I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Un attimo dopo furono raggiunte da Egwene, dall’altro lato del grande tavolo, occhi gelidi e mani sui fianchi come se fosse l’occupante di diritto della stanza.
Prima che Nynaeve potesse aprire bocca, Egwene disse: «Per caso voi due linguesciolte scervellate siete diventate delle sempliciotte avventate? Se vi chiedo di tenere qualcosa per voi, sapete mantenere il segreto? Non vi è mai venuto in mente che non dovete rivelare tutto a tutti? Credevo che foste brave a mantenere i segreti.» Le guance di Nynaeve erano infuocate, ma almeno non era rossa come Elayne. Egwene non aveva ancora finito. «Il modo non posso insegnarvelo. Dovreste essere delle Camminatrici dei Sogni. Se potete toccare quelli che posseggono l’anello, non ve lo so dire. E dubito che possiate farlo con l’altro oggetto. Cercate di concentrarvi su quello che state facendo. Salidar potrebbe essere molto diversa da come ve la aspettate. Adesso, anch’io ho da fare stanotte. Almeno provate a essere accorte!» Scomparve così improvvisamente che l’ultima parola sembrò provenire dall’aria.
L’imbarazzo si scontrava con la rabbia di Nynaeve. Era quasi esplosa quando Egwene le aveva chiesto di non parlare. E Birgitte. Come si poteva mantenere un segreto quando una delle donne sapeva? Vinse l’imbarazzo e saidar le sfuggì come sabbia fra le dita.
Nynaeve si svegliò di soprassalto, con il ter’angreal giallo scuro fra le mani. La lampada era regolata su una luce soffusa. Elayne, sdraiata di fianco a lei, era ancora addormentata. L’anello di pietra appeso alla collana le era scivolato nella cavità sulla gola.
Parlando da sola Nynaeve scavalcò l’altra donna per riporre la placca, quindi versò dell’acqua nel bacile per lavarsi viso e collo. L’acqua era tiepida, ma dava una sensazione di frescura. Nella luce tenue le sembrava di vedere ancora un rossore sulle guance riflesse nello specchio. Era così che aveva recuperato l’equilibrio. Se solo si fossero incontrate in qualche altro posto. Se solo non avesse parlato come una ragazzina senza cervello. Sarebbe andata meglio se avesse usato l’anello, invece di essere un’apparizione per quanto riguardava l’altra donna. Era tutta colpa di Thom e Juilin. E di Uno. Se non l’avessero fatta arrabbiare... No. Era colpa di Neres. Lui... Prese la brocca con entrambe le mani e si sciacquò la bocca. Stava solo cercando di eliminare il sapore del sonno. Nulla che somigliasse alla felcegatta bollita e la polvere di foglia dell’intenditore. Nulla di simile.
Quando si voltò dal lavabo, Elayne stava mettendosi seduta e slacciava il laccio di cuoio con l’anello. «Ti ho vista perdere saidar, per cui sono andata nello studio di Elaida, ma non ho voluto rimanere a lungo per non farti preoccupare. Non ho scoperto nulla, tranne che Shemerin deve essere arrestata e degradata ad Ammessa.» Si alzò e mise l’anello nella scatola.
«Possono farlo? Degradare le Aes Sedai?»
«Non lo so. Credo che Elaida stia facendo tutto quello che vuole. Egwene non dovrebbe indossare quegli abiti aiel. Non sono molto eleganti.»
Nynaeve rilasciò il fiato che stava trattenendo. Chiaramente Elayne voleva ignorare quello che aveva detto Egwene. Nynaeve era d’accordo a non parlarne. «No, certamente non lo sono.» Salendo sul letto si appoggiò alla parete, facevano a turno per dormire da quel lato.
«Non ho nemmeno avuto l’occasione di inviare un messaggio a Rand.» Elayne si mise a letto dopo di lei e spense la lampada. Le piccole finestre lasciavano filtrare solo qualche raggio di luce lunare. «E uno ad Aviendha. Se sta prendendosi cura di lui per mio conto, dovrebbe farlo sul serio.»
«Non è un cavallo, Elayne. Non lo possiedi.»
«No ho mai detto di possederlo. Come ti sentiresti se Lan cominciasse a frequentare una donna cairhienese?»
«Non essere sciocca, dormi.» Nynaeve sprimacciò energicamente il cuscino. Forse avrebbe dovuto inviare un messaggio a Lan. Tutte quelle nobildonne, tarenesi e cairhienesi. Far mangiare a un uomo miele invece di dirgli la verità. Avrebbe fatto meglio a non dimenticare a chi apparteneva.
Sotto Boannda i boschi si erano fatti folti e correvano su entrambi i lati del fiume. Grovigli sani di alberi e viticci. I villaggi e le fattorie erano scomparsi. Sembrava che l’Eldar fluisse fra la boscaglia a chilometri di distanza dalle abitazioni umane. A cinque giorni da Samara, il Serpente di fiume aveva ancorato nel mezzo di un’insenatura del fiume, mentre una barca traghettava i rimanenti passeggeri su una spiaggia di fango essiccato circondata da basse colline boscose. Anche gli alti salici e le querce dalle radici profonde mostravano delle foghe marroni.
«Non c’era bisogno di dare quella collana all’uomo» disse Nynaeve una volta a riva, guardando la barca a remi che si avvicinava con quattro rematori, Juilin e gli ultimi Shienaresi. Sperava di non essere stata ingenua. Neres le aveva mostrato le mappe di quel lato del fiume, indicando il punto dove si trovava Salidar a due chilometri di distanza dall’acqua, ma nient’altro indicava che da queste parti vi fosse mai stato un villaggio. Sembrava esserci solo foresta.
«La tariffa che gli ho offerto era sufficiente.»
«Non per ripagare il carico» rispose Elayne. «Solo perché è un contrabbandiere non significa che abbiamo il diritto di depredarlo.» Nynaeve si chiese se avesse parlato con Juilin. Probabilmente no. Era solo la legge. «E poi gli opali gialli sono troppo vistosi, specialmente con quella montatura. Inoltre ne valeva la pena solo per vedere la faccia dell’uomo.» Elayne scoppiò a ridere. «Stavolta mi ha guardata.» Nynaeve cercò di trattenersi, ma anche lei non poté fare a meno di ridere.
Thom si trovava vicino agli alberi e cercava di divertire i due figli di Marigan facendo roteare delle palle colorate estratte dalle maniche. Jaril e Seve lo fissavano in silenzio, senza battere ciglio, e si tenevano stretti l’un l’altro. Nynaeve non era rimasta sorpresa quando Marigan e Nicola le avevano chiesto di accompagnarla. Adesso Nicola guardava Thom e rideva deliziata, ma avrebbe trascorso ogni momento accanto a Nynaeve se questa glielo avesse permesso. Che anche Areina volesse venire era stata una sorpresa. Stava seduta da sola su un tronco morto e guardava Birgitte, che metteva la corda all’arco. Le tre donne sarebbero rimaste di stucco quando avessero scoperto cosa si nascondeva a Salidar. Almeno Nicola avrebbe trovato il suo santuario e forse Marigan avrebbe avuto l’occasione di distribuire le sue erbe se non c’erano troppe Gialle in giro.
«Nynaeve, hai pensato a... a come verremo accolte?»
Nynaeve guardò Elayne stupita. Avevano attraversato metà del mondo, o quasi, e sconfitto l’Ajah Nera due volte. Be’, a Tear erano state aiutate, ma a Tanchico era stata tutta opera loro. Avevano notizie di Elaida e della Torre che, era pronta a scommettere, nessuna a Salidar conosceva. E, cosa più importante, potevano aiutare queste Sorelle a entrare in contatto con Rand. «Elayne, non direi che ci accoglieranno come eroine, ma non sarei sorpresa se ci baciassero prima della fine della giornata.» Rand da solo ne sarebbe valso la pena.
Due dei marinai scalzi balzarono fuori per tenere ferma la barca a remi contro la corrente, Juilin e gli Shienaresi andarono a riva mentre i marinai risalivano a bordo. Sul Sapente di fiume gli uomini stavano già issando l’ancora.
«Facci strada, Uno» disse Nynaeve. «Voglio trovarmi in quel luogo prima che sia buio.» Dall’aspetto della foresta, tutta viticci e sottobosco polveroso, due chilometri potevano richiedere molto tempo. Se Neres non l’aveva raggirata. Questo la preoccupava più di qualsiasi altra cosa.
50
Insegnare e imparare
Dopo circa quattro ore, con il sudore che le colava sul viso e che aveva veramente poco a che fare con il caldo esasperante, Nynaeve si stava chiedendo se non fosse stato meglio essere raggirata da Neres. O se si fosse rifiutato di trasportarle oltre Boannda. La luce del tardo pomeriggio filtrava obliqua dalle finestre, quasi tutte con i vetri rotti. Stringendo fra le mani la gonna in un miscuglio di rabbia e disagio, cercò di evitare di guardare le sei Aes Sedai raggruppate attorno a uno dei solidi tavoli vicino al muro. Muovevano le bocche senza emettere suoni mentre parlavano dietro a uno schermo di saidar. Elayne aveva il mento sollevato e le mani ripiegate sulla vita, ma la tensione negli occhi e agli angoli della bocca deturpavano il suo aspetto regale. Nynaeve aveva quasi timore di sapere cosa stessero dicendo le Aes Sedai. Era sorpresa; le sue grandi aspettative erano state disattese una dopo l’altra. Ancora un colpo e avrebbe urlato, di rabbia o per pura isteria.