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Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]

Электронная книга - «Domani il mondo cambierГ  [=Stazioni delle maree / Stations on the Tide - it]». Краткое содержание книги:

Domani il mondo cambierà è un romanzo affascinante e ricco d’azione, ma che si presta a molte letture. Siamo su un pianeta distante anni-luce dalla Terra, in un’epoca in cui l’umanità si è ormai stabilita fra le stelle: ma la grandiosa tecnologia che permette all’uomo di imbrigliare le forze dell’universo qui non è mai arrivata. Non è un caso: il pianeta è tenuto in isolamento artificiale, una specie di “quarantena” tecnologica che potrà essere spezzata solo con un gesto disperato, un furto di sapore prometeico… L’avvincente storia raccontata da Swanwick è quella di tale furto, della caccia all’uomo che ne segue e di un mondo intero sull’orlo di un cambiamento epocale: quello promesso dalla nuova scienza e quello a cui il pianeta va periodicamente incontro a causa delle sue insolite caratteristiche climatiche. Un libro d’avventura con una storia diversa, per scoprire uno dei migliori romanzieri americani affacciatisi alla scena negli anni Ottanta.

Anche pubblicato come Stazioni delle maree.

Vincitore del premio Nebula in 1991.
Nominato per i premi Hugo e Campbell in 1992.
Nominato per il premio di Arthur Clarke in 1993.
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— Oh, il cuore è come un uccellino — cantò con voce dolcissima, facendo oscillare le anche con la musica — che si posa sulla tua mano.

Quella donna era una trappola, il burocrate lo aveva già percepito. Gregorian aveva piazzato i suoi ami appena sotto la sua pelle, e se lui l’avesse baciata, quegli ami sarebbero penetrati nella sua, infilandosi in profondità in un modo inestricabile, permettendo al mago di giocarselo come fosse un pesce, lasciandolo correre per poi riavvolgere il filo, stancandolo fino al punto in cui non avrebbe più avuto la forza di reagire e si sarebbe lasciato spofondare fino al fondale della sua vita, morendo.

— E se tu non lo afferri… — Stava aspettando.

Avrebbe fatto meglio ad andarsene, ora. Avrebbe fatto bene a voltarsi e a uscire da quel luogo.

Invece allungò una mano verso il volto della strega e lo sfiorò con espressione meravigliata. Le labbra di lei si rivolsero verso le sue, avvinghiandosi in un bacio profondo. Il costume cadde al suolo con un fruscio. Le mani di lei si infilarono sotto la sua giacca, aprendogli i bottoni della camicia. — Non essere così delicato — disse.

Piombarono sul letto, e lei lo infilò dentro di sé. Era già umida e spalancata, calda, morbida e scivolosa. Entrò in contatto con il suo ventre bianco e soffice, poi con le punte dei suoi seni. Aveva appena superato la sua migliore età, ed era come congelata nell’istante prima della lunga scivolata verso la vecchiaia. Anche per questo, il burocrate la trovava particolarmente stimqlante. Non sarà mai più così bella, pensò, così matura e ricca di linfa. La strega gli avvolse le gambe attorno alla vita e iniziò a farlo oscillare come una nave in mare, delicatamente dapprincipio, poi sempre più veloce, come se stesse montando una tempesta.

Undine, pensò il burocrate senza alcun motivo. Ysolt, Esme, Theodora… Le donne da queste parti hanno nomi come fiori secchi, o foglie autunnali.

Una ventata fece oscillare selvaggiamente il fuoco di cera, spedendo la luce ai quattro angoli per poi diffonderla nuovamente. Undine lo baciò con furia sul volto, sul collo e sugli occhi. Con il letto che scricchiolava sotto di loro, presero a rotolare, sotto, sopra, sotto, sopra e di nuovo sotto, finché il burocrate non riuscì più a capire chi era sopra e chi era sotto, dove iniziava il suo corpo e dove finiva quello di lei, di chi fosse quale corpo. Poi, infine, divenne l’oceano stesso, facendogli perdere ogni cognizione di sé, lasciandolo annegare nel nulla.

— Ancora — disse.

— Temo che tu mi abbia scambiato per qualcun altro — rispose il burocrate con tono affettuoso. — Qualcuno decisamente più giovane di me. Se sei disposta a aspettare una ventina di minuti, sarò più che felice di riprovarci.

La strega si alzò a sedere, facendo oscillare leggermente i suoi magnifici seni. Deboli raggi della luce di Caliban penetravano dalla finestra, sfiorando i loro corpi. La candela si era consumata da tempo. — Vuoi dire che non conosci il metodo attraverso il quale un uomo può avere un orgasmo dopo l’altro senza mai eiaculare?

Il burocrate scoppiò a ridere. — No.

— Le ragazze non andranno certo pazze per te se devi fermarti per mezz’ora ogni volta che vieni — disse la donna con tono di scherno. Poi divenne improvvisamente seria. — Ti insegnerò. — Prese in mano il suo membro, spingendolo su e giù, divertita dalla sua mollezza. — Dopo i venti minuti che hai vantato. Nel frattempo, ti mostrerò qualcosa di interessante.

Prese la coperta e la usò a mo’ di saio per coprirsi le spalle. Nella luce fioca della notte era un costume alquanto strano, con le maniche che toccavano terra e il retro che non le arrivava nemmeno alle gambe, mettendo in mostra due pallide mezze lune. Completamente nudo, il burocrate la seguì fino alla radura dietro alla capanna. — Guarda — disse la strega.

Una luce colorata di rosa, di azzurro e di bianco aleggiava sopra il terreno. I cespugli di rosa erano intrisi di una luminosità color pastello, come se fossero già annegati nelle profondità dell’oceano. Il terreno era stato scavato di recente, smosso e rigirato, e ora era intriso di un pallido fuoco luminoso. — Cos’è? — domandò il burocrate con tono meravigliato.

— Idrobatteri. Posseggono una biofosforescenza naturale. Si trovano ovunque nel terreno, qui nel Tidewater, ma di solito solo in tracce, in piccoli quantitativi. Sono molto utili nelle arti spirituali. Ora presta attenzione, perché ti sto per spiegare un piccolo mistero.

— Ti ascolto — disse il burocrate, non capendo dove volesse arrivare.

— L’unico modo per forzare una fioritura del genere è seppellendo un animale sottoterra. Quando il corpo inizia a decomporsi, gli idrobatteri si cibano dei prodotti della decomposizione. Ho passato l’ultima settimana avvelenando cani e seppellendoli qui.

— Tu hai ucciso cani? — domandò con tono disgustato.

— Una cosa rapida. Che cosa credi che accadrà loro, quando verrà la marea? I cani sono come le rose, non hanno capacità di adattamento. Così, la gente della società umana ha organizzato la Settimana del Controllo Canino, e mi hanno pagato a cadavere. Nessuno è disposto a portarsi un branco di randagi al Piedmont. — Fece un cenno con la mano. — C’è una pala appoggiata alla capanna.

Il burocrate prese la pala. Nel giro di un mese, quella terra si sarebbe trovata sott’acqua. Immaginò i pesci che nuotavano nelle case mentre i cani galleggiavano con le bocche spalancate, incastrati a testa in giù in grovigli di cespugli di rose. Avrebbero dovuto marcire completamente, prima che i signori affamati delle maree accettassero le loro carcasse. Seguendo le indicazioni della strega, spalò i punti più luminosi del terreno, scaricando la terra luminescente in un vecchio secchio arrugginito mezzo pieno d’acqua. La terra precipitava sul fondo, mentre luminosi turbini di fosforescenza rimanevano sul pelo dell’acqua. Undine raccolse la melma luminosa dalla superficie dell’acqua con un raschietto di legno e la depositò in una larga padella. — Quando l’acqua evapora, rimane una polvere che è ricchissima di idrobatteri — disse. — Poi va lavorata ancora, ma questa è la forma più concentrata, e così com’è me la posso portare al Piedmont. Adesso è diffusissima da queste parti, ma lassù non se ne trova proprio.

— Raccontami di Gregorian — disse il burocate.

— Gregorian è l’unico uomo assolutamente malvagio che abbia mai conosciuto — disse Undine. La sua espressione divenne improvvisamente fredda, dura e rigida come le pianure rocciose di Caliban. — È più furbo di te, più forte di te, più bello di te e molto più determinato. Ha ricevuto un’educazione extraplanetaria almeno pari alla tua, è maestro in arti occulte nelle quali tu nemmeno credi. Sei un pazzo a sfidarlo. Sei già un uomo morto e non lo sai nemmeno.

— Lui certamente vorrebbe che lo credessi.

— Gli uomini sono tutti degli sciocchi — disse Undine. Ora la sua voce era di nuovo pacata, la sua espressione sprezzante. — Lo hai mai notato? Se fossi io nella tua posizione, farei in modo di ammalarmi, o di sviluppare degli scrupoli morali sulla natura della tua missione. Magari comprometterei parzialmente la mia carriera, ma almeno mi risparmierei l’imbarazzo.

— Quando lo hai conosciuto? — Il burocrate scaricò un’altra badilata di terra nel secchio, facendo salire in superficie turbini selvaggi di fosforescenza.

— È stato l’anno in cui ho fatto la fantasma. Ero una trovatella. Madame Capaspe mi comprò l’anno che sanguinai per la prima volta; mi trovava promettente. Ero un esserino già timido e spettrale di per sé, e lei mi impose subito la disciplina dell’invisibilità come parte del mio addestramento. Stavo sempre nell’ombra e non parlavo mai. Dormivo in orari strani e in luoghi strani. Quando avevo fame, mi infilavo in case di sconosciuti e rubavo il cibo dalle loro tavole e dalle loro dispense. Se mi vedevano, Madame mi picchiava. Ma dopo il primo mese, non venni più vista da nessuno.

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