I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
La torre di legno, ormai irriconoscibile, nella sua caduta non aveva risparmiato le Fanciulle, spezzando braccia e gambe, aprendo ferite. Rand guardò mentre una coperta veniva distesa sul viso di una Fanciulla con i capelli rosso oro quasi come quelli di Elayne, con la testa girata a un’angolatura innaturale e gli occhi vitrei. Jolien. Una di quelle che aveva superato fra le prime il Muro del Drago alla ricerca di Colui che viene con l’Alba. Era andata alla Pietra di Tear per lui. Adesso era morta. Per lui. Sei stato abile a tenere le Fanciulle lontane dal pericolo, pensò amareggiato. Davvero molto abile.
Rand riusciva ancora a percepire i fulmini, o meglio, il residuo della loro creazione. Quasi come l’immagine che rimaneva davanti agli occhi dopo il lampo, poteva rintracciare il flusso, anche se stava svanendo. Con sua sorpresa guidava verso ovest, non alle tende. Allora non era stato Asmodean.
«Sammael.» Ne era certo. Sammael aveva inviato quell’attacco al Jangai, Sammael era dietro ai pirati e alle incursioni a Tear ed era stato lui a provocare tutto questo. Piegò le labbra in un ringhio e la voce che ne scaturì fu un rauco sussurro. «Sammael!» Non si accorse di aver fatto un passo fino a quando Aviendha non lo prese per un braccio.
Un momento dopo, Egwene lo teneva per l’altro ed entrambe stavano attaccate a lui come se intendessero piantarlo in terra. «Non essere un completo idiota» disse Egwene, sobbalzando allo sguardo torvo dell’uomo ma senza lasciarlo andare. Si era sistemata di nuovo la fascia marrone attorno alla testa, ma pettinarsi con le dita non era servito a rimettere in ordine i capelli, e la polvere copriva anche la sua giubba e la gonna. «Chiunque ha fatto questo, perché credi che abbia atteso tanto a lungo, fino a quando non ti ha visto stanco? Perché se non riusciva a ucciderti e tu lo avessi inseguito, sarebbe stato una facile preda. Adesso non sei in grado di tenerti in piedi!»
Anche Aviendha lo aveva trattenuto, sostenendo il suo sguardo con uno dei suoi classici. «Tu servi qui, Rand al’Thor. Qui, Car’a’carn. Il tuo onore consiste nell’uccidere quell’uomo, o nel rimanere qui con quelli che hai portato in questa terra?»
Un giovane Aiel arrivò di corsa fra le Fanciulle, con lo shoufa sulle spalle, lancia e scudo che ondeggiavano agilmente. Se pensava che fosse strano trovare due donne che tenevano Rand fra loro, non lo diede a intendere. Guardò i resti della torre, i morti e i feriti con una vaga curiosità, come se si stesse domandando come era potuto succedere e dove fossero i corpi dei nemici. Affondando la punta della lancia in terra davanti a Rand, disse: «Mi chiamo Seirin, della setta Shorara dei Tomanelle.» «Ti vedo, Seirin» rispose Rand con altrettanta formalità. Non era facile con una coppia di donne che lo stringevano come se potesse fuggire.
«Han dei Tomanelle ha delle informazioni per il Car’a’carn. I clan a est stanno muovendosi l’uno verso l’altro. Tutti e quattro. Han vuole unirsi a Dhearic e ha anche chiesto a Erim di andare con loro.»
Rand inspirò e sperò che le donne interpretassero la sua smorfia come una reazione alle notizie. La ferita al fianco gli bruciava e sentiva il sangue espandersi lentamente sulla camicia. Allora non ci sarebbe stato nulla a costringere Couladin a dirigersi a nord una volta che gli Shaido fossero stati sbaragliati. Se fosse accaduto. Non avevano dato alcun segno di debolezza fino a quando erano stati visibili. Perché i Miagoma e gli altri stavano unendosi fra loro? Se volevano andare contro di lui, stavano solo mettendolo in guardia. Ma, se volevano attaccarlo, Han, Dhearic ed Erim sarebbero stati sopraffatti e se gli Shaido resistevano abbastanza a lungo e i quattro clan riuscivano a fare incursione... Dalle colline alberate poteva vedere che era incominciato a piovere sulla città adesso, Egwene e Aviendha non stavano trattenendo le nuvole. Sarebbe stato d’impaccio per entrambe le parti. A meno che le due donne non fossero state in una forma migliore di quel che sembrava, avrebbero potuto non essere in grado di recuperare il controllo da quella distanza.
«Riferisci a Han di fare quello che deve perché non si muovano contro di noi.»
Pur così giovane, a dire il vero aveva circa l’età di Rand, Seirin. sollevò un sopracciglio per la sorpresa. Ma certo. Han non si sarebbe comportato diversamente, e lui lo sapeva. Attese solo fin tanto da assicurarsi che Rand non avesse altri messaggi, quindi si allontanò correndo a fondovalle, veloce come era giunto. Senza dubbio sperava di arrivare a destinazione senza mancare dalla battaglia più del necessario. Anzi, forse era già iniziata, là, verso ovest.
«Ho bisogno che qualcuno mi porti Jeade’en» disse Rand non appena Seirin si allontanò. Se avesse tentato di camminare fin lì, gli sarebbe davvero occorso il sostegno di entrambe le donne. Le due, che non si assomigliavano per niente, avevano comunque la stessa espressione sospettosa. Quegli sguardi corrucciati dovevano far parte degli insegnamenti che ogni ragazza riceveva dalla madre. «Non voglio inseguire Sammael.» Non ancora. «Devo avvicinarmi alla città.» Accennò con il capo alla torre crollata, era il solo modo che aveva di indicare con quelle che ancora lo tenevano per le braccia. Mastro Tovere forse avrebbe potuto riutilizzare le lenti dei cannocchiali, ma non c’erano tre tronchi della torre che non fossero in pezzi. Quel giorno non avrebbero più osservato nessuno dall’alto.
Egwene era palesemente incerta, ma Aviendha fece appena una pausa prima di chiedere a una giovane Fanciulla di andare dai gai’shain. Per prendere anche Nebbia, cosa che Rand non aveva considerato. Egwene incominciò a sistemarsi gli abiti, lamentandosi della polvere, e Aviendha trovò un pettine di avorio e un’altra sciarpa da qualche parte. Malgrado la caduta, le due donne in qualche modo sembravano già meno in disordine di lui. Sui loro visi si vedeva ancora la stanchezza, ma finché fossero state in grado di incanalare, la loro presenza avrebbe avuto una certa utilità.
Questo lo indusse a riflettere un momento. Adesso riusciva mai a pensare a qualcuno se non per quanto fosse utile? Doveva difenderle come sulla torre. Non che questa si fosse rivelata sicura, ma stavolta avrebbe fatto di meglio.
Sulin si alzò mentre Rand si avvicinava, un chiaro cappuccio di algode coperto da bende sul capo, i capelli bianchi che spuntavano.
«Mi sposto vicino alla città» le disse «dove posso vedere cosa sta accadendo, e forse prendere delle misure a riguardo. Tutti i feriti devono rimanere qui, con un numero di persone sufficiente a proteggerli in caso di bisogno. Crea una guardia forte, Sulin. Mi serve solo una manciata di elementi e sarebbe un misero riconoscimento in cambio dell’onore che le Fanciulle mi hanno dimostrato se lasciassi che i feriti venissero massacrati.» Probabilmente avrebbe tenuto la maggior parte di loro al riparo dalla battaglia. Anche lui avrebbe dovuto starne lontano per mantenere gli altri in salvo, ma a giudicare da come si sentiva, non sarebbe stato difficile. «Voglio che resti qui e...» «Non sono ferita» rispose rigida e Rand esitò, quindi annuì lentamente.