I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Ma come faceva a cambiare idea e a mantenere un minimo di dignità dopo aver dato in escandescenze io tutte le direzioni? «Ho deciso che posso essere di maggior aiuto dalla torre» disse, arrossendo tutto.
«Come ordina il Car’a’carn» rispose Sulin senza una traccia di irrisione, come se fosse stata una sua idea fin dall’inizio. Lan annuì, quindi si allontanò, fra le Fanciulle che gli avevano lasciato un piccolo varco.
L’apertura si richiuse alle spalle di Lan e, quando le donne iniziarono a muoversi, Rand non ebbe altra scelta se non andare con loro anche qualora avesse voluto fare qualcosa di diverso. Avrebbe potuto incanalare, scagliare Fuoco o abbatterle con Aria, ma non era il modo di comportarsi con la gente che era dalla sua parte, ancora meno con delle donne. E poi non era sicuro che avrebbe potuto farle andare via se non a costo di ucciderle e forse nemmeno allora. Comunque aveva deciso che era più utile sulla torre.
Egwene e Aviendha erano silenziose come Sulin mentre camminavano, cosa di cui fu loro grato. Naturalmente, almeno parte del loro silenzio aveva a che fare con la preoccupazione di camminare su per la collina e giù nell’oscurità senza spezzarsi il collo. Aviendha di tanto in tanto si lamentava e Rand la sentiva, qualcosa contro le gonne. Ma nessuna di loro si prendeva gioco di lui per aver cambiato idea a quel modo. Forse però lo avrebbero fatto dopo. Alle donne sembrava piacesse affondare il coltello nella piaga proprio quando pensavi che il pericolo fosse passato.
Il cielo incominciò a schiarirsi e diventare grigio; mentre si intravedeva la torre di legno fra gli alberi, la quiete si ruppe. «Non mi aspettavo che saresti stata coinvolta in tutto questo, Aviendha. Credevo avessi detto che le Sapienti non partecipavano alle battaglie.» Era certo di averlo sentito. Una Sapiente poteva avventurarsi nel bel mezzo della mischia senza venire toccata, o in qualsiasi fortezza o posto di un clan che aveva un antagonismo di sangue con il suo, ma lei non prendeva parte ai combattimenti, certamente non incanalando. Fino a quando Rand non si era recato nel deserto, nemmeno la maggior parte degli Aiel aveva saputo che alcune delle Sapienti potevano incanalare, anche se giravano voci su strane capacità e a volte qualcosa che gli Aiel pensavano fosse vicino all’incanalare.
«Non sono ancora una Sapiente» rispose con tono gentile, spostando lo scialle. «Se un’Aes Sedai come Egwene può farlo, allora posso farlo anche io. Ho organizzato tutto stamattina, mentre ancora dormivi, ma ci ho pensato fin da quando lo hai chiesto per la prima volta a Egwene.»
Adesso c’era abbastanza luce da consentirgli di vedere Egwene arrossire. Quando lei se ne accorse inciampò su un ostacolo inesistente e Rand fu costretto ad afferrarla per un braccio per evitare che cadesse. Forse non avrebbe dovuto preoccuparsi di alcun coltello da parte sua. Si incamminarono verso la cima della collina attraverso la rada foresta verso la torre.
«Non hanno provato a fermarti? Amys intendo, o Bair oppure Melaine?» Sapeva che non lo avevano fatto. Altrimenti lei non sarebbe stata presente allora.
Aviendha scosse il capo, quindi aggrottò preoccupata le sopracciglia. «Hanno parlato a lungo con Sorilea, poi mi hanno detto di agire come ritenevo opportuno. Di solito mi dicono di agire come loro ritengono giusto.» Guardandolo di traverso, aggiunse, «Ho sentito da Melaine che porti cambiamenti in tutti i campi.»
«Lo faccio» rispose Rand appoggiando il piede sul primo piolo della scala. «Che la Luce mi aiuti, lo faccio.»
La vista dalla piattaforma era magnifica anche a occhio nudo, la terra si estendeva coperta di colline boscose. Gli alberi erano abbastanza grandi da nascondere gli Aiel che si muovevano verso Cairhien, la maggior parte era certamente in posizione e l’alba proiettava sulla città delle luci dorate. Un’ispezione veloce attraverso il cannocchiale mostrò alture spoglie e apparentemente prive di vita lungo il fiume placido. Quello scenario sarebbe cambiato presto. Gli Shaido erano lì, anche se ben nascosti. Non lo sarebbero rimasti quando avrebbe iniziato a dirigere... cosa? Non il fuoco malefico. Qualsiasi mezzo avesse usato doveva snervare gli. Shaido il più possibile prima che gli Aiel attaccassero.
Egwene e Aviendha guardavano a turno nel lungo tubo, con delle pause per discutere, ma adesso se la prendevano con calma. Scambiandosi dei cenni col capo alla fine si spostarono vicino alla ringhiera e rimasero in piedi con le mani sul legno grezzo, lo sguardo fisso verso Cairhien. Sulla pelle Rand sentì i brividi. Una di loro stava incanalando, forse entrambe. La prima cosa che notò fu il vento, che soffiava in direzione della città. Non una brezza, il primo vento degno di tale nome che aveva percepito in quella nazione. Le nuvole stavano incominciando a formarsi sopra Cairhien, più pesanti a sud ma sempre più dense, e diventavano scure sotto i suoi occhi. Solo lì, sopra Cairhien e gli Shaido. In ogni altro posto fin dove poteva arrivare la vista, il cielo era azzurro chiaro, con appena qualche pennacchio di tanto in tanto. Malgrado tutto rombò il tuono, lungo e costante. Di colpo caddero i fulmini, una lancia frastagliata color argento che fendette la cima della collina sotto alla città. Prima che l’esplosione del lampo raggiungesse la torre, altri due saettarono verso la terra. Delle biforcazioni selvagge danzavano nel cielo, ma quelle singole lance di bianco brillante colpivano con la regolarità di un battito cardiaco. All’improvviso il terreno esplose nel punto in cui non erano caduti i fulmini, sollevando alte fontane di terra, poi in un altro luogo e ancora altrove.
Rand non sapeva quale donna stesse facendo cosa, ma sembravano decise a cacciare gli Shaido. Era giunto il momento di fare la sua parte o rimanere a guardare. Protendendosi afferrò saidin. Del fuoco ghiacciato raschiò l’esterno del vuoto che lo circondava. Freddamente ignorò la sporcizia untuosa che penetrava in lui dalla contaminazione e maneggiò torrenti di Potere che minacciavano di sommergerlo. A quella distanza vi erano dei limiti a ciò che poteva fare. Di fatto era quasi troppo lontano per riuscire ad agire senza l’aiuto di ter’angreal o sa’angreal. Molto probabilmente per quello le donne incanalavano un fulmine per volta, con una sola esplosione. Se lui non era in grado di andare oltre, le donne probabilmente stavano sforzandosi immensamente.
Nel vuoto scivolò un ricordo. Non suo, ma di Lews Therin. Per una volta non gli importò. In un istante incanalò e una sfera di fuoco avvolse la cima della collina a quasi cinque chilometri da lì, una massa ribollente di pallida fiamma gialla. Quando svanì poté vedere senza cannocchiale che la collina adesso era più bassa e nera sulla cima, sembrava fusa. Con le loro forze riunite, forse non ci sarebbe stato affatto bisogno che i clan combattessero Couladin.
Ilyena, amore mio, perdonami! pensò.
Il vuoto tremò, per un istante Rand ebbe il passo malfermo al limite della distruzione. Ondate dell’Unico Potere lo attraversarono come una spuma di terrore, la contaminazione sembrava troppo densa attorno al cuore, una pietra ripugnante.
Tenendosi alla ringhiera finché le nocche non gli divennero bianche si sforzò di calmarsi e ordinò al vuoto di resistere. Dopo quell’episodio rifiutò di ascoltare i pensieri che aveva in testa. Invece si concentrò nell’incanalare o nel cercare metodicamente una collina dopo l’altra.
In piedi, ben nascosto fra gli alberi che svettavano sulla cima della collina, Mat teneva il muso di Pips sotto al braccio per impedire che il castrone nitrisse mentre vedeva migliaia di Aiel andargli incontro dalle colline a sud. Il sole stava appena sorgendo all’orizzonte, proiettando lunghe ombre tremolanti da un lato della massa in corsa. Il calore della notte stava già incominciando a cedere posto al caldo torrido del giorno. L’aria sarebbe stata soffocante con il sole alto. Mat stava già iniziando a sudare.
Gli Aiel non lo avevano ancora notato, ma l’avrebbe fatto se si fosse trattenuto troppo a lungo. Importava poco che si trattasse di uomini di Rand, se Couladin aveva alcuni uomini a sud, la situazione sarebbe diventata molto interessante per quelli stupidi abbastanza da farsi cogliere nel mezzo della battaglia; importava poco perché lui non avrebbe corso il rischio di lasciare che lo scoprissero. Quella mattina si era già trovato fin troppo vicino a una freccia per quel tipo di imprudenza. Con noncuranza toccò il taglio netto sulla spalla della giubba. Un buon tiro, per un bersaglio in movimento parzialmente visibile fra gli alberi. Lo avrebbe osservato con attenzione anche maggiore se non fosse stato lui il bersaglio.