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Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]

Электронная книга - «Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]». Краткое содержание книги:

Domani il mondo cambierà è un romanzo affascinante e ricco d’azione, ma che si presta a molte letture. Siamo su un pianeta distante anni-luce dalla Terra, in un’epoca in cui l’umanità si è ormai stabilita fra le stelle: ma la grandiosa tecnologia che permette all’uomo di imbrigliare le forze dell’universo qui non è mai arrivata. Non è un caso: il pianeta è tenuto in isolamento artificiale, una specie di “quarantena” tecnologica che potrà essere spezzata solo con un gesto disperato, un furto di sapore prometeico… L’avvincente storia raccontata da Swanwick è quella di tale furto, della caccia all’uomo che ne segue e di un mondo intero sull’orlo di un cambiamento epocale: quello promesso dalla nuova scienza e quello a cui il pianeta va periodicamente incontro a causa delle sue insolite caratteristiche climatiche. Un libro d’avventura con una storia diversa, per scoprire uno dei migliori romanzieri americani affacciatisi alla scena negli anni Ottanta.

Anche pubblicato come Stazioni delle maree.

Vincitore del premio Nebula in 1991.
Nominato per i premi Hugo e Campbell in 1992.
Nominato per il premio di Arthur Clarke in 1993.
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— Come fai?

— Oh, è una delle prime cose che si imparano. Basta innalzare la temperatura del proprio corpo. Guarda. — Gli prese una mano. — Non ci vuole quasi nulla. Concentrati sui tuoi polpastrelli, pensando di renderli più caldi. Pensa a cose calde. Cerca di far fluire il calore. — Attese un attimo. — Ebbene?

I polpastrelli gli formicolavano. — Non ne sono sicuro.

— Pensi che si tratti semplicemente di forza di suggestione. — Una piccola stella apparve sulla punta del dito della strega, aleggiò davanti ai suoi occhi. — Questo è il primo segno che ho ricevuto. Fai diventare caldo il tuo dito, mi disse la dea, e il mio dito si illuminò di luce. Ero esterrefatta. Ebbi l’impressione che la mia vita avesse preso una grande svolta, che nulla sarebbe stato uguale a prima. — Lo stava toccando con dolcezza, su una gamba. Le sue dita scivolavano lentamente verso l’alto, veloci verso il basso, accarezzando, accarezzando.

— Quale dea?

— Quando qualcuno ti insegna qualcosa di valore spirituale, tu non apprendi da un essere umano; la persona diventa parte della divinità, diventa tutt’uno con il dio. Perciò, quando madame Capaspe insegnava a me e a Gregorian, per noi lei era la dea. — La sua mano salì ulteriormente, accarezzandogli il pene, che nel frattempo era diventato di nuovo duro ed eretto, quasi senza che lui se ne accorgesse. — Ma bene! Adesso sarò io la tua dea. — Si sdraiò sulla schiena con le gambe spalancate e lo tirò a sé.

— Voglio parlare di Gregorian — disse il burocrate con tono poco convinto. Ora lo aveva preso con entrambe le mani, e lo stava facendo scivolare nelle sue tiepide profondità.

— Non vedo per quale motivo non possiamo fare entrambe le cose. — Lo strinse forte e lo fece rotolare, finché non si ritrovò seduta sopra di lui. — Il rituale che stai per imparare dalla dea, il modo per controllare l’eiaculazione, è noto come il verme ouroboros, in onore del grande serpente della Terra che si morde la coda in eterno e per questo si completa; un sistema perfetto a circuito chiuso, come non ne esistono nel mondo materiale, nemmeno nelle vostre città di metallo galleggianti. — Si mosse su e giù sopra di lui, aggraziata come un cigno alla luce della luna. Il burocrate allungò le mani per accarezzarle i seni. — Porta benefici fisici che si estendono al di là di quanto potrà essere evidente ed è un’ottima introduzione ai misteri tantrici. Che cosa volevi sapere esattamente su Gregorian?

Le mani del burocrate scivolarono lungo il corpo della strega, toccando dapprima con dolcezza le punte rosee dei suoi capezzoli per poi afferrarla mentre scendeva su di lui; capezzoli, seni, stomaco, mento. — Voglio sapere dove si trova.

— Sarà da qualche parte giù lungo il fiume, immagino. La gente dice che ha un posto stabile a Ararat, ma chi può dirlo? Non credo che abbia bisogno di un luogo fisso, perché non permette mai a nessuno di trovarlo.

— E la gente che lo paga per essere trasformata in esseri del mare?

— Non sono loro che lo trovano, è lui che trova loro. In fondo il tipo di persona che cerca non è molto comune, non trovi? Qualcuno che sia ansioso di rimanere nel Tidewater, disposto a trasformarsi in una forma inumana pur di rimanerci, fiducioso nelle pubblicità di Gregorian e abbastanza ricco da pagare i suoi prezzi. Sono certa che avrà stilato una lista di boccaloni già da tempo.

— Quando lo hai visto per l’ultima volta?

— Oh, molti anni fa. — I denti di lei giocavano con il lobo del suo orecchio, il suo fiato era tiepido sulla sua guancia. — Quando si decise a lasciare Madame, si diresse verso l’oceano, ma non arrivò più lontano della stazione per eliostati numero 17. Lì deve aver incontrato qualcuno, e poi si sentì dire che fosse di fuoripianeta. Ti piace così? — Gli passò le unghie lungo i fianchi, accarezzandolo.

— Sì.

— Bene. — Portò le mani alla base della sua spina dorsale, puntò le unghie e tirò su di colpo, con forza. Il burocrate si inarcò involontariamente, inspirando aria. — Anche questo ti piace, e ti sorprende anche, non è vero? Questo l’ho imparato da Gregorian; si trasformò in dio e mi insegnò quanto sono vicini fra loro il piacere e il dolore. — Emise una risata. — Ma non mi sembra il caso di fare più di una lezione a serata… Esci fuori e sdraiati, ti voglio mostrare una cosa.

Lo fece spostare da un lato, gli sollevò con dolcezza un ginocchio, quindi abbassò la testa fra le sue gambe. Con fare giocoso baciò la punta del suo pene, passò la lingua per tutta la sua lunghezza, gli accarezzò i testicoli con le labbra.

— Questo punto morbido a metà fra lo scroto e l’ano. — Solleticò il punto in questione con la lingua. — Lo senti?

— Sì.

— Bene. Ora porta qui la tua mano sinistra… no, da dietro. Così va bene. Ora premi sul punto che ti ho appena indicato con il medio e l’indice. Un po’ più forte. Così. — Si rialzò sulle ginocchia. — Ora inspira profondamente come faccio io, non con i polmoni, ma con l’addome. — Dimostrò come fare, e il burocrate sorrise davanti alla bellezza solenne dei suoi seni nella pallida luce lunare. Con fare dolce ma deciso, allontanò la sua mano. — Ora tocca a te. Alzati a sedere e inspira profondamente, lentamente.

Il burocrate ubbidì.

— Dalla pancia.

Ritentò.

— Così va bene. — La strega appoggiò le mani alle sue spalle e lo tirò a sé. — Questa volta voglio che tu presti attenzione al tuo corpo. Quando senti che stai per eiaculare, non quando hai già iniziato ma prima, porta una mano dietro e spingi su quel punto nel modo che ti ho mostrato, inspirando contemporaneamente in maniera lenta e profonda. Dovrebbe durare circa quattro secondi. — Fece oscillare la mano avanti e indietro quattro volte, contando i battiti. — Così. Puoi rallentare se vuoi, ma non fermarti, okay?

— Se lo dici tu… — disse il burocrate con tono poco convinto.

La punta del suo membro la toccava appena. Undine lo tenne fermo e scivolò avanti, sistemandocisi sopra. — Ahhh — disse. — Pensi che sia fin troppo facile, eh? Pensi che se una cosa del genere fosse così efficace come dico, tua madre te ne avrebbe parlato, eh? Be’, che tu lo creda o no non ha assolutamente importanza. Se farai come ti dico, potrai rimandare l’eiaculazione all’infinito.

La strinse forte, sdraiandosi sotto di lei. — Credo…

— Non farlo.

Il burocrate eseguì l’esercizio in maniera fedele, ascoltando il suo corpo e arrestando l’eiaculazione ogni volta che la sentiva arrivare. La luna oscillava pazzamente alla finestra. Poi accadde qualcosa di sconvolgente. Poco dopo una delle sue quasi-eiaculazioni, provò un orgasmo. La sensazione gli rese tutto il corpo, tanto che cacciò un grido, stringendo Undine con tutta la forza che aveva, e sentì il piccolo sapore di Dio che lo attraversava. Poi l’orgasmo terminò, e si rese conto che non era venuto. Il suo membro era ancora eretto e si sentiva stranamente lucido, incredibilmente sveglio e attento.

— Cos’è stato? — domandò con tono esterrefatto.

— Ora capisci — disse Undine. — L’orgasmo non è solo uno spruzzo di liquido salato. — Si stava muovendo sopra di lui come una nave nella calma dopo la tempesta, i suoi occhi socchiusi, la sua bocca mezza aperta. Si leccò le labbra e sorrise in maniera quasi di scherno. I suoi capelli e i suoi seni erano intrisi di sudore. — È da un po’ che non mi parli di Gregorian. Hai forse esaurito le domande?

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