La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
«Io prenderò altro vino» dichiarò Aram, porgendo la sua coppa. Col volto cupo e smunto, in una giacca a strisce rosse e con gli occhi infossati, stava tentando di accomodarsi in una delle sedie da campo pieghevoli, ma la spada assicurata alla sua schiena gli rendeva impossibile appoggiarsi contro lo schienale dai bordi dorati. Breane si diresse verso di lui.
«Ne ha avuto abbastanza» disse Lini bruscamente, e Breane fece marcia indietro. Lini aveva la mano ferma con i servitori di Faile.
Aram borbottò un’imprecazione e si alzò in piedi, scagliando la sua coppa sul tappeto a fiori che fungeva da pavimento. «Farei meglio ad andare da qualche parte dove non c’è una vecchia che mi tormenta ogni volta che mi faccio una bevuta.» Rivolse a Perrin un’occhiata imbronciata prima di uscire a grandi passi dalla tenda. Senza dubbio diretto all’accampamento di Masema. Aveva implorato di essere uno del gruppo mandato dentro Malden, ma non ci si poteva fidare della sua testa calda per quel compito.
«Puoi andare, Lini» disse Berelain. «Breane può occuparsi di noi a dovere.» Per tutta risposta Lini si limitò a sbuffare — ma lo fece suonare quasi delicato —, prima di uscire con la schiena dritta e puzzando di disapprovazione. E ancora senza guardare Perrin.
«Perdonami, mio signore,» biascicò Tylee in toni cauti «ma sembra che tu gestisca i tuoi domestici in modo più... libero... di quello a cui sono abituata.»
«È il nostro costume, generale di stendardo» disse Perrin, raccogliendo la coppa di Aram. Non era il caso di sporcarne un’altra. «Nessuno qui è proprietà.» Se questo suonava brusco, che così fosse. Tylee era arrivata a piacergli, per certi versi, ma questi Seanchan avevano delle usanze che avrebbero fatto vomitare una capra. Prese la caraffa da Breane — lei cercò davvero di trattenerlo per un attimo, accigliandosi verso di lui come per negargli di bere — e si versò da solo il vino prima di porgergliela di nuovo. Lei gli strappò la caraffa di mano. «Ora, cos’è successo? Cos’hanno fatto questi Manti Bianchi?»
«Ho mandato dei raken in esplorazione più lontano che potevano appena prima dell’alba e di nuovo dopo il tramonto. Uno dei volatori stanotte è tornato indietro prima del previsto. Ha visto settemila Figli della Luce in marcia a meno di cinquanta miglia dal mio accampamento.»
«In marcia verso di voi?» Perrin si accigliò nel suo vino invece di bere. «Settemila pare una cifra molto esatta da contare al buio.»
«Pare che questi uomini, loro siano disertori» si inserì Annoura. «Perlomeno il generale di stendardo li vede così.» In un abito di seta grigia, pareva ordinala come se avesse passato un’ora a vestirsi. Il suo naso aguzzo la faceva sembrare simile a una cornacchia che portava trecce ornate di perline nello scrutare Tylee, come se il generale di stendardo fosse un pezzo di carogna particolarmente interessante. Teneva in mano una coppa di vino, ma pareva che non l’avesse toccata. «Ho sentito delle voci secondo cui Pedron Niall sarebbe morto combattendo i Seanchan, ma a quanto pare Eamon Valda, che ha rimpiazzalo Niall, ha giurato fedeltà all’imperatrice di Seanchan» Tylee articolò «che possa vivere per sempre» sottovoce; Perrin dubitava che altri a parte lui l’avessero udita. Anche Balwer aprì la bocca, ma la richiuse senza parlare. I Manti Bianchi erano un suo spauracchio. «All’incirca un mese fa, però» proseguì la Sorella Grigia «Galad Damodred ha ucciso Valda e ha indotto settemila Manti Bianchi ad abbandonare la causa dei Seanchan. Un peccato che sia rimasto immischiato con i Manti Bianchi, ma forse ne può derivare del bene. In ogni caso pare che ci sia una disposizione permanente che questi uomini siano tutti uccisi non appena trovati. L’ho riassunto per bene, generale di stendardo?»
La mano di Tylee si contrasse come se volesse tracciare uno di quei segni contro il male. «È un riassunto adeguato» disse. A Perrin, non ad Annoura. La donna seanchan pareva trovare difficile parlare con una Aes Sedai. «Tranne la parte sul fatto che possa derivarne del bene. Disertare e infrangere giuramenti non può mai essere definito un bene.»
«Deduco che non si stiano muovendo verso di voi, altrimenti l’avresti, detto.» Perrin mise in quella frase un accenno di domanda, anche se nella sua testa non lo era affatto.
«A nord» rispose Tylee. «Sono diretti a nord.» Balwer fece di nuovo per aprire la bocca, poi la richiuse con uno schiocco di denti.
«Se hai un consiglio» gli disse Perrin «allora dallo. Ma non mi importa quanti Manti Bianchi disertano dai Seanchan. Faile è runica cosa di cui mi importa. E non penso che il generale di stendardo lascerà perdere l’opportunità di mettere il collare ad altre tre o quattrocento damane per inseguirli.» Berelain fece una smorfia. Il volto di Annoura rimase impassibile, ma lei prese una lunga sorsata del suo vino. Nessuna delle Aes Sedai si sentiva molto compiacente su quella parte del piano. E neanche nessuna delle Sapienti.
«Non lo farò» disse Tylee con fermezza. «Penso che prenderò del vino, dopotutto.» Breane trasse un profondo respiro prima di muoversi per obbedire e un accenno di paura entrò nel suo odore. Pareva che l’alta donna scura la intimidisse.
«Non negherò che gradi rei un’opportunità di infliggere un colpo ai Manti Bianchi,» disse Balwer con quella sua voce secca come polvere «ma per la verità sento di avere verso questo Galad Damodred un debito di gratitudine.» Forse il suo rancore era una questione personale verso questo Valda. «In ogni caso, non hai bisogno del mio consiglio qui gli eventi sono in movimento a Malden, e anche se non lo fossero dubito che li tratterresti anche solo un giorno. Né l’avrei consigliato, mio signore. Se posso essere così audace, sono piuttosto affezionato a lady Faile.» «Puoi» gli disse Perrin. «Generale di stendardo, hai detto due informazioni?»
La Seanchan prese la coppa che le veniva offerta da Breane e lo guardò in modo così deciso che era chiaro che stava evitando di guardare altri nella tenda. «Possiamo parlare da soli?» chiese piano. Berelain scivolò lungo il tappeto per appoggiargli una mano sul braccio e sorridergli. «Per Annoura e me non è un problema andarcene» disse. Per la Luce, come poteva qualcuno credere che ci fosse qualcosa tra loro due? Era più bella che mai, vero, eppure l’odore che gli ricordava un gatto in caccia l’aveva abbandonata da così tanto tempo che se lo ricordava a malapena. Il suo odore di base era pazienza e determinazione, ora. Era giunta ad accettare che lui amava Faile e solo Faile, e pareva decisa a vederla liberata quanto lui.
«Potete restare» disse. «Qualunque cosa tu abbia da dire, generale di stendardo, puoi dirla di fronte a tutti qui.»
Tylee esitò, lanciando un’occhiata ad Annoura. «Ci sono due grosse compagnie di Aiel dirette a Malden» disse infine con riluttanza. «Una da sudest e l’altra da sudovest. Stando alle stime del morat’raken potrebbero essere lì in tre giorni.»
Tutt’a un tratto ogni cosa nella vista di Perrin parve incresparsi. Percepì sé stesso incresparsi. Breane emise un urlo e lasciò cadere la caraffa. Il mondo si increspò di nuovo e Berelain gli afferrò il braccio. La mano di Tylee parve immobilizzata in quello strano gesto, col pollice e l’indice che formavano una mezzaluna. Tutto si increspò una terza volta e Perrin si sentì come se fosse fatto di nebbia, come se il mondo fosse nebbia con un forte vento in arrivo. Berelain rabbrividì e lui la cinse con un braccio per confortarla. Lei si aggrappò a lui, tremante. Silenzio e l’odore della paura riempirono la tenda. Poteva sentire voci levarsi di fuori e anche quelle suonavano spaventate.