il misfatto. Eppure c’era stato qualcosa in quel breve scambio di occhiate. Nynaeve ne era sicura. «Voglio studiare te e Leane, ogni volta che desidero farlo. E Logain.» Forse anche da lui poteva imparare qualcosa. Gli uomini erano diversi, sarebbe stato come studiare un problema da un angolo differente. In ogni caso non lo avrebbe guarito anche se avesse scoperto come farlo. Che Rand incanalasse era necessario. Non avrebbe liberato nel mondo un altro uomo che poteva usare il Potere. «Se non vuoi farlo, puoi dimenticarti l’anello e tel’aran’rhiod.» Cosa stava cercando Siuan? Forse solo rivedere qualcosa che le ricordava di essere stata Aes Sedai. Nynaeve oppose resistenza a quel momento di pietà che si era riaffacciato. «E se provi a dire che abbiamo finto di essere Aes Sedai, non avrò altra scelta che rivelare di te e Leane. Elayne e io resteremo sulle spine fino alla scoperta della verità, ma quando si scoprirà come sono andate le cose, vi faranno piangere quanto Faolain ed Emara insieme.»
Ci fu un lungo silenzio. Come faceva l’altra donna ad apparire così fredda? Nynaeve aveva sempre pensato che riguardasse l’essere Aes Sedai. Aveva le labbra secche, la sola parte del corpo in cui provava quella sensazione. Se aveva torto, se Siuan voleva metterla alla prova, sapeva chi avrebbe pianto.
Alla fine la donna mormorò. «Spero che Moiraine sia riuscita a mantenere la schiena di Egwene più flessibile della tua.» Nynaeve non capiva, ma non aveva tempo di riflettere. L’istante successivo l’altra donna si protese in avanti, con la mano tesa. «Tu mantieni il mio segreto e io manterrò il tuo. Insegnami a usare l’anello e puoi studiare la quietatura e la domatura per tutto il tempo che vuoi.»
Nynaeve riuscì appena a trattenere il sospiro di sollievo mentre stringeva la mano della donna. C’era riuscita. Per la prima volta da quella che le sembrava un’eternità, qualcuno aveva provato a fare la prepotente e aveva fallito. Era quasi di nuovo pronta per affrontare Moghedien. Quasi.
Elayne raggiunse Min fuori la porta posteriore della locanda e si mise a sedere di peso di fianco a lei. Min aveva qualcosa che sembravano tre o quattro camicie infilate sotto al braccio. Il sole sfiorava la cima degli alberi e nella luce che svaniva il cortile delle stalle aveva l’aspetto di terra che da tempo non veniva arata, con un grande ceppo nel mezzo che poteva essere quello di una quercia. Il soffitto di paglia e le stalle non avevano porte, il che consentiva agli uomini che si muovevano di gettare delle occhiate. Sorprendentemente, Leane stava parlando a un grosso uomo al limite dell’ombra della stalla. Vestito rozzamente sembrava un fabbro o un rissaiolo. La cosa sorprendente era quanto Leane stesse vicina all’uomo, che fissava con il capo reclinato. Alla fine gli diede addirittura dei buffetti sulla guancia prima di voltarsi e ritornare velocemente nella locanda. Il grosso uomo la guardò per un po’, quindi sparì nell’ombra.