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I fuochi del cielo

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I fuochi del cielo
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«Mat ha ucciso Couladin?» esclamò Nynaeve a un certo punto. Quello certo non lo aveva raccontato nel sogno. Non sembrava un’azione da Mat. Alla guida dei soldati? Mat?

Quando alla fine Egwene smise di parlare, sistemando lo scialle e respirando leggermente affannata — non aveva quasi mai preso fiato durante il racconto — Elayne chiese con voce flebile, «Sta bene?» Sembrava quasi che incominciasse a dubitare dei propri ricordi.

«Bene per come ci si può aspettare» disse Amys. «Si sforza molto e non ascolta nessuno. Tranne Moiraine.» Non era compiaciuta.

«Aviendha sta con lui tutto il tempo» aggiunse Egwene. «Sta prendendosi cura di lui al tuo posto.»

Nynaeve lo dubitava. Non sapeva molto sugli Aiel, ma sospettava che se Amys aveva usato la parola ‘sforzare’ chiunque altro avrebbe aggiunto ‘in maniera esagerata’.

Elayne sembrava d’accordo. «Allora perché lascia che si sforzi? Cosa sta facendo Rand?»

Dai racconti si capiva che stava facendo molto e, chiaramente, troppo. Due ore al giorno per esercitarsi alla scherma con Lan o chiunque altro riuscisse a trovare. Questo diede fastidio ad Amys. Altre due a studiare la tecnica aiel di combattimento senza armi. Egwene forse lo trovava strano, ma Nynaeve era fin troppo consapevole di quanto si era indifesi quando non si sapeva incanalare. Eppure Rand non si sarebbe mai trovato in quella condizione. Era diventato un re, o forse qualcosa di più, circondato da Far Dareis Mai e dava ordini ai signori e alle dame. Trascorreva molto tempo in quest’ultima attività, li inseguiva per accertarsi che facessero quanto veniva chiesto loro e non si sarebbe nemmeno fermato per mangiare se le Fanciulle non gli avessero portato il cibo ovunque si trovasse. Per qualche motivo, anche se questo sembrò irritare Egwene quasi quanto Elayne, Amys pareva palesemente divertita, anche se riprese l’espressione dura quando si accorse che Nynaeve l’aveva notata. Un’altra ora al giorno Rand la dedicava a una strana scuola che aveva fondato, invitando non solo gli scolari ma gli artigiani, da un tizio che fabbricava cannocchiali a una donna che aveva costruito una specie di balestra gigante con le pulegge, che poteva scagliare una lancia a un chilometro di distanza. Non aveva spiegato a nessuno i suoi propositi, o forse solo a Moiraine, ma la sola risposta che l’Aes Sedai aveva fornito a Egwene era che il bisogno di lasciarsi qualcosa alle spalle era forte in ognuno di noi. Non sembrava che a Moiraine importasse quel che faceva Rand.

«Quel che rimane degli Shaido si sta ritirando a nord,» aggiunse cupa Amys «e ogni giorno altri oltrepassano il Muro del Drago ogni giorno per unirsi a loro, ma sembra che Rand al’Thor non se ne curi. Sta inviando le lance a sud, verso Tear. La metà è già partita, Rhuarc mi ha detto che non ha nemmeno spiegato ai capi il motivo e non credo che Rhuarc mi mentirebbe. Moiraine è la più vicina a Rand tranne forse Aviendha, ma si rifiuta di chiederglielo.» Scuotendo il capo mormorò: «In sua difesa però voglio dire che nemmeno da Aviendha ho appreso qualcosa.»

«Il modo migliore di mantenere un segreto è non rivelarlo a nessuno» le rispose Elayne, che suscitò degli sguardi risentiti. Amys non era molto da meno di Bair quando si trattava di mettere qualcuno a disagio.

«Non lo scopriremo qui» intervenne Nynaeve, fissando lo sguardo su Egwene. L’altra donna sembrava agitata. Se c’era un momento propizio per recuperare l’equilibrio fra loro, sembrava fosse proprio quello. «Quello che voglio sapere...»

«Hai ragione» la interruppe Egwene. «Non siamo nello studio di Sheriam, dove possiamo trattenerci e chiacchierare. Cos’hai da raccontarci? Siete ancora con mastro Luca e il serraglio?»

Nynaeve rimase senza fiato mentre le domande le rimbalzavano nella testa. C’era così tanto da dire... E tanto da non rivelare. Nynaeve raccontò solo d’aver seguito Lanfear alla riunione dei Reietti e di aver visto Moghedien che spiava. Non che volesse evitare di raccontare come Moghedien l’aveva maneggiata, non proprio, ma Birgitte non le aveva liberate dalla promessa di mantenere il segreto sulla sua identità. Chiaramente questo significava non parlare affatto di Birgitte, rivelando che si trovava con loro. Era spiacevole sapere che Egwene fosse al corrente che Birgitte le stava aiutando, e dover comunque continuare a fingere di non sapere; ma Nynaeve ci riuscì, anche se balbettava quando Egwene arcuava le sopracciglia. Ringraziando la Luce, Elayne la aiutò spiegando che l’accaduto a Samara era colpa di Galad e Masema. Cosa che in fondo era vera. Se uno dei due avesse semplicemente inviato un messaggero per riferire che era stata trovata un’imbarcazione, non ne sarebbe scaturito nulla.

Quando finì con Salidar, Amys chiese con calma, «Sei sicura che supporteranno il Car’a’carn?»

«Devono conoscere le Profezie del Drago come la stessa Elaida» osservò Elayne. «Il modo migliore di opporsi a lei è attaccarsi a Rand e rendere chiaro al mondo che intendono supportarlo fino a Tarmon Gai’don.» Non vi fu il minimo tremito nella voce per far capire che non stava parlando di un estraneo.

«Altrimenti saranno solo delle ribelli, senza diritti o pretese. Hanno bisogno di lui almeno quanto è vero il contrario.»

Amys annuì, anche se non era pienamente d’accordo.

«Credo di ricordarmi Masema» disse Egwene. «Occhi incavati e bocca storta?» Nynaeve annuì. «Non riesco a immaginarlo come un profeta, ma di sicuro può dare il via a una sommossa o una guerra. Sono sicura che Galad ha fatto solo quello che riteneva giusto.» Le guance di Egwene si colorarono leggermente al ricordo del viso di Galad. «Rand vorrà sapere di Masema. E di Salidar. Se riesco a bloccarlo in un posto abbastanza a lungo da farmi ascoltare.»

«Voglio sapere come fate a trovarvi qui entrambe» chiese Amys. Ascoltò la spiegazione e osservò la placca che teneva fra le mani una volta che Nynaeve ebbe terminato il racconto. Far toccare il ter’angreal da qualcun altro mentre lo stava usando diede i brividi a Nynaeve. «Credo che tu sia meno presente in questo luogo di Elayne» puntualizzò alla fine la Sapiente. «Quando una Camminatrice dei Sogni accede a tel’aran’rhiod durante il sonno, solo una parte infinitesimale di lei rimane nel corpo fisico, abbastanza per mantenerla in vita. Se entra in un sonno superficiale, quando può essere qui e anche parlare con le persone che la circondano nel mondo reale, assomiglia a te, agli occhi di una che si trova completamente nel Mondo dei Sogni. Forse è lo stesso. Non credo che mi piaccia una qualsiasi donna in grado di incanalare e di accedere a tel’aran’rhiod, anche in questo stato.» Quindi restituì il ter’angreal a Nynaeve.

Con un sospiro di sollievo, Nynaeve ripose la placca nel sacchetto. Aveva lo stomaco sottosopra.

«Se mi avete rivelato tutto...» Amys fece una pausa mentre Nynaeve ed Elayne confermarono di averlo fatto. Gli occhi azzurri della donna erano incredibilmente penetranti. «Allora dobbiamo andare. Devo ammettere che questi incontri sono più utili di quanto supponessi all’inizio, ma stanotte ho ancora molto da fare.» Lanciò un’occhiata a Egwene e svanirono all’unisono.

Nynaeve ed Elayne non esitarono. Attorno a loro le grandi colonne di granito rosso divennero immediatamente una piccola stanza con i pannelli scuri, pochi mobili, semplici e solidi. La rabbia di Nynaeve aveva vacillato e con essa la presa su saidar, ma lo studio della maestra delle novizie aveva bloccato entrambe. Davvero ostinata e provocatoria! Sperava di trovare Sheriam a Salidar, sarebbe stato un piacere affrontarla allo stesso livello. Eppure avrebbe anche desiderato trovarsi altrove. Elayne osservava lo specchio con la cornice dorata, sistemandosi con disinvoltura i capelli. Solo che qui non aveva bisogno di usare le mani per farlo. Nemmeno a lei piaceva trovarsi in quella stanza. Perché Egwene aveva suggerito di incontrarsi lì? Forse lo studio di Elaida non era il posto più confortevole, ma era sicuramente meglio.

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