Presagi di tempesta
- Автор: Джордан Роберт, Сандерсон Брендон
- Серия: La Ruota del Tempo #12
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:
Аннотация
I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
«E allora?» chiese Mat. «Coincidenze, Verin.»
Lei sollevò un sopracciglio verso di lui, poi sorrise mentre Mat si muoveva di nuovo sulla panca, Stramaledizione, non si stava contorcendo!
«Mi rifiutai di cambiare stanza, Matrim» continuò lei. «Dissi al locandiere che avrebbe potuto tranquillamente ispezionare la camera dopo che me ne fossi andata, e promisi che non avrei preso con me nessun anello che avessi trovato. Poi gli chiusi con decisione la porta in faccia.» Sorseggiò il suo te. «Pochi minuti dopo, la locanda prese fuoco: un tizzone dal camino era rotolato sul pavimento e finì per radere al suolo l’intero edificio. Tutti fuggirono, per fortuna, ma per la locanda non ci fu nulla da fare. Stanchi e assonnati, Tomas e io ci spostammo al villaggio successivo per trovare lì delle stanze.»
«Allora?» disse Mat. «Ha comunque l’aria di una coincidenza.»
«Tutto questo andò avanti per tre giorni» disse Verin. «Venivo interrotta perfino quando cercavo di apprendere un posto fuori da un edificio. Arrivavano passanti a caso chiedendo di condividere il fuoco, nell’accampamento crollava un albero, un gregge di pecore gironzolava nei paraggi, si abbatteva una tempesta isolata. Vari eventi casuali che riuscivano sempre a impedirmi di apprendere la zona.»
Talmanes fischiò piano. Verin annuì. «Ogni volta che cercavo di imparare un luogo, qualcosa andava storto. Inevitabilmente venivo allontanata per qualche ragione. Comunque, quando decidevo che non avrei fatto nulla per apprendere una zona e non avevo in programma di creare un passaggio, non succedeva nulla. Un’altra persona avrebbe potuto semplicemente andare avanti e lasciar perdere il Viaggiare per qualche tempo, ma la mia natura ebbe la meglio e mi ritrovai a studiare il fenomeno. Era piuttosto regolare.»
Dannate ceneri. Era il genere di cose che si presumeva fosse Rand a fare alla gente. Non Mat.
«Stando al tuo racconto, dovresti essere ancora a Tear.»
«Sì,» disse lei «ma presto iniziai a sentire qualcosa che mi trascinava. Mi tirava, mi strattonava. Come se…»
Mat si spostò di nuovo. «Come se qualcuno ti avesse infilato un dannato amo in corpo? E se ne stesse a tirarlo da lontano, in modo gentile ma insistente?»
«Sì» disse Verin. La Aes Sedai sorrise. «Che descrizione arguta.» Mat non replicò.
«Decisi di usare mezzi più ordinari per il mio viaggio. Pensavo che forse la mia incapacità di Viaggiare avesse qualcosa a che fare con la vicinanza di al’Thor o forse al graduale sbrogliarsi del Disegno dovuto all’influenza del Tenebroso. Prenotai un posto in un convoglio di mercanti che viaggiava a nord verso Cairhien. Avevano un carro vuoto che erano disposti a noleggiare per un prezzo ragionevole. Ero piuttosto affaticata dai giorni passati a star sveglia a tutte le ore a causa di incendi, bambini urlanti e continui trasferimenti da una stanza all’altra di una locanda. Per tale motivo, temo di aver dormito molto più di quanto avrei dovuto. Anche Tomas sonnecchiava.
«Quando ci svegliammo, rimanemmo sorpresi di scoprire che la carovana aveva svoltato a nordovest invece di dirigersi verso Cairhien. Parlai con il responsabile del convoglio e lui mi spiegò che aveva ricevuto una dritta dell’ultimo minuto che avrebbe potuto spuntare un prezzo di gran lunga migliore per i suoi beni nel Murandy invece che a Cairhien. Mentre vi rifletteva, menzionò che avrebbe davvero dovuto dirmi di quel cambiamento, ma gli era sfuggito di mente.»
Verin prese un altro sorso di te. «Fu allora che seppi per certo che qualcosa mi stava indirizzando. I più non l’avrebbero notato, sospetto, ma io ho fatto uno studio sulla natura dei ta’veren. La carovana non si era spostata molto verso il Murandy — solo un giorno —, ma unito a quel senso di strattonamento, era sufficiente. Ne parlai con Tomas, e stabilimmo di evitare di andare dove venivamo trascinati, il Volo Aleggiato è solo un surrogato del Viaggiare, ma non ha la stessa limitazione di conoscere la zona. Aprii un passaggio, ma quando raggiungemmo la fine del nostro viaggio, non ci ritrovammo a Tar Valon, ma in un piccolo villaggio nel Murandy settentrionale!
«Non sarebbe dovuto essere possibile. Però, quando ci riflettemmo, Tomas e io ci rendemmo conto che lui aveva parlato di una battuta di caccia che aveva intrapreso una volta nel villaggio di Trustair, e io avevo aperto il passaggio in quel momento. Devo aver lasciato che la mia concentrazione venisse sviata sul luogo sbagliato.»
«Ed eccoci qui» disse Tomas, con le braccia incrociate e l’espressione insoddisfatta, lì in piedi dietro la sedia della sua Aes Sedai.
«Proprio così» disse Verin. «Curioso, non diresti, giovane Matrim? Sono finita qui per caso, sulla tua strada, proprio quando hai estremo bisogno di qualcuno che crei un passaggio per il tuo esercito.»
«Potrebbe essere comunque una coincidenza.»
«E il senso di essere strattonata?» Su quello lui non sapeva cosa dire.
«La coincidenza è il modo in cui funziona Tessere ta’veren» disse Verin. «Trovi un oggetto scartato che per te è estremamente utile, oppure ti capita di incontrare un individuo al momento giusto. Il caso funziona accidentalmente a tuo favore. O non l’hai, notato?» Verin sorrise. «Vuoi lanciarci dei dadi?»
«No» disse lui con riluttanza.
«Una cosa mi cruccia, però» disse Verin. «Non c’era nessun’altra persona che sarebbe potuta capitare sulla tua strada? Al’Thor ha quegli Asha’man che vanno in giro a cercare uomini capaci di incanalare, e sospetto che le aree rurali come questa siano in cima alla loro lista, proprio come è più probabile che degli incanalatoti possano passare inosservati in posti del genere. Uno di questi potrebbe essere capitato sulla tua strada per aprirti un passaggio.»
«Dannatamente improbabile» disse Mat rabbrividendo. «Non ho intenzione di affidare la Banda a gente del genere.»
«Nemmeno per arrivare nell’Andor in un istante?» chiese Verin. Mat esitò. Be’, forse.
«Io dovevo trovarmi qui per qualche motivo» disse lei pensierosa.
«Credo ancora che tu stia dando troppa importanza a questa faccenda» replicò lui, spostandosi ancora una volta su quella dannata panca.
«Forse. Forse no. Per prima cosa, dovremmo negoziare il mio prezzo per portarvi nell’Andor. Suppongo che tu voglia raggiungere Caemlyn…»
«Prezzo?» chiese Mat. «Ma tu ritieni che sia stato il Disegno a costringerti a venire qui!
Perche esigere un prezzo da me?»
«Perche,» disse lei sollevando un dito «mentre attendevo di trovarti — non sapevo sinceramente se saresti stato tu o il giovane Perrin — mi sono resa conto che ero in grado di offrirti diverse cose che nessun altro poteva.» Infilò una mano in una tasca del suo vestito, tirando fuori diversi pezzi di carta. Uno era il disegno di Mat. «Non hai chiesto dove mi sono procurata questo.»
«Sei Aes Sedai» disse Mat con una scrollata di spalle. «Immaginavo che… sai, che l’avessi saidarizzato.»
«‘Saidarizzato’?» chiese lei in tono piatto. Lui si strinse nelle spalle.
«Io ho ricevuto questo foglio, Matrim…»
«Chiamami Mat» disse lui.
«Ho ricevuto questo foglio, Matrim, da un Amico delle Tenebre» disse lei «che mi ha riferito — ritenendomi una servitrice dell’Ombra — che uno dei Reietti aveva ordinato che gli uomini in queste immagini venissero uccisi. Tu e Perrin siete in grave pericolo.»
«Non ne sono sorpreso» disse lui, celando il gelo che quel suo annuncio gli fece provare.
«Verin, gli Amici delle Tenebre cercano di uccidermi dal giorno in cui lasciai i Fiumi Gemelli.» Fece una pausa. «Che io sia folgorato. Fin dal giorno prima che lasciassi i Fiumi Gemelli. Cosa cambia?»
«Questo è diverso» disse Verin, facendosi più severa. «Il livello di pericolo in cui ti trovi… Io… Be’, concordiamo solo che sei in grande, grandissimo pericolo. Ti suggerisco di stare mollo attento nelle prossime settimane.»
«Io sono sempre attento» disse Mat.
«Bene, cerca di esserlo di piu’» ribatte lei. «Nasconditi. Non correre rischi. Sarai indispensabile prima che tutto questo sia finito.»