Maestro del passato [Past Master - it]
- Автор: Лафферти Рафаэль Алоизиус
- Год: 1972
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:
«Questo perché si diceva con eccitazione che alcune vette delle nostre montagne perforavano il cielo. Naturalmente, avevano da tempo parlato con dei pesci i quali affermavano di essere saliti fino all’estremo limite del cielo per poi uscire, balzando attraverso di esso, ricadendovi sopra. Ma chi crede ai pesci?»
— Hai veramente parlato con i pesci, Rimrock?
— Perché no, Thomas? Non parliamo con gli uomini, che sono creature infinitamente più complicate? Ma la storia che ci avevano narrato i pesci era vera. È un ricordo che emerge quasi da un’altra vita: la nostra epica impresa di allora. Io facevo parte della prima spedizione. Salimmo ad altezze sempre più vertiginose. Poi ci arrampicammo lungo le pareti a picco della montagna che costituiva il bordo del mondo: tutte le nostre storie affermavano che questa montagna penetrava veramente nel cielo. Salimmo per più di dieci chilometri, sempre timorosi di non riuscire a sopravvivere a simili altezze.
«Avevamo sempre creduto, fin dal giorno in cui avevamo ricevuto il dono della ragione, che il cielo fosse a una distanza infinita da noi, e che rimanesse sempre inchiodato a quella distanza per quanto ci arrampicassimo. Poi scoprimmo che non era vero. Eravamo, ora, molto vicini al cielo, e la nostra eccitazione divenne quasi follia. Giungemmo giusto al di sotto del cielo; riuscivamo a toccarlo con i nostri arti. Nonostante tutti i nostri terrori, la morte non ci ghermì, anche se avevamo compiuto un’impresa incredibile.»
All’inizio Rimrock aveva parlato muovendo la bocca gommosa. Ma da qualche minuto la sua bocca era chiusa, e stava parlando direttamente nella mente di Thomas. Poteva impiegare ambedue i sistemi di comunicazione, e spesso non si rendeva conto del passaggio dall’uno all’altro.
— Poi ci spingemmo oltre, forando il cielo, e uscimmo, senza fiato, nel mondo che è al di sopra del cielo — concluse Rimrock. — Dal vostro punto di vista eravamo semplicemente usciti dagli oceani raggiungendo la terraferma. Ma voi non siete in grado di valutare la grandezza dell’impresa. Voi l’avete fatto in un’epoca troppo lontana, e perfino il vostro subconscio l’ha dimenticato. Ma come potete dimenticare che vivete sopra il cielo? Come potete dimenticare, tutte le volte che camminate, che vi state muovendo sopra una crosta sottile in cima a un edificio alto cinquemila piani? Lo sapete che neppure gli uccelli che volano più in alto riescono a sollevarsi a un decimo dell’altezza alla quale ci troviamo ora?
«Thomas, io sono stato uno dei primi a forare il cielo e a toccare le sue rive — proclamò Rimrock. — Io sono stato uno degli eroi primordiali. E scoprimmo che le rive del cielo erano cosparse di conchiglie a forma di stella, come se anch’esse fossero un simbolo. Spero che la capacità di meravigliarmi non mi abbandoni mai! »
— Ad ogni istante ti capisco di più — disse Thomas. — Non attraverso le parole, ma per le antichissime immagini che stai evocando.
— La gente normale ha sigillato per sempre quell’oceano interiore che faceva parte di ogni uomo — aggiunse Rimrock. — Ha chiuso l’oceano, ha macinato i suoi mostri e li ha usati come fertilizzanti. Ecco perché ci mostriamo così spesso nei sogni della gente. Sostituiamo i mostri che hanno perduto.
— A quale lavoro vi dedicate, voi ansel? — domandò Thomas.
— Alcuni si occupano di comunicazioni, dal momento che ciascuno di noi è un centro di comunicazione. Ma molti di noi lavorano come sommozzatori, saldatori sottomarini, costruttori di dighe… Hai capito, vero? L’acqua è sempre il nostro elemento naturale, ma le acque che circondano Cathead, dove lavoro io, sono talmente sporche, a causa delle industrie che vi proliferano senza controllo, che cominciamo a provarne un grave fastidio. Gli abitanti di Cathead sputano brandelli di polmone a causa dell’aria contaminata. Tutte le nostre vesciche soffrono a causa dell’acqua inquinata. È un lusso raro, per noi, poterci tuffare per un giorno o due in un ambiente dove l’acqua sia tersa e l’oceano pulito.
— Vi pagano bene per i vostri lavori sottomarini, Rimrock?
— No, uno stoimenof d’or alla settimana. — Lo stoimenof d’or era una moneta insignificante.
— Perché mai lavorate per denaro? Non indossate vestiti, non avete bisogno di case e non mangiate cibo venduto per denaro. Cosa fate della vostra paga?
— Giochiamo a fan-tan — spiegò l’ansel.
Bene, ed Evita, cos’era? Non lo sappiamo. Thomas non lo seppe mai, e neppure lei lo sapeva con certezza. Faceva parte di coloro che avevano scelto Thomas, non era stato Thomas a scegliere lei.
— Tutti, su Astrobia, si stupiranno molto se non viaggi con una donna — gli aveva detto Evita. — Nessuno lo ha mai fatto prima. Penseranno che tu non approvi l’Ideale dorato di Astrobia. So che non vuoi dare l’impressione di fare il difficile, e meno ancora di essere una persona impossibile, e io non sono disposta ad accettare che un’altra persona si accompagni a te.
— Ma io sono un uomo difficile e impossibile, e questo non mi preoccupa affatto — ribatté Thomas. — Lasciami, giovane strega ossuta. Ho visto dei passeri ancora nel nido: be’, avevano più carne sulle ossa di te.
— Lo sai benissimo che non è vero. A quale razza di otri sfasciati davi la preferenza, ai tuoi giorni? Io sono abbastanza in carne, e soda, e mi considerano la più bella donna di Astrobia. In più, scoprirai che sono intelligente e che, anzi, eccello proprio per questo. Astrobia, anche se forse non te ne sei ancora accorto, invece eccelle solo per la mediocrità.
— A torto ti chiamano Evita: il tuo nome è falso. Non sei Eva, ma Lilith la strega, il demonio creato prima di lei.
— Io sono entrambe. Non sapevi che erano una sola persona? E ho anche una ragione personale. Quando ho deciso per puntiglio di andare all’Inferno, mi sono prefissa uno scopo: sedurre un santo. Ma in quale altro posto potrei trovarne uno? Non ne hanno canonizzato nessuno da centinaia d’anni. Tu, piccolo grande Thomas, venuto dal tempo in un mondo, che non è il tuo, sei l’unico santo che abbia le carte in regola e che io possa mai incontrare.
— Così, nessuno di noi due appartiene più al mondo della carne — disse Thomas. — E tu stessa sei ora in preda a una passione ben più profonda, che preclude ogni altra cosa. Vieni, dunque, strega bambina. Se ci capitasse di trovarci affamati in qualche radura, ti cucineremo allo spiedo, ti spezzeremo le costole e le cosce e ti divoreremo fino all’ultima briciola, e dopo un’ora saremmo di nuovo affamati.
Stava scherzando. Lei era di corporatura piuttosto abbondante, e gli sorrise. Il colore dei suoi capelli? Il colore dei suoi occhi? Il suo incredibile profilo? No, no, non è questo il luogo. Non li conoscerete fino all’Ultimo Giorno, e, anche allora, soltanto se sarete tra i beati.
Scrivener? Slider? Maxwell? Copperhead? Chi erano costoro? Com’era la mente e com’era il corpo di ciascuno di loro? Ascoltate Slider:
— Siamo ancora in equilibrio sul filo, oppure il filo si è spezzato ancora prima dell’atto ufficiale (del resto ormai imminente) che si propone di spezzarlo? L’antico comando diceva di portare il messaggio alle genti. Ma noi non siamo quelle genti. Noi siamo qualcosa di diverso. La promessa diceva che la trascendenza sarebbe durata fino alla fine del mondo. Ma noi non siamo il mondo. Noi siamo un mondo diverso, a noi non è stata fatta alcuna promessa. Non possiamo neppure presumere di essere umani. Fino a che punto si è spinta la mutazione verificatasi con Astrobia? Quanti di noi sono dei Programmati? E quant’è grande l’eredità dei Programmati, anche in noi che crediamo ancora d’appartenere all’antica umanità? Le nostre menti e i nostri corpi sono cambiati.