La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Darlin guardò di nuovo Rand e si soffermò qualche attimo su Min. Abbassò la balestra e fece un impercettibile cenno col capo, quello di un sommo signore di Tear verso un esponente della piccola nobiltà. «Sei il benvenuto, lord Tomas. Ci vuole un uomo coraggioso per unirsi a noi, date le attuali circostanze. Al’Thor potrebbe scatenarci contro i suoi selvaggi in qualsiasi momento.» Lady Caraline gli lanciò un’occhiata esasperata, che l’uomo finse di ignorare.
Notò anche che l’inchino di Rand in risposta al suo saluto non era stato affatto profondo; aggrottò le sopracciglia. Una donna bella e tenebrosa mormorò arrabbiata qualcosa: aveva il volto lungo e duro, avvezzo all’ira, e un tipo massiccio, dall’aspetto minaccioso, che indossava una giubba verde chiaro con delle strisce rosse, fece avanzare il cavallo di alcuni passi, come se avesse pensato di travolgere Rand.
«La Ruota gira come vuole» rispose Rand con freddezza, come se non si fosse accorto di nulla. Il Drago Rinato che parlava con... con una persona qualsiasi. Arroganza a non finire. «Non tutto va come ci aspettavamo. Per esempio, avevo sentito dire che ti trovavi a Tear, in Haddon Mirk.»
Min avrebbe voluto avere la forza di parlare, di osare dire qualcosa per farlo calmare, invece si limitò a carezzargli un braccio. Con indifferenza. Una moglie — una parola che di colpo le sembrava perfetta — che carezzava suo marito. Un’altra bella parola. Luce, com’era difficile comportarsi correttamente!
«Il sommo signore Darlin è arrivato di recente con una barcaccia insieme ad alcuni degli amici più stretti, Tomas.» La voce gutturale di Caraline non era cambiata, ma il. suo castrone si impennò d’un tratto, senza dubbio per via di un forte colpo di sperone e, fingendo di dover recuperare il controllo dell’animale, la donna si voltò verso Rand lanciandogli uno sguardo ammonitore. «Non dare fastidio al sommo signore, Tomas.»
«Non importa, Caraline» rispose Darlin, appendendo la balestra alla sella. Si avvicinò a lei e poggiò una mano sull’alto arco della sua sella. «Un uomo deve sapere a cosa va incontro. Forse hai sentito le storie su Rand al’Thor alla Torre, Tomas. Io sono venuto perché mesi fa sono stato avvicinato da alcune Aes Sedai che hanno tentato di avvisarmi sul futuro, e tua cugina mi ha informato di aver ricevuto lo stesso tipo di visita. Abbiamo pensato che forse potevamo metterla sul trono del Sole prima che Colavaere potesse prenderlo. Be’, al’Thor non è uno sciocco. Non credere mai nemmeno per un momento che lo sia. Io personalmente penso che stia suonando la Torre come un’arpa. Colavaere è stata impiccata, lui siede al sicuro dietro le mura di Cairhien, e secondo me senza essere imbrigliato dalle Aes Sedai. Ci scommetto non m’importa di quello che si dice in giro, e fino a quando non troveremo il modo di toglierci d’impaccio, restiamo seduti sul suo palmo, in attesa che stringa il pugno.»
«Sei venuto con una barcaccia» ripeté Rand. «Potresti andar via nello stesso modo.» Min si accorse d’improvviso che Rand le stava dando dei colpetti gentili sulla mano che lei gli aveva appoggiato sul braccio. Stava cercando di calmarla!
Sorprendentemente, Darlin reclinò indietro il capo e si mise a ridere. Molte donne avrebbero dimenticato volentieri il suo naso per quella risata e quegli occhi. «È vero, lo farebbe, Tomas, ma ho chiesto a tua cugina di sposarmi. Non ha ancora risposto sì né no, ma un uomo non può abbandonare alla mercé di quegli Aiel una moglie, per quanto eventuale, e lei non vuole andare via.»
Caraline Damodred si drizzò sulla sella, il volto era abbastanza freddo da far vergognare un’Aes Sedai, ma di colpo attorno a lei e Darlin lampeggiarono delle auree rosse e bianche e Min ne capì il significato. I colori non parevano importanti, ma sapeva che si sarebbero sposati dopo che... Caraline lo avrebbe costretto a correrle dietro per un bel po’. Ma c’era di più. A un tratto vide apparire una corona sulla testa di Darlin, un semplice cerchio d’oro con una spada leggermente incurvata proprio sulle sopracciglia. La corona da re che un giorno avrebbe portato, anche se non sapeva di quale nazione: Tear aveva i sommi signori, non i re.
L’immagine e le auree scomparvero, e Darlin fece voltare il cavallo per guardare Caraline. «Oggi non c’è niente da fare. Toram è già tornato all’accampamento. Suggerisco di fare lo stesso.» I suoi occhi azzurri investigarono velocemente i dintorni. «Sembra che tuo cugino e sua moglie abbiano perso i cavalli. Se ne saranno andati in un momento di distrazione» aggiunse rivolgendosi a Rand con tono di voce amichevole. Sapeva bene che non avevano alcun cavallo. «Ma sono sicuro che Rovair e Ines cederanno i loro animali. Una camminata all’aria fresca farà loro del bene.»
L’uomo robusto con la giubba a righe rosse smontò all’istante dall’alto baio, con un sorriso adulatore rivolto a Darlin e uno molto meno caloroso, anche se altrettanto untuoso, per Rand. La donna dal volto scontroso aspettò un momento prima di smontare dalla sua giumenta grigio argento. Non sembrava affatto contenta.
Nemmeno Min lo era. «Intendi andare nel loro accampamento?» sussurrò, mentre Rand l’accompagnava ai cavalli. «Sei pazzo?» aggiunse senza pensare.
«Non ancora» rispose sommessamente Rand, toccandole il naso con la punta di un dito. «E lo so grazie a te.» Quindi la sollevò e la mise a sedere sulla giumenta, per poi montare in sella a sua volta, dirigendosi vicino a Darlin.
S’incamminarono verso nord e poi piegarono verso ovest, oltre il pendio, lasciando Rovair e Ines in piedi fra gli alberi a guardarsi in cagnesco. Poiché i due rimasero indietro con i Cairhienesi, gli altri Tarenesi li schernirono, lanciando loro auguri affinché si godessero la passeggiata.
Min avrebbe voluto cavalcare vicino a Rand, ma Caraline le appoggiò una mano sul braccio, facendola rimanere indietro. «Voglio vedere cosa fa» le spiegò con calma. Min si chiese a quale dei due uomini si riferisse. «Sei la sua amante?» chiese Caraline.
«Sì» rispose lei in tono provocatorio, una volta che riprese fiato. Aveva le guance in fiamme, ma l’altra rispose solamente con un cenno del capo, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Forse a Cairhien lo era. Min si rese conto che talvolta tutte le maniere sofisticate che aveva appreso a furia di parlare con la gente mondana erano grossolane come la sua giubba.
Rand e Darlin cavalcavano ginocchio contro ginocchio proprio davanti a loro. L’uomo più giovane era più alto dell’altro, e ognuno era avvolto nell’orgoglio come in un mantello. A ogni modo, stavano conversando. Non era facile sentire cosa dicessero. Parlavano sottovoce, e il fruscio delle foglie morte sotto gli zoccoli dei cavalli, o i rami spezzati, spesso soffocavano le loro parole. Il grido di un falco o lo squittire di uno scoiattolo nascosto fra gli alberi ottenevano lo stesso effetto. Ma si riusciva a cogliere qualche stralcio del loro dialogo.
«Se posso dirlo, Tomas,» disse a un certo punto Darlin, mentre cominciavano a discendere dopo la prima collina «e, per la Luce, non intendo mancarti affatto di rispetto, sei fortunato ad avere quella bellissima moglie. Se lo vuole la Luce, anche io ne avrò una altrettanto avvenente.»
«Perché non parlano di qualcosa d’importante?» mormorò Caraline.
Min si voltò per nascondere un sorrisetto. Lady Caraline non aveva un’espressione scontenta come voleva far credere. A lei personalmente non era mai importato se la ritenessero carina o meno. Fin quando aveva incontrato Rand. In fondo, il naso di Darlin non era poi tanto lungo.
«Io gli avrei lasciato portar via Callandor dalla Pietra,» disse Darlin dopo un po’, mentre risalivano un pendio con degli alberi radi «ma non sono riuscito a rimanere in disparte quando ha portato gli Aiel a invadere Tear.»
«Ho letto le Profezie del Drago» rispose Rand, piegandosi in avanti sul collo del baio e spronando l’animale. Il cavallo era lucido, ma era evidente che fosse senza fondo come il suo padrone, secondo Min. «La Pietra è caduta prima che lui potesse prendere Callandor» proseguì lui. «Ci sono diversi lord tarenesi che lo seguono, o così ho sentito.»