I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Non chiedermi cosa sta combinando» disse Min. «Siuan e lei ricevono spesso delle visite di strani personaggi e con alcuni di loro lei... Be’, lo hai visto.»
A Elayne non importava cosa facesse Leane. Ma adesso che era da sola con Min non sapeva come affrontare l’argomento che le interessava. «Cosa stai facendo?»
«Lavanderia» mormorò Min irritata spostando le camicie. «Non sai quanto sia bello vedere Siuan nella veste del topo per una volta. Non sa se l’aquila la divorerà o se la userà come animale domestico, ma ha la stessa scelta che ha offerto a tutte le altre in passato. Nessuna!»
Elayne allungò il passo per restarle accanto mentre oltrepassavano la stalla. Di qualsiasi cosa si trattasse Min non aveva lasciato indizi. «Sai cosa voleva suggerire Thom? Noi rimaniamo.»
«Gli ho detto che lo avreste fatto. Non grazie a una visione.» Il passo di Min rallentò mentre passavano fra le stalle e un muro di pietra rovinato, attraverso uno stretto passaggio contornato da cespugli ed erbacce. «Ho solo pensato che non avresti di nuovo rinunciato alla possibilità di studiare. Sei sempre stata impaziente. Anche Nynaeve, malgrado il fatto che non voglia ammetterlo. Vorrei sbagliarmi. Verrei con voi. Almeno io...» Mormorò qualcosa con una certa foga. «Queste tre che avete portato con voi creeranno problemi, e questa è una visione.»
Eccolo. L’indizio che stava cercando. Ma invece di chiedere quel che le premeva, domandò: «Ti riferisci a Marigan, Nicola e Areina? Come possono creare problemi?» Solo uno sciocco non prendeva sul serio quanto diceva Min.
«Non lo so con esattezza. Ho solo intravisto con la coda dell’occhio uno stralcio di aura. Mai quando le guardavo direttamente, quando avrei potuto capire qualcosa. Non sono molte ad avere le auree tutto il tempo, lo sai. Problemi. Forse racconteranno delle bugie. Avete fatto qualcosa che non volete far scoprire alle Aes Sedai?»
«Certo che no» rispose energica Elayne. Min la guardò di traverso, e aggiunse: «Be’, nulla che non dovevamo fare per forza. E in ogni caso non possono saperlo.» di quello che voleva parlare. Fece un respiro profondo e provò a dire: «Min, tu avevi avuto una visione su Rand e me, vero?» Fece due passi prima di accorgersi che Min si era fermata.
«Sì.» Fu una risposta sospettosa.
«Hai visto che ci saremmo innamorati.»
«Non proprio. Ti ho vista innamorarti di lui. Non so cosa lui provi per te, solo che è legato a te in molti modi.» Elayne tese le labbra. Era pressappoco quello che si era aspettata, ma non voleva sentire. ‘Desiderare’ e ‘volere’ ti fanno inciampare, ma ‘essere’ rende il percorso meno tormentoso, pensò. Era quello che le diceva Lini. Devi vedertela con quel che era, non con quello che desideravi fosse. «E hai visto che ci sarebbero state altre donne. Donne con le quali avrei dovuto... condividerlo.»
«Due» rispose rauca Min. «Altre due. E... una sono io.»
Elayne aveva la bocca aperta, pronta a formulare un’altra domanda; ma per qualche istante poté solo fissarla. «Tu?» riuscì a dire alla fine.
Min si innervosì. «Sì, io! Credi che non possa innamorarmi? Non volevo, ma è successo e questo è tutto.» Oltrepassò Elayne a grandi passi verso il passaggio e stavolta Elayne ci mise parecchio a raggiungerla.
Certamente spiegava alcune cose. Con quanto nervosismo Min aveva sempre evitato di parlarne. I ricami sui risvolti. E, a meno che non lo stesse immaginando, Min si era truccata. Cosa provo? si chiese. Non riusciva a capirlo. «Chi è la terza?» chiese con calma.
«Non lo so.» rispose torva Min. «So solo che ha un brutto carattere. Non Nynaeve, grazie alla Luce.» Rise debolmente. «Non credo che avrei potuto resistere a questa evenienza.» Ancora una volta guardò Elayne di traverso e con sguardo cauto. «Che cosa significa tutto questo fra noi due? Mi piaci. Non ho mai avuto una sorella, ma a volte mi sembra che tu... voglio essere tua amica, Elayne, e non voglio smettere di esserlo qualunque cosa accada, ma non posso smettere di amarlo.»
«Non mi piace l’idea di dover condividere un uomo» rispose rigida Elayne, ed era certamente un eufemismo.
«Nemmeno a me, solo che... Elayne, mi vergogno ad ammetterlo, ma lo accetterei in ogni modo possibile. Non che una di noi abbia delle possibilità. Luce, ha sconvolto tutta la mia vita.
Solo pensare a lui mi sconvolge.» Sembrava che Min non sapesse se ridere o piangere.
Elayne sospirò lentamente. Non era colpa di Min. Era meglio che fosse lei piuttosto che, per esempio, Berelain o qualcun’altra che non poteva soffrire. «Ta’veren» disse. «Piega gli eventi attorno a lui. Siamo delle schegge prese nel vento. Ma mi sembra di ricordare che tu, io ed Egwene avevamo giurato che non avremmo mai lasciato che un uomo si intromettesse nella nostra amicizia. Troveremo una soluzione, Min. E quando scopriremo chi è la terza... Be’, sistemeremo anche lei. In qualche modo.» Una terza! Che si trattasse di Berelain? Oh, sangue e ceneri!
«In qualche modo» ripeté Min tetramente. «Intanto tu e io siamo prese in trappola. So che c’è un’altra. So che non posso farci nulla, ma ho avuto abbastanza problemi a pacificarmi con te e... le donne di Cairhien non sono tutte come Moiraine. Una volta ho visto una nobile cairhienese a Baerlon. In apparenza poteva somigliare a Moiraine o Leane, ma a volte diceva qualcosa, suggeriva. E la sua aura! Non credo che un solo uomo in tutta la città fosse al sicuro con lei, a meno che non fosse brutto, storpio o morto.»
Elayne tirò su con il naso, ma riuscì a rendere la voce spensierata. «Non preoccupartene. Abbiamo un’altra sorella, tu e io, una che non abbiamo mai visto. Aviendha sta tenendo d’occhio Rand e non fa un passo senza un corteo di Fanciulle della Lancia.» Una donna cairhienese? Aveva incontrato Berelain e di lei sapeva qualcosa. No, non si sarebbe arrovellata come una ragazza senza cervello. Una donna adulta affrontava il mondo com’era e ne ricavava il meglio. Chi poteva essere?
Erano giunte in uno spazio aperto punteggiato da ceneri fredde. Grossi bollitori, molti bucati nei punti dove era stata rimossa la ruggine, erano appoggiati al circostante muro di pietra, scalzato in diversi punti dove erano cresciuti gli alberi. Malgrado le ombre che attraversavano il cortile, due bollitori fumanti ancora erano sul fuoco e tre novizie, con i capelli intrisi di sudore e le gonne bianche tirate su e fermate, lavoravano sodo sulle tavole per strofinare, infilate dentro ampi catini pieni di acqua saponata.
Lanciando un’occhiata alle camicie sotto il braccio di Min, Elayne abbracciò saidar. «Lascia che ti aiuti con queste.» Incanalare per svolgere i lavori che ti erano stati assegnati era vietato, il lavoro fisico fortificava il carattere, almeno così aveva sentito dire, ma non poteva essere la stessa cosa. Se avesse fatto vorticare forte le camicie in acqua, non avrebbero avuto motivo di bagnarsi le mani. «Dimmi tutto. Siuan e Leane sono cambiate come sembra? Come sei arrivata qui? Logain si trova ancora qui? E perché stai lavando le camicie di un uomo? Raccontami tutto.»
Min rise, chiaramente contenta di cambiare discorso. «Per dirti tutto avrei bisogno di una settimana, ma ci proverò. Prima ho aiutato Siuan e Leane a scappare dalle segrete dove Elaida le aveva rinchiuse e poi...»
Accompagnata da versi di stupore, Elayne incanalò Aria per rimuovere uno dei bollitori dal fuoco. Aveva notato appena lo sguardo incredulo delle novizie, era abituata alla propria forza e raramente pensava di fare cose che alcune Aes Sedai non potevano. Chi era la terza donna? Aviendha avrebbe fatto bene a tenerlo d’occhio con molta attenzione.
51
Novità giungono a Cairhien
Un sottile filo di fumo azzurro saliva dalla semplice pipa dal corto cannello che aveva fra i denti; Rand aveva appoggiato una mano sulla balaustra di pietra del balcone e scrutava il giardino sottostante. Le ombre sottili stavano allungandosi, il sole era una sfera rossa che scendeva in picchiata attraverso un cielo senza nuvole. Dieci giorni a Cairhien e questo era il primo momento in cui si fermava quando non era addormentato. Selande gli stava vicina, con il viso pallido inclinato per guardare lui, non il giardino. I capelli non erano acconciati in modo elaborato come quelli di una donna di rango più elevato, ma aggiungevano comunque trenta centimetri alla sua statura. Cercò di ignorarla, ma era difficile con una donna che insisteva a premere il seno contro il tuo braccio. La riunione era durata molto a lungo e adesso desiderava riposarsi. Aveva capito che era stato un errore fin dal momento in cui Selande lo aveva seguito.