Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I fuochi del cielo
I fuochi del cielo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I fuochi del cielo

Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:

I fuochi del cielo
1 ... 175 176 177 178 179 180 181 182 183 ... 264
Перейти на страницу:

Si interruppe quando un altro che Mat conosceva lo afferrò per la manica, sussurrando con insistenza. Estean dalla faccia di patata sembrava stanco sotto l’elmetto e anche accaldato, gli Aiel gli avevano estorto notizie sulle condizioni della città, così aveva sentito e aveva scommesso a carte con Mat quando erano a Tear. Sapeva esattamente chi fosse lui. Solo il pettorale di Estean aveva delle schegge sulla decorazione dorata. Gli altri si erano limitati a cavalcare in giro, pavoneggiandosi.

L’uomo dal naso aquilino con il mento alto smontò da cavallo e, quando Estean se ne andò, parlò con un tono più misurato. «Senza offesa... ah... lord Mat. Mi chiamo Melanril, della Casata Asegora. In che modo posso servire il lord Drago?» La moderazione prese il posto dell’esitazione ed Estean lo interruppe ansioso.

«Perché dobbiamo fermarci? So che il lord Drago ci ha ordinato di mantenere la posizione, Mat, ma che la mia anima bruci, non c’è onore nel restare immobili e lasciare che gli Aiel conducano la battaglia. Perché dobbiamo inseguirli dopo che sono stati battuti? E poi mio padre si trova in città e...» si interruppe sotto lo sguardo fisso di Mat, che scosse il capo, sventolandosi con il cappello. Questi sciocchi non erano nemmeno dove dovevano trovarsi. Non c’era modo adesso di tornare indietro. Se Melanril voleva andare, e guardandolo Mat non era sicuro che lo avrebbe fatto, anche su presunti ordini del lord Drago, non avevano alcuna possibilità. Era seduto in sella, chiaramente visibile alle vedette Aiel. Se la colonna cominciava a voltarsi per tornare indietro, avrebbero capito di essere stati scoperti e probabilmente avrebbero attaccato mentre i Tarenesi e i Cairhienesi erano tutti mescolati. Sarebbe stato un massacro come se avessero proseguito alla cieca. «Dov’è Weiramon?»

«Il lord Drago lo ha rimandato a Tear» rispose lentamente Melanril. «Per vedersela con i pirati illianesi e i banditi sulle piane di Maredo. Era riluttante, anche per una responsabilità di quella portata, ma... chiedo scusa, lord Mat, ma se il lord Drago ti ha inviato, come mai non sai...»

Mat lo interruppe. «Non sono un lord. E se hai intenzione di sindacare cosa Rand vuole che la gente sappia, domandalo a lui.» Questo mise a posto quel tizio. Non avrebbe interrogato il maledetto lord Drago riguardo a nulla. Weiramon era uno stupido, ma almeno era abbastanza vecchio da essere stato in battaglia. Tranne Estean, che sembrava un sacco di rape legato in sella al cavallo, tutto ciò a cui quei tipi avevano assistito erano una o due risse in una taverna. E forse qualche duello. Una cosa che non sarebbe servita a molto. «Adesso ascoltatemi bene. Quando oltrepasserete quella breccia davanti a voi fra le prossime due colline, gli Aiel vi attaccheranno precipitando su di voi come una valanga.»

Sembrava avesse detto loro che ci sarebbe stato un ballo, con le donne che non vedevano l’ora di incontrare dei giovani lord di Tairen. Si misero a sorridere con impazienza, e cominciarono a far agitare i cavalli, dandosi delle manate sulle spalle e vantandosi di quanti ne avrebbero uccisi. Estean non era parte del gruppo, ma sospirava mentre riponeva la spada nella custodia.

«Non guardate lassù!» scattò Mat. Quegli sciocchi. Tra un minuto li avrebbero attaccati! «Guardate me! Me!» Fu la consapevolezza di chi fosse il suo amico che li fece calmare. Melanril e gli altri con le loro belle armature senza un graffio guardavano corrucciati e impazienti, senza capire bene perché non gli permetteva di iniziare a uccidere i selvaggi Aiel. Se non fosse stato l’amico di Rand probabilmente avrebbero travolto lui e Pips.

Poteva mandarli all’attacco. Li avrebbero fatti massacrati, lasciando i picchieri e i cavalli di Cairhien alle spalle, anche se i Cairhienesi potevano unirsi a loro una volta realizzato cosa stava accadendo. E sarebbero tutti morti. La cosa più astuta era spingerli a procedere mentre lui si dirigeva nella direzione opposta. Il solo problema era che una volta che quegli idioti avessero mostrato agli Aiel che li avevano scoperti, questi potevano decidere di tentare una manovra estrosa, come girargli attorno per colpire questi sciocchi ai fianchi. Se fosse accaduto, non vi era certezza che per lui ci sarebbe stata via libera.

«Quello che il lord Drago vuole che facciate» disse loro, «è procedere lentamente, come se non ci fosse un Aiel nel raggio di centinaia di chilometri. Non appena i picchieri oltrepassano il valico, formeranno un quadrato e voi vi entrerete dentro a doppia velocità.»

«Dentro!» protestò Melanril. Dei mormorii rabbiosi provennero dagli altri giovani lord. Tranne Estean, che sembrava pensieroso. «Non vi è onore nel nascondersi dietro dei puzzolenti...»

«Voi lo farete, maledizione» gridò Mat, tirando le redini di Pips per avvicinarsi al cavallo di Melanril, «o se i maledetti Aiel non vi uccidono, lo farà Rand e qualsiasi cosa lascerà, vi ridurrò in salsicce io personalmente!» Questa conversazione stava durando troppo, gli Aiel adesso si chiedevano di cosa parlassero. «Se siamo fortunati, sarete in movimento prima che gli Aiel possano colpirvi. Se avete archi da cavallo, usateli. Altrimenti restate nei ranghi. Potrete dare seguito alla vostra maledetta carica e saprete quando, ma se vi muovete troppo presto...!» Mat riusciva quasi a sentire lo scorrere del tempo.

Sistemando il fondo della lancia nella staffa, diresse Pips con i talloni verso la colonna. Quando si guardò alle spalle, Melanril e gli altri discutevano e lo guardavano. Almeno non stavano correndo per la valle.

Il comandante dei picchieri era un pallido e magro Cairhienese, molto più basso di Mat e in groppa a un castrone grigio che sembrava fin troppo vecchio. Daerid aveva gli occhi duri e un naso rotto più volte, oltre a tre cicatrici bianche che gli attraversavano il viso, una di esse molto vecchia. Si tolse l’elmetto a forma di campana mentre parlava con Mat. La parte anteriore della testa era rasata. Non era un signore. Forse era appartenuto all’esercito prima che iniziasse la guerra civile, ma i suoi sapevano come creare una posizione fortificata. Non aveva affrontato gli Aiel, ma aveva combattuto contro i briganti e la cavalleria andorana. Forse anche contro altri Cairhienesi, per una delle Casate che si contendevano il trono. Daerid non sembrava impaziente o riluttante, ma un uomo con un lavoro da fare. La colonna si incamminò mentre Mat faceva voltare Pips nella direzione opposta. Marciavano a passo misurato e una rapida occhiata alle spalle rivelò che i cavalli tarenesi non si muovevano più velocemente.

Mat lasciò che Pips andasse più veloce che al passo, ma non troppo. Gli sembrava di sentire gli occhi degli Aiel puntati dietro la schiena, chiedersi cosa aveva detto, dove stava andando e perché. Solo un messaggero che ha fatto la sua ambasciata e sta andando via. Nulla di cui preoccuparsi, pensava. Certo era questo che sperava credessero, ma non rilassò le spalle finché non fu sicuro che non potessero più vederlo. I Cairhienesi aspettavano dove li aveva lasciati. Avevano ancora i fiancheggiatori. Le bandiere e i ‘con’ segnavano il punto dove si erano riuniti i signori, uno ogni dieci forse era di Cairhien. La maggior parte indossava dei pettorali di metallo e quando apparivano delle dorature o lavorazioni in argento erano ammaccati come se un fabbro ubriaco li avesse colpiti. A confronto con alcuni dei loro animali, quello di Daerid sembrava il cavallo da guerra di Lan. Sarebbero stati in grado di fare ciò che andava fatto? I volti che si erano girati a guardarlo sembravano duri, gli sguardi anche di più.

Adesso Mat era nella radura, nascosto agli occhi degli Aiel. Poteva cavalcare e andare via. Dopo aver detto a quella gente cosa li aspettava. Aveva mandato gli altri nella trappola degli Aiel, non poteva abbandonare questi.

Talmanes della casata Delovinde, il suo ‘con’ raffigurava tre stelle gialle in campo blu e sulla bandiera c’era una volpe nera, era anche più basso di Daerid e aveva al massimo tre anni più di Mat, ma era a capo di questi Cairhienesi anche se erano uomini anziani con i capelli grigi. I suoi occhi non erano espressivi come quelli di Daerid. e aveva l’aspetto di una frusta arrotolata. L’armatura e la spada erano estremamente semplici. Una volta detto a Mat il suo nome, l’uomo ascoltò in silenzio il piano, sporgendosi leggermente dalla sella per segnare delle linee in terra con la lama della lancia. Gli altri lord cairhienesi si riunirono in groppa ai loro cavalli e si misero a osservare, ma nessuno con la stessa attenzione di Talmanes, che studiava le mappe di Mat, come anche la sua persona dagli stivali al cappello, compresa la lancia. Quando ebbe finito il tizio ancora non parlava, finché Mat gridò: «Be’? Non mi importa se accetti o meno, ma i tuoi amici si troveranno in mezzo a un mare di Aiel fra non molto.»

1 ... 175 176 177 178 179 180 181 182 183 ... 264
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)