Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Maestro del passato [Past Master - it]
Maestro del passato [Past Master - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Maestro del passato [Past Master - it]

Электронная книга - «Maestro del passato [Past Master - it]». Краткое содержание книги:

Il “migliore dei mondi possibili” è Astrobia, pianeta costruito sul modello dell’Utopia, dove agi e ricchezze sono a disposizione di chi li vuole. Ma proprio quando il sogno sta per realizzarsi ecco scoppiare una crisi inspiegabile: perché la gente volta le spalle al benessere e sceglie di vivere nel pericolo, negli stenti? I capi di Astrobia non lo sanno, e decidono di chiedere aiuto al passato, cercando nella Storia un leader che possa salvare la loro civiltà perfetta. Inizia così uno dei romanzi più ironici e profondi degli ultimi anni. Un’opera inesauribile, allegorica e umana, che mostra realtà e sogno, mostri e astronavi, assassini meccanici e individui programmati. Un futuro di paria e di dominatori, dove il sublime si alterna al mediocre e dove sovrastano sulla scena figure misteriose: il Rimrock, la creatura oceanica, Evita, la strega bambina, e soprattutto il fondatore e insieme il più grande avversario dell’Utopia: Thomas More, il “Maestro del passato”. Nominato per il premio Hugo in 1969.
1 ... 12 13 14 15 16 17 18 19 20 ... 56
Перейти на страницу:

— E cosa farai, se io sarò qualcosa di più di un semplice giocattolo?

— È una fortuna che io abbia tanti volti, e così diversi. Che io possa essere crudele senza rimpianti: posso agire in modo assai sgradevole quando la situazione lo richiede, Thomas, non ti permetterò di diventare qualcosa di più di un giocattolo. Una sola mossa falsa, e tu sarai un giocattolo rotto. La politica è una scienza, ormai, e io sono il suo unico grande sacerdote. Credimi, io sono il solo che sappia veramente ciò che sta accadendo. Sono io la causa di tutto. Quando Kingmaker se ne lava le mani, assolvendo così se stesso, sono io che prendo il controllo. E se tu sarai qualcosa di più di un giocattolo, prenderò il controllo io.

— Il momento più buio prelude sempre a un’aurora falsa — osservò Fabian Foreman. — Il gallo pazzo ha già cantato (c’erano anche ai tuoi tempi i galli, Thomas, o forse confondo i secoli? ) ma è ancora notte. Astrobia è stata una falsa aurora, e ora noi crediamo che quell’aurora non finirà mai.

— Mi sembra che qui ci sia abbastanza luce — rispose Thomas. — Se questa è ancora la notte, a cosa assomiglia il giorno?

— Ma ci sbagliamo, se crediamo che le tenebre possano durare per sempre — continuò Foreman. — Se l’aurora vera non fa in fretta ad arrivare, non arriverà più niente. La notte finirà, o con la venuta del giorno, o con la venuta del nulla. Mi dispiace però che il prossimo sole debba sorgere dietro una nuvola particolarmente sporca. Ma, semplicemente, non vedo altro modo di sistemare le cose.

— Sei proprio tu quello che farà sorgere il sole, Foreman?

— Proprio così, Thomas. Sarò proprio io che farò sorgere questo sole. Pensavi che il sole potesse sorgere per virtù propria? O che qualcun altro avrebbe potuto farlo sorgere al mio posto?

— Proctor è convinto di essere lui a far marciare le cose su Astrobia.

— Sono io che faccio marciare Proctor, Thomas.

— Dice anche che quando Kingmaker se ne lava le mani, assolvendo così se stesso, è lui, Proctor, che prende il controllo.

— Naturalmente. Kingmaker è l’azione, Proctor è la reazione e l’annichilazione. Kingmaker agisce con grandiosità; Proctor reagisce fulmineo, sfruttando la sorpresa. Io, astutamente, li aiuto entrambi. E sono il solo che sa interpretare i risultati.

Ancora una volta dal fondo della mente di Thomas, da un groviglio di ragnatele polverose che avvolgono una bottiglia di spumante, escono novanta secondi di orrore e di agonia: un dramma che si svolge sulla falsariga dei fatti e che ne mette a nudo le radici.

Foreman, il volto grifagno deformato da una smorfia dolorosa, sedeva a un rozzo tavolo di legno, più rozzo di qualsiasi altro di Astrobia. C’erano trenta conchiglie disposte sul tavolo davanti a lui, con le quali giocherellava, contandole. Piangeva, ma alla maniera di un falco, goffo e impacciato, tossendo e stridendo orrendamente. — Così dev’essere — gracchiava. — Non c’è altro modo.

Ma una delle conchiglie era in realtà un guscio d’uovo, e Foreman il Falco sobbalzò quando se ne accorse. Poi venne un tuono e si sedette al suo tavolo: — È un pulcino di falco che stai distruggendo — disse il tuono. — Non c’è dolore al mondo più grande del tuo.

— So come il gatto fissa un uccello — fece Thomas a Foreman (l’attimo del Passaggio era volato via), — e so in qual modo un uccello può essere utile al gatto. Tuttavia, tu non riuscirai a fare un boccone di me. Sono un uccello coriaceo, ti garantisco. E adesso vedo che sei un falco, e non un gatto, ma tuttavia cerchi di assalirmi.

— Di che cosa stai parlando, piccolo Thomas?

— Anche Proctor mi ha chiamato così, e anche lui faceva le fusa, nel dirmelo. I vostri rispettivi animali si confondono, voi non siete della stessa razza degli animali terrestri, Foreman, e ho l’impressione che tu mi stia mettendo con le spalle al muro. Una volta che mi sia lasciato mettere con le spalle al muro, sarà poi la mia stessa ostinazione a impedirmi di uscire da quella situazione.

— Sono costretto a mettere tutti in situazioni senza uscita. E mi sento molto solo, poiché sono l’unico a vedere le cose chiaramente, con tanto anticipo. E poi, quando ti è successo per la prima volta, non c’è stato anche allora qualcuno a metterti con le spalle al muro? Qualcuno che sapeva che eri troppo ostinato per salvarti? Sai almeno chi è stato? Vuoi che te lo dica io, Thomas?

— No, non voglio saperlo, poiché sospetto chi fosse l’uomo, così stimato, che fu causa del mio assassinio. Ma quella prima volta non è ancora venuta, per me. Il tuo pilota mi ha strappato alla morte sulla Terra mille anni fa, pochi mesi prima che mi ghermisse. Non capisco bene cosa mi accadde quella prima volta, poiché, capisci? non mi è ancora accaduta…

— Ma io lo so, Thomas. Sì, un uomo ti ha già messo con le spalle al muro, allora, e io ti ci metterò di nuovo, in questa occasione. Non ti sarai aspettato una fine diversa, spero. Quella prima volta, gli effetti sono stati limitati. è servita a salvare per metà una situazione disperata. Questa volta servirà a molto di più. Non assolverò me stesso e neppure me ne laverò le mani, ma sentirò la tua mancanza.

— Foreman, qui su Astrobia sembra che tutti mi nascondano qualcosa. Tutto è meraviglioso su Astrobia, così mi dicono, e pare anche a me, a parte una zona relativamente piccola che è comparsa da poco e presto sparirà. Ma, invece, questa zona si estende.

«Il male di Astrobia non può consistere solo nel fatto che un gruppo di persone ha adottato una forma di economia retrograda e un sistema di vita dimenticato. Non può neppure consistere nel fatto che abbiano fatto ritorno a una vita dura e difficile, immergendosi nella povertà senza coercizione alcuna e senza alcuna ricompensa visibile. Vi sono stati culti consimili anche in altri periodi storici. Se il male consistesse soltanto in questo, non mi avreste chiamato per curarlo, o per fare da paravento a chi ha la pretesa di farlo. Bene, c’è qualcosa di molto malato in questo mondo; c’è una meravigliosa febbre dorata che uccide. Io non ne capisco neppure i sintomi. E uno dei ‘duri’ di Cathead mi ha detto che avrei confuso la malattia con la cura.»

— Quel «duro» di Cathead aveva ragione almeno per metà, Thomas. Cathead è per molti sinonimo di pazzia. Un ritorno alla povertà più abbietta, una scelta fatta liberamente da milioni di persone; da più di un decimo della popolazione di Astrobia, fino ad oggi. Hai detto di aver visto la miseria che regna laggiù. No, non puoi averla conosciuta in due giorni e due notti. Sono i lunghi anni di quella miseria che ti corrodono fino alle ossa e ti rivoltano solo a immaginarli. Ma i sostenitori di Cathead affermano che attraverso il loro esperimento stanno riscoprendo la Vita. Questo, io non sono in grado di spiegartelo, ma neppure loro: dovresti sperimentarlo tu, sulla tua pelle, e non hai abbastanza tempo per farlo. Lo potrai capire, forse, negli ultimi istanti della tua vita.

— Forse lo capirei già ora, se soltanto ci fosse qualcuno con cui poter ragionare.

— Oh, i due mondi si stanno divorando tra loro, ma chi può dire quale dei due sia giusto, e quale, invece, sbagliato? Cathead non è la malattia, e neppure la cura. è soltanto un’eruzione cutanea, un effetto superficiale della malattia. Noi siamo ancora più malati di Cathead e del Barrio. Finiremo per morirne!

«Io ho già messo a punto dei piani per una completa rinascita, o, quanto meno, per creare qualcosa di diverso, che potrebbe anche assomigliare, ma non esattamente, al mondo d’oggi. Ora ci concentriamo sui particolari, finché il mondo muore. Uomini peggiori di te ci sono stati utili nelle cose meno importanti; tu ci sarai utile in quella più importante. E dopo la tua morte ci sarai ancora più utile.»

— Dannazione, ma per voi io sono già morto!

— Sì. Io la vedo così. è la tua morte che ci serve oggi, su Astrobia. Quello che ci riserva il futuro è terribilmente confuso, ma tutto potrebbe risolversi ancora per il meglio, una volta usciti da questo guaio.

1 ... 12 13 14 15 16 17 18 19 20 ... 56
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)